<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136</id><updated>2011-11-15T16:16:47.436+01:00</updated><category term='Serbia'/><category term='Kosovo'/><category term='Jugoslavia'/><category term='Terremoto'/><category term='Solidarietà'/><category term='Un Ponte per'/><category term='Sostegni a distanza'/><category term='Alessandro Di Meo'/><category term='Profughi'/><title type='text'>Un sorriso per ogni lacrima</title><subtitle type='html'>"voli a bassa quota in un dopoguerra jugoslavo" - 
di Alessandro Di Meo</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>83</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-7391692059947401857</id><published>2011-11-15T14:49:00.005+01:00</published><updated>2011-11-15T16:16:47.465+01:00</updated><title type='text'>Quando si dice, la fortuna!</title><content type='html'>Bene, Berlusconi se n’è andato e siamo tutti contenti. Ma sarà vero?&lt;br /&gt;Sarà vero che se n’è proprio andato? E sarà vero che siamo tutti contenti?&lt;br /&gt;Il popolo in piazza ha festeggiato, lasciandosi andare a quel senso di liberazione che l’ha pervaso alla notizia del dimissionario premier.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è chi non ha avuto proprio nulla da festeggiare. A parte i suoi fedelissimi, non hanno avuto nulla da festeggiare coloro i quali non arrivano alla fine del mese perché, come recita uno slogan efficace, alla fine dello stipendio manca sempre troppo mese!&lt;br /&gt;Non hanno avuto modo di festeggiare i precari, gli studenti, i lavoratori dei servizi pubblici, della scuola, gli ospedalieri, gli sfruttati del privato, i pensionati… perché non una parola di speranza per il loro futuro o per un anche minimo cambiamento nella loro vita è giunta da chi è stato chiamato a sostituire Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo contenti, è vero, non possiamo negarlo. Berlusconi è andato… e fra gli scontenti ci sono i fascisti o post fascisti, che sempre fascisti sono. Cartelli appesi sulle grate dell’università di Roma Tor Vergata che la vigilanza, in altri casi sempre molto attenta, si guarda bene dal rimuovere… Comandi dall’alto, affinità di pensiero o paura di pestaggi e ritorsioni da parte dei fascisti del nuovo millennio?&lt;br /&gt;Del resto qui a Tor Vergata Casapound è di casa.&lt;br /&gt;Cartelli appesi contro questa “offesa alla nazione”, che si è vista imporre un governo dalle banche del grande potere economico. Un potere che, però, proprio loro, i fascisti, storicamente hanno sempre spalleggiato e difeso. Scarsa memoria, opportunismo o riconoscenza verso Berlusconi, uno dei maggiori artefici del loro sdoganamento?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche a sinistra, la sinistra vera, in molti non sanno di cosa essere contenti. Il governo Monti, imposto dalla Banche e dal mondo della Finanza dell’Unione Europea, non promette nulla di buono.&lt;br /&gt;Lacrime e sangue che, al solito, dovremo versare noi comuni lavoratori, in quanto nessuno oserà toccare i privilegi della casta. Dall’evasione fiscale, alle milionarie proprietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa sensazione di paese a sovranità limitata è molto più reale di quanto si possa credere. Tanto che andare alle elezioni, occasione per toglierci di mezzo tanti parlamentari analfabeti o eletti per servigi tutt’altro che nobili, è stata ritenuta una perdita di tempo. Una cosa inutile.&lt;br /&gt;E, in effetti… da quanto tempo le elezioni non sono più utili?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi si scandalizza oggi nel vedere ridotto il nostro paese a servo di interessi superiori che vengono da oltre la Alpi e da oltre i nostri mari, dovrebbe rifletterci, sempre che sia in buona fede e porsi la domanda: da quanto tempo questa è, di fatto, la realtà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io dico che dovremmo gioire, invece e tanto!&lt;br /&gt;Fare cortei, caroselli festosi, iniziative nelle strade.&lt;br /&gt;Ma non con la motivazione di quelli scesi in piazza a Montecitorio, che si sentono liberati più da un feticcio insopportabile e ingombrante, odioso nella sua protervia quanto ridicolo nella sua goffaggine e che non sospettano neppure da cosa si dovranno liberare domani e dopodomani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BU31yHmqi04/TsJvRG6plCI/AAAAAAAAATw/_jqeBeyp3_0/s1600/18.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="133" width="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-BU31yHmqi04/TsJvRG6plCI/AAAAAAAAATw/_jqeBeyp3_0/s200/18.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Dovremmo gioire perché il cambiamento è avvenuto senza le bombe della Nato. Ma ci pensate se avessero scelto di liberarci e restituirci “democrazia” alla stessa maniera dell’Iraq di Saddam? O dell’Afghanistan dei Talebani? O della Jugoslavia di Milošević? O della Libia di Gheddafi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quanto tempo siamo un paese a sovranità limitata?&lt;br /&gt;In politica estera innanzitutto, con la scusa di esportare “democrazia”. La stessa “democrazia” che oggi vuole più solide garanzie da offrire al Grande Capitale Internazionale. Lacrime e sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma si, c’è proprio da gioire. Berlusconi se n’è andato senza neppure bisogno delle bombe, intere o a frammentazione, dell’uranio impoverito o gas nervini. Sono bastati spread e titoli di borsa.&lt;br /&gt;State tranquilli, avrà di che consolarsi. Ha molte nipotine, Silvio, anche straniere. Ma che fortuna, per noi, vivere aldiquà dell’Adriatico!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-7391692059947401857?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/7391692059947401857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=7391692059947401857' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7391692059947401857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7391692059947401857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/11/quando-si-dice-la-fortuna.html' title='Quando si dice, la fortuna!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-BU31yHmqi04/TsJvRG6plCI/AAAAAAAAATw/_jqeBeyp3_0/s72-c/18.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-8238620735834282337</id><published>2011-10-21T11:18:00.000+02:00</published><updated>2011-10-21T11:18:48.847+02:00</updated><title type='text'>Una delle Cartoline dal Kosovo e Metohija...</title><content type='html'>Cari amici,&lt;br /&gt;Il mio nome è Sonja Vuković. Vivo a Osojane, comune di Istok, a Kosovo e Metohija. Lavoro in una scuola elementare come pedagogo. Mi piace lavorare con bambini, mi rallegrano, fanno ridere e mi fanno essere felice. Da anni porto alunni alle varie gite ma questo soggiorno a Roma per me è stato davvero una cosa speciale. &lt;br /&gt;Da tanto tempo desideravo vedere Roma ed ecco, il mio è un esempio che i sogni possono diventare la realtà. Bisogna soltanto desiderare le cose giuste e Dio ci penserà  a farle diventare la realtà nel momento giusto per noi. Roma è una città  bellissima, è così meravigliosa che non ci sono le parole con cui potrei descrivere la sua bellezza. Camminare per le strade di Roma è un cammino sulle vie di eternità.&lt;br /&gt;Quello che è più importante in assoluto è che ho conosciuto delle persone fantastiche, e in questo senso particolarmente Samantha ed Alessandro, le persone piene di calore, sincerità  e amore. Grazie di aver riconosciuto l'ingiustizia che è stata compiuta verso il nostro paese. Grazie per amare i Serbi e la Serbia. Dopo tante sconfitte che abbiamo vissuto come popolo, dopo tanto dolore per non riuscire a dimostrare al mondo che non siamo cattivi ne colpevoli, il vostro amore ed il vostro combattere per il popolo Serbo, sono di grande conforto per noi.&lt;br /&gt;Il villaggio Osojane in cui vivo è il primo villaggio a Kosovo e Metohija in cui le persone sfollate sono cominciate a tornare. Siamo scappati nel 1999 proprio quando a Kosovo e Metohija è stata ufficialmente proclamata la situazione di pace. Abbiamo vissuto come profughi per due anni, dopo i bombardamenti del mio paese, e questi erano i giorni più difficili. Siamo tornati il 13 agosto 2001. Tutto era distrutto, bruciato, rovinato. Davanti ai resti della mia casa ho trovato il mio slittino, il mio unico ricordo dell'infanzia che si è salvato. &lt;br /&gt;Per un anno abbiamo aspettato che ci ricostruissero le case e nel frattempo abbiamo vissuto nelle tende e nei container. Ci scortavano e proteggevano i soldati italiani e per cinque anni potevamo muoverci solo con la scorta militare. L'inizio è stato difficile, ma tutto si sopporta più facilmente se si è nella propria casa, e sulla propria terra.&lt;br /&gt;La scuola a Osojane è stata riaperta e ha cominciato a lavorare nel 2002 con solo 6 alunni. Un anno dopo il vecchio edificio è stato rinnovato e quest'anno ci sono 40 alunni. Non ci sono molte persone giovani a Osojane. Dopo il ritorno molti hanno deciso di andare via di nuovo perché non potevano sopportare la pressione psicologica e l'isolamento. In questo momento a Osojane sento soprattutto la mancanza dei miei amici, che sono sparsi per il mondo. Nonostante tutte le difficoltà siamo felici di vivere sotto il pezzo del cielo che è nostro, che non abbiamo rubato né tolto a nessuno. Quando guardo la mia terra sono molto orgogliosa perché è mia e io le appartengo. Ecco perché non vedo il mio futuro al di fuori della Serbia e fuori dal Kosovo e Metohija.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe tornare di nuovo a Roma, dove ci sono anche delle possibilità per specializzazione, però dopo tornerei di nuovo nel mio paese. Quando avrete letto questa lettera sarò migliaia di km lontano da voi. Ma la lontananza non permetterà che io dimentichi tutte le persone care e i giorni passati a Roma che hanno assomigliato molto al mio sogno.&lt;br /&gt;Grazie a tutti che hanno aiutato l'organizzazione del nostro viaggio. Noi forse non siamo in grado di esprimere i nostri sentimenti e le emozioni però credete che i nostri cuori a Roma sono stati pieni di gioia. Stiamo tornando alla nostra solita vita di sempre e nei momenti difficili mi ricorderò di Roma, delle persone care e di quel mare infinito, con il castello sullo sfondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-8238620735834282337?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/8238620735834282337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=8238620735834282337' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8238620735834282337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8238620735834282337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/10/una-delle-cartoline-dal-kosovo-e.html' title='Una delle Cartoline dal Kosovo e Metohija...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-391205795428458169</id><published>2011-09-07T11:18:00.005+02:00</published><updated>2011-11-10T16:32:44.539+01:00</updated><title type='text'>Cartoline dal Kosovo e Metohija</title><content type='html'>Gorica, Sonja, Gordana, Marina, Milica, Jelica, Albijana, Roxanda, la "mascotte" Violeta... e poi Stefan, Stojan, Milos, Danilo, Stefan, Srdjan. 12 ragazzi in età preuniversitaria più 3 accompagnatrici maggiorenni, provenienti dai villaggi serbi del Kosovo e Metohija, martoriata terra serba dove Un Ponte per, in accordo coi monaci del monastero di Decani, oggi protetto dai militari italiani della Kfor, ha avviato sostegni a distanza per famiglie che o non sono mai andate via, nonostante i soprusi subiti o sono tornate a vivere in quella che da sempre è la loro terra. Il Kosovo e la Metohija, appunto, la terra dei monasteri.&lt;br /&gt;Fra mille difficoltà, queste famiglie vivono in una sorta di piccole riserve indiane, appena tollerate quando non osteggiate nel nuovo Kosovo indipendente, riconosciuto a tempo di record dall'Italia e dai paesi Nato, non riconosciuto da molti altri, fra i quali Cina, Russia, India, Brasile. La comunità internazionale non sembra preoccuparsi di questo apartheid, quasi che le sorti di questa gente non rientri nelle agende dei solerti Ministeri degli Esteri che in passato, al contrario, hanno fatto di tutto per bombardare quel che rimaneva della Jugoslavia, con particolare accanimento contro la Serbia, con la scusa, ben propagandata, di combattere le "pulizie etniche".&lt;br /&gt;Questi ragazzi siamo riusciti, con uno sforzo economico enorme per una piccola associazione come Un Ponte per..., a farli arrivare in Italia, a offrire loro una sistemazione più che dignitosa, a farli frequentare un corso di italiano presso le strutture della Facoltà di Lettere dell'università di Roma "Tor Vergata",  a regalare loro momenti di gioia, di gioco ma pure culturali davvero di buon livello.&lt;br /&gt;Vedere tanta parte del nostro impegno aggirarsi per i monumenti di Roma, fare foto come normali turisti, conoscendo però la loro situazione di vita, ci ha in parte commosso ma pure regalato forza e consapevolezza di poter continuare nella strada intrapresa. Coscienti che, insieme anche ai tanti sottoscrittori che ci hanno aiutato e che continuano a farlo, si possano stabilire solidi ponti di solidarietà anche coi dimenticati. Che noi, continueremo a non dimenticare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-391205795428458169?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/391205795428458169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=391205795428458169' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/391205795428458169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/391205795428458169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/09/cartoline-dal-kosovo-e-metohija.html' title='Cartoline dal Kosovo e Metohija'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1453437711980472815</id><published>2011-08-02T00:04:00.003+02:00</published><updated>2011-08-02T00:14:03.644+02:00</updated><title type='text'>Memoria e Retorica</title><content type='html'>Il ministro Brunetta continua coi suoi decreti e le sue circolari a incasinare sempre di più la pubblica amministrazione che, invece di unirsi e metterlo in un angolo, come meriterebbe per le sue follie, lo prende sul serio e si adegua. Si burocratizza sempre più la burocrazia! Non se ne uscirà più, e si rafforzerà il concetto di lavoratori pubblici scansafatiche e profittatori. Mentre i ministri se ne vanno baldanzosi, prepotenti e sempre più ricchi.&lt;br /&gt;Sono i tempi che corrono. Tempi che stanno pianificando il disastro annunciato al quale dovranno prendere parte, loro malgrado, i nostri figli. Tagli senza criterio su tutto ciò che è pubblico, da sbeffeggiare e annullare, dove la fa da padrone Nostro Signore Debito, esaltando l’efficienza e l’agilità, tutte robe moderne, del Privato Profitto.&lt;br /&gt;E lasciamo stare i miliardi di euro regalati al mercato della guerra, con le sue missioni umanitarie sparse per il mondo, con le armi e gli armamenti vari, aerei, elicotteri, navi da acquistare, vendere, scambiare. Che si uccidano migliaia di persone non interessa molto, anche perché, spesso, la cosa nemmeno viene raccontata.&lt;br /&gt;Si è costretti talvolta a parlare, raccogliendoci tutti uniti fraternamente (ma solo un minuto, che è pure troppo…) di qualche soldatino sbadato che salta in aria. Chissà perché, poi, tutta questa irriconoscenza, visto che parte per esportare democrazia, oltre che per pagarsi il mutuo della casa, aperto ai tassi da usura delle democratiche e sempre pulite banche mondiali.&lt;br /&gt;Tutto questo, verrà mai ricordato da qualcuno? Quando i nostri figli pagheranno gli ingenti danni che stanno costruendo per loro, qualcuno ricorderà mai gli inutili Don Chishotte che cercavano di raccontare un’altra verità?&lt;br /&gt;Perché la memoria è la base di tutto, senza memoria non si va da nessuna parte. E si tende a farne a meno. Solo che quando ne fa a meno chi è in evidente malafede ce ne facciamo una ragione. Ma quando a farne a meno sono gli insospettabili, la cosa si fa dura.&lt;br /&gt;Ed ecco che, allora, per entrare nel tema fondante di questo blog, leggo nell'articolo di Tommaso Di Francesco di venerdì 29 Luglio su “il manifesto”, dell'ennesima crisi al confine fra Kosovo e Serbia. Ma, leggendo, ho dovuto segnalare un errore, che voglio ancora credere una svista (anche se la segnalazione è stata ignorata…), dato che a commetterlo è uno dei giornalisti da sempre fra i più attenti della questione jugoslava e balcanica.&lt;br /&gt;Nel presentare queste nuove tensioni al confine fra Serbia e Kosovo, si parla delle sparizioni dei serbi dal giugno del 1999, opera dell’Uck, cosiddetto esercito di liberazione del Kosovo, in realtà formazione terroristica e delinquenziale (vedere: Uck, l’armata nell’ombra, di Sandro Provvisionato).&lt;br /&gt;C’è da ribadire ancora una volta, ma credevo non ce ne fosse bisogno mai più, che i serbi scomparivano si, vittime dei sequestri delle bande dell'Uck, ma già dal giugno del 1998, a bombe Nato lontane! E anche prima, di quella data.&lt;br /&gt;Ogni data è fondamentale, perché consente di riportare tutto dentro la giusta ottica. Non di ritorsione si è trattato, come un lettore distratto e male informato potrebbe capire leggendo di sparizioni e sequestri avvenuti dal giugno del 99, alla fine dei bombardamenti Nato e al rientro degli albanesi dal confine con l’Albania (mèta delle governative operazioni Arcobaleno, chi le ricorda più? Ah, la memoria, questa sconosciuta…) ma di autentica aggressione! Un’aggressione condotta all'interno di uno stato sovrano, contro liberi cittadini che avevano la colpa di essere serbi e abitare una regione che gli albanesi ritengono di loro proprietà, occultando le millenarie presenze delle altre etnie che si cerca di far scomparire dalla memoria storica, insieme ai tanti monasteri e chiese ortodossi. E questo, senza dimenticare i tanti scomparsi e uccisi non serbi, addirittura albanesi, colpevoli solo di essere considerati collaborazionisti semplicemente perché, magari, coltivavano la terra insieme al "nemico" serbo o lo frequentavano per un caffè da prendere insieme.&lt;br /&gt;Nel mio ultimo viaggio in Kosovo e Metohija (dove sta divenendo pericoloso anche solo pronunciarlo questo nome: Metohija, la terra dei monasteri…), in un clima revisionista che vorrebbe cancellate dalla memoria collettiva le radici storiche, culturali e religiose di un intero popolo; dove si introducono nelle scuole programmi adottati dall'Albania che inculcano nelle nuove generazioni fin dalle elementari il concetto di monoetnicità della regione, nel mio ultimo viaggio ho incontrato persone nei villaggi serbi della Metohija che vivono al limite della dignità umana. Famiglie che hanno bisogno di tutto, alle quali le autorità albanesi tagliano l'acqua, monopolizzando fiumi e sorgenti e impedendo, di fatto, la coltivazione minima anche di un orto.&lt;br /&gt;Vorrei chiedere, anche se so bene che la domanda può apparire retorica in quanto difficilmente mi verrà data risposta: come possono tollerare i fautori delle guerre umanitarie, sempre più in voga e sempre più finanziate da tutti i governi che si susseguono, siano essi di destra o di sinistra, questa palese e sfrontata negazione dei diritti umani in Kosovo, quel Kosovo ora "libero e indipendente" dove il premier Thaci è accusato ormai da tutti di traffico di organi umani espiantati in modo violento e infame agli scomparsi degli anni precedenti le bombe della Nato?&lt;br /&gt;Davvero la loro coscienza, che s’indigna davanti ai "pazzi sanguinari" di turno che “ammazzano il loro stesso popolo” e che sono sempre e comunque da bombardare, ma in maniera accettabile e condivisa, con le bombe più intelligenti che esistano, come quelle all'uranio, capaci di avvelenare un popolo per generazioni e generazioni future... davvero la loro coscienza è così intermittente? Davvero il loro difendere i diritti umani è atto così poco equidistante, quando l’equidistanza da sempre è il loro verbo assoluto? Davvero devo pensare siano così in malafede?&lt;br /&gt;Non posso crederlo, né accettarlo. E, spero, anche voi che leggete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, si accennava alle nuove tensioni che stanno avvenendo, nel silenzio generale, fra Kosovo e Serbia.&lt;br /&gt;Il governo serbo getta acqua sul fuoco, con politiche improntate al massimo dialogo, ma nel rispetto delle risoluzioni Onu (fa tenerezza questa ostinazione della Serbia ufficiale a credere nelle sirene della “Democrazia” importata a suon di bombe. C’è da credere a questo senso delle istituzioni? O è solo fumo da gettare negli occhi dei serbi, che dovranno in un futuro molto prossimo, ci scommetto, accettare molto di peggio??).&lt;br /&gt;Le autorità albanesi di Pristina, al contrario, soffiano sullo stesso fuoco, forti, come sempre, dell’appoggio dei propri protettori europei e, in particolare, di quelli a stelle e strisce che da un lato si compiacciono per le politiche neoliberiste e per gli arresti eccellenti da consegnare al tribunale dell’Aja, tutta opera dell’attuale governo serbo, ma dall’altro nulla fanno, ad esempio, per accelerare l’incriminazione e l’arresto di quello che da sempre è il loro più grande alleato della regione: quell’Agim Thaci, ex criminale, ora elegante premier in giacca e cravatta del neoNato narcostato, già molto amico della Albright ai tempi degli accordi farsa di Rambouillet.&lt;br /&gt;Ma, certo, la base Usa di Bond Steel, nel sud del Kosovo, la più grande d’Europa, deve essere ben salvaguardata nel territorio! E chi, meglio di astuti e incalliti criminali che, nel frattempo, accrescono i propri loschi affari mafiosi e malavitosi, può farlo? Un’altra domanda retorica, alla quale nessuno risponderà.&lt;br /&gt;Intanto, nel nord del Kosovo, a maggioranza serba, il blocco alle frontiere sta determinando una situazione difficile a causa dell’impedimento al passaggio delle merci, avallato dall’intervento della Kfor che non essendo in grado di pretendere da Pristina lo sblocco delle dogane, fa finta di vigilare per evitare altre violenze ma, di fatto, militarizzando quei confini, rendendoli sempre più difficili da attraversare. Quando l’equidistanza diventa farsa!&lt;br /&gt;In tutto questo, registriamo l’assordante silenzio della comunità internazionale, tutta intenta a continuare le proprie guerre, distruggendo popoli e territori, come in un risiko gigantesco.&lt;br /&gt;Ora, dopo la Libia, che resiste, soffre e muore, toccherà alla Siria. E dopo? Domanda retorica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1453437711980472815?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1453437711980472815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1453437711980472815' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1453437711980472815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1453437711980472815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/08/memoria-e-retorica.html' title='Memoria e Retorica'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-3604977952176448996</id><published>2011-07-27T00:46:00.001+02:00</published><updated>2011-09-26T19:03:00.727+02:00</updated><title type='text'>Mi arrendo...</title><content type='html'>Mi arrendo.&lt;br /&gt;Ho sempre sostenuto che la Serbia, i Serbi, avessero subito le più grandi ingiustizie in questo secolo e, soprattutto, in quello passato. Ma pure nei secoli precedenti, prestando il fianco, lo so, al vittimismo che da sempre  è presentato come caratteristica di questo popolo complicato.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-16RhZQi3E5A/Ti9Cek8Ie-I/AAAAAAAAAS4/330kotohIT0/s1600/IMG_5931.JPG" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="134" width="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-16RhZQi3E5A/Ti9Cek8Ie-I/AAAAAAAAAS4/330kotohIT0/s200/IMG_5931.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre cercato la parola a difesa dei serbi, per ciò che è accaduto nella Jugoslavia degli anni novanta. Ho sempre cercato di dimostrare come i suoi rappresentanti, politici, militari, popolari, avessero grosse attenuanti rispetto a ciò per il quale venivano accusati. Oggi no, basta, mi arrendo. Non spenderò più  parole per difendere Milosević, Mladić, il motto Samo Sloga Srbine Spasava (Solo l’Unione Salverà i Serbi!), il festival di Guča, i monasteri del Kosovo e della Metohija, Jelena, Sladjana, Saša e tutto il resto.&lt;br /&gt;No, basta, ve la do vinta.&lt;br /&gt;Ho mia figlia in ospedale, sono davvero in una posizione debole, per cui non cercherò nessun tipo di contrattacco. Ho perso. Gli eventi, del resto, lo dicono. Ho perso, la Serbia ha perso.&lt;br /&gt;La Serbia, che ha arrestato i suoi generali, quelli che il tribunale dell’Aja voleva arrestare, ha perso. Glieli ha consegnati, impacchettati e spediti a domicilio, senza ricevuta di ritorno.&lt;br /&gt;Ho perso, lo so, ho perso come la Serbia con i suoi governanti proni a chiedere di entrare nel grande circo dell’Unione europea, senza garanzie su ciò che sarà il futuro della Serbia stessa e del suo popolo, terreno fertile preda dei vari Marchionne, dei comandanti Nato, del Fondo Monetario Internazionale, delle Banche.&lt;br /&gt;Ripeto, mia figlia è in ospedale e io ho altro per la testa. Altro che la Serbia e le sue sorti! Ho perso.&lt;br /&gt;Però, però, però… &lt;br /&gt;Proprio a voi che avete da sempre accusato questo paese delle peggiori nefandezze.. che avete sempre sostenuto che i mali dei Balcani passassero tutti da Belgrado, la Belgrado dal nazionalismo esacerbato, preda di quel senso di vittimismo che ha portato alla violenza degli ultimi venti anni… proprio a voi che avete  portato in giro per il mondo l’immagine della Serbia come terra di coltura del nuovo nazismo, delle pulizie etniche, che siete riusciti a convincere tutto il mondo che proprio da quella terra partiva il male assoluto… a voi, che avete eletto a vostri privilegiati interlocutori gentaglia che vendeva organi umani in cambio di soldi per finanziare il malaffare e lo squallido potere, scambiato per afflato libertario (che scempio delle parole!)… A voi che avete avallato tutto questo, si, proprio a voi, oggi io chiedo…&lt;br /&gt;Come potete tollerare, nel nome del rispetto dei diritti umani, che persone come  Zvezdan Arsić, abitante di una casetta in un villaggio serbo, nei pressi di Dečani, dove esiste e resiste un monastero millenario sotto tutela dell’Unesco, oggi patrimonio dell’umanità ma a rischio distruzione…  che persone come  Zvezdan Arsić, al quale hanno tagliato la fornitura di acqua e non può più annaffiare il proprio orto, che sta rinsecchendo, così come i fiori nei vasi che ci mostra, sconsolato e tenero, senza altre fonti di sostentamento… come potete tollerare che persone così non possano avere un minimo di giustizia?&lt;br /&gt;Tutto intorno alla sua casetta appare povero, abbandonato, rassegnato. Padre Petar, del monastero di Dečani, dove perplessi soldati italiani fanno la guardia, controllando passaporti di amici visitatori, dove assistono alle funzioni religiose di una religione discreta, che non viene a cercarti a casa, una religione che aspetta che sia tu a compiere il primo passo di avvicinamento a Dio, religione che, con un sms, si ferma e prega, per le sorti di una ragazzina lontana che nemmeno conosce… Padre Petar mi mostra, fra il desolato e l’ironico amaro, quelle che erano le case dei serbi, distrutte. Aggiungendo, rassegnato…&lt;br /&gt;“Le case dei serbi nel Kosovo e Metohija (attento padre Petar! Metohija è parola che non si può più pronunciare nel Kosovo “moderno, democratico e liberato!”)… queste case le riconosci perché sono quelle distrutte, che si incontrano nel paesaggio, o sono quelle nuove ricostruite coi ricchi fondi della comunità internazionale, ma con materiali poveri, con mezzi poveri, lentamente e distrattamente  e che, una volte ultimate, sono piccole, piccole, piccole…”.&lt;br /&gt;E’ vero. Qualcosa stanno ricostruendo a questi serbi ostinati che non vanno via o che sono tornati. Ma sono architetture minimali. Due stanze, un cesso, un tetto. E basta. Può bastare, deve!, bastare.&lt;br /&gt;Costruite vicino alle vecchie case, andate in rovina, saccheggiate e depredate dagli sciacalli. Case una volta grandi, per famiglie numerose ora costrette a vivere in loculi minimali.&lt;br /&gt;“Quello che eravamo, quello che siamo diventati!”.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-UbXPDmX7f5E/Ti9DGOuxxpI/AAAAAAAAATA/0UMq-P8cyh8/s1600/IMG_5961.JPG" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="134" width="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-UbXPDmX7f5E/Ti9DGOuxxpI/AAAAAAAAATA/0UMq-P8cyh8/s200/IMG_5961.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ma alla Serbia occidentalizzata e che vuole l’Europa, tutto questo appare davvero lontano.&lt;br /&gt;Io non ero e non sono d’accordo con voi, ma è un parere ormai davvero poco importante.&lt;br /&gt;Ma voi che avete difeso, a vostro modo di vedere e di dire, i “sacri diritti umani”… che pensate di stare a sostenerli ancora, ieri come oggi, attraverso altre guerre, in Libia come altrove… che siete convinti e ritenete doverose queste guerre che chiamate con nomi sprezzanti del ridicolo, che fate finta di ignorare le enormi quantità di denaro che le stesse guerre richiedono, salvo andare in piazza con scolorite bandiere, nere bianche rosse e verdi, per i tagli alla sanità o alla scuola pubblica… voi che vi commuovete con lacrime da coccodrillo, quando torna un militare morto avvolto da bandiere tricolori, pregne dell’ipocrisia di ministri riformati, simbolo di un Italia senza più memoria, che non ricorda la sua Storia e la sua fierezza…  sempre pronti a fare finta di fermare lo spettacolo con minuti di raccoglimento che non contemplate quando a morire sono migliaia di civili inermi e sconosciuti e senza colpa, vittime dei vostri assurdi “effetti collaterali”, sempre pienamente giustificati e sempre, puntualmente, ignorati dai vostri telegiornali… per voi, convinti assertori di tutto ciò, non sono forse “Umani” i diritti di queste persone? E perché, allora, ve ne state in silenzio?&lt;br /&gt;Perché restate in silenzio davanti ai tanti serbi scomparsi, ai quali hanno forzatamente espiantato organi, immessi nel mercato clandestino a finanziare movimenti di liberazione che fanno sfoggio, nel Kosovo “moderno, democratico e liberato”, di bandiere USA da balconi e tetti, quasi fossero le loro? Perché voi, si proprio voi, oggi, non dite nulla?”&lt;br /&gt;Io smetto di scrivere su questi argomenti. Lo giuro, smetto. Tanto più, che mai avrete letto di ciò che vado sostenendo da anni. Ignorato, ignorante, mi rimetto alla vostra conoscenza dei fatti. La giudico oggettiva, buona, assoluta. Ma vi chiedo, da sconfitto… come fate a tollerare tutto quello che, oggi, è la realtà?&lt;br /&gt;Attendo risposta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-3604977952176448996?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/3604977952176448996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=3604977952176448996' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3604977952176448996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3604977952176448996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/07/mi-arrendo.html' title='Mi arrendo...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-16RhZQi3E5A/Ti9Cek8Ie-I/AAAAAAAAAS4/330kotohIT0/s72-c/IMG_5931.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2615343702839327177</id><published>2011-07-12T00:32:00.004+02:00</published><updated>2011-07-12T00:43:59.274+02:00</updated><title type='text'>Però, mia figlia deve guarire.</title><content type='html'>Eccomi in viaggio, in questa Serbia che arresta i propri generali per consegnarli in manette a chi l’ha umiliata, vilipesa, derisa, tradita, ferita, squarciata, offesa con bombardamenti, demonizzazioni, embarghi economici feroci, isolamenti.&lt;br /&gt;Ma vuole l’Europa, questa Serbia, come fosse un dovere, quasi fosse colpa sua se questa Europa è una fregatura.&lt;br /&gt;Entro nel pullman di linea che mi porterà a Kraljevo, da Belgrado. Oggi è caldo, ma il cielo di Belgrado è di un azzurro splendido, brillante, da paesaggio nordico.&lt;br /&gt;Partiamo, il pullman non ha condizionatore e c’è un caldo afoso e inesorabile.&lt;br /&gt;Ma il taciturno autista, non appena fuori dalla stazione, apre la porta anteriore.&lt;br /&gt;Io sto seduto sul primo sedile, proprio vicino alla porta e la cosa mi fa piacere. Viaggiamo così, in barba a ogni regola, Del resto, fa troppo caldo, qualcosa bisogna pure inventarsi.&lt;br /&gt;Agli incroci delle strade vendono cocomeri. E’ stagione. L’autista si accende una sigaretta e getta cenere dal suo finestrino che, puntualmente, rientra da quello dopo. Al casello chiude la portiera. C’è la polizia.&lt;br /&gt;Superato il casello dell’autostrada, però, è di nuovo fresco, è di nuovo aria, è di nuovo ventilazione naturale.&lt;br /&gt;Viaggio in solitudine.&lt;br /&gt;Mi sento bene, la mia testa diviene improvvisamente sgombra, libera, pulita. Un po’ come questo cielo oggi, libero da grigie nubi, pieno di se. Mi riempio dell’essenziale, che oggi è il vuoto.&lt;br /&gt;L’autista ha smesso di fumare ma sposta le cose sul cruscotto che stavano per volare via, guidando con una mano sola, in discesa, sull’autostrada. Nessuno sembra preoccuparsi. Lui sa quello che fa.&lt;br /&gt;Si, sto davvero bene. Il viaggio mi rasserena.&lt;br /&gt;Penso alla prima volta, subito dopo i bombardamenti “umanitari”, quando venivo a scoprire un mondo che non conoscevo. L’autista del pullman fuma molto e, adesso, sputa pure dal finestrino.&lt;br /&gt;Non si fa!, quello dietro è aperto. Ma la cenere è più leggera, la porta il vento. Lo sputo no. Lo sputo pesa. Porta catrame, nicotina, inquinamento, disprezzo. Per una vita che non è più vita.&lt;br /&gt;Salgono passeggeri dove non ci sono fermate, questo è davvero autobus per povera gente. Costa poco, rispetto agli altri. Salgono lavoratori che tornano a casa dopo il lavoro, pure loro avranno da sputare il loro sangue, il loro catrame, il peso di una vita che si fa sempre più dura.&lt;br /&gt;Chiedo al bigliettaio se mi possono far scendere non alla fermata ufficiale ma vicino al mio hotel, che è di strada. Naturalmente non fanno problemi, si può fare. Saluto, mangio qualcosa da solo, vado a dormire, sereno e leggero. Domani sarà Kosovo. Domani sarà pure Metohija, la terra dei monasteri. E’ il nome giusto per quella terra.&lt;br /&gt;A Dečani il sole filtra dalle finestre della chiesa. E’ bello. Ma io accendo un cero, di quelli grandi. Mia figlia non sta bene, me lo hanno detto al telefono. Niente di che, ma dentro sento qualcosa che non va. Allora accendo il cero, chiamo il suo nome. Dentro la chiesa, stavolta, anche io pregherò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con padre Petar visito alcune famiglie che verranno sostenute a distanza. Ho bisogno dei loro dati. E il solito rituale si svolge. Si arriva, si stringono mani, si chiedono nomi. Le storie, sembrano sempre le stesse.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-K2NmO4qw4FY/Tht5MKMsruI/AAAAAAAAASo/i9Zt9ShgsoY/s1600/IMG_5944.JPG" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="134" width="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-K2NmO4qw4FY/Tht5MKMsruI/AAAAAAAAASo/i9Zt9ShgsoY/s200/IMG_5944.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ma le persone no, quelle cambiano ogni volta. Prima di conoscere questa nuove famiglie abbiamo consegnato i sostegni a distanza a nove famiglie che avevamo conosciuto a novembre scorso. Alcuni dei loro figli verranno in Italia a Settembre, in una iniziativa di conoscenza e scambio. Petar scatta foto a me e ai bambini. Sono foto belle, vive, piene di amore. Stiamo facendo cose importanti, anche se piccole e minime. Ma di più  non riusciamo e questo, in ogni caso, sembra davvero molto, vista la considerazione che c’è per quel che si fa.&lt;br /&gt;A Raušić passiamo vicino alle case distrutte dei serbi. E’ il passato che va a braccetto col presente, fatto di cimiteri ortodossi invasi da sterpaglie, con le lapidi distrutte, in frantumi.&lt;br /&gt;A Djurakovac c’è la chiesa ortodossa anche lei invasa dalle sterpaglie mentre, poco distante, una nuova moschea lucida e bianca e brillante, fa sfoggio di se.&lt;br /&gt;Visitiamo la famiglia di Zvezdan Arsić, una di quelle che andremo a sostenere dalla prossima volta.&lt;br /&gt;Mi colpisce l’aspetto di quest’uomo, malato e gracile, che fa della terra la sua unica fonte di sostentamento.&lt;br /&gt;Solo che, ci dice, da cinque giorni hanno tagliato l’acqua e non può annaffiare il suo orto. Che sta rinsecchendo, così come i fiori nei vasi che Zvezdan ci mostra, sconsolato e tenero. Tutto intorno mi sembra povero, abbandonato, rassegnato. Padre Petar mi mostra, anche se ormai le conosco bene, quelle che erano le case dei serbi: distrutte. Ma mi dice, anche… “Le case dei serbi le riconosci bene perché o sono quelle distrutte che si incontrano nel paesaggio, o sono quelle piccole, piccole…”.&lt;br /&gt;E’ vero. Qualcosa gli hanno ricostruito a questi serbi ostinati che non vanno via o che sono tornati. Ma sono davvero architetture minimali. Due stanze, un cesso, un tetto. E basta. Spesso, costruite vicino alle vecchie case, andate in rovina, saccheggiate e depredate. Quello che eravamo, quello che siamo diventati.&lt;br /&gt;Ma alla Serbia che vuole l’Europa, tutto questo appare davvero lontano.&lt;br /&gt;La notte a Dečani è incantevole, anche se triste e preoccupata. Mia figlia non migliora, la cosa sembra più seria di quello che appariva all’inizio. Dormo col cellulare acceso, in attesa di qualche messaggio rassicurante. Che non arriva.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Io, io… le metterò da parte le mie idee.&lt;br /&gt;Non starò a ripeterle ancora, come ho fatto in questi dodici anni. No, basta. Mi arrendo. Mi dichiaro sconfitto. Non le rinnegherò, ma nemmeno starò qui ancora a difenderle, come fossi un Don Chishotte dei tempi moderni.&lt;br /&gt;Ve la do vinta, tutto quel che avete sempre affermato e sostenuto, anche con bugie secondo me, sulla Jugoslavia, sulla Serbia, sul Kosovo e Metohija, ve lo riconosco buono. Non mi sentirete più. Mai più. Però…&lt;br /&gt;Però proprio voi, che avete sostenuto che in Kosovo era in atto una pulizia etnica… che andava fermato il dittatore pazzo sanguinario, Milosević… che andavano arrestati i suoi complici, come Mladić… voi che avete affermato ovunque e sempre e con forza che la Serbia andava fermata, perché il suo nazionalismo esasperato stava producendo tragedie, calpestando diritti umani, violando leggi e regole internazionali… voi.. voi… come potete tollerare tutto questo, adesso, in silenzio?&lt;br /&gt;Voi che avete abbracciato, facendo vostre, le motivazioni di interventi considerati umanitari, cosa fate oggi? Dove è la vostra umanità, davanti a persone come Zvezdan?&lt;br /&gt;Io non ero e non sono d’accordo con voi, ma il mio è un parere poco importante. Ma voi che avete difeso, a vostro modo di vedere e di dire, diritti umani, e che pensate di sostenerli ancora, ieri come oggi, non sono forse umani i diritti anche di queste persone? E perché, allora, ve ne state in silenzio?&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Y5zD9v-vf6c/Tht5ulo_xdI/AAAAAAAAASw/9DaoLlNCXtk/s1600/IMG_5961.JPG" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="134" width="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-Y5zD9v-vf6c/Tht5ulo_xdI/AAAAAAAAASw/9DaoLlNCXtk/s200/IMG_5961.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Perché restate in silenzio davanti ai tanti serbi scomparsi, ai quali hanno forzatamente espiantato organi, immessi nel mercato clandestino per finanziare movimenti di liberazione che fanno sfoggio, nel Kosovo “moderno e liberato”, di bandiere USA da balconi e tetti, quasi fossero le loro? Perché voi, si proprio voi, oggi, non dite nulla?”&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;A Dečani si incontrano i vescovi di Žiča, monastero vicino Kraljevo, un tempo sede del patriarcato e di Raška e Prizren, quindi della Metohija. Sono Hrisoston e Teodosije.&lt;br /&gt;Nell’omelia Hrisoston esalta il ruolo, fondamentale per i serbi che resistono, dei monaci di Dečani.&lt;br /&gt;Petar deve servire messa, “ho il servizio”, ci dice.&lt;br /&gt;Alla fine saluteremo lui e Isaja, mentre Andrej lo salutiamo per telefono. Speriamo di rivederci presto.&lt;br /&gt;Alla frontiera fra Serbia e Kosovo un poliziotto fa l’occhiolino in modo evidente e spudorato a Vesna, la ragazza della Croce Rossa che ci ha accompagnato, facendo anche da interprete.&lt;br /&gt;Così vanno le cose, così sembrano proprio andare.&lt;br /&gt;Mentre lasciamo Kosovska Mitrovica, sulla strada del ritorno inizia a piovere. Speriamo la pioggia arrivi da Zvezdan, e da quelle famiglie che non hanno acqua per il proprio orto. E speriamo pure che quel cero acceso, mantenga la sua luce a lungo. Mia figlia deve guarire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2615343702839327177?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2615343702839327177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2615343702839327177' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2615343702839327177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2615343702839327177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/07/pero-mia-figlia-deve-guarire.html' title='Però, mia figlia deve guarire.'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-K2NmO4qw4FY/Tht5MKMsruI/AAAAAAAAASo/i9Zt9ShgsoY/s72-c/IMG_5944.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-4317552061846705866</id><published>2011-06-18T00:14:00.003+02:00</published><updated>2011-06-20T16:08:01.029+02:00</updated><title type='text'>"Pinelli vive!"</title><content type='html'>C’è una scritta, da tanti anni, sul muro che costeggia la via Casilina a Roma, dopo l’incrocio con viale Palmiro Togliatti: “Pinelli vive”.&lt;br /&gt;Giuseppe Pinelli, anarchico milanese, già staffetta partigiana, volò giù da una finestra della questura di Milano, il 15 dicembre del 1969, dove era stato portato per un interrogatorio in seguito all’arresto avvenuto dopo la strage di piazza Fontana, a Milano, del 12 dicembre del 1969. La pista anarchica fu quella seguita dalle indagini. Come spesso accadde, e come spesso tuttora accade, la pista anarchica è quella che viene data per più probabile. Salvo, poi, essere smentita dagli eventi. Ma nessuno se ne ricorderà. E delle matrici fasciste, comuni a tutte le stragi di stato, se ne parlerà quando sarà tardi.&lt;br /&gt;Pinelli, si disse, volò giù da una finestra per un malore. Un po’ come quando si muore perché un proiettile sparato da un poliziotto di stato viene deviato da una rete metallica, o da un sasso gettato in aria da un manifestante. O quando si muore perché ritenuti “pericolosi”, a 18 anni, tornando a casa propria. Toraci soffocati, spaccati dalla furia ceca delle cosiddette forze dell’ordine. Oppure ancora, quando si muore in carcere, sotto la tutela delle forze di stato: polizia, carabinieri, secondini, vigilanza, medici militari… no, son tutti malori.&lt;br /&gt;Sono stato al Ponte della Ghisolfa, un mese fa, a presentare il mio libro L’Urlo del Kosovo.  Quel luogo è intriso di storia, quel luogo fu fondato da Giuseppe Pinelli, quel luogo parla ancora di quei tempi. Forse, un po’ datato, forse un po’ “rimastone”, come si dice a Roma. Ma sprizza storia e bandiere rosse da ogni poro!&lt;br /&gt;“Pinelli vive”, dice la scritta sul muro di via Casilina, a Roma… i fascisti sono riusciti solo a cancellare un po’ di falce e martello, ma quella scritta campeggia ancora, orgogliosa e tenace, su quel muro, come fosse un libro di storia.&lt;br /&gt;Proprio oggi, i compagni del Ponte della Ghisolfa, mi hanno chiamato. E mi hanno detto che parte dei soldi ricavati da loro iniziative, sottoscrizioni, incontri, dibattiti, quindi soldi puliti, soldi puri… verranno versati per sostenere alcune famiglie dei villaggi serbi del Kosovo e Metohija, gente che non ne vuole sapere di abbandonare quella che da sempre è la propria terra, quella che da sempre è la propria storia. Gente che resiste, gente che lotta, gente che non si lascia comprare.&lt;br /&gt;Undici famiglie verranno sostenute per tre anni. Undici famiglie conosceranno la solidarietà, l’amicizia, la condivisione… del lutto, della tragedia, ma pure della resistenza.&lt;br /&gt;Sono passato anche stasera, per quella via, la via Casilina, a Roma, dopo l’incrocio con viale Palmiro Togliatti. Ho rivisto quella scritta, l’ho salutata con un pugno chiuso. Davvero, ancora oggi, “Pinelli vive”!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-4317552061846705866?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/4317552061846705866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=4317552061846705866' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4317552061846705866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4317552061846705866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/06/pinelli-vive.html' title='&quot;Pinelli vive!&quot;'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-6230801673443855970</id><published>2011-06-06T18:53:00.001+02:00</published><updated>2011-06-06T18:54:11.741+02:00</updated><title type='text'>Un fiocco viola a scuola!</title><content type='html'>Radnacciàsu, adesso ho imparato... &lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=rtKDRLr5PVQ&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-6230801673443855970?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/6230801673443855970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=6230801673443855970' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6230801673443855970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6230801673443855970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/06/un-fiocco-viola-scuola.html' title='Un fiocco viola a scuola!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1488903926772707748</id><published>2011-05-27T10:48:00.004+02:00</published><updated>2011-05-27T12:24:14.199+02:00</updated><title type='text'>Urràh, Serbia libera! Arrestato pure Mladic!</title><content type='html'>E così, ora potete venire tutti in Serbia! Stiamo organizzando un viaggio in questo paese, ad agosto (chiamate Un Ponte per... 06-44702906 per avere maggiori dettagli). Un paese, la Serbia, che sta per entrare in Europa, finalmente! O quasi, o forse... E si, perchè non è proprio certo, anche se da oggi è un paese più sicuro, visto che tutti i cosiddetti "criminali di guerra", "pulitori etnici", "fanatici nazionalsiti" teorici della Grande Serbia, colpevoli della sanguinosa mattanza in Jugoslavia degli anni '90, sono al cimitero, in cella al tribunale dell'Aja, o stanno per andarci. Anche Ratko Mladic, generale di quello che fu l'esercito della Repubblica Federale di Jugoslavia, verrà processato, una farsa facilmente prevedibile, al tribunale dell'Aja. Conditio sine qua non, imposta alla Serbia... consegnateci Mladic e, forse, entrerete in Europa. Forse era uno dei parametri di Maastricht, ma mi è sfuggito!&lt;br /&gt;Perché all'Aja? Perché non possono essere i cittadini serbi a processarselo, una volta stabilita l’accusa? Quanta legittimità ancora stiamo riconoscendo a questo pseudo - tribunale, istituito ad hoc contro la Jugoslavia che, mentre ha visto "morire improvvisamente" nelle sue celle il presidente Milosevic (ops, ho detto presidente, dovrei forse adeguarmi ai vari Sofri &amp; c. e definirlo Hitlerosevic, oppure boia dei Balcani o chissà come)... mentre ha fatto di tutto per alimentare la demonizzazione dell'intero popolo serbo, sorvolando sui nazionalismi di Itzebegovic o di Tudjman o degli estremisti albanesi kosovari, ha lasciato liberi criminali come Naser Oric, capo delle milizie musulmane di stanza proprio a Srebrenica, pulitore etnico doc dei villaggi serbi della zona (salvo darsela a gambe quando si è trattato di affrontare non donne, anziani, bambini, come abituato a fare, ma un esercito regolare guidato proprio da Ratko Mladic) o Ramush Haradinaj, massacratore dei serbi e degli albanesi jugoslavisti in Kosovo e Metohija già nel 97 e nel 98. Anni completamente ignorati nelle analisi di ciò che è accaduto in Kosovo, con le bombe umanitarie della Nato così umane da finire per proteggere assassini incalliti (uno su tutti: Agim Tachi, il fidatissimo amico della Albright, accusato di traffico di organi espiantati ai desaparecidos serbi) che ora guidano il governo e la polizia del Kosovo "indipendente". Tutti reduci dell'Uck, che andranno a "proteggere" le minoranze serbe al posto dei soldati della Kfor.&lt;br /&gt;Come, lo abbiamo visto nel marzo del 2004, con 150 fra chiese e monasteri ortodossi distrutti e ancora migliaia di serbi cacciati, in prevalenza anziani, sotto lo sguardo "vigile ma in quel caso distratto" della forza internazionale presente sul territorio.&lt;br /&gt;Perché Mladic è “giustamente", come scrivono molti, consegnato all'Aja? Che diritto ha questa istituzione a giudicare ciò che è accaduto in Jugoslavia? E dove sono, sul banco degli imputati, i tanti personaggi, politici e militari Usa e Ue, le cui mani grondano sangue, alcuni anche italiani? Gente in giacca e cravatta, dal parlare forbito e abitualmente ospitata nei salotti televisi, ma che ha massacrato migliaia e migliaia di persone con scelte irresponsabili di politica estera!&lt;br /&gt;Bush, Clinton, Albright, D’Alema, Bonino, Schroeder, Blair, Sarkozy e chi più ne ha, ne metta… quando li vedremo rispondere delle loro responsabilità e dei loro crimini davanti a un tribunale davvero di Giustizia? Oggi assistiamo alle lacrime di coccodrillo della Carla Del Ponte, intervistata anche da Tommaso Di Francesco su il manifesto, ex procuratore capo che ha speso le prime parole in difesa dei serbi massacrati solo dopo aver lasciato l'incarico. Facile, dopo.&lt;br /&gt;Oggi, bontà sua, riconosce la possibilità che si indaghi per i crimini subiti dai serbi. I serbi, per avere riconosciuto questo diritto, devono però abiurare, fare mea culpa. Non hanno diritti uguali agli altri, hanno diritti solo dopo (e forse) aver garantito qualcosa in cambio. Ormai, stanno vendendo anche la loro anima. Non avranno nulla in cambio, ci scommetto fin da ora.&lt;br /&gt;Quale fiducia in questa pseudo giustizia possono riporre i serbi, che subito ci si affretta a definire "ultranazionalisti" se solo oseranno protestare per l'ennesimo schiaffo alla loro dignità? Una dignità che l'attuale premier, il filo-occidentale Tadic, svende ogni giorno di più. Dai trattati con il Kosovo ormai etnicamente ripulito dai serbi (e, ripeterò fino alla noia, non solo: quanti albanesi e rom e di altre etnie sono stati cacciati perché non graditi alle mafie che oggi regnano indisturbate, a guardia di un territorio dominato dalla più grande base americana nel mondo?), fino agli accordi con i grandi Prenditori (no, non è un refuso... ), gente come Marchionne, affamatori di professione di qualunque popolo e di qualsiasi diritto. Come può essere sconfitto quel senso di vittimismo col quale sempre si denigrano i serbi se i serbi, la loro storia, la loro cultura, le loro radici, il loro orgoglio, il loro essere europei da sempre viene calpestato, ogni volta e allo stesso modo?&lt;br /&gt;Verrebbe da dire... state fuori da questa Europa, da questa comunità internazionale. Ogni volta che si sono occupati di voi, è stato un disastro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1488903926772707748?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1488903926772707748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1488903926772707748' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1488903926772707748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1488903926772707748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/05/urrah-serbia-libera-arrestato-pure.html' title='Urràh, Serbia libera! Arrestato pure Mladic!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-596322208009014497</id><published>2011-05-11T10:33:00.001+02:00</published><updated>2011-05-11T10:48:05.013+02:00</updated><title type='text'>Radnacciàsu!</title><content type='html'>Tanja continua a ridere della mia pronuncia.&lt;br /&gt;“Radnacciàsu”, che in serbo vuol dire compito in classe, non le piace e quella doppia C proprio non riesco a pronunciarla come lei vorrebbe. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dMV9RMZfwgk/TcpE0rffUmI/AAAAAAAAARs/bM4KryNxDkc/s1600/IMG_6902.JPG" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="134" width="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-dMV9RMZfwgk/TcpE0rffUmI/AAAAAAAAARs/bM4KryNxDkc/s200/IMG_6902.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ha sette anni, Tanja, e ride insieme alla sua amichetta, Anastasija, anche lei di sette anni. Siamo nella scuola Vuk Stefanović Karadžić di Trmbas, villaggio di Kragujevac, in Serbia. La scuola è situata in un campo abitato da famiglie profughe dal Kosovo, vittime dei bombardamenti Nato del ‘99.&lt;br /&gt;Prima delle bombe “umanitarie”, quel villaggio era la sede estiva di tanti alunni delle scuole elementari. Ora, è un piccolo vulcano dove tanta rabbia si accumula, giorno dopo giorno, nell’indifferenza di chi ha causato tutto questo. Quando arriviamo, qualcuno ci guarda diffidente, qualcuno ci chiede soldi, altri ci vogliono solo mostrare le loro povere cose. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HTcVRXBh6pY/TcpF-y4y1VI/AAAAAAAAASE/EUdnwPwljPs/s1600/IMG_6822.JPG" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="134" width="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-HTcVRXBh6pY/TcpF-y4y1VI/AAAAAAAAASE/EUdnwPwljPs/s200/IMG_6822.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Stanno così da 12 anni, il loro presente è fatto di lotte quotidiane per la sopravvivenza.&lt;br /&gt;Stanno così da 12 anni e non sembrano avere un futuro.&lt;br /&gt;Ma il futuro lo leggi negli occhi di giovani madri, come Velika, poco più che ventenne e già madre di due bambini.&lt;br /&gt;Stanno così da 12 anni, e non sembrano avere passato. Ma il passato lo leggi negli occhi di anziane madri, come Dobrìla, che ci mostra la foto del suo giovane figlio mai dimenticato, ammazzato in Kosovo. I suoi assassini sono stati premiati dalle bombe della Nato e, quindi, da quelle dell’Italia, complice e rea confessa, per nulla pentita. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-WeYlaxkyNuo/TcpHkOhS3XI/AAAAAAAAASM/vE3AxEe7NqQ/s1600/IMG_6832.JPG" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="134" width="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-WeYlaxkyNuo/TcpHkOhS3XI/AAAAAAAAASM/vE3AxEe7NqQ/s200/IMG_6832.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Oggi, a Kragujevac, c’è la visita del presidente della Serbia, Boris Tadić. Difficilmente passerà da queste parti. Così come difficilmente, da queste parti, conosceranno mai il maglioncino casual di Marchionne e le sue ricette di risanamento. Non avevano tanto bisogno di risanarsi, ai tempi della Jugoslavia, Kragujevac la chiamavano la “Torino dei Balcani”, con la sua fabbrica di automobili Zastava, oggi preda dei classici e consolidati ricatti del capitalismo occidentale: investimenti pubblici, profitti privati.&lt;br /&gt;La nostra amica Rajka Veljović, dell’ufficio adozioni della Zastava, sindacato Samostalni, oggi licenziata da tutto ed espulsa, di fatto, dalla fabbrica, ci accompagna facendo da garante per noi nei confronti degli abitanti del villaggio. Il suo volto è triste, stanco, rassegnato. Sono anni che viene qui ma in tanti anni la situazione del villaggio è solo peggiorata. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-fA61EZ7ejUw/TcpH6WurIjI/AAAAAAAAASU/mXlrsgEnNWc/s1600/IMG_6818.JPG" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="134" width="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-fA61EZ7ejUw/TcpH6WurIjI/AAAAAAAAASU/mXlrsgEnNWc/s200/IMG_6818.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E la tristezza diventa rabbia, per tutti questi anni di sfacelo e di drammi, per un paese che viveva la sua storia con assoluta dignità e fierezza.&lt;br /&gt;Dignità e fierezza che ritroviamo in quel suo raccontarci della tomba di Tito, a Belgrado, che dal 2002 ha visto aumentare in modo esponenziale le visite. C’è chi la chiama “nostalgia”. Ma, forse, è solo ricordo indelebile di tempi migliori, ormai andati. Rabbia e ricordo, tristezza e disperazione. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_gV-KLLZLyI/TcpFQpF8PhI/AAAAAAAAAR8/jrnfEInICLU/s1600/IMG_7065.JPG" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="134" width="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-_gV-KLLZLyI/TcpFQpF8PhI/AAAAAAAAAR8/jrnfEInICLU/s200/IMG_7065.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Qui a Trmbas, alla gente di questo villaggio, anche Milošević e il suo “regime” garantiva un salario, un’istruzione, cure, cibo, casa e dignità. Ma dalle nostre parti tutti lo consideravano un “regime”, una “dittatura” e si sa, di questi tempi si fanno guerre contro le “dittature”, nel nome di “libertà e diritti umani” e anche fra i "pacifisti", ormai, spesso si applaude agli interventi “umanitari”. Dalla Jugoslavia alla Libia, dall’Iraq alla Palestina, passando per l’Afghanistan o per l’Africa. Salvo sorvolare sui risultati finali di queste guerre, che producono tragedie enormi e incontrollate, ma nel silenzio più totale, dove concetti come “libertà e diritti umani” scompaiono dalle agende politiche e dai mass-media.&lt;br /&gt;Anche le persone di questo villaggio, senza saperlo, sono oggi libere e padrone di sé stesse. Non si rendono conto di quanto sia bello essere padroni di sé stessi. E’ la democrazia. Nessuno più che ti impone cose, ma le scegli tu. Anche se sei ridotto allo sbando e non sai dove sbattere la testa, sarà uno sbando… libero!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanja ci consegna il compito in classe svolto.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-T_GnQJbU9yk/TcpJYJuBoMI/AAAAAAAAASc/YESx91pXhSU/s1600/IMG_6949.JPG" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="134" width="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-T_GnQJbU9yk/TcpJYJuBoMI/AAAAAAAAASc/YESx91pXhSU/s200/IMG_6949.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;“Radnacciàsu”, adesso ho imparato, anche se a me sembra di pronunciarlo come prima. Lo consegnano anche gli altri bambini che abbiamo coinvolto in questo nostro gioco. Hanno scritto nome e cognome, luogo e data di nascita. Sono nati a Kragujevac, in Serbia. Hanno dai sette ai dieci anni. Si chiamano Tanja, Anastasija, Sladjana, Stefan, Marina, Filip. Le loro famiglie sono state cacciate dal Kosovo e Metohija, la loro terra. Dodici anni fa. E questo villaggio, nel cuore dell’Europa, aspetta che l’Europa si accorga della sua esistenza. Ma, forse, sarà meglio di no. Già una volta, l’Europa, si è ricordata di loro. Crediamo possa bastare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. Per il loro compito, abbiamo dato a questi bambini voto 5, il massimo nella scuola serba. Hanno bisogno di credere fortemente in loro stessi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-596322208009014497?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/596322208009014497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=596322208009014497' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/596322208009014497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/596322208009014497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/05/radnacciasu.html' title='Radnacciàsu!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-dMV9RMZfwgk/TcpE0rffUmI/AAAAAAAAARs/bM4KryNxDkc/s72-c/IMG_6902.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-7381764833053535636</id><published>2011-04-22T10:25:00.000+02:00</published><updated>2011-04-22T10:25:46.639+02:00</updated><title type='text'>Ma quali navi? (articolo su il manifesto del 22 aprile...)</title><content type='html'>Vogliamo le navi umanitarie!&lt;br /&gt;Ma che significa? Ma che razza di articolo è, che presa di posizione è?&lt;br /&gt;In prima pagina, su un quotidiano come il manifesto, dalla parte del torto, avete sempre sostenuto!&lt;br /&gt;A chi le chiedete queste navi "umanitarie"? Chi le manda, in Libia? La Russa? D'Alema? Veltroni? Berlusconi? Frattini?&lt;br /&gt;Cos'è questo sogno vestito da anime belle, che davvero sarebbe ora di dismettere, una volta per tutte?&lt;br /&gt;Continuate a dire: la Libia era già un inferno prima dei bombardamenti...&lt;br /&gt;E del milione di lavoratori dell'Africa nera che avevano trovato da Gheddafi, si proprio dal "tiranno novello Hitler", "massacratore del proprio popolo" (che aveva liberato dopo una rivoluzione, dalle catene e dalle grinfie dei poteri economici, subdoli e biforcuti, delle potenze coloniali...), un barlume di speranza per il proprio futuro, che cosa ne è stato? Le navi sono anche per loro?&lt;br /&gt;O gli offriamo posti di lavoro? Lo chiediamo a Berlusconi, di dargli quei posti che avevano prima dei bombardamenti e che ora non hanno più? Dove è finito il vostro stare contro, sempre e comunque, quotidiano comunista il manifesto?&lt;br /&gt;Per dire che state contro le bombe di questo strapotere economico assassino, avete sempre bisogno di demonizzare prima qualcuno, sia esso Gheddafi o Saddam, i Talebani o Milosevic... tanto che alla fine della lettura ci si chiede: ma allora, meglio le bombe!&lt;br /&gt;Cosa è questa paura di schierarsi, anche su posizioni scomode e poco producenti, cos'è questo restare a metà fra l'ambiguo e l'equidistante? Fra qualche anno, poi, leggeremo nei vostri trafiletti un'altra verità. Come è successo per la Jugoslavia di Milosevic, altro "tiranno" per la cui cattura e per il cui processo ci si è tanto commossi a sinistra, un'infamia che ancora grida giustizia.&lt;br /&gt;Il movimento pacifista dovrebbe riunirsi con parole chiare, dure, poco accattivanti, altro che fantomatiche navi da sognatori retorici e romantici: a centinaia di migliaia muoiono al mondo e i novelli Hitler siamo noi e stiamo dalla parte sbagliata!&lt;br /&gt;E poi, anche per evitare spettacoli come il massacro, materiale e mediatico, di persone straordinarie come Vittorio Arrigoni, accolto da poche centinaia di persone, compagni e amici, quando ne avrebbe meritate milioni!&lt;br /&gt;Dov'era Napolitano, sempre pronto a baciare bandiere sulle bare di mercenari speculatori delle tragedie altrui? Incatenato alla poltrona da Israele? Pertini sarebbe stato con noi, senza se e senza ma...&lt;br /&gt;Le parole di Fidel Castro, un altro in lista per il ruolo di novello Hitler, altro "massacratore del proprio popolo" (decisamente tesi più redditizia, nel panorama mediatico disinformativo odierno), siano spunto di riflessione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Si potrà essere o no d'accordo con Gheddafi. Il mondo è stato invaso da ogni tipo di notizia, specialmente con l'impiego dei mezzi di informazione di massa. Si dovrà aspettare il tempo necessario per conoscere in modo rigoroso quanto ci sia di verità o di menzogna, o il groviglio dei fatti di ogni tipo che, in mezzo al caos, si sono prodotti in Libia. Ciò che per me è assolutamente evidente è che il governo degli Stati Uniti non è assolutamente preoccupato per la pace in Libia, e non esiterà a dare alla NATO l'ordine di invadere questo ricco paese (...).&lt;br /&gt;Una persona onesta sarà sempre contro qualsiasi ingiustizia venga commessa con qualsiasi popolo del mondo, e la peggiore, in questo momento, sarebbe quella di stare in silenzio davanti al crimine che la NATO si prepara a commettere contro il popolo libico.&lt;br /&gt;La dirigenza di questa organizzazione bellicista ha fretta di compierlo. E' doveroso denunciarlo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Sinceramente, è sempre più difficile leggervi. Ma so che stanno aumentando le tirature.&lt;br /&gt;Continuate così, allora...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-7381764833053535636?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/7381764833053535636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=7381764833053535636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7381764833053535636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7381764833053535636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/04/ma-quali-navi-articolo-su-il-manifesto.html' title='Ma quali navi? (articolo su il manifesto del 22 aprile...)'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-4950397896762285775</id><published>2011-04-16T23:18:00.003+02:00</published><updated>2011-04-16T23:35:38.385+02:00</updated><title type='text'>Sciacquatevi la bocca!</title><content type='html'>Prima di parlare di Vittorio Arrigoni, in tanti dovrebbero sciacquarsi la bocca. Ma con acido muriatico!&lt;br /&gt;Forse, anche molti di quelli che popolano il variegato mondo cosiddetto pacifista, perchè Vittorio era, è!... un pacifista di quelli agguerriti, che solo con la presenza sul campo, con l'esposizione del proprio corpo in prima linea riescono a sentirsi parte, per dirla con lui, di una Utopia. Una Utopia bisogna avere il coraggio di inseguirla giorno dopo giorno, farla diventare parte irrinunciabile della propria esistenza, sacrificando, spesso, altri aspetti più comodi e gratificanti. E questo in molti, in troppi, proprio  non se la sentono di farlo.&lt;br /&gt;Vittorio è morto per tutto questo, e anche per molto altro. Ma molti, fra quelli che oggi ne tracciano la figura, umiliando un silenzio che meglio li rappresenterebbe, cercano subdolamente, facendo il gioco, sporco, delle ingiustizie che Vittorio cercava di combattere, di renderne inutile la figura stessa. Parlando di questo Uomo come l'ennesima "anima bella" o "utile idiota" o, addirittura, come alcuni nazisionisti hanno fatto, storpiando il suo nome da Arrigoni in "Arricchioni", omofobi razzisti immemori della loro genìa. Rendendo "semplice, romantica, tenera" la figura di un Uomo che ha combattuto "inutilmente" per il suo ideale. Parlando di un ideale che descrivono effimero e irrealizzabile, nel nome del pragmatismo. Ritorcendogli contro, come causa del suo assassinio, proprio quella parte, i palestinesi e la Palestina, che lui aveva nel cuore. Tralasciando, ovviamente, i potenti mezzi di cui i nazisionisti dispongono nel voler far scomparire figure e voci scomode al loro dominio tragico... tralasciando che gli unici a guadagnarci dal suo assassinio sono proprio questi feroci nazisti moderni, che fanno rivoltare nelle tombe i loro antenati martitirizzati da identica, solo apparente follia.&lt;br /&gt;Perchè non di follia si tratta, ma di brutale materialismo. Energia, acqua, accesso al mare... tutte cose che poco hanno a che fare con parole come Utopia, Giustizia, Legalità.&lt;br /&gt;Gli stessi che, parlando della morte di Vittorio, fanno balenare agli occhi degli ignari l'immagine di Hamas che non tiene in sicurezza il proprio territorio, sono gli stessi che pretendono di contrastare le ennesime bombe (dettaglio insignificante: all'uranio impoverito!) della Nato contro la Libia, presentando il volto sanguinario e dispotico di Gheddafi (annovero, purtroppo, fra questi, anche il manifesto di oggi, che sul suo settimanale Alias, quello del sabato, presenta un giovane rapper che odia Gheddafi ed esalta la "Gioventù libica" che lo vuole morto, cantando di martiri in numero molto maggiore che altrove, ma che poco ci canta dell'oltre un milione di lavoratori che in Libia hanno trovato una speranza di vita per se stessi e per le proprie famiglie di quell'Africa nera che in pochi sembrano davvero considerare. Che fine faranno quei lavoratori e quelle speranze? Poco importa. Un po' come con la Tunisia... si è liberata dal dittatore, si è democratizzata, ma ora tanti di quelli che hanno combattuto la vogliono lasciare. Bel modo di costruire le moderne democrazie! Meglio un pacchetto all inclusive, a quanto pare! Lotto, per poi andarmene altrove. Che razza di partigiani ci sono, in questo millennio?&lt;br /&gt;Oggi, è arrivata la notizia che il tribunale dell'Aja ha condannato il generale croato Gotovina a 24 anni di reclusione per crimini contro i serbi (ma non erano i serbi i soli criminai pulitori etnici dei Balcani?) e che, udite udite, Franjo Tudjman, vero negazionista dell'olocausto e capo della Croazia ultranazionalista secessionista che Pannella benedì insieme alla sua cricca nel 92... che Giovanni Paolo II omaggiò con la beatificazione di Alozije Stepinac, alto prelato "benemerito" che negli anni della II guerra mondiale assistette ignaro alla carneficina in atto nel campo di sterminio di Jasenovac dove un milione di persone, fra cui migliaia di bambini e donne, furono sterminati dalla follia degli ustascia croati e dei cattolici oltranzisti... quel Franjo Tudjman è stato definito criminale di guerra!&lt;br /&gt;C'è un piccolo particolare... Tudjman non è passato, da vivo, per quel tribunale, come ad esempio Slobodan Milosevic che in quelle celle c'è morto (o forse, diciamo così, hanno lasciato morire...). Tudjman è morto a casa sua, con tutti gli onori. Ora, a giochi fatti, forse per addolcire la pillola che un governo serbo spudoratamente filo occidentale (tanto da ospitare generali della Nato per creare "positive collaborazioni") sta facendo ingoiare a tutto il popolo serbo, si riconosce che l'"Operazione Tempesta" dell'agosto del 95, quando furono deportati con una vera e propria pulizia etnica tutti i serbi delle Krajne e della Slavonia, e ne morirono a migliaia sotto le bombe Nato con l'applauso dei democratici nostrani come Sofri o francesi europeisti come Henry Levy (che richiamano tanto gli applausi dei moderni democratici per i raid Nato contro la Libia, paese sovrano che non ha attaccato nessuno)... quella operazione, si riconosce opera di Tudjman e, si sentenzia, fu un massacro contro civili. Bene, giustizia sarà fatta. Vedrete, pian piano se ne farà anche nel Kosovo monoetnico dove l'attuale premier, riconosciuto anche dall'intero panorama istituzionale italiano, è inquisito per traffico di organi umani espiantati ai desaparecidos serbi. Peccato che la Jugoslavia non esista più per vederla realizzata, tutta questa giustizia!&lt;br /&gt;Caro Vittorio, quanta amarezza!&lt;br /&gt;Si, dovrebbero sciacquarsi la bocca in molti, prima di parlare di te, di quello che facevi, di quello che si cerca di far sapere e conoscere, nel fragore assordante della propaganda. Ma sarà difficile che lo facciano. Subito pronti ad avventarsi con il loro umanitarismo da quattro soldi, ti faranno martire per poi sbandierare la tua inutilità. Che è anche la nostra, perchè il mondo lo decidono al di sopra delle nostre teste. E ci prendono pure in giro quando, dopo anni e anni di scempio, ci danno persino ragione. Anche a te la storia darà ragione. Ma sarà troppo tardi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-4950397896762285775?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/4950397896762285775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=4950397896762285775' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4950397896762285775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4950397896762285775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/04/sciacquatevi-la-bocca.html' title='Sciacquatevi la bocca!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1944876170559368402</id><published>2011-04-06T11:47:00.005+02:00</published><updated>2011-04-06T16:19:48.333+02:00</updated><title type='text'>"Fora da 'i ball!"</title><content type='html'>Con la storia dei diritti umani (sacri, per carità), si stanno commettendo e, soprattutto, tollerando dei veri e propri genocidi!&lt;br /&gt;Se Saddam, esempio che faccio spesso, fosse ancora al suo posto e nessuno fosse andato a bombardare l'Iraq, avremmo il rispetto di qualche diritto umano in meno (ma è pure tutto da dimostrare che oggi in Iraq i diritti umani siano rispettati...) ma certamente avremmo centinaia di migliaia di iracheni ancora VIVI!&lt;br /&gt;Vittime delle guerre subite e delle conseguenze atroci (inquinamento ambientale, uranio impoverito, armi chimiche usate dalla Nato come a Falluja, lotte fratricide e guerra civile), ma anche del feroce embargo ultra decennale che ha annientato il paese.&lt;br /&gt;Siamo noi i nazisti moderni, ma nessuno se ne è ancora accorto!&lt;br /&gt;Ammantati da umanitari, chiamiamo queste nuove guerre coloniali con nomignoli simpatici e teneri, che acquietano le nostre coscienze, fregandocene altamente delle stragi di civili, di bambini, di donne, di anziani, come se quelle di normali uomini fossero meno tragiche...&lt;br /&gt;Ma tanto, c'è il "dittatore" di turno da sbaragliare e debellare, e diritti civili da ripristinare!&lt;br /&gt;Da Milosevic a Saddam, dai Talebani a Gheddafi, da Fidel a Chavez. Tutti novelli Hitler, termine di paragone che ancor più ci tranquillizza.&lt;br /&gt;Salvo concedere la santa assoluzione a Bush-Clinton-D'alema-Solana-Sarkozi-Berlusconi-Kouchner e compagnia cantante (tutti in giacca e cravatta, ben figurano nella società moderna sacrificata all'immagine e all'apparire, sapendo parlare nei salotti bene).&lt;br /&gt;E' ora di ritirare fuori parole d'ordine intorno alle quali ricostruire un vero movimento per un mondo alternativo, improntato sulla solidarietà, su un vivere non cancrenizzato dal profitto, sul rispetto reale e generalizzato dei diritti dell'uomo.&lt;br /&gt;Io, intanto, inizierei dalle solo apparentemente stantie parole:&lt;br /&gt;Fuori l'Italia dalla Nato, fuori la Nato dall'Italia!&lt;br /&gt;(magari, stravolgendo il padano senatur, si potrebbe gridare, invece che agli immigrati, proprio alla Nato: fora da i ball!)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1944876170559368402?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1944876170559368402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1944876170559368402' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1944876170559368402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1944876170559368402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/04/fora-da-i-ball.html' title='&quot;Fora da &apos;i ball!&quot;'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-7797233002442589798</id><published>2011-03-24T10:48:00.002+01:00</published><updated>2011-03-25T19:06:54.609+01:00</updated><title type='text'>Oggi è il 24 marzo...</title><content type='html'>cari tutti,&lt;br /&gt;nel 12.o anniversario dell'aggressione della Nato alla Jugoslavia (e in particolare alla Serbia), che iniziò proprio il 24 marzo del 1999  e che per 78 giorni massacrò un popolo e una nazione... con bombardamenti all'uranio impoverito... con le famigerate bombe a frammentazione dette "cluster bombs"... con le bombe alla grafite che lasciarono senza corrente, uccidendo tanti neonati, le incubatrici degli ospedali di Belgrado... con  effetti dovuti all'inquinamento ambientale devastanti... con conseguenze sulla popolazione civile che ancora oggi vengono pagate dalle persone di qualunque etnia, ceto sociale o religione... con aumento incontrollato ed esponenziale di malattie del sangue e tumorali... con l'uso scientifico di una propaganda che demonizzò l'intero popolo serbo, propaganda che preparò ad arte il terreno alla guerra... con il frutto di quella "guerra" che oggi si chiama "Kosovo libero e indipendente", un narco-stato n el cuore dell'Europa al cui comando siede un criminale di guerra denunciato (finalmente e bontà loro) anche dai rapporti dei rappresentanti del Consiglio d'Europa...&lt;br /&gt;vi voglio girare una notizia dell'ottobre scorso, così, tanto per non dimenticare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto, anche in concomitanza con un'altra aggressione armata, ancora una volta molto ben digerita, a quanto pare, sia a destra che a sinistra grazie all'idea romantica e molto rassicurante dell'intervento "umanitario". Umanità che, però, non risparmia uranio impoverito, morte e distruzione sulla Libia e fra il suo popolo, tutto. Che le bombe, quando cadono, non distinguono bene chi colpiscono.&lt;br /&gt;Un messaggio, quindi, non a futura memoria ma, purtroppo e sempre più drammaticamente, a memoria del presente.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;---------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Suicida il pilota della NATO che uccise la piccola Milica Rakic&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è tolto la vita un mese fa il diretto responsabile della morte di Milica Rakic, la piccola di tre anni che abitava nei pressi dell'aeroporto di Belgrado e fu colpita da frammenti di bombe "umanitarie" della NATO il 17 aprile 1999 alle ore 21:45. &lt;br /&gt;Il tenente colonnello Harold F. Myers era andato in pre-pensionamento da pochi mesi con una diagnosi di "stress da disordine post-traumatico" in seguito a quei bombardamenti, secondo le dichiarazioni di sua moglie Elisabeth.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La piccola Milica appare oggi trasfigurata, tra le icone dei santi della chiesa ortodossa, negli affreschi realizzati dal diacono Nikola Lubardic - si veda:&lt;br /&gt;http://www.cnj.it/24MARZO99/criminale.htm#milicarakic&lt;br /&gt;Allo stesso indirizzo rimandiamo per l'elenco completo dei bambini morti ammazzati nell'operazione "umanitaria" della NATO, mirata a strappare il Kosovo alla Serbia per accelerare lo sventramento della Jugoslavia secondo criteri "etnici".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-7797233002442589798?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/7797233002442589798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=7797233002442589798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7797233002442589798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7797233002442589798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/03/oggi-e-il-24-marzo.html' title='Oggi è il 24 marzo...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-4871489356713956768</id><published>2011-03-21T12:05:00.000+01:00</published><updated>2011-03-21T12:05:13.996+01:00</updated><title type='text'>Mario Monicelli</title><content type='html'>&lt;i&gt;Gli italiani, gli intellettuali, gli artisti, sono poco coraggiosi? Sì, lo sono sempre stati. Sono stati vent’anni sotto un governo fascista, ridicolo, con un pagliaccio che stava lassù... Ci ha mandato l’Impero, le falangi romane lungo Via dell’Impero; ha fatto le guerre coloniali, ci ha mandato in guerra... il grande imprenditore ha detto: «Lasciatemi governare, votatemi, perché io mi sono fatto da solo, sono un lavoratore, sono diventato miliardario, vi farò diventare tutti milionari». Ormai nessuno si dimette, tutti pronti a chinare il capo pur di mantenere il posto, di guadagnare. Pronti a sopraffarci, a intrallazzare. Non c’è nessuna dignità. E’ la generazione che è corrotta, malata, che va spazzata via. La speranza è una trappola inventata dai padroni, quelli che ti dicono "State buoni, zitti, pregate, che avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell’aldilà... sì, siete dei precari, ma fra 2-3 mesi vi assumiamo ancora, vi daremo un posto". Come finisce questo film? Non lo so, spero che finisca con quello che in Italia non c’è mai stato: una bella botta, una bella rivoluzione. C’è stata in Inghilterra, in Francia, in Russia, in Germania, dappertutto meno che in Italia. Ci vuole qualcosa che riscatti veramente questo popolo che è sempre stato sottoposto... che è schiavo di tutti. Se vuole riscattarsi, il riscatto non è una cosa semplice. E’ doloroso, esige dei sacrifici. Se no, vada alla malora – che è dove sta andando, ormai da tre generazioni.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;(Mario Monicelli)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-4871489356713956768?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/4871489356713956768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=4871489356713956768' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4871489356713956768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4871489356713956768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/03/mario-monicelli.html' title='Mario Monicelli'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-3329133392111574812</id><published>2011-03-18T21:29:00.002+01:00</published><updated>2011-03-18T21:29:21.567+01:00</updated><title type='text'>Servi della Nato!</title><content type='html'>Tutti servi della Nato! da larussa a dalema, da berlusconi a veltroni, da gasparri a bersani! tutti proni e pronti a inviare muscoli italici, flaccidi come i vostri culi. Basta con l'equidistanza, con i né né. E' ora di gridare che se la Libia non ha attaccato nessuno, nessuno può arrogarsi il diritto di attaccarla. Per avere un altro scempio come l'Iraq, la Jugoslavia, l'Afghanistan, centinaia di migliaia di morti civili, e la creazione di nuovi narcostati (Kosovo docet!), buoni per i vostri sporchi interessi! Vigliacchi assassini! Sempre d'accordo quando c'è da bombardare, massacrare, umiliare. E poi venite a festeggiare con le vostre bandiere, nobili anniversari di gente morta per la libertà. Le vostre bandiere sono insanguinate, da del sangue altrui, che ci volete far credere di razza inferiore. Razzisti, infami assassini! Una giustizia, un giorno, giudicherà il vostro squallido fare la storia, col sangue degli innocenti, che propagandate di avere a cuore. Falsi, ipocriti, servi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-3329133392111574812?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/3329133392111574812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=3329133392111574812' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3329133392111574812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3329133392111574812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/03/servi-della-nato.html' title='Servi della Nato!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1257927365531766944</id><published>2011-02-16T14:53:00.003+01:00</published><updated>2011-02-17T20:20:47.450+01:00</updated><title type='text'>"Foibe a scuola"</title><content type='html'>Ho un mio indirizzario dove mando i miei scritti, in genere su Kosovo e Serbia. Stavolta ne ho mandato uno non mio, ma del quale sottoscrivo ogni parola, di Francesco Giliani, professore di una scuola del modenese.&lt;br /&gt;Questo intervento, che vi invito a leggere:&lt;br /&gt;(&lt;b&gt;http://prctavagnacco.wordpress.com/2011/02/10/cosi-non-va-chi-ha-paura-a-discutere-liberamente-sulle-foibe/&lt;/b&gt;)&lt;br /&gt;ha suscitato molte reazioni, alcune positive, qualcuna negativa. E c'è chi ha chiesto di essere proprio cancellato dalla lista.&lt;br /&gt;Sono un po' invidioso.&lt;br /&gt;Evidentemente, negli scritti che mando non sono abbastanza chiaro nel mio essere di parte. Non metto abbastanza in discussione il mito degli italiani brava gente, mito da rafforzare ancora di più oggi, con tanti militari impegnati in missioni che ancora ci vengono descritte come "di pace".&lt;br /&gt;La realtà, al solito molto semplice, è che non vogliamo sentire nulla su ciò che gli italiani hanno commesso (e commettono) in giro per il mondo, nei vari tragici teatri di guerra. Vero, ci sono stati tanti episodi belli, gloriosi, di uomini valorosi, da raccontare intorno al fuoco, ma non cambiano il contesto nel quale sono accaduti.&lt;br /&gt;Il revisionismo figlio di slogan urlati dai figli della propaganda a orologeria o dalla semplicità dell'ignoranza, che non vuole approfondimenti né messe in discussione, come con le foibe, sta facendo la stessa cosa con l'Etiopia invasa dal duce. Cominciano a comparire libri che parlano dell'eroismo di certi italiani in Africa, del loro essere stati abbandonati, ecc. ecc., saltando completamente la ricostruzione storica dei fatti e sottacendo chi fosse la vittima e chi l'aguzzino. Un po' come con libri tipo "Canale Mussolini". Si tende a sminuire, se non a nascondere, responsabilità con il ricorso all'epica e al romanticismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che ci sia anche una letteratura a sostegno delle tesi revisioniste sulle foibe è facilmente comprensibile e, forse, anche giusto, ma che non si possa parlare (e a Roma, ad esempio, è proprio impossibile, almeno in pubblico) anche di un'altra versione dei fatti, documentata e dalle tesi dimostrabili, la dice lunga su cosa ci troviamo di fronte. Far passare quel drammatico periodo dell'immediato dopoguerra come un attacco degli "slavi", comunisti e partigiani, contro gli italiani in quanto tali è fuorviante, serve a nascondere ciò di cui il fascismo si è reso complice, quando non diretto, tragico protagonista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1257927365531766944?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1257927365531766944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1257927365531766944' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1257927365531766944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1257927365531766944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/02/foibe-scuola.html' title='&quot;Foibe a scuola&quot;'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-27077784914274158</id><published>2011-02-10T13:13:00.002+01:00</published><updated>2011-02-10T13:15:55.749+01:00</updated><title type='text'>Villaggi turistici</title><content type='html'>Depliant con la pubblicità di villaggi turistici si preparano a invadere le nostre illusioni di riposo. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ecXpx6D8fPw/TVPJfaEFLzI/AAAAAAAAARU/eIWPs0SGaOo/s1600/55.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="150" width="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-ecXpx6D8fPw/TVPJfaEFLzI/AAAAAAAAARU/eIWPs0SGaOo/s200/55.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ma esistono villaggi, dove il turismo proprio non passa, dove ti rechi solo se hai interessi particolari che, solitamente, non coincidono con quelli di moda nel nostro mondo. In questi villaggi non si va per rilassarsi o per turismo, di qualunque genere. Eppure, si riesce a sorridere.&lt;br /&gt;Sono i villaggi serbi del Kosovo, quelli rimasti dopo la cacciata dei suoi abitanti, almeno la gran parte, nel giugno del 99, dopo i bombardamenti della Nato sulla Jugoslavia. Sono quelli rimasti deserti dopo l’ennesima pulizia etnica contro i serbi, nel marzo del 2004. Oggi, in molti di questi villaggi non vive più nemmeno un serbo. Memoria cancellata, azzerata, anche nelle parole della giovane Svetlana Rakić, che ricorda il suo ritorno in Kosovo, alla conoscenza delle proprie radici, quando non poté rivedere Kjevo, villaggio vicino Istok, perché troppo pericoloso per i serbi anche il solo passarci.&lt;br /&gt;Ma ci sono villaggi come Opraške, Šaljnovica, Koš, Osojane, Brestovik, Goraždevac, Muševine, Sinaje, Belo Polje, dove molti serbi sono rimasti, nonostante tutto o sono tornati, sempre nonostante tutto. E dove stanno cercando di tornare (vedi: http://www.youtube.com/watch?v=9bZMukZpIgA&amp;feature=related).&lt;br /&gt;Queste famiglie vivono in prigioni a cielo aperto. A Koš, vicino Osojane, nel comprensorio di Peć, Radovan Popović guida il pulmino in dotazione al villaggio, donato dal governo norvegese ai monaci del monastero di Dečani e da questi consegnato al villaggio per gli usi comuni, come i bambini da portare a scuola, gli anziani o i malati da portare nei centri sanitari più vicini, la spesa quotidiana. Radovan ci racconta di vite solo apparentemente tranquille, con le tante ingiustizie con le quali convivere, loro malgrado, giorno dopo giorno. La mancanza di legalità non permette loro neppure un minimo di giustizia. Subiscono spesso furti notturni di bestiame o di attrezzature agricole. Ma non possono difendersi, perché ne avrebbero problemi ancora più grandi a conseguenza. La polizia del Kosovo, formata in gran parte da reduci dell’ex formazione terroristica dell’Uck, definita tale dagli Usa e dalla Nato nei primi anni della sua apparizione (ma poi sdoganata come formazione legittimata a combattere per il Kosovo “libero e indipendente”, i cui capi sono oggi al potere ma pure inquisiti per traffico di organi umani e altre attività che davvero poco hanno a che vedere con afflati libertari…), quella polizia non è davvero al di sopra delle parti, né sensibile alle richieste di legalità dei serbi. Capita così, come mi è successo di assistere durante la festa del 14 maggio a Goraždevac, di veder passare fra la pacifica folla di serbi che rendevano omaggio al santo Geremia, un auto con a bordo poliziotti col mitra spianato, dal fare provocatorio e sprezzante.&lt;br /&gt;E continue sono le aggressioni di serbi rimaste impunite, tutte a scoraggiare il loro rientro nelle proprie terre.&lt;br /&gt;Petko Miletić, del villaggio di Opraške, tornato in Kosovo dopo anni di vita da profugo con una moglie e due bambini piccoli, famiglia sostenuta dal progetto di sostegno a distanza avviato da Un Ponte per… in favore di famiglie serbe dei villaggi del Kosovo (vedi: http://www.unponteper.it/cosafacciamo/schedaprogetto.php?sid=16&amp;thold=0) ci racconta della sua casa bruciata nel pogrom del marzo del 2004 e del sogno che fece anni dopo, quando una notte sognò la sua stalla che bruciava. Tornato, trovò la nuova casa costruita per la sua famiglia, con fondi che la comunità internazionale destina per il rientro dei profughi, proprio sul terreno dove prima sorgeva la stalla. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-g5ZQyNm-ocs/TVPW54Kqd1I/AAAAAAAAARk/1mO_zHybuKY/s1600/60.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="150" width="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-g5ZQyNm-ocs/TVPW54Kqd1I/AAAAAAAAARk/1mO_zHybuKY/s200/60.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Intorno alla nuova casa, come in un paesaggio spettrale, altre costruzioni bruciate o depredate di tutto, testimoniano la pulizia etnica subita. Petko lavora la terra, aiutato da sua moglie. Tutti i loro sforzi servono a far crescere al meglio i propri due figli, Tamara, di sei anni e Lazar, di cinque. Petko, mi regala in amicizia una bottiglia di rakija fatta da lui. Ogni tanto, con gli amici ne bevo un sorso. Mi serve a ricordare che Petko e la sua famiglia esistono davvero. Così come esistono, al mondo, tanti desideri di vita quotidiana, da ricostruire in pace e serenità. Non voltiamo la faccia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-27077784914274158?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/27077784914274158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=27077784914274158' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/27077784914274158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/27077784914274158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/02/villaggi-turistici.html' title='Villaggi turistici'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ecXpx6D8fPw/TVPJfaEFLzI/AAAAAAAAARU/eIWPs0SGaOo/s72-c/55.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1350884270031193811</id><published>2011-01-08T11:13:00.006+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.242+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Apertura al buio</title><content type='html'>Il capodanno è passato.&lt;br /&gt;Abbiamo trascorso la mezzanotte in Serbia, insieme a tanti amici di Kraljevo, molti dei quali con alle spalle storie drammatiche di fuga, distruzione, morte. Ma siamo stati insieme, in una atmosfera di pacata allegria, senza esagerare, che il momento è davvero difficile. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TSg9yXaZ5BI/AAAAAAAAARA/tsOePHqBJmA/s1600/DSC09222.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TSg9yXaZ5BI/AAAAAAAAARA/tsOePHqBJmA/s200/DSC09222.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5559761675476395026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le lenticchie sono avanzate, così come le pennette al salmone e gli spaghetti alla carbonara. Ma è avanzata anche tanta voglia di fare, e pochi soldi.&lt;br /&gt;Così, quel poco che è rimasto, lo rimettiamo nel piatto, come in una mano di poker. Si apre al buio. Al buio, per cercare di dare un po' di luce ad alcune famiglie di serbi, che sono tornate a vivere nel Kosovo "libero e indipendente" del premier Hashim Tachi, indagato, finalmente, per traffico di organi espiantati ai "desaparecidos" serbi nel '97 e '98, molto tempo prima delle bombe della Nato, che sarebbero state sganciate a difesa dei "liberatori" del Kosovo come lui, che finanziavano in quel modo "l'eroica impresa" (sapete? quelle verità nascoste che tutti conoscono ma delle quali nessuno si occupa... ecco, ora qualcuno se ne sta occupando, con le sue leggi, i tribunali, ecc. ecc.). &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TSg5Lqa7PzI/AAAAAAAAAQ4/o53YCYw2slI/s1600/DSC09149.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TSg5Lqa7PzI/AAAAAAAAAQ4/o53YCYw2slI/s200/DSC09149.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5559756612517445426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Queste famiglie hanno bisogno del nostro misero sostegno perché, anche se pochi, i soldi servono per crescere figli. Hanno bisogno della nostra misera solidarietà, per non sentirsi completamente isolati al mondo. Hanno bisogno che qualcuno, con misere parole, parli di loro, perché la loro voce non resti inascoltata. ( http://www.youtube.com/watch?v=9bZMukZpIgA&amp;feature=mfu_in_order&amp;list=UL )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono 30 euro al mese. Un fumatore ne spende molti di più (riducendo il "budget mensile" per il fumo, ne guadagnerebbe anche in salute...), così come ne spende molti di più un appassionato di calcio o di cinema o di qualunque altra cosa. Non è retorica, ma il convivere civile, la giustizia, la solidarietà devono obbligatoriamente passare per una rinuncia. Anche piccola, ma deve essere reale. Altrimenti, è elemosina. E dell'elemosina e dei filantropi non sappiamo più che farcene, a questo mondo. Buon 2011 a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1350884270031193811?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1350884270031193811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1350884270031193811' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1350884270031193811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1350884270031193811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2011/01/apertura-al-buio.html' title='Apertura al buio'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TSg9yXaZ5BI/AAAAAAAAARA/tsOePHqBJmA/s72-c/DSC09222.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-6538222483106850348</id><published>2010-12-27T15:01:00.001+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.243+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Programmi serali, con premio finale...</title><content type='html'>Programma serale, di quelli a premi. Domanda...  cosa è il Golden Gala? Risposta... Il Golden Gala di atletica leggera è una iniziativa promossa dal Coni dopo il boicottaggio dei paesi occidentali delle olimpiadi di Mosca, nel 1980, boicottaggio causato dall'invasione dell'Afghanistan da parte dell'URSS.&lt;br /&gt;Senza fare una piega, digeriamo tutto. Soprattutto l'assurdo...&lt;br /&gt;E già, l'URSS non portava democrazia! La democrazia che ci ha condotti, fieri e orgogliosamente devoti alla patria, in armi contro Saddam (guardare l'Iraq corrotto, mafioso, tirannico e violatore di diritti umani di oggi)... oppure a difesa degli albanesi del Kosovo contro il despota Milosevic! In armi a difesa di coloro i quali avrebbero eletto come padri della patria eroi quali Bill Clinton, Madeleine Albright, William Walker o il trafficante di organi umani, meglio se espiantati ai serbi, attuale premier del Kosovo libero e indipendente, Hashim Thaci...&lt;br /&gt;Auguri a tutti, per un 2011 di lotta dura (e vera!!!) contro questo schifo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-6538222483106850348?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/6538222483106850348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=6538222483106850348' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6538222483106850348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6538222483106850348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/12/programmi-serali-con-premio-finale.html' title='Programmi serali, con premio finale...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-7767479215399101448</id><published>2010-12-20T18:42:00.004+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.244+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Voci dal Silenzio - Un regalo</title><content type='html'>Carissimi, che mi leggete qualche volta, oppure per niente, oppure sempre (con un saluto particolare a quelli che... sempre!), ecco il mio regalo per le feste di fine anno: un video girato due settimane fa, diviso in 3 parti, sulla Serbia e sul Kosovo oggi, dal titolo: Voci dal Silenzio (http://www.unponteper.it/gallery/video.php)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TQtF0WqqQ5I/AAAAAAAAAP4/eCmHfOkGFQs/s1600/P1010990.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TQtF0WqqQ5I/AAAAAAAAAP4/eCmHfOkGFQs/s200/P1010990.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551607731404293010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E si, perché sono voci che cercano di emergere dal silenzio nel quale sono state confinate. Sono le voci dei terremotati di Kraljevo, che devono fare i conti con un terremoto che ha fatto danni, e tanti, ma di cui in pochi ci siamo interessati... Sono le voci dei dimenticati, i serbi che cercano di tornare nel Kosovo e Metohija, la loro terra da sempre, la terra dei loro avi, quella delle loro radici...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TQtYWTMga8I/AAAAAAAAAQo/9dtOC-CO0qQ/s1600/56.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TQtYWTMga8I/AAAAAAAAAQo/9dtOC-CO0qQ/s200/56.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551628105797364674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E infine, le voci dei serbi che resistono, in villaggi come riserve pellerossa, dove provano a costruire un futuro, difficile e contrastato, per i propri figli...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi, ci sono le nostre, di voci, quelle di chi si ostina a combattere contro i mulini a vento dell'oblìo e dell'indifferenza verso la storia di tante persone abbandonate a se stesse. Guardateveli, questi video: parlano di persone non molto lontane dalle nostre quotidianità che, spesso, ci fanno sentire immuni dalle tragedie e dalle sofferenze altrui, quasi che contino solo le nostre, a volte nemmeno tanto urgenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Voci dal Silenzio" ( http://www.unponteper.it/gallery/video.php )...&lt;br /&gt;prima parte: &lt;STRONG&gt;I terremotati di Kraljevo&lt;/STRONG&gt;... Serbia, dicembre 2010;&lt;br /&gt;seconda parte: &lt;STRONG&gt;Kosovo e Metohija&lt;/STRONG&gt;, il ritorno dei profughi serbi;&lt;br /&gt;terza parte: &lt;STRONG&gt;Villagi serbi nel Kosovo&lt;/STRONG&gt;... Storia e Speranza, Solidarietà e Sostegno. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TQtYIw5FDMI/AAAAAAAAAQg/tqlRQQHxHYk/s1600/49.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TQtYIw5FDMI/AAAAAAAAAQg/tqlRQQHxHYk/s200/49.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551627873250774210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per contribuire, vi ricordo anche il libro+documentario "L'Urlo del Kosovo "&lt;br /&gt;(http://www.unponteper.it/bottega/description.php?II=315&amp;UID=20101220184913)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se, dai vostri regali natalizi avanzerà qualcosa, abbiamo qualche soluzione per farne dell'ottimo investimento. Sul futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-7767479215399101448?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/7767479215399101448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=7767479215399101448' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7767479215399101448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7767479215399101448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/12/voci-dal-silenzio-un-regalo.html' title='Voci dal Silenzio - Un regalo'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TQtF0WqqQ5I/AAAAAAAAAP4/eCmHfOkGFQs/s72-c/P1010990.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-6640250663441748750</id><published>2010-12-18T19:11:00.005+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.245+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Voci dal Silenzio - Nel buio</title><content type='html'>Non so perché, in questo buio che circonda, mentre penso a ciò che scriverò di questo viaggio, ho gli occhi umidi…&lt;br /&gt;Mentre ritrovo il calore dei luoghi consueti e ammiccanti, delle quotidiane lotte contro il tempo, che fugge via scontato, ripenso a quelle tende…&lt;br /&gt;A quegli uomini che aspettano…&lt;br /&gt;A quelle famiglie, di notte beffate di giustizia, di giorno illuse di libertà…&lt;br /&gt;A quegli occhi bambini, tenuti lontani con amore, dall’odio…&lt;br /&gt;A quei soldati, trasformati dall’umano contatto, ma pure dall’umana conoscenza, in ex nemici… da complici di un terrorismo finto-indipendentista, etnico-razziatore, delinquente e fascista, svasticheggiante assassino, prezzolato o fanatico che differenza fa, poi ripulito nella ridicola polizia del Kosovo…&lt;br /&gt;Da complici di tutto questo, quei soldati sono diventati deterrente alla violenza e confortevole sicurezza. Per villaggi e monasteri.&lt;br /&gt;Proprio per questo, andranno via, lasciando “giustizia e sicurezza” nelle mani nel neo-Nato-narco-Stato.&lt;br /&gt;Quanta giustizia riceveranno quei volti, così determinati a vivere nella loro terra?&lt;br /&gt;E quale sicurezza potrà rendere, a quegli sguardi, più coraggio di vita?&lt;br /&gt;Fanno paura, tanta determinazione e coraggio!&lt;br /&gt;Fa paura, quel non volersene andare, quel resistere, ad ogni costo, quell’attendere ai propri diritti. Negati, rimandati, posticipati, nascosti, prepotentemente ignorati. E repressi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno bisogno di stare soli, non vogliono contaminazioni, i monoetnici abitanti del nuovo Kosovo "libero e indipendente"!&lt;br /&gt;Libero di cacciare serbi, da sempre in quelle terre, indipendente da nessuno, preda di mafie, malaffare, Usa e basi Nato...&lt;br /&gt;Hanno paura di Rade, anziano signore ormai solo, insieme ai suoi cani, che offre rakija e sorrisi. Amari, ma leali e sinceri…&lt;br /&gt;Hanno paura di suor Isidora, anziana monaca di Gorioć, che aspetta il nuovo giorno legata alla sua fede, che non l’ha mai abbandonata al dubbio…&lt;br /&gt;Hanno paura di Anastasija, piccola principessa nelle braccia, calde e certe, di sua madre…&lt;br /&gt;Si, qualcuno ha paura dei serbi in Kosovo.&lt;br /&gt;Non sono bastati bombardamenti Nato in appoggio, le più imponenti diplomazie al mondo acclamanti… potenti lobby americane a sostegno... propaganda globale e soldi, tanti… no, ancora non riescono a liberarsi dei serbi e dei loro simboli.&lt;br /&gt;Come i monasteri, molti già distrutti, spesso più isolati dei villaggi, accerchiati dall’odio rancoroso e villano, in balia e vittime del revisionismo a orologeria, che ne vorrebbe la cancellazione dalla memoria.&lt;br /&gt;Sono tornato a voi.&lt;br /&gt;Quanto siamo simili, cocciuti di ideale, d’una convinzione, di un puntiglio!&lt;br /&gt;Scopro perché amo la vostra esistenza, il vostro orgoglio, la vostra fierezza.&lt;br /&gt;Il vostro testardo e invincibile fruire del tempo. A voi, a me, il tempo non sconfigge certezza. A voi, a me, il tempo non sconfigge idea. Rimaniamo così, anche soli, se necessario. Ma privi del compromesso, che vuole in cambio l’anima. Siamo simili, ci siamo riconosciuti. Resteremo testardi. E invincibili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-6640250663441748750?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/6640250663441748750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=6640250663441748750' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6640250663441748750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6640250663441748750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/12/voci-dal-silenzio-nel-buio.html' title='Voci dal Silenzio - Nel buio'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-8615685278555405332</id><published>2010-12-14T23:47:00.027+01:00</published><updated>2011-01-11T10:52:51.195+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Terremoto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Voci dal Silenzio</title><content type='html'>Le recenti elezioni farsa in Kosovo hanno visto la vittoria, con sospetto di brogli ma questo è il meno... dell'attuale premier kosovaro albanese Hashim Tachi. Ha vinto con il favore di poco più del 30 per cento dei votanti, che sono stati meno della metà degli aventi diritto. In questo, il neoNato narcostato è davvero simile alle grandi "democrazie" occidentali che ormai sanno fare a meno della partecipazione di massa e quando ci sono, queste partecipazioni di massa, come le rivolte studentesche di questi giorni, ne restano infastidite a tal punto da rispondere con l'unica faccia, la "migliore" che il potere sembra saper mostrare: zone rosse e cellerini!&lt;br /&gt;Il giorno dopo la sua vittoria, però, questo "paladino dei diritti democratici", grande amico della Madeleine Albright (chi è la Albright? colei che, da segretario di stato Usa nel periodo 1997-2001, ebbe a dire, dell'oltre mezzo milione di bambini iracheni morti a causa del feroce embargo di cui fu vittima l'Iraq negli anni 90: E' stato il giusto prezzo da pagare!)... ma pure grande amico di Bill Clinton, al quale ha dedicato una statua di bronzo alta 4 metri nel centro di Pristina... che ha fatto erigere una statua della libertà su uno dei maggiori hotel di Pristina, costruiti sulle terre derubate ai serbi, omaggio a George Bush (il nostro D'Alema, bombardatore della Jugoslavia nel 99, capogoverno di una coalizione che fu permessa dal fiduciario della CIA in Italia, Cossiga, creperà di invidia: a lui non hanno dedicato neppure una via o una piazzetta)... questo grande democratico che guida il Kosovo "liberato e indipendente" è accusato di traffico di organi umani, espiantati a serbi fatti sparire negli anni precedenti le bombe della Nato, ma pure dopo (il lupo perde il pelo ma non il vizio) negli anni recenti, dove in cliniche di Pristina, per pochi soldi, a poveracci venivano tolti, chissà quanto volontariamente, gli organi per finanziare le attività mafiose di cui l'attuale Kosovo abbonda.&lt;br /&gt;Avete capito? Roba da niente! Non c'è che da fare i complimenti a chi ha causato tutto questo, da D'Alema, per restare in Italia, fino a tutto l'arco costituzionale, con qualche nobile eccezione del tempo. Tutti sempre d'accordo e a gareggiare per dimostrare l'affidabilità del nostro paese (a sovranità limitata) al padrone USA.&lt;br /&gt;Oggi, questo servilismo è ben rappresentato da loschi figuri quali il ministro della difesa La Russa o il ministro degli esteri Frattini. Pronti a sostituirli, non temete, ce ne sono moltissimi, già tutti in fila!&lt;br /&gt;Ecco, la situazione che c'è in Kosovo.&lt;br /&gt;E a Roma, proprio ieri, l'ambasciatore di questo neoNato narcostato "liberato" dai serbi che lo abitavano da secoli, ha presentato un calendario con le bellezze del Kosovo fra le quali, bontà sua, qualche monastero ortodosso.&lt;br /&gt;Chissà se ci avrà pure messo qualche foto dei villaggi serbi, isolati e osteggiati, dove intere famiglie resistono anche alle continue razzie e violenze di ladri e terroristi, senza nessuna tutela legale nonostante la presenza, che va sempre più diminuendo, della forza militare cosiddetta di interposizione, la Kfor. Chissà se accanto alla foto del monastero ci avrà scritto che, tra non molto, sarà la polizia del Kosovo, composta per la maggior parte da reduci della formazione terroristica dell'Uck, a "garantire" la sicurezza per monaci e monache che ci vivono.&lt;br /&gt;Chissà perchè, mentre scrivo queste cose, nei miei occhi lucidi tornano le immagini dei villaggi visitati, dove ostinati e cocciuti, i serbi aspettano che finiscano di costruire loro le nuove case, accanto e al posto di quelle distrutte e razziate. Fondi internazionali che il governo di Pristina dovrà spendere per forza, ma che sono dati in pasto a ditte albanesi che procedono nei lavori come lumache su una pista olimpionica, rimandando sempre la consegna una volta per una cosa, una volta per l'altra. Con la corrente che viene razionata ferocemente, con l'acqua che non c'è, con le testimonianze che ci dicono come sia difficile per gli albanesi accettare questo ritorno dei serbi. Perchè restano preda dei poteri locali retti da mafie e narcotraffico, che non vogliono "estranei" sul territorio,  che non permettono convivenze pericolose. Così, anche se i serbi vanno a fare la spesa e parlano la loro lingua, gli albanesi non possono avere rapporti con loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TQtX1SV753I/AAAAAAAAAQY/pM6e7NoHin8/s1600/61.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TQtX1SV753I/AAAAAAAAAQY/pM6e7NoHin8/s200/61.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551627538632796018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Perchè fanno così paura questi serbi? Perchè le persone incontrate non possono costruirsi un loro futuro in quella che da sempre è stata la loro terra? Perchè anche quando minoranza osteggiata e perseguitata, suscitano così tanto astio e timore?&lt;br /&gt;Forse perchè, nella loro storia, non si sono mai spezzati. Hanno sofferto, patito, si sono difesi fino alla fine, ma sono rimasti. Sanno cosa è la resistenza. Ma credo lo sappiano bene anche tutti gli altri. Perciò ne hanno paura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-8615685278555405332?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/8615685278555405332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=8615685278555405332' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8615685278555405332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8615685278555405332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/12/voci-dal-silenzio.html' title='Voci dal Silenzio'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TQtX1SV753I/AAAAAAAAAQY/pM6e7NoHin8/s72-c/61.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-5492599991476406962</id><published>2010-11-23T11:27:00.001+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.246+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Basta follie di Stato!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TOuauF15XEI/AAAAAAAAAPw/hEAhit9MXfk/s1600/18.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TOuauF15XEI/AAAAAAAAAPw/hEAhit9MXfk/s200/18.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542693883042421826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;vi chiedo di andare su:&lt;br /&gt;http://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=86&amp;id_topic=2&lt;br /&gt;e aderire, se potete (e per quello che può servire...), contro l'acquisto dei cacciabombardieri F35!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che poi gli uni (al governo) ci verranno a raccontare che questi "giocattoli" servono a portare pace e democrazia, garantendo a noi la sicurezza, gli altri (all'opposizione) verranno a protestare con noi contro i tagli alla sanità e alla scuola pubbliche, alla cultura, ecc. ecc., dimenticando di aver votato per queste spese folli e omicide!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-5492599991476406962?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/5492599991476406962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=5492599991476406962' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5492599991476406962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5492599991476406962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/11/basta-follie-di-stato.html' title='Basta follie di Stato!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TOuauF15XEI/AAAAAAAAAPw/hEAhit9MXfk/s72-c/18.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-6073639158409570531</id><published>2010-11-23T11:26:00.000+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.246+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>intervista oggi su RCA</title><content type='html'>vi segnalo oggi, su radio città aperta, una intervista su Serbia e situazione post terremoto a Kraljevo. Alle ore 14 e 10 circa su:&lt;br /&gt;http://www.radiocittaperta.it/&lt;br /&gt;e andare su ON AIr per ascoltare (oppure 88.90 per chi sta a Roma).&lt;br /&gt;ciao a tutti&lt;br /&gt;alessandro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-6073639158409570531?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/6073639158409570531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=6073639158409570531' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6073639158409570531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6073639158409570531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/11/intervista-oggi-su-rca.html' title='intervista oggi su RCA'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1213738908977406857</id><published>2010-11-05T16:40:00.007+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.247+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Propaganda e disinformazione</title><content type='html'>Oggi ho aperto il sito de "larepubblica" e, in prima pagina, ho trovato una bella sorpresina, un articolo degno del peggior nemico dei serbi: la propaganda, unita a quella disinformazione pianificata e lucida, segno dei tempi che corrono, che sono corsi e che correranno davanti ai quali ben poco resta da fare a noi, poveri, tristi e solitari Don Chisciotte che andiamo dietro alla pretesa di giusta e corretta informazione e, soprattutto, di verità (ah, questa sconosciuta!).&lt;br /&gt;Così, inutilmente certo, ma cocciutamente comunque, ho voluto scrivere una lettera al direttore, alla rubrica delle lettere e alla redazione de larepubblica.it. Ve la riporto qui,anche perchè difficilmente la leggerete altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Posso dirlo che avete da tempo superato la soglia dell'indecenza, per quanto riguarda l'approccio al tema ex Jugoslavia?&lt;br /&gt;Oggi questo articolo in prima pagina (http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/05/news/tadic_vukovar-8766359/) sulle scuse di Tadic, così come tanto spazio avete dedicato al simbolo del male (sottintendendo male uguale Serbia) Ivan il terribile e non una parola sulle scuse del presidente croato Josipovic per eccidi compiuti dai croati neosecessionisti, precedenti a Vukovar. Scuse fatte in contemporanea alla visita di Tadic!&lt;br /&gt;E tutto questo dopo aver dedicato zero spazio alla notizia del terremoto di ieri l'altro, che non sarà stato Haiti, per fortuna (ma magari qualcuno fra di voi, della scuola di Adriano Sofri, a questo punto credo se lo auguri) ma che almeno per rispetto al dovere dell'informazione un comune lettore si aspettava di trovare.&lt;br /&gt;Davvero senza speranza e senza più parole (e da oggi, anche senza più alcun interesse per il vostro lavoro che se è in malafede qui, può esserlo sicuramente anche altrove).".&lt;br /&gt;Alessandro Di Meo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1213738908977406857?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1213738908977406857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1213738908977406857' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1213738908977406857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1213738908977406857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/11/propaganda-e-disinformazione.html' title='Propaganda e disinformazione'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-5073064590266821580</id><published>2010-11-03T22:59:00.006+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.248+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>I serbi sono soli</title><content type='html'>E certo, non c'era mica il famigerato "Ivan, il terribile" da mostrare alle televisioni, coi suoi tatuaggi celtici e cetnici da "Grande Serbo", "violento e massacratore", "pulitore etnico a denominazione d'origine controllata!". No, non c'era Ivan, c'era solo un terremoto, con due morti nel villaggio di Grdica, dove vivono famiglie profughe dal Kosovo che dopo tanti anni, con tanta fatica, si sono rifatte una casa dove provare a far crescere i propri figli. Case oggi crepate, di terremoto, ma chissenefregherà mai? &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TNQnu3iYdiI/AAAAAAAAAPo/nZVHlerKDgo/s1600/KRALJEVO1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 140px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TNQnu3iYdiI/AAAAAAAAAPo/nZVHlerKDgo/s200/KRALJEVO1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536093528080807458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;No, nessuna televisione ha mostrato qualcosa di questo terremoto di una intensità pari a quello che ha sconvolto L'Aquila, con povere case fatte di mattoni che hanno resistito molto meglio di case dello studente fatte con l'approvazione delle italiche concessioni edilizie! I serbi non valgono queste notizie, i siti di giornali come La Repubblica (e non solo...) non hanno degnato di un trafiletto quei morti e quei feriti e quelle tante case danneggiate per gente che dovrà affrontare il terribile, quello si, inverno balcanico, aggiustando crepe e tetti, rinunciando alla legna per il riscaldamento, rinunciando a molte di quelle cose normali al nostro mondo. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TNQnmBGg-ZI/AAAAAAAAAPg/XT2Ycx9jQyw/s1600/KRALJEVO2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 158px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TNQnmBGg-ZI/AAAAAAAAAPg/XT2Ycx9jQyw/s200/KRALJEVO2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536093376029456786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non meritano i vostri articoli, mentre li merita Ivan il terribile, corrispettivo ideologico di chi si permette di affermare che i serbi sono la schifezza di questo mondo (vero Sofri?) tralasciando di commentare le loro disgrazie.&lt;br /&gt;I serbi sono soli, a questo mondo. Sono soli e lo sanno. Lo so da tempo, anche io. I serbi sono soli, noi che ci sbattiamo per loro, siamo soli. Siamo già in due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(per contribuire: http://www.unponteper.it/informati/article.php?sid=1890)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-5073064590266821580?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/5073064590266821580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=5073064590266821580' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5073064590266821580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5073064590266821580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/11/i-serbi-sono-soli.html' title='I serbi sono soli'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TNQnu3iYdiI/AAAAAAAAAPo/nZVHlerKDgo/s72-c/KRALJEVO1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-426344232419309464</id><published>2010-10-12T23:02:00.004+02:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.249+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Non voltiamo la faccia!</title><content type='html'>La Serbia non esce bene da questa serata calcistica.&lt;br /&gt;In mondovisione, i serbi sono apparsi di nuovo i "temibili nazionalisti selvaggi" che tremare il mondo fanno! Ma quella rabbia ha una casa. E quella casa sta nello scippo che i Serbi hanno subito da chi, al governo in Serbia oggi, colluso con l'occidente, sta svendendo la propria anima. Il Kosovo, cuore della Serbia, è lontano, con il patriarca ortodosso, paragonabile al nostro papa, costretto a insediarsi alla chetichella nel patriarcato di Pec, appena tollerato dal governo del Kosovo "liberato" dalla Nato, retto da mafia e narcotrafficanti. Il Fondo Monetario Internazionale, l'FMI, presta soldi che servono a finanziare le imprese estere (come la Fiat che espropria la Zastava, la Fiat dell'apparentemente italiano e fido Marchionne, uomo in realtà dell'americanissima Philip Morris!!!). Le bombe del '99 sono ormai dimenticate, quei morti e quei profughi offrono storie che non riempiono le cronache, troppo impegnate nel descrivere il nuovo look delle varie attricette da strapazzo, quelle si, degne delle nostre odierne e democratiche, attenzioni, il tutto condito da un omicidio assurdo e l'altro, parte del nostro amato occidente.&lt;br /&gt;Ma in Serbia si organizza il Gay Pride, cosa "assolutamente prioritaria" nella Serbia di oggi, assurda provocazione che non poteva che dare i risultati che ha dato. Ma gli USA si congratulano con la polizia serba, per le capacità a proteggere i "diritti umani" nel proprio paese. Nuove violenze si prospettano all'orizzonte, contro altri diritti...&lt;br /&gt;Ai bambini serbi, che non erano allo stadio stasera, così come quei tanti loro coetanei italiani che la retorica dei telecronisti di Rai1 (assurdi, inadeguati e ignoranti al punto da scambiare il segno delle tre dita dei calciatori serbi come un invito a non far perdere la partita per tre a zero!!!) continuava a incensare, non resta molto da sperare per il futuro. Nonostante questa triste serata, però, io continuo a stare con i Serbi. C'è una Serbia che non ci sta, anche se il suo volto, stasera, non era certo accattivante e accomodante. Una Serbia che non vuole entrare in Europa, perchè dall'Europa si sente tradita, defraudata, umiliata. E' una triste serata perchè preoccupante per il futuro, che temo foriero di nuove stagioni di violenza. Ma quella violenza ha una casa. Il mio è un invito. A non voltare la faccia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-426344232419309464?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/426344232419309464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=426344232419309464' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/426344232419309464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/426344232419309464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/10/non-voltiamo-la-faccia.html' title='Non voltiamo la faccia!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-6176740267529456735</id><published>2010-10-01T11:24:00.001+02:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.249+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'></title><content type='html'>Alla vigilia dell'intronizzazione del nuovo patriarca della chiesa ortodossa serba, Irinej, che avverrà (salvo imprevisti) domenica 3 ottobre nel patriarcato di Pec, in Kosovo e Metohija, la situazione nella regione è, a dir poco, esplosiva.&lt;br /&gt;Un bell'articolo di Tommaso Di Francesco oggi, venerdì 1 ottobre 2010, in ultima pagina de il manifesto, ci offre il reale quadro di quello che sta accadendo.&lt;br /&gt;Compratevi il giornale, che versa in condizioni economiche difficilissime, uno dei pochi che non ha mai abbassato la guardia sui problemi e sulle ingiustizie nei Balcani. Questo dovrebbe essere un merito...&lt;br /&gt;Alessandro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. E ricordo a tutti anche il libro e il documentario L'Urlo del Kosovo, per dare una mano anche a Un Ponte per... e per diffondere un lavoro lungo, oscuro, ma così prezioso per tante persone dimenticate!&lt;br /&gt;(per ordinare: http://www.unponteper.it/bottega/description.php?II=315&amp;UID=20101001092102&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-6176740267529456735?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/6176740267529456735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=6176740267529456735' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6176740267529456735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6176740267529456735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/10/alla-vigilia-dellintronizzazione-del.html' title=''/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2469497174740315831</id><published>2010-09-03T14:55:00.003+02:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.250+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Cultura contro barbarie!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TIDwzPwErtI/AAAAAAAAAPY/OQJ5BBGiS8Y/s1600/gracanica.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 140px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TIDwzPwErtI/AAAAAAAAAPY/OQJ5BBGiS8Y/s200/gracanica.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512670707093647058" /&gt;&lt;/a&gt;Siamo stati facili profeti noi dell'associazione Un ponte per... quando, nel dicembre dello scorso anno, abbiamo lanciato un drammatico appello per la protezione delle minoranze serbe e dei monasteri ortodossi nel Kosovo e Metohija.&lt;br /&gt;La decisione di affidare la loro tutela, a partire dal monastero di Gracanica, che dal 13 luglio 2006 è inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO, alla polizia kosovara attuale, formata da reduci del disciolto Uck, formazione terrorista che dalla metà degli anni '90 ha imperversato nel Kosovo organizzando la malavita oggi al potere e ammazzando o facendo sparire serbi ma anche albanesi non collusi con l'idea di indipendenza, in genere jugoslavisti, uno per tutti: Ibraj Musa, partigiano jugoslavo (http://www.resistenze.org/sito/as/sosyu/assy9l13-005673.htm) sta divenendo realtà.&lt;br /&gt;C'è da scommettere che arriveranno presto altri monasteri da far "proteggere" agli ex miliziani, magari quello di Decani, Patrimonio dell'UNESCO dal 2004, anno in cui di monasteri questi ex miliziani ne distrussero o ne lasciarono distruggere, con la complciità di una distratta Kfor, circa 150... o magari lo stesso patriarcato di Pec dove in autunno, forse, riuscirà a insediarsi il nuovo patriarca della chiesa ortodossa serba, Irinej. Potrebbe quindi insediarsi, patriarca Irinej, sotto la "protezione" dei terroristi che fermarono e quasi sequestrarono, durante una visita a un monastero, il defunto patriarca Pavle nel 1998!&lt;br /&gt;Se a questo aggiungiamo che i monasteri sono spesso il punto di riferimento unico e vitale, necessario e irrinunciabile per le poche comunità serbe rimaste a resistere nel Kosovo ripulito etnicamente, possiamo capire, anche in questa distratta, sonnecchiosa e ambigua estate, quanto si farà sempre più difficile la situazione nell'area.&lt;br /&gt;Per questo invitiamo a sottoscrivere l'Appello per la protezione delle minoranze serbe e dei monasteri! (http://www.unponteper.it/article.php?sid=1866)&lt;br /&gt;Non lasciamo sole quelle persone e quelle meraviglie di architettura!&lt;br /&gt;Non lasciamo che vinca la barbarie sulla cultura (anche fuori dal nostro paese...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella foto: Il monastero di Gracanica, patrimonio dell'UNESCO, uno dei primi a finire sotto la "tutela" della polizia kosovara.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2469497174740315831?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2469497174740315831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2469497174740315831' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2469497174740315831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2469497174740315831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/09/siamo-stati-facili-profeti-noi.html' title='Cultura contro barbarie!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TIDwzPwErtI/AAAAAAAAAPY/OQJ5BBGiS8Y/s72-c/gracanica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2879651730266801143</id><published>2010-07-30T16:18:00.008+02:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.251+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>L’Urlo del Kosovo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TFLnDLbw_CI/AAAAAAAAAPI/Z_q37VUAEls/s1600/urlo+kosovo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 166px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TFLnDLbw_CI/AAAAAAAAAPI/Z_q37VUAEls/s200/urlo+kosovo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499712136767667234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Alessandro Di Meo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storie vere da cui è impossibili fuggire.&lt;br /&gt;L'urlo che la propaganda non riesce a coprire.&lt;br /&gt;Voci che spezzano il coro allineato del pregiudizio che è letale per le persone tanto quanto le scorie della "guerra umanitaria". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Libro&lt;br /&gt;Il libro vuole essere una denuncia del dramma vissuto da migliaia di persone, in prevalenza serbe, cacciate da quella terra, il Kosovo e Metohija, dove hanno da sempre vissuto e convissuto con altre etnie. Le ingerenze esterne dovute a interessi di potere, politici e, soprattutto, malavitosi, hanno tolto la parola alle persone per consegnarla alla propaganda e alla menzogna. &lt;br /&gt;L’autore, attraverso le storie narrate, cerca di spostare l’attenzione sui veri protagonisti della triste e drammatica vicenda: le persone in carne e ossa, facendosi testimone della loro tragica vicenda per una ricostruzione dei fatti meno condizionata da propaganda e luogo comune. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il DVD&lt;br /&gt;Il documentario è un viaggio tra le conseguenze dei bombardamenti che nel 1999, per 78 giorni, hanno colpito quel che rimaneva della Jugoslavia. A oltre 10 anni di distanza, i problemi e le contraddizioni che la cosiddetta “guerra umanitaria” voleva risolvere si sono, in realtà, moltiplicate. L’insorgere di malattie sempre più gravi, dovute a inquinamento ambientale e uso indiscriminato di uranio impoverito; la chiusura delle fabbriche con conseguente perdita del posto di lavoro; la drammatica situazione dei serbi rimasti nei villaggi del Kosovo, di fatto ghettizzati; lo stato dei monasteri ortodossi, patrimonio culturale e storico dell’umanità, a rischio distruzione. Un viaggio nella Serbia di oggi, ancora troppo devastata nel cuore e nell’anima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si può richiedere l'edizione completa di libro e dvd a:&lt;br /&gt;http://www.unponteper.it/bottega/description.php?II=315&lt;br /&gt;Codice prodotto: 02084&lt;br /&gt;nome: L'Urlo del Kosovo (Libro+DVD)&lt;br /&gt;Durata: 52'  &lt;br /&gt;contributo richiesto: euro 18.00&lt;br /&gt;Spese di spedizione: euro 3.00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2879651730266801143?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2879651730266801143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2879651730266801143' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2879651730266801143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2879651730266801143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/07/lurlo-del-kosovo_30.html' title='L’Urlo del Kosovo'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/TFLnDLbw_CI/AAAAAAAAAPI/Z_q37VUAEls/s72-c/urlo+kosovo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-3459555977572027193</id><published>2010-07-27T15:07:00.000+02:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.252+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>la Fiat Bomba!</title><content type='html'>Nell’articolo di Alessandro Robecchi di domenica scorsa su “il manifesto”, “Le newco del mondo libero”, mancava all’elenco un modello di auto: la Fiat Bomba.&lt;br /&gt;Questa potrebbe davvero essere prodotta in Serbia, proprio in quella fabbrica, la Zastava, distrutta dai bombardamenti del 1999. Ci racconta Rajka Veljovic, del sindacato Samostalni, che ormai non esiste più, messo all’angolo e lasciato senza i secondi…&lt;br /&gt;“Nel 99 fummo uniti a difendere la Zastava. Stavamo dentro, invitammo le maggiori testate televisive europee per dire che non avremmo abbandonato quella che era la nostra seconda casa. Ma ci bombardarono lo stesso.”.&lt;br /&gt;L’intera intervista è riportata nel film-documentario “L’urlo del Kosovo”, che in questi giorni esce unitamente al libro di cui Tommaso Di Francesco ha scritto appassionata recensione il 23 luglio.&lt;br /&gt;Quella che era la Torino dei Balcani, la città jugoslava di Kragujevac e quella che era la Fiat dei Balcani, la Zastava, furono bombardate senza nessun tipo di remora o ritegno, il giorno della Pasqua ortodossa, mandando in frantumi strutture, macchinari e… uova pasquali, colorate e pronte da distribuire fra i lavoratori. In un vortice dove tutto si mischia, vita e morte, dramma e grottesco, lacrime e scoppi di risate, fu bombardata quella che era la seconda casa di questi lavoratori, così come tutta la Serbia e così come tutto il Kosovo, ultima amputazione in ordine cronologico della Jugoslavia, ultimo schiaffo in faccia a i Serbi.&lt;br /&gt;A Kragujevac un inquinamento ambientale spaventoso dovuto alle fuoriuscite di materiale tossico e oli combustibili usati nelle lavorazioni industriali, ha causato e causa tuttora, nascite con malformazioni e l’insorgenza di malattie tumorali mentre i profughi, che da Kragujevac a Kraljevo vivono sparsi in decine di migliaia, molti dei quali provenienti dalle fabbriche satelliti della Zastava, in particolare da Pec, nel Kosovo occidentale, hanno reso, loro malgrado, la situazione di vita quotidiana drammatica per tutti. Cacciati senza nessuna possibilità di ritorno dalla loro terra, dalla loro vita, nel giro di poche ore dal 10 giugno del 1999, con la Kfor che assisteva “distratta” alle violenze dell’estremismo panalbanese, vivono spesso di sussidi, aiuti, e lavori saltuari. Lavoro diventato una chimera anche per chi lo aveva sempre avuto garantito.&lt;br /&gt;Salari che non arrivano ai 200 euro, prezzi che salgono alle stelle, le verdure più semplici che arrivano anche a un euro al chilo, mentre rasenta i due euro al chilo la carne, senza contare le spese fisse per elettricità, riscaldamento e altro, con il dinaro che ogni mese perde  punti, (dall’inizio dell’anno a oggi è passato da 95 per 1 euro ai 105 attuali), se non fosse per le secolari capacità di adattamento alla tragedia delle donne e degli uomini di questo popolo, sarebbe la catastrofe.&lt;br /&gt;E invece, eccoli che ancora resistono. Si resiste a Kragujevac, città che nell’ottobre del ’41 vide intere generazioni di uomini e ragazzi e adolescenti ammazzate in un giorno e mezzo dalla belva nazifascista. Oggi un parco ricorda quell’eccidio al cui confronto le nostre Fosse Ardeatine diventano una carezza. Sa sopportare la gente di Kragujevac il destino avverso, ci vuole ben altro che un Marchionne qualunque per piegarla. Ma questa contrapposizione fra lavoratori italiani e serbi fa molto male, soprattutto a loro. Perché nella sede del vecchio sindacato campeggiano alle pareti le foto della solidarietà, che ancora unisce i lavoratori italiani e serbi, attraverso i sostegni a distanza di centinaia di famiglie di operai o ex operai della Zastava. Dalla Fiat non è arrivata una lira, ancora oggi, mentre dai lavoratori delle varie organizzazioni sindacali la solidarietà non è mai mancata, da quel maledetto 24 marzo 1999 fino a oggi. Non avrebbero mai pensato di doversi trovare coinvolti in queste strumentalizzazioni, vere e proprie guerre fra poveri.&lt;br /&gt;Dalla Fiat, che prima delle bombe era solita mandare panettoni, sono arrivati solo diktat e imposizioni che hanno avuto, come conseguenza, licenziamenti in massa, subappalti, ritmi di lavoro disumani, perdita di garanzie e diritti, impoverimento dei salari, perdita di futuro.&lt;br /&gt;Bisogna che questi ponti fra lavoratori italiani e serbi non vengano distrutti dalla superficialità e dalla propaganda, così come vennero distrutti tanti ponti della Serbia durante i bombardamenti. Vogliono le guerre fra i poveri, ma è ora che i “poveri” comincino a guardare oltre il loro stretto utile quotidiano, perché ci sarà sempre qualcuno più ricattabile pronto a fare gli interessi di manager e aziende senza scrupoli. E gli stessi lavoratori dovranno diffidare dei tanti, soprattutto politici che, a parole, sono con loro ma poi, nei fatti, li lasciano soli. Chi sta rischiando davvero di essere ridotto alla fame, sono soltanto loro, i lavoratori. Pensano di ridurli  a più miti pretese, tenendoli sotto ricatto. Ma potrebbero sbagliare e dare modo alla solidarietà di avere il sopravvento.&lt;br /&gt;E allora, questa Fiat Bomba davvero potrebbe diventare un veicolo affidabile, da prodursi in cooperazione Italo-Serba. La Fiat Bomba, della solidarietà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-3459555977572027193?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/3459555977572027193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=3459555977572027193' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3459555977572027193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3459555977572027193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/07/la-fiat-bomba.html' title='la Fiat Bomba!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-266658024961482460</id><published>2010-07-23T11:40:00.002+02:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.252+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Lettera aperta al popolo serbo</title><content type='html'>L’arresto del criminale kosovaro albanese Ramus Haradinaj è stato il mezzo bicchiere d’acqua che vi hanno fatto bere per mandare giù l’ennesima pillola avvelenata: il pronunciamento della corte di giustizia (quale giustizia?) dell’Aja, che si è espressa a favore della autoproclamata indipendenza del Kosovo monoetnico.&lt;br /&gt;C’è da scommettere che, fra qualche mese, il criminale verrà di nuovo rilasciato o, al limite, condannato, ma lievemente, ci mancherebbe altro. Magari, vedrete, solo per aver tentato di manipolare le prove a sua accusa. E sarà come multare un killer incallito per aver parcheggiato male la sua auto.&lt;br /&gt;Vi stanno fagocitando, col malaffare, con l’ingiustizia e la corruzione. Richiudete le vostre frontiere! Rifiutate a questa Europa vile, meschina e malavitosa, l’ingresso sul vostro sacro suolo!&lt;br /&gt;All’aeroporto di Belgrado, da un po’ di tempo, vedo arrivare e partire sempre più frequenti frotte di gente maleducata e arrogante, prepotenti delle nuove generazioni e ignoranti delle precedenti. Piccoli e medi imprenditori, a caccia di braccia da lavoro a basso costo, quando non a caccia delle vostre donne, per i loro luridi tornaconti. Vestono bene, questi torvi personaggi, hanno portafogli gonfi. Così come le frotte di attorucoli da strapazzo che vengono nelle vostre città con aria annoiata e scostante, a girare chissà quali inutili fiction televisive, quasi non bastasse l’inutilità delle loro vite, vere e proprie fiction di quotidiana stupidità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermateli alle frontiere! Ripristinate i visti d’ingresso, controllate chi entra e chi esce, che vi stanno prendendo l’Anima! Negategliela!&lt;br /&gt;Negate alla Fiat di venire a banchettare sulla vostra pelle, negate a questi avvoltoi di vegliare sul vostro sfinimento, negate agli sciacalli la vostra storia! Gettate nel Danubio e nella Sava quei politici corrotti che hanno studiato in America, mentre i vostri figli non riuscite a farli studiare più neppure nelle vostre scuole! Gettate a fiume queste marionette, traditori della vostra storia, gente che in televisione va a strappare applausi e consensi, in giacche e cravatte alla moda, ma poi regala i vostri soldi agli avvoltoi che oscurano il vostro cielo. Vi stanno abbandonando sempre più, vendendosi e strappandosi vesti pur di entrare nella Nato e avere il proprio meschino compenso! Si, la Nato, quella che vi ha bombardato e ridotto a terzo mondo, proprio quella, dove fra un po’ entrerete per farne parte da vassalli. Fra non molto, li vedrete scorrazzare, coi loro autoblindo oscurati, sulle vostre strade chiedendo e ottenendo precedenza nel vostro traffico quotidiano. Con la vostra polizia e il vostro esercito ossequiosi a farli passare. Tutto nel nome della sicurezza mondiale. Del resto, già lo fanno in quella che è stata la terra dei vostri padri, il Kosovo e Metohija.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impediteglielo!&lt;br /&gt;Fatevi promotori di un fronte balcanico che si opponga e resista all’avanzata della barbarie guerrafondaia, allo strapotere della banche, alle minacce dell’arroganza politica. Non abbiate timore perche, tanto, vi ridurranno ugualmente alla fame. Non abbiate timore perché, tanto, non c’è nulla da perdere. Il gioco è truccato, il ricatto vi seppellirà.&lt;br /&gt;Soli, avete ancora una speranza.&lt;br /&gt;Soli, avete ancora di che mangiare, di che bere, di che offrire all’onesto viaggiatore. Fatene vostro unico tesoro. Restate liberi, nella dignità. Noi, la dignità l’abbiamo sepolta da un pezzo, con la memoria di noi stessi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-266658024961482460?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/266658024961482460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=266658024961482460' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/266658024961482460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/266658024961482460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/07/lettera-aperta-al-popolo-serbo.html' title='Lettera aperta al popolo serbo'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-5898407436408844915</id><published>2010-07-13T13:29:00.005+02:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.253+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>L'Urlo del Kosovo   (vedi: http://www.uniroma.tv/?id_video=16852 )</title><content type='html'>Nell’ambito dell’iniziativa “C’è un bambino che...”, ospitalità di bambini e ragazzi profughi di guerra provenienti dalla Serbia, giunta al nono anno e organizzata in collaborazione fra l’associazione “Un Ponte per...” e l’Ateneo di Tor Vergata,  &lt;br /&gt;siamo lieti di invitarvi alla serata di saluto di Mercoledì 14 luglio, a partire dalle ore 17,30 presso il piazzale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Roma Tor Vergata, via Columbia 1. &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Nell’occasione, alle ore 18 nell’aula Moscati (primo piano, edificio B, davanti la Presidenza) verrà proiettato in anteprima il documentario: “L’Urlo del Kosovo” &lt;br /&gt;video-film sulle conseguenze subite dalla popolazione civile dopo i bombardamenti della Nato del 1999 sulla Jugoslavia e in particolare su Serbia e Kosovo. &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Verrà inoltre presentato il libro omonimo di Alessandro Di Meo, edito da Exòrma. &lt;br /&gt;Sarà presente l’autore.&lt;br /&gt;(vedi: http://www.uniroma.tv/?id_video=16852 )&lt;br /&gt;                                                                                 &lt;br /&gt;A seguire, nel piazzale della Facoltà, &lt;br /&gt;musica popolare e ritmica, balli, cibi e bevande, oltre alla rakìja! &lt;br /&gt;Sarà un’occasione per accostarsi in modo discreto al dramma e alla sofferenza &lt;br /&gt;di una delle tante ingiustizie del nostro mondo, che cerchiamo, &lt;br /&gt;anche attraverso la presenza dei ragazzi, &lt;br /&gt;di raccontare con la dolcezza di sguardi pieni di futuro. &lt;br /&gt;Vi aspettiamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-5898407436408844915?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/5898407436408844915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=5898407436408844915' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5898407436408844915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5898407436408844915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/07/lurlo-del-kosovo.html' title='L&apos;Urlo del Kosovo   (vedi: http://www.uniroma.tv/?id_video=16852 )'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2723987285446823603</id><published>2010-06-04T13:26:00.000+02:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.253+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Parola di Manolo!</title><content type='html'>COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;I morti sono almeno 19 e i feriti circa 160 di cui alcuni molto gravi, ci dice&lt;br /&gt;Manolo Luppichini appena uscito dall’aeroporto militare di Ciampino.  I morti&lt;br /&gt;non li ha visti direttamente, la sua fonte è Jennie Campbell, una delle&lt;br /&gt;infermiere che viaggiavano sulla Mavi Marmara, australiana, imbarcatasi insieme&lt;br /&gt;al marito, tuttora sequestrato dagli israeliani.&lt;br /&gt;La Campbell gli ha riferito di aver contato 19 cadaveri e di aver visto&lt;br /&gt;gettare in acqua diversi corpi. In effetti  tuttora risultano mancanti all’&lt;br /&gt;appello venticinque persone.&lt;br /&gt;Dalla nave su cui viaggiava,la Sfintoni-8000, Manolo ha assistito alla&lt;br /&gt;battaglia con cui i militanti per la pace hanno tentato di resistere all’&lt;br /&gt;assalto dei soldati israeliani che tentavano d’impossessarsi della nave turca.&lt;br /&gt;Hanno cercato di difendere con grande coraggio la “mission” per cui avevano&lt;br /&gt;affrontato il viaggio: portare aiuti al popolo di Gaza e testimoniare come la&lt;br /&gt;solidarietà sia più potente del blocco imposto da Israele.&lt;br /&gt;Non ci sono riusciti. Si sono battuti a mani nude o con gli arredi della nave&lt;br /&gt;contro i soldati armati di pistole, taser, bombe sonore e sostenuti dalle&lt;br /&gt;sventagliate di mitra sparate dagli elicotteri militari.&lt;br /&gt;Anche sulla Sfintoni-8000 c’è stata tanta paura e alcuni feriti, sebbene&lt;br /&gt;nessuno avesse opposto resistenza. Manolo ora si chiede che fine abbia fatto&lt;br /&gt;PAUL  LARUDEE, un signore californiano di oltre sessant’anni , co-fondatore del&lt;br /&gt;“free Gaza movement”, colpito prima dal micidiale taser (la pistola elettrica&lt;br /&gt;vietata in Italia perché produce una sorta di elettrochoc ) e poi gettatosi dal&lt;br /&gt;ponte facendo “perdere tempo” agli israeliani che lo inseguivano e pagandola&lt;br /&gt;molto cara, visto che quando è stato ripescato e portato al centro di&lt;br /&gt;detenzione mostrava evidenti segni di pesanti percosse.  Di lui non si sa dove&lt;br /&gt;sia, forse è ancora sequestrato in Israele, o forse è ricoverato in qualche&lt;br /&gt;ospedale.&lt;br /&gt;Anche Manolo è stato picchiato, la sua colpa era di voler comunicare con la&lt;br /&gt;famiglia o il consolato, ma si è trovato davanti dei soldati un po’ nervosi che&lt;br /&gt;lo hanno buttato a terra e lavorato ai fianchi. Ha parecchi ematomi e una&lt;br /&gt;costola contusa, quindi gli è andata bene! Poi è stato tenuto in isolamento per&lt;br /&gt;dodici ore e solo  battendo sulla porta mentre passavano i greci con il loro&lt;br /&gt;console è riuscito ad attirare la loro attenzione  affinché questi&lt;br /&gt;sollecitassero il consolato italiano. Dopo l’intervento del console, le cose&lt;br /&gt;sono andate meglio.&lt;br /&gt;Ora che è tornato gli abbiamo chiesto cosa intende fare e lui ci ha risposto&lt;br /&gt;che intanto intende riavere da Israele la strumentazione di lavoro (Manolo fa&lt;br /&gt;il regista) che gli è stata arbitrariamente sottratta; quindi battersi affinché&lt;br /&gt;i materiali costati fatica e vite umane arrivino agli abitanti di Gaza;  poi&lt;br /&gt;fare quanto possibile affinché tutti i sopravvissuti siano liberati e&lt;br /&gt;accertarsi che Larudee sia vivo e che possa tornare in California.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2723987285446823603?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2723987285446823603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2723987285446823603' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2723987285446823603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2723987285446823603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/06/parola-di-manolo.html' title='Parola di Manolo!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-57112065772879169</id><published>2010-05-17T13:04:00.005+02:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.254+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Viaggi nella memoria</title><content type='html'>Continuiamo con i nostri viaggi nella memoria.&lt;br /&gt;La memoria di un popolo, quello serbo, scippato delle sue tradizioni, della sua cultura, delle sue radici. Ma che resiste, fra mille tentativi di fiaccarla, questa resistenza.&lt;br /&gt;Un viaggio nel Kosovo e Metohija, per me vuol dire sempre un “magone” che prende la gola. Ogni volta, come la prima volta. La tensione è forte nelle mie meravigliose accompagnatrici e interpreti. Ceca (si legge Zezza), 16 anni, Tanja, 18, Beba 13 e Jadranka 19, qualcuna per la prima volta in Kosovo, qualcuna c’è già stata lo scorso anno, qualcun’altra non può ricordarsi. Perché era bambina e fuggiva, a sua insaputa, fra braccia di genitori terrorizzati.&lt;br /&gt;A Dečani, nell’incanto del monastero, dormiamo ospiti dei sempre gentili e accoglienti monaci. Padre Ilarijom fa le veci di Andrej, improvvisamente partito per Belgrado, e di Petar, che pure conosciamo bene, che è a Gračanica.&lt;br /&gt;Dopo la liturgia, ci vengono offerti caffè, rakija e una gradevole cena, con buon vino rosso. Ci sono anche altre persone, che non si fermeranno a dormire. Vengono da Osojane, una vicina frazione e con una di loro, Sonja, ci scambiamo indirizzi e voglia di fare cose. Progettiamo una festa nel suo villaggio.&lt;br /&gt;Prima di dormire chiedo che venga aperto il salone coi ceri della principessa Milica, moglie del leggendario principe Lazar, cavaliere serbo sconfitto nella battaglia del giugno 1389. I ceri, accesi per la prima volta nel 1924, dopo le guerre balcaniche, furono sostituiti con delle copie per opera di Aleksandar Karadjordjević e sua moglie Marija, le cui riproduzioni campeggiano nel salone. I ceri originali vengono conservati altrove, nel monastero. L’anziano padre Avakum, nome che significa amore per Dio, ci racconta volentieri la storia, benevolo e ben disposto verso quelle dolci figure che mi porto dietro. Vederli parlare, in intimità, è qualcosa che ha a che fare con la spiritualità. Io posso solo filmare questo incontro ed esserne testimone. Un anziano pope che conversa amabilmente e in piena sintonia con delle giovani ragazze del suo po&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S_Ekha20l1I/AAAAAAAAAOw/FtcChDbgzFs/s1600/DSC08585.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 150px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472195178795407186" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S_Ekha20l1I/AAAAAAAAAOw/FtcChDbgzFs/s200/DSC08585.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;po&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S_EkAjemCxI/AAAAAAAAAOo/lnF32Vv8w-s/s1600/DSC08611.JPG"&gt;&lt;/a&gt;lo, in un posto così sacro. E’ la storia che si fa realtà. E’ il ricordo che si tramanda.&lt;br /&gt;All’alba, le ragazze ottengono un appuntamento davvero insolito. Andiamo alla fonte, scortati da un militare armato, a prendere l’acqua della Bistrica. Sarà l’acqua per il giorno, quella da bere. E’ un rito che nel monastero continuano a ripetere da sempre. L’acqua è fresca, leggermente frizzante e la berremo tutti. Dopo aver assistito alla funzione del mattino, partiamo salutando, uno per tutti, padre Silofont che si stacca per un breve momento dalla liturgia per darci ascolto. Alla mia richiesta di pagare per le stanze, mi risponde con un gentile, sorridente, secco… “Certamente no!”.&lt;br /&gt;Alle otto e mezza siamo a Goraždevac, dove è in programma, per il 14 maggio, la festa popolare per il santo protettore Jeremija, la slava del villaggio. Pare che Jeremija lo protegga davvero il villaggio che, dopo i bombardamenti, è comunque rimasto abitato dai serbi. Ma, forse, Jeremija ha trovato collaborazione nella Kfor che, certo, non si aspettava di venire in Kosovo a proteggere coloro che aveva bombardato. Ma tanto è. C’è vita a Goraždevac!&lt;br /&gt;Questa festa religiosa, osteggiata nel dopoguerra dal governo di Tito, è stata trasformata, nel tempo e furbescamente, in una festa legata alla liberazione dal fascismo, così da poter essere comunque festeggiata. Una sorta di compromesso storico tutto jugoslavo.&lt;br /&gt;E’ quanto ci racconta un professore di chimica in pensione che, con la moglie, è venuto apposta per partecipare alla festa e col quale conversiamo in amicizia.&lt;br /&gt;In questo giorno, la processione con l’icona del santo, con la bandiera serba e con il drappo della comunità esce dalla chiesa intorno alla quale farà tre giri, mentre il campanaro suonerà a festa le campane. Poi, si va a rendere omaggio alla vecchia chiesetta del cimitero, quella del XV secolo, restau&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S_ElSSydVRI/AAAAAAAAAO4/AtJ1CRk1HC8/s1600/DSC08640.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 150px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472196018443212050" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S_ElSSydVRI/AAAAAAAAAO4/AtJ1CRk1HC8/s200/DSC08640.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;rata nel 1960 quando venne rifatto il tetto, ma con ancora la struttura originale ben conservata. Il pope celebra la sua breve funzione davanti la vecchia chiesetta che viene aperta al pubblico per l’occasione.&lt;br /&gt;Poi, la processione prosegue per tutto il villaggio dove, nelle case, sono pronti cibi e bevande da offrire al passaggio del corteo. Tavoli imbanditi, alcuni vegetariani nel rispetto delle usanze, altri… meno, aspettano la folla che sfila nelle strade, rendendo omaggio al santo e chiedendo grazia di protezione e buon raccolto, non disdegnando un pezzo di carne o di pesce arrostito o un bicchiere di vino o una rakija.&lt;br /&gt;Le mie splendide interpreti mi aiutano nelle interviste agli anziani che raccontano le loro esperienze e i loro ricordi legati alla festa. Ne ricaviamo tanto materiale da divulgare ma, intanto, anche loro, oltre a divertirsi, scoprono… proprie radici, tradizioni, provenienze. Ecco che, allora, Ceca parla con le persone rovistando fra suoi ricordi legati ai racconti dei nonni e dei genitori. Conversa con gli anziani, che scopre quasi parenti, abitanti di villaggi nei pressi di Kijevo, villaggio di Klina, dove sono nati i nonni, dove sono nati i genitori, dove è nata anche lei. Dove oggi, però, di serbi non ne nascono più perché cacciati e impossibilitati a tornare.&lt;br /&gt;Ecco che, vincendo iniziali titubanze, con Jadranka chiediamo a delle ragazze che siedono su un muretto della chiesa, cosa fanno, come vivono. E loro ci raccontano che stanno abbastanza bene, vanno a scuola ma non escono molto dal villaggio. Ma è meglio di quando sono dovute fuggire in Montenegro, con altri profughi. E’ meglio vivere a Goraždevac, libertà limitata, che come profughi altrove…&lt;br /&gt;Ecco, ancora, che Tanja va in giro per il paese con la sorella Beba, guidata dal cugino Marko Bogicević, 20 anni, che nel 2003 scampò, uscendone “soltanto” ferito, all’assassinio dei due ragazzi serbi che, con lui, facevano il bagno nella Bistrica, il fiume che porta acqua nei numerosi rivoli e fiumiciattoli che attraversano il villaggio.&lt;br /&gt;Proprio in uno di questi rivoli, davanti al mulino, al termine della processione, un ragazzo si immerge simbolicamente nei quattro sensi della croce, ma pure quattro punti cardinali, che riportano alle fasi della luna, del sole e della coltivazione nei campi.&lt;br /&gt;Sveti Jeremija, san Geremia, continuerà a proteggere il villaggio anche per il prossimo anno. Ma ecco che, improvviso, si scatena un allegro e festoso putiferio!&lt;br /&gt;Decine di ragazzi si buttano nelle basse acque scalciando e bagnando chiunque arrivi a tir&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S_EjwyB9U3I/AAAAAAAAAOg/dCgGhRfYK94/s1600/DSC08683.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 150px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472194343202542450" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S_EjwyB9U3I/AAAAAAAAAOg/dCgGhRfYK94/s200/DSC08683.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;o. Il liquido si fa presto fanghiglia dove vengono immersi anche malcapitati, occasionali ma comunque ben disposti visitatori. Tutto rimane nell’ambito della allegra festa, senza mai esagerare e ne farà le spese anche la nostra Jadranka che, fatalmente, verrà coinvolta. Attimi di nervosismo fra Marko e un altro ragazzo che avrebbe voluto buttare in acqua anche la nostra Ceca! Ma si sa, i ragazzi, alla fine, finiscono sempre per litigare quando ci sono di mezzo le ragazze!&lt;br /&gt;Tutto torna a posto in un attimo. Jadranka si aiuterà con un paio di rakije bevute alla serba e con delle buste per calzini. Tornerà nella sua casa a Vitanovac, vicino Kraljevo, zuppa ma felice.&lt;br /&gt;Ma a casa di Marko, dove un pochino Jadranka si asciugherà, incontriamo Dragan il padre di Marko, e Miško, lo zio di Tanja e Beba, cognato di Dragan.&lt;br /&gt;Dopo esserci rifocillati e aver conversato, prima di andarcene Dragan ci mostra la foto appesa in camera sua del luogo dove avvenne la tragedia del 2003. Biciclette dei ragazzi a terra, il fiume e la sua luce strana, un senso di vuoto e di morte tutto intorno.&lt;br /&gt;Ci racconta di quei due ragazzi, uno di 12 e l’altro di 19 anni, ammazzati a fucilate. Della vicina, grande piscina gestita, dopo i bombardamenti, da albanesi e di quando, al passaggio del funerale dei ragazzi, la musica venne alzata a tutto volume, in segno di ulteriore sfregio e disprezzo. A un gruppo di italiani che erano a Goraždevac per progetti di riconciliazione, chiesero quale riconciliazione fosse possibile davanti a tutto quell’odio. La loro risposta fu uno sguardo abbassato.&lt;br /&gt;Ma questi italiani erano lì per un mondo migliore, non potevano né volevano prendere le parti di nessuno anche se, a volte, l’equidistanza rischia di fare ancora più danni. Perché non contempla la ricerca della verità. Equidistanti per un mondo migliore, dunque. Che però, adesso, fa a meno dei serbi.&lt;br /&gt;Fa a meno anche di Jugoslav, 17 anni, ammazzato da albanesi nel 1998, insieme a un suo amico. Miško, il padre, ci racconta quei drammatici momenti…&lt;br /&gt;“Sono ricordi pesanti da raccontare… Io glielo dicevo sempre di stare attento, di non allontanarsi troppo, di non restare mai solo, specie se lontano da casa. Erano nei campi, al lavoro. Il suo amico venne colpito da un proiettile che gli trapassò la testa mentre lui venne colpito al fianco destro. Rimase ore e ore così, senza nessuno a soccorrerlo. Io lo so, chi è stato, avrei voluto e potuto ucciderlo, so bene dove abita. La morte di un figlio, ammazzato in quel modo, ti acceca dal dolore. Ma quando ho visto la sua famiglia, i suoi piccoli figli, in quel momento non ce l’ho fatta. E se anche lo facessi oggi, sarebbe la fine per gli altri serbi del villaggio. Chi capirebbe il mio gesto?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neppure la vendetta gli è rimasta, a Miško. Che deve vedere e sopportare nella sua terra, ormai non più dei monasteri, la Metohija, ma di Haradinaj, il criminale “assolto” all’Aja, al tribunale per i crimini nella Jugoslavia… pattuglie di poliziotti kosovari albanesi, in genere ex terroristi dell’Uck, aggirarsi sulle loro auto con i mitra spianati, in mezzo alla pacifica folla in festa. Percorsi della memoria che lasciano il segno!&lt;br /&gt;Lo lasciano nell’animo di Ceca che, traducendo il racconto di Miško, rimane scossa, sfogo di delicato pianto ma pieno di rabbia… di Jadranka, che scopre storie della sua gente prima sconosciute, appropriandosene, finalmente e con tanta voglia di esserci ancora... di Tanja e Beba, che fanno le esperte, essendo questo il loro secondo viaggio in Kosovo, ma già pensano a feste da tenere nel “loro” villaggio, quello di Osojane.&lt;br /&gt;Salutiamo e ce ne torniamo nel pulmino dove ci attende, oltre a Vinko, l’autista, anche Mijo Ratković, col quale andremo a riprendere suo figlio Josif, per la prima volta in Kosovo, che abbiamo lasciato a Belo Polje, dall’anziano zio Radomir, dove un bellissimo e curato orto ci parla il linguaggio della povera gente, onesta e dignitosa vita, vissuta di cose semplici.&lt;br /&gt;Ripassiamo davanti la casa di Mijo, quella depredata e distrutta, a Belo Polje. Ma Mijo neppure si volta più a guardarla, ormai.&lt;br /&gt;Nella rotonda di Peć, intanto, una gigantografia di William Walker campeggia.&lt;br /&gt;Avanguardia della CIA nella destabilizzazione dell’America latina, capo missione OSCE nel ’99 in Jugoslavia (gli osservatori europei, guidati però da questo americano…), colui che diede il via libera ai bombardamenti Nato, responsabile di tanto dolore e tanta ingiustizia nel mondo, è un altro “benemerito” padre della patria kosovara albanese.&lt;br /&gt;Bandiere a stelle e strisce dalle case gli rendono eterno omaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. Entrando nel Kosovo, dopo un po’ arriva sui nostri cellulari un messaggio…&lt;br /&gt;“Welcome to Italy on TIM network!”&lt;br /&gt;La telefonia mobile in Kosovo è stata tagliata ai serbi. Le schede serbe, quindi, funzionano come se si chiamasse dall’estero. Radomir, l’anziano zio di Mijo che vive nel villaggio di Belo Polje, se vuole chiamare i suoi figli in Serbia, paga come se dovesse chiamare Bill Clinton in USA. Ma a lui interessano solo i suoi figli, per sentirli meno distanti. E sentirsi, meno distante.&lt;br /&gt;Invece no, testardo che è, non lo ha ancora capito che il Kosovo è uno stato indipendente e libero. Da quelli come lui, da quelli come i suoi figli, da quelli come la sua anziana, malata moglie. E se vuole pagare meno, cioè come prima, cosa per lui fondamentale vista la precaria situazione economica che vive, non gli servirà cambiare scheda e metterne una kosovara albanese. Pagherebbe allo stesso modo. Tanto.&lt;br /&gt;No, dovrebbe solo andarsene. Lui e gli altri serbi dei villaggi. Per sempre. Intanto, però, pagherà e molto una telefonata alla figlia. Particolare interessante, la tariffa la paga alla TIM Italia, che gestisce le linee in roaming, credo si dica e si scriva così.&lt;br /&gt;Alla faccia della protezione delle minoranze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-57112065772879169?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/57112065772879169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=57112065772879169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/57112065772879169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/57112065772879169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/05/viaggi-nella-memoria.html' title='Viaggi nella memoria'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S_Ekha20l1I/AAAAAAAAAOw/FtcChDbgzFs/s72-c/DSC08585.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-679345227518480285</id><published>2010-02-06T15:15:00.006+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.255+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Vulcano Mitrovica</title><content type='html'>Un senso di impotenza e scoramento ci assale ad ascoltare le parole di padre Andrej, monaco del monastero di Dečani, uno dei simboli del Kosovo e Metohija che rischia di essere lasciato al proprio destino dalla forte diminuzione del contingente italiano, chiamato al sacrificio afghano dai vertici Nato e Usa. La sua preoccupazione è pari alla tenacia con la quale il monas&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S219HgQvaZI/AAAAAAAAAOY/WS2fL6G-dX8/s1600-h/DSC07805.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 150px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435137893178763666" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S219HgQvaZI/AAAAAAAAAOY/WS2fL6G-dX8/s200/DSC07805.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;tero verrà difeso, ci dice, fin quando esisterà anche un solo serbo nella terra di Lazar e Miloš.&lt;br /&gt;La partita si giocherà, a detta anche del capo del contingente italiano in Kosovo, colonnello Grasso, il prossimo 25 aprile, quando ci sarà l’intronizzazione del nuovo patriarca Irenej nel patriarcato di Peć, a pochi chilometri da Dečani. Quello sarà il momento in cui il Kosovo “indipendente”, il Kosovo governato da ex criminali di guerra ora in giacca e cravatta, questi si!, ritenuti affidabili dal mondo politico occidentale, dovrà dimostrare di essere anche “tollerante e democratico”. Ci riuscirà, siamo pronti a scommetterci, ma bisognerà vedere cosa accadrà quando i riflettori saranno spenti e le delegazioni internazionali andate via.&lt;br /&gt;Le parole del colonnello sono improntate a una certa tranquillità, forte anche dell’arrivo, ci dice, di altri contingenti fra i quali quello turco.&lt;br /&gt;Nessuno sembra rendersi conto del peso che certe decisioni hanno sullo stato d’animo delle minoranze serbe. Che siano anche i turchi a garantire pace e sicurezza in un territorio che è stato proprio dai turchi dominato per secoli e secoli, costringendo il popolo serbo a sacrifici immani ancora nelle memoria di intere generazioni appare, francamente, come l’ennesimo affronto ai serbi, che già hanno dovuto subire, negli anni più recenti, oltre alla guerra, lo schiaffo di vedere la propria incolumità affidata al contingente tedesco, che solo nella II guerra mondiale, in divisa SS, ha provocato eccidi inenarrabili. E nel marzo del 2004, quando un pogrom antiserbo fu scatenato dagli albanesi sotto gli occhi “distratti” della Kfor anche tedesca, questa diffidenza serba ha trovato, fatalmente, conferma!&lt;br /&gt;Ma il vero termometro della situazione è Kosovska Mitrovica nord, dove l’acqua e la corrente elettrica continuano a venire razionate per i continui boicottaggi degli albanese a sud, che gestiscono il flusso.&lt;br /&gt;“Qui siamo tutti armati!”, ci dicono nostri amici di Mitrovica nord. Armati, in attesa che il vulcano esploda. Perché la volontà della missione Eulex di realizzare ad ogni costo il famigerato piano Arthisaari, non sarà mai accettato dai serbi che non vogliono staccarsi definitivamente da Belgrado. Perché se questo dovesse mai accadere, anche per i serbi rimasti nei ghetti di tanti sperduti e dimenticati villaggi, sarà la fine. E con loro, sarà la fine per i monasteri ortodossi, molti dei quali patrimonio dell’Unesco, come Dečani, Gračanica, Patriarcato di Peć e altri ancora… Forse non verranno distrutti, ma è già partito il revisionismo che li trasformerà in pietre fondanti, e improbabili, di culture non ortodosse, prime fra tutte, quella albanese musulmana. Soprammobili per un business turistico gestito dalla mafia locale e dalla letale equidistanza di tante ong dal gippone facile!&lt;br /&gt;Intanto, contraddizioni emergono ma non sembrano turbare politiche estere ne scelte che la comunità internazionale continua a proporre a danno dei serbi. A Kosovska Mitrovica nord, a pochi metri dal ponte sull’Ibar che, come il ponte sulla Drina di Ivo Andrić, è divenuto testimone della storia fra i due popoli, negozi gestiti da albanesi con tanto di bandiere Usa e Uck e vecchi manifesti elettorali inneggianti agli “ex criminali” Haradinaj e Tachi, in un via vai di auto senza targa, con targa albanese, con targa serba, vedono tanti serbi fare spesa perché tutto costa meno. E si può pagare in dinari. Ancora a Mitrovica nord, il cimitero turco è intatto e libera è la visita ai defunti… a Mitrovica sud, il cimitero ortodosso è distrutto e per visitarlo si rischia la propria incolumità anche se scortati dalla nuova polizia kosovara, formata da ex militanti dell’Uck. Sempre a nord, un villaggio albanese vive in assoluta tranquillità e libertà di movimento proprio vicino al monastero ortodosso di Sokolica dove le monache non si oppongono certo alla visita di donne albanesi che chiedono grazia di fertilità. Percorrendo la strada che da Vranje, uno dei luoghi più bombardati dalla Nato, ti porta in Kosovo, poco prima delle nuove frontiere imposte dall’Eulex, un villaggio albanese mostra il profilo di minareti musulmani intatti, senza contingenti Kfor a protezione. Siamo in Serbia! Ma a Gračanica, i militari Kfor vigilano giorno e notte, coi loro mitra spianati, sul monastero e sulla comunità serba ghettizzata. Siamo in Kosovo!&lt;br /&gt;Tutto questo mentre a Belgrado molti albanesi del Kosovo portano i propri figli a curare gravi malattie, gentile regalo delle bombe all’uranio impoverito, che non hanno fatto distinzioni. Letale equidistanza…&lt;br /&gt;La sensazione che ancora una volta volontà e scelte politiche tutte occidentali stiano giocando sulla pelle della povera gente è forte. Così come la sensazione che il vulcano esploderà a breve. Per questo c’è bisogno della mobilitazione del mondo culturale e associazionistico non colluso con queste scelte, per questo è stato lanciato l’appello da Un Ponte per… per la protezione delle minoranze serbe e dei monasteri ortodossi(vedi: http://www.&lt;a href="http://www.unponteper.it/sostienici/petizione.php"&gt;unponteper.it/sostienici/petizione.php&lt;/a&gt; )&lt;br /&gt;Non è da sottovalutare il pericolo che si sta correndo in quella terra.&lt;br /&gt;Il continuo ricatto a cui è sottoposto il governo serbo, al quale ora si richiede addirittura di entrare nella Nato, e sarebbe l’ennesima provocazione per il popolo serbo del quale molti &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S218MuBqEXI/AAAAAAAAAOQ/i1lexQrXzjM/s1600-h/DSC07857.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 150px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435136883261313394" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S218MuBqEXI/AAAAAAAAAOQ/i1lexQrXzjM/s200/DSC07857.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;stigmatizzano il senso di persecuzione atavico ma che, a leggere la storia moderna e non, sembra davvero inevitabile… questo continuo ricatto non tiene conto dell’orgoglio di un popolo da sempre avanguardia dell’Europa ma dall’Europa sempre trattato come merce di scambio sul mercato dell’opportunismo occidentale.&lt;br /&gt;Nel frattempo, le 15 famiglie serbe rimaste a Belo Polije, simboleggiate dall’anziano Radomir che ci offre rakija col sorriso sule labbra, nonostante il tumore che lo affligge e nonostante l’anziana moglie malata di Parkinson, non hanno nemmeno legna a sufficienza per scaldarsi nel rigido inverno balcanico. Ma a chi interessa il loro piccolo, lontano destino quotidiano?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-679345227518480285?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/679345227518480285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=679345227518480285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/679345227518480285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/679345227518480285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2010/02/un-senso-di-impotenza-e-scoramento-ci.html' title='Vulcano Mitrovica'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/S219HgQvaZI/AAAAAAAAAOY/WS2fL6G-dX8/s72-c/DSC07805.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-4599469175107272284</id><published>2009-12-23T13:06:00.011+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.255+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Appello per la protezione delle minoranze serbe e dei monasteri ortodossi in Kosovo e Metohija</title><content type='html'>&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;L’annunciata drastica riduzione del contingente Kfor (compresa la prevista diminuzione del contingente italiano da duemila unità a cinquecento), attuata in risposta alle richieste Usa di un maggiore impegno nella guerra in Afghanistan, rischia di alimentare ulteriormente il dramma che da oltre un decennio vivono le popolazioni di Kosovo e Metohija, che in questo modo si vedrebbero abbandonate al proprio destino.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Preoccupati della sorte dei villaggi serbi che da più di dieci anni vivono sotto protezione, isolati, ghettizzati, minacciati dalle frange estremiste e violente del terrorismo ex Uck oggi al potere… preoccupati per la sorte dei monasteri ortodossi, patrimonio culturale dell’umanità intera, la cui distruzione è stata tentata e realizzata con la perdita definitiva di circa 150 monasteri della regione… &lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&lt;/span&gt;con la reale possibilità che un popolo intero, che da secoli abita il Kosovo e Metohija scompaia definitivamente dalla propria terra, ci appelliamo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;a personalità della politica, della cultura, dell’arte e a tutte quelle associazioni del pacifismo militante, che da anni si sono impegnate per ristabilire la verità storica di quanto accaduto nella ex Jugoslavia e in Kosovo e Metohija, in totale contrasto con quanti hanno di fatto cooperato al distacco definitivo del Kosovo dalla Serbia e della comunità serba dal Kosovo, affinché:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;- di fronte alla situazione venutasi a creare in questi anni nel Kosovo e Metohija, di fatto controllato e governato da clan malavitosi retti da ex criminali di guerra che hanno impedito lo sviluppo di ogni possibilità di dialogo fra le parti in causa, l’Italia faccia un passo indietro e si pronunci contro la proclamazione unilaterale di indipendenza del Kosovo, in questi giorni in discussione presso &lt;?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /&gt;&lt;st1:personname productid="la Corte" st="on"&gt;la Corte&lt;/st1:personname&gt; di Giustizia internazionale; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;- si denunci con forza che in questo momento storico, senza che si siano realizzate le condizioni minime e sufficienti a preparare il terreno per un ritiro totale delle truppe, la drastica diminuzione del contingente italiano in Kosovo e Metohija, posto a garanzia della minoranza serba e dei monasteri Ortodossi, abbandonerà a se stesse tutte le realtà “resistenti” nella regione, fatte di villaggi abitati da serbi e poche altre etnie (compresi quegli albanesi non collusi con mafia e terrorismo), da monasteri e cimiteri ortodossi, patrimonio culturale e artistico dell’umanità;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;- si lavori affinché tutte le parti in gioco nel Kosovo, comprese le confessioni religiose, tornino a recitare il proprio fondamentale ruolo nel rispetto dei diritti di tutti;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;- si arrivi alla istituzione di una commissione internazionale che verifichi la situazione delle proprietà abbandonate dalla popolazione serba in fuga,&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;per poi procedere alla restituzione del patrimonio ai profughi, perché questi possano rientrarne in possesso, smascherando chi se ne è illegalmente impossessato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Tutto questo perché si possa restituire il territorio del Kosovo e Metohija a tutti coloro che, da sempre, in quel territorio hanno convissuto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;A nostro avviso, il ruolo dell’Italia potrà tornare determinante, come lo fu per la sciagurata scelta dell’intervento armato. E, per una volta, potremo essere d’accordo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;strong&gt;(per le adesioni: http://www.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.unponteper.it/sostienici/petizione.php"&gt;unponteper.it/sostienici/petizione.php&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;strong&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal" align="left"&gt;&lt;span style="LINE-HEIGHT: 115%"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;strong&gt;primi firmatari dell'appello:&lt;/strong&gt; associazione Un Ponte per…; Lidia Campagnano; Marco Santopadre (direttore Radio Città Aperta); Riccardo Pilato (Zastava Brescia); Matteo Calamandrei; Bruno Maran (Padova); Ivan Pavicevac (redattore radiotrasmissione "Voce Jugoslava"); Milca Ostojic (corrispondente stampa serba); Chiara e Alessandra Di Giorgio; Stefano Giuseppe Magni; Stefano Bacchetta (insegnante elementare); prof. Giorgio Barone-Adesi (Facoltà Giurisprudenza università Catanzaro); Cristina Garreffa (architetto); Paola Salvi (Un Ponte per...)...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-4599469175107272284?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/4599469175107272284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=4599469175107272284' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4599469175107272284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4599469175107272284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/12/appello-per-la-protezione-delle.html' title='Appello per la protezione delle minoranze serbe e dei monasteri ortodossi in Kosovo e Metohija'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2969388356898476439</id><published>2009-12-16T08:40:00.009+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.256+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>L'Urlo del Kosovo</title><content type='html'>&lt;div&gt;Non racconterò, stavolta, di missioni, di iniziative, di progetti o progettini, come i professionisti della cooperazione sanno chiamare quelli che in questi anni abbiamo realizzato fra i dimenticati della Serbia. E non farò relazioni. Stavolta no.&lt;br /&gt;Del resto, che c'è da raccontare?&lt;br /&gt;Abbiamo incontrato dignità e disperazione, negli occhi di persone che non sanno più come andare avanti, rabbia e impotenza, negli occhi di chi si batte contro ingiustizie e malattie, vigliacche come le bombe che cadevano dalle nuvole, invisibili quanto gli assassini che le hanno sganciate. Vite che vanno comunque avanti, anche senza un perchè.&lt;br /&gt;E&lt;span style="font-family:georgia;"&gt; non sembrano esserci più perchè a cui rispondere, oggi. In Kosovo, in Serbia, ovunque. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;font-size:11;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il perché di una guerra, che ha regalato storia, arte, cultura, vite umane a mafie e narcotrafficanti, oggi al potere nel Kosovo. E ha consentito l’orribile traffico di organi, espiantati ai tanti serbi fatti sparire nel nulla dal terrorismo Uck, mesi, anni prima della guerra “umanitaria” e per i quali non ci sarà mai più giustizia.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;E allora, racconterò del ritorno, fatto di stanchezza, solitudine, crisi e lacrime soffocate.&lt;br /&gt;Per quella figura esile, minuta, furtiva come ombra, nel buio del monastero di Gračanica, che mi veniva incontro. Come anime di purgatorio, ci siamo rivisti, in quel buio, in q&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SyizGmStnHI/AAAAAAAAAN4/dVL08De_knU/s1600-h/samantha1.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; FLOAT: right; HEIGHT: 134px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415775477852642418" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SyizGmStnHI/AAAAAAAAAN4/dVL08De_knU/s200/samantha1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;uella solitudine…&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Vi ste Irina sestra?&lt;/em&gt;” – “&lt;em&gt;Siete suor Irina?&lt;/em&gt;”&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;”, "&lt;em&gt;Si&lt;/em&gt;", era lei e si è ricordata del nostro primo incontro, quattro anni fa, quando Irina mi raccontò delle sue visite periodiche e sotto scorta, ai pochi villaggi serbi scampati al pogrom del marzo 2004, villaggi nei quali svolgeva la sua professione di medico pediatra, curando e assistendo bambini.&lt;br /&gt;Il volto non è più lo stesso, quello fresco e vivo di allora. Anche il mio non lo è più.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Zima&lt;/em&gt;” avanza sui volti, sulle pietre, sulle strade, regno inaffidabile di nervosi e ambigui passanti, che fanno tappa in un caffé. Gračanica di notte.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Inverno&lt;/em&gt;” avanza, imbianca destini e ti lascia dentro solo voglia di piangere.&lt;br /&gt;Per tutti quei monasteri che, lontano da Gračanica, rischiano di sparire per sempre. Per tutte le suor Irina che rischiano di non avere futuro nel loro Kosovo e Metohija, da sempre la loro terra, la terra dei monasteri.&lt;br /&gt;Quei soldati davanti l’ingresso del monastero presto se ne andranno. E se non lo faranno loro, lo faranno gli altri, schierati oggi a salvaguardia dei pochi serbi rimasti a vivere, isolati e ghettizzati, nei propri villaggi, mezzo distrutti accanto ai cimiteri dei propri cari. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SyiutRqc5PI/AAAAAAAAANo/h4sAt7ABp0k/s1600-h/DSC07666.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lanceremo un appello, fatto di parole, ponderate ed equilibrate, perché tanti possano sottoscriverlo e aderire a quel grido di disperazione e paura che, però, TUTTI!, dovremo urlare al mondo, unendoci a quell’albero, bruciato fin nelle radici ma che Boško ha portato in salvo, strappandolo al Kosovo e Metohija “&lt;em&gt;liberato&lt;/em&gt;”, realizzandone scultura a simb&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SznikOoBG4I/AAAAAAAAAOA/zm4N8_h5DAc/s1600-h/l%27urlo.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 195px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420612738546211714" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SznikOoBG4I/AAAAAAAAAOA/zm4N8_h5DAc/s200/l%27urlo.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;olo di tutto il dolore e disperazione di un popolo umiliato, sventrato, avvelenato, defraudato.&lt;br /&gt;Urlo lanciato per tutto quel patrimonio umano, culturale, artistico, a rischio sparizione, ma pure per quell’ombra, che non so togliermi dagli occhi e dalla mente… ombra che avanza, nel buio e nella solitudine di un monastero, uno dei tanti, bellissimo ma spento, isolato e buio, protetto da militari ignari e distanti, stonati e inaccettabili.&lt;br /&gt;Quell’ombra, a simbolo di tutte le altre che il Kosovo &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SyiveHh4y0I/AAAAAAAAANw/aYrkBsGQi8g/s1600-h/sculpt1.jpg"&gt;&lt;/a&gt;inghiotte, ormai da anni, nell’indifferenza generale.&lt;br /&gt;No, scusatemi, ma non mi riesce di vedere né di sentire altro, oggi, se non quel buio e quella solitudine… niente altro, se non quella voglia grande che ti soffoca la gola, impazzisce il cuore, allaga lo sguardo… paura di morire, insieme a tutto questo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2969388356898476439?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2969388356898476439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2969388356898476439' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2969388356898476439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2969388356898476439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/12/lurlo-del-kosovo.html' title='L&apos;Urlo del Kosovo'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SyizGmStnHI/AAAAAAAAAN4/dVL08De_knU/s72-c/samantha1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-436677891923877692</id><published>2009-12-03T11:29:00.006+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.257+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Kosovo e Metohija, è scattato l’allarme!</title><content type='html'>L’allarme è scattato.&lt;br /&gt;La Nato, padrona della politica estera di molti paesi, fra i quali il nostro, l’Italia, sia essa di Berlusconi, di Fini, di Prodi o di D’Alema, chiama a raccolta. Servono più militari in Afghanistan e, nonostante il disperato appello a Obama di Michael Moore, vedrete che li manderanno. Solo che l’Italia li prenderà soprattutto dal Kosovo, ormai in completa svendita, che sta per essere abbandonato anche da Belgrado, ancora una volta imbrogliata da un piatto di lenticchie, come la prossima liberalizzazione dei visti, tenuta sotto scacco d&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeTZvqNaTI/AAAAAAAAANA/cuxrDx-SQNo/s1600-h/DSC07448.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410955547808459058" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeTZvqNaTI/AAAAAAAAANA/cuxrDx-SQNo/s200/DSC07448.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;alla paura di guastare i rapporti con la comunità europea.&lt;br /&gt;Sarà inutile, dunque, il prossimo viaggio a Roma e a Bruxelles di padre Sava, vescovo delegato della chiesa ortodossa serba e di padre Teodosije, vescovo di Dečani, per chiedere che le forze Kfor a tutela dei loro monasteri non smobilitino?&lt;br /&gt;Senza una presa di posizione forte e chiara soprattutto di quelle realtà associative della società civile non colluse con la spartizione dei fondi, di provenienza USA e Germania, riversati nell’area con intento evidente di favorire quell’associazionismo la cui attività di fatto avalla la indipendenza unilaterale, puntualmente proclamata… senza una presa di posizione di queste realtà che da anni si sono impegnate per ristabilire la verità storica di quanto accaduto nella ex Jugoslavia e in Kosovo e Metohija, forse si, sarà inutile.&lt;br /&gt;Perché tutti i monasteri e, di conseguenza, i villaggi serbi che ancora resistono in Kosovo e Metohija, il Kosovo e Metohija in mano ai criminali di guerra, narcotr&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeTonCYdVI/AAAAAAAAANQ/1lUYZT9gltA/s1600-h/DSC07461.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410955803191965010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeTonCYdVI/AAAAAAAAANQ/1lUYZT9gltA/s200/DSC07461.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;afficanti, capi clan mafiosi dell’ex Uck, saranno abbandonati al loro destino.&lt;br /&gt;Forse, non i più famosi, come Dečani o Gračanica o come il patriarcato di Peć, che potranno rappresentare un business, in futuro, anche per gli albanesi, che proveranno a trasformarli in loro patrimonio culturale, cosa che, di fatto, l’Albania ha già provato a rivendicare. Ma per quelli più piccoli, miracolosamente scampati ai vari pogrom anti serbi, dal giugno del 1999 fino a oggi, passando per il 17 marzo 2004, c’è il serio rischio della d&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeTiofdTlI/AAAAAAAAANI/x40w7JxD6Ts/s1600-h/DSC07450.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410955700503137874" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeTiofdTlI/AAAAAAAAANI/x40w7JxD6Ts/s200/DSC07450.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;istruzione e cancellazione più completa, anche dalla memoria.&lt;br /&gt;E non servirà la presenza Eulex a difenderli, insieme alle ultime famiglie di serbi rimasti nelle enclavi. Erigendo e controllando dogane, con la scusa dei traffici malavitosi verso la Serbia, ha reso inutile la stessa richiesta presentata dal governo di Belgrado alla Corte di giustizia internazionale sulla legittimità dell’indipendenza proclamata unilateralmente in Kosovo nel febbraio 2008. Il verdetto pare già scritto ma, in ogni caso, la richiesta si ridurrà a puro esercizio di demagogia. Impensabile, infatti, si possa tornare indietro restituendo realmente il Kosovo alla Serbia. E quelle famiglie rischiano di venire spazzate via e per sempre. Un popolo, verrà definitivamente cancellato dalla propria terra. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeU2B2NuJI/AAAAAAAAANg/7vagBG6XXK8/s1600-h/DSC07472+bis.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410957133238614162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 116px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeU2B2NuJI/AAAAAAAAANg/7vagBG6XXK8/s200/DSC07472+bis.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ma che popolo siamo diventati, noi italiani, che non riusciamo a indignarci più, se non davanti a una fiction televisiva o a un reality show?&lt;br /&gt;All’inizio, preda delle menzogne di governanti a tempo, messi al loro posto da manovre in perfetto stile Cia, Cossiga insegna!, basta andare a rivedere le sue manovre di bassa politica per permettere di insediare un governo di “sinistra”, quello di D’Alema nel 1998, per non andare a elezioni anticipate, governo poi protagonista nella guerra alla Jugoslavia, sia nel concedere e usare per la propria aviazione le basi per gli attacchi aerei, come Aviano, dove centinaia di persone si affollavano per gustarsi lo spettacolo della guerra in diretta… sia tenendo a casa milioni di persone che non scesero in piazza contro il “loro governo”, complice dell’infame aggressione a un paese sovrano, che non ci aveva attaccato, e che si fece beffe della Costituzione…&lt;br /&gt;Dopo, tutti concordi nell’inviare truppe in missione di pace, truppe che ben presto si resero conto del raggiro, dell’imbroglio, prendendo pian piano le parti dell’unica parte realmente colpita, i serbi!, la cui espulsione ha origine già ad inizio secolo, quando erano il 40% della popolazione di Kosovo e Metohija, ma che basterebbe riconsiderare, alla luce dei fatti accaduti, a partire dal 1981!...&lt;br /&gt;Ora, dopo averli illusi della possibilità di resistere nella loro terra e in quella dei loro padri grazie alla nostra presenza militare, ammirata e apprezzata in questo decennio proprio da quei serbi che furono descritti come nemici, ora… abbandonandoli al loro destino, lasciandoli nel vuoto più assoluto, dove rischieranno di scomparire.&lt;br /&gt;Tutto perché il padrone americano ha fatto un fischio. E’ iniziata la gara a chi dimostrerà, ancora una volta, di essere il più affidabile. Dini o La Russa, poco cambia.&lt;br /&gt;In questo quadro viene da chiedere, provocatoriamente… possiamo affermare che ci resta difficile dissentire dai risultati del referendu&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeUK6EscgI/AAAAAAAAANY/Fo_FtOVPpzA/s1600-h/DSC07509.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410956392417489410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeUK6EscgI/AAAAAAAAANY/Fo_FtOVPpzA/s200/DSC07509.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;m svizzero su “moschee e minareti”?&lt;br /&gt;Se la comunità internazionale, infatti, si dovesse comportare sempre come nel Kosovo e Metohija…&lt;br /&gt;avallando la mutilazione di un paese, la Serbia, di una delle sue parti più importanti, culla della propria civiltà…&lt;br /&gt;avallando espulsione e pulizia etnica dei serbi, ma pure delle altre etnie minori, degli oppositori politici e non, anche albanesi (chi conosce la storia di Ibraj Musa, ex partigiano morto da pochi giorni, profugo in patria, difensore della Jugoslavia e amico di tutti i suoi popoli, ma nemico dell’Uck, che gli ha quasi sterminato la famiglia?)…&lt;br /&gt;avallando distruzioni di chiese e cimiteri ortodossi, patrimonio culturale dell’umanità intera, dopo che i serbi hanno tollerato, accettato, condiviso, convissuto da sempre nel Kosovo e Metohija con altre etnie e religioni, consentendo, quindi, la “costruzione di nuovi minareti e nuove moschee”, beh… ci sarebbe poco da stare tranquilli!&lt;br /&gt;Allora, vista la presenza di una forte comunità kosovara albanese nel loro territorio, viene da chiedere, sempre provocatoriamente… ma non avranno ragione gli svizzeri?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-436677891923877692?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/436677891923877692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=436677891923877692' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/436677891923877692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/436677891923877692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/12/kosovo-e-metohija-e-scattato-lallarme.html' title='Kosovo e Metohija, è scattato l’allarme!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SxeTZvqNaTI/AAAAAAAAANA/cuxrDx-SQNo/s72-c/DSC07448.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-4818363796749142156</id><published>2009-11-27T11:36:00.007+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.258+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>SoS Kosovo!</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Mancava questo tassello nella nostra presenza nella Serbia del dopoguerra.&lt;br /&gt;Mancava, per provare a ristabilire verità storiche, attualità inconfutabili, certezza di dubbi.&lt;br /&gt;Mancava, perché bisogna conoscere anche le altrui solidarietà, con un popolo che è stato vittima di ingiustizia. E lo è tuttora.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così, dopo aver conosciuto e collaborato con Gilberto Vlaić e la sua associazione “&lt;em&gt;Non bombe ma solo caramelle&lt;/em&gt;”, andiamo a conoscere una fra le voci più prep&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sw-2L2tDp5I/AAAAAAAAAM4/fA0FSGvFFUQ/s1600/DSC07464.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408741992274569106" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sw-2L2tDp5I/AAAAAAAAAM4/fA0FSGvFFUQ/s200/DSC07464.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;arate della contro informazione sul tema ex Jugoslavia… Enrico Vigna, di “&lt;em&gt;SoS Yugoslavia&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Da Kragujevac, dove arriviamo in una serata che sembra annunciare &lt;em&gt;proleče&lt;/em&gt;, primavera, e non &lt;em&gt;žima&lt;/em&gt;, inverno, partiamo la mattina presto del 24 novembre alla volta di Kosovska Mitrovica.&lt;br /&gt;Siamo in sette nel pulmino. Ci sono Rajka Veljović, storica interprete coordinatrice dell ufficio internazionale adozioni e rappresentante per anni, anche in Italia, del sindacato della “&lt;em&gt;Zastava&lt;/em&gt;” di Kragujevac, la “&lt;em&gt;Fiat dei Balcani&lt;/em&gt;”, testimone militante delle sue disgrazie, ultima in ordine cronologico “&lt;em&gt;l’avvento&lt;/em&gt;” della Fiat di Marchionne (vedere i preziosi resoconti di Gilberto Vlaić )… c’è Jasmina Brajković, dell’associazione Malati di Sclerosi Multipla di Kragujevac… e ci sono Milija, Darko, figlio di Jasmina che guida il pulmino e Boris, figlio di Rajka. E poi ci siamo noi, Enrico Vigna, di “&lt;em&gt;SoS Yugoslavia&lt;/em&gt;”, che porta a conclusione due iniziative a sostegno dell’associazione Malati di Sclerosi Multipla di Mitrovica e a sostegno di figli di scomparsi, attraverso i padri di Dečani, in Kosovo (SoS Kosovo). E ci sono io, Alessandro Di Meo, di “&lt;em&gt;Un Ponte per…&lt;/em&gt;”, da dieci anni impegnato in iniziative di solidarietà con i profughi del Kosovo, quelli fuggiti “&lt;em&gt;dalla parte sbagliata&lt;/em&gt;”, come dicevamo in un volantino del 1999, la parte dove non c’erano televisioni ad aspettare… che mi sono aggregato per capire come si muovono anche altre realtà nel Kosovo. Il Kosovo, però, dei serbi ghettizzati, criminalizzati, vilipesi, insultati, defraudati della loro terra, della loro memoria e delle proprie radici.&lt;br /&gt;A Mitrovica salgono con noi anche Žarko, Ilija e Voikan, della locale associazione Malati di Sclerosi Multipla. Continuiamo in dieci, quindi, scortati da una pattuglia della polizia kosovara, alla volta del Kosovo. Passiamo il ponte sull’Ibar, non quello divenuto tristemente famoso,&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sw-wMPu04DI/AAAAAAAAAMg/tRffGohsAVA/s1600/DSC07456.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408735401923108914" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sw-wMPu04DI/AAAAAAAAAMg/tRffGohsAVA/s200/DSC07456.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; bensì un altro, parallelo, poche centinaia di metri distante.&lt;br /&gt;Visiteremo il patriarcato di Peć dove, fra non molto, verrà insediato il nuovo patriarca che sostituirà il defunto Pavle. Non incontriamo madama Dobrila, che conosco, molto impegnata con i numerosi gruppi di visitatori. La ascolterò da lontano, descrivere le tre chiese che formano il patriarcato.&lt;br /&gt;Fra molti imprevisti e problemi creati dalle pattuglie di scorta della polizia kosovara che si alterneranno (sono poliziotti albanesi, non so quanto felici di farci da scorta) che faranno perdere anche del tempo, arriviamo a Dečani che è già sera. Per le strade di Peć, imbottigliati nel traffico, la pattuglia aziona la sirena per passare prima attirando, in tal modo, la curiosità della gente che subito, in strada o da auto di passaggio, individuando targa serba, inizia l’opera di scherno e minacce, fatta di gestacci e urla.&lt;br /&gt;Comunque, arriviamo a destinazione, non senza aver prima sventato il subdolo tentativo della pattuglia di riportarci indietro, verso Mitrovica, lamentando una mancanza di comunicazione in proposito, prontamente vanificata dalla consegna della corretta documentazione presentata in tempo utile alle “&lt;em&gt;autorità&lt;/em&gt;” kosovare...&lt;br /&gt;C’è molta gente, al monastero di Dečani, i tavoli per gli ospiti sono imbanditi, domani, 24 novembre, sarà la festa di Sveti Stefan Dečanski, re fondatore del monastero, venerato come santo. In pratica, la loro slava. Per questo non riusciremo a dormire al monastero. Circa duecento persone provenienti dalla Serbia, ma non solo, lo hanno preso letteralmente d’assalto, e la cosa fa veramente effetto. Assisteremo, comunque, alla funzione delle sei, ipnotica e magica nell’atmosfera serale, scoprendo che anche alcuni nostri militari impegnati a guardia del monastero sono da non molto divenuti ortodossi. Da una parte li capisco. Venuti in missione per continuare il “&lt;em&gt;lavoro&lt;/em&gt;” iniziato dalla Nato e dalle sue bombe, si ritrovano nel mezzo di contraddizioni così evidenti da non poter evitare coinvolgimenti emotivi nei confronti di coloro che furono descritti come nemici. E per qualcuno, il coinvolgimento si è manifestato in questo modo. Effettivamente, qualcosa nell’aria c’è di affascinante, di ammaliante, di avvolgente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche io accendo candele nel candeliere, parte bassa rigorosamente per i morti, parte alta per i vivi, dove intreccio fiammelle da mantenere accese. Ma i miei anticorpi, fondamentalmente atei, cercano strade per difendersi, anche se la sfida è alquanto impegnativa.&lt;br /&gt;Riuscirò a incontrare rapidamente padre Andrej, che parla bene italiano e che sarà in Italia dal 30 novembre ad accompagnare padre Teodosije, figura primaria della chiesa ortodossa in Kosovo, col quale mi accordo per un appuntamento. C’è determinazione a spostare il nostro intervento a favore dei serbi rimasti, e in questo il ruolo dei padri di Dečani è davvero centrale.&lt;br /&gt;A tarda sera, non senza aver gradito un piatto di zuppa calda di verdure, dell’aivar (peperoni cotti alla brace, macinati e messi sotto vuoto), del buon riso e del vino rosso, offertoci come rituale dei festeggiamenti, saremo costretti, nostro malgrado (la scorta ci attende fuori, puntuale), a fare ritorno a Mitrovica, dove dormiremo.&lt;br /&gt;Il giorno dopo, 24 novembre, martedì, ci recheremo, sempre a Mitrovica, in una specie di mercatino fatto di piccoli negozi e qualche bancarella apparentemente improvvisata, fra le vie della parte nord che, però, è gestita da albanesi. I serbi ci vanno a fare “&lt;em&gt;shopping&lt;/em&gt;”, perché si trovano cose a basso prezzo. Comprerò dei calzettoni, fatti a Prizren, mentre le donne del nostro gruppo, fatalmente, si perdono nei negozietti.&lt;br /&gt;In questa parte, delimitata da bandiere rosse con l’aquila bicefala e dalle immancabili bandiere a stelle e strisce… forse in onore del padre della patria kosovara albanese, Bill Clinton… serbi e albanesi sembrano convivere ancora oggi. E le auto che passano, con targhe albanesi del nuovo Kosovo, con targhe serbe del vecchio Kosovo, con targhe serbe della Serbia o con targhe senza targa, perché immatricolate chissà dove e chissà come… oppure senza targa semplicemente perché sono taxi e, attraversando di continuo i ponti sull’Ibar, non vogliono rischiare troppo… le auto che passano ce lo confermano.&lt;br /&gt;Verrebbe istintivo andare dall’altra parte, quella albanese, ma la cosa viene considerata rischiosa e da evitare. Strano, però, o forse no… che i serbi non possano andare dall’altra parte, attraversando ponti sull’Ibar, quando di qua, al contrario, gli albanesi ci vivono e fanno affari!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma tanto è, e ce lo conferma quanto avvenuto pochi giorni fa, quando un gruppo di serbi, per fare visita al cimitero serbo ortodosso situato nella parte sud, ha avuto bisogno della scorta armata che non ha evitato, però, di lasciarli insultare a distanza durante la visita al cimitero, in gran parte distrutto dalla violenza razzista kosovara albanese. Strano anche, o forse no… vedere nella parte nord di Mitrovica, il cimitero musulmano intatto e libero di ricevere visite.&lt;br /&gt;Impossibilitati ad andare ancora a Dečani, dove una funzione religiosa straordinaria avrebbe celebrato il santo fondatore, andiamo in visita a un vicino monastero, quello di Sokolica, situato al di qua del ponte, quindi, per intenderci, nella parte serba oltre Mitrovica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pochi chilometri percorsi in salita e ci ritroviamo accanto a un villaggio albanese, ben tenuto e ristrutturato che vede eretta, in una vecchia casa in pietra, una scuola frequentata dai ragazzini albanesi del villaggio. Pare fosse la casa natia di Isa Shala “&lt;em&gt;Boletini&lt;/em&gt;”, eroe kosovaro albanese vissuto a cavallo fra fine 800 e inizio 900, precursore del Kosovo indipendente e nominato “&lt;em&gt;eroe del Kosovo&lt;/em&gt;” da Ibrahim Rugova nel 2004.&lt;br /&gt;Dubbi, nei racconti di parte serba, sull’eroismo di Boletini, nativo di Mitrovica, ne fanno uomo esperto nella “&lt;em&gt;risoluzione&lt;/em&gt;” delle controversie fra clan albanesi. Si dice ci si rivolgesse a lui quando si intendeva, dopo uno sgarbo subito, fare “giustizia”, uccidendo uno di un altro clan.&lt;br /&gt;Allora, trattasi di sicario, prezzolato assassino o di eroe fautore della Grande Albania dov&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sw-wUjfiGvI/AAAAAAAAAMo/EgUst7htrDE/s1600/DSC07505.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408735544666626802" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sw-wUjfiGvI/AAAAAAAAAMo/EgUst7htrDE/s200/DSC07505.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e far confluire il Kosovo etnicamente ripulito dai serbi? Nemmeno ai posteri, ormai…&lt;br /&gt;Ma la cosa davvero stupefacente, o forse no… è che in questo piccolo monastero, tenuto da monache, una statua della Madonna col bambino (Sokolica è l’unico monastero ortodosso a esporre al suo interno una statua, anche se pare ve ne sia un altro dalle parti di Prizren, a Orahovac, sud del Kosovo, verso il confine fra Albania e Macedonia) viene adorata e venerata soprattutto dalle donne albanesi con problemi di sterilità, omaggiata di oggetti in argento e oro per ricevere grazia di gravidanza. Questo è uno dei motivi per cui fu risparmiata dalle violenze che hanno prodotto la distruzione di oltre 150 monasteri ortodossi, fra il giugno del 1999 e il 17 marzo del 2004.&lt;br /&gt;Dopo aver constatato di persona le qualità artistiche di queste monache, che stanno affrescando gli interni della chiesa, le loro capacità nel coltivare orto e giardino, arriva l’ora di tornare.&lt;br /&gt;Sulla strada incontriamo indicazioni per altri monasteri, Studenica e Gradac fra tutti. Sarà per un’altra volta. Ci fermia&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sw-wjNZiQFI/AAAAAAAAAMw/XUenDQSn2XU/s1600/DSC07507.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408735796433928274" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sw-wjNZiQFI/AAAAAAAAAMw/XUenDQSn2XU/s200/DSC07507.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;mo per un caffè sotto il fantastico castello di Maglić e ricordi tornano alla mente.&lt;br /&gt;Lascio la bella compagnia a Kraljevo, che è di strada, dove devo assolvere ad alcuni impegni, non richiesti ma moralmente (e affettivamente….) irrinunciabili.&lt;br /&gt;Il tempo è davvero poco, così visito solo alcune di quelle famiglie dove è istintivo, ormai, sentirsi a casa propria. Ricevo inviti per prossimi compleanni di ex fanciulle ormai diciottenni (Tanja Vuković, della quale assaggio deliziosi cornetti preparati nella scuola che frequenta), inviti da estendere ad amici, con scambi di promesse e accordi… fettuccine contro cancellazioni di lacrime da un quadro!&lt;br /&gt;Si incontrano volti aperti e preda del futuro, ma pure volti stanchi e preda di angosce.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Figli con negli occhi speranze di crescita, università, lavoro e vita, padri e madri con sguardi rassegnati, sempre più incapaci e inadeguati ad affrontare realtà quotidiana, fatta di disillusioni, bocconi amari, umiliazioni, lavori dimezzati, malpagati, se e quando, pagati.&lt;br /&gt;Resta la solita alternanza di energia e stanchezza, gioia e tristezza, sorriso e lacrima.&lt;br /&gt;Unica certezza… il pullman dell’una e mezza di notte, dove proverò a dormire, da Kraljevo mi porterà a Belgrado, dove alle sei e quaranta mi attende l’aereo che mi riporterà a Roma e, quindi, al mio posto di lavoro. Poche ore dopo l’incanto di Dečani e Peć, le contraddizioni di Sokolica e Mitrovica, le atmosfere del castello di Maglić e… quelle di Kraljevo. Ma i giorni di ferie sono quasi finiti e non posso passarli tutti in Serbia. E questo è davvero un peccato.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-4818363796749142156?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/4818363796749142156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=4818363796749142156' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4818363796749142156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4818363796749142156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/11/sos-kosovo.html' title='SoS Kosovo!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sw-2L2tDp5I/AAAAAAAAAM4/fA0FSGvFFUQ/s72-c/DSC07464.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-3625089068004006773</id><published>2009-11-17T13:44:00.008+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.259+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Liberi da cosa?</title><content type='html'>Si sono svolte domenica 15 novembre le elezioni in Kosovo dove, c'è da dire, la "&lt;em&gt;democrazia&lt;/em&gt;" sta dando i suoi frutti. Infatti, come nei maggiori stati democratici al voto è andata meno della metà degli aventi diritto (45 per cento su 1 milione e mezzo di albanesi).&lt;br /&gt;Per questa parola, "&lt;em&gt;democrazia&lt;/em&gt;", c'è poca affinità dunque, con la parola "&lt;em&gt;libertà&lt;/em&gt;" che, notoriamente, è sinonimo di partecipazione!!!&lt;br /&gt;Svariati partitini retti da ex criminali di guerra, giocando alla politica si contendono la vittoria, in perfetto stile nostrano. Tutti hanno vinto nessuno ha perso. A perdere, in realtà, sono i kosovari tutti, albanesi e non, in quanto il Kosovo è ormai la controfigura della terra che era. E il trucchetto, ormai, lo stanno scoprendo (alla buon'ora!!!) anche molti di quelli che hanno osannato l'indipendenza dichiarata unilateralmente e contro ogni diritto internazionale nel febbraio 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SwKdr714TaI/AAAAAAAAAMY/x901riH7SP0/s1600/z1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405055880921632162" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 145px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SwKdr714TaI/AAAAAAAAAMY/x901riH7SP0/s200/z1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ma tanto basta ai governi occidentali per accreditare come democratico un narcostato, violento e illegale!&lt;br /&gt;I pochi serbi rimasti hanno quasi completamente disertato le urne, ovviamente non riconoscendo legalità a queste elezioni farsa. Ma è significativo come nelle zone più interne, come ad esempio Gracanica (di fianco la foto del monastero) e Strpce, si siano raggiunte quote dal 30 e del 23 per cento dei serbi aventi diritto (in pratica, poche centinaia di votanti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo dovuto un po' alla paura di rimanere ancora più isolati dal contesto, un po' per rafforzare il peso della presenza serba in Kosovo, cosa che viene a più riprese chiesta dai serbi delle enclavi e dalla chiesa Ortodossa, ultimo bastione resistente, vero e unico faro dei serbi che continuano a vivere, fra milioni di difficoltà, in Kosovo. Ruolo che la morte del patriarca Pavle (un "&lt;em&gt;sant'uomo&lt;/em&gt;", ci confidano molti amici serbi), avvenuta domenica, all'età di 95 anni, dopo 19 anni di patriarcato, rende ancora più centrale.&lt;br /&gt;Intorno alla chiesa Ortodossa ruota, infatti, tutto ciò che resta dei serbi e della Serbia nel Kosovo di oggi. Inoltre, cosa da non sottovalutare per il carico simbolico che l'evento porterà con se, il prossimo patriarca dovrà essere ufficializzato, come vuole la tradizione ortodossa, proprio nel patriarcato di Pec. Cioè, nel pieno di quel Kosovo e Metohija che continua ad accreditarsi al mondo come "&lt;em&gt;liberato&lt;/em&gt;". Ma da chi e da cosa, dopo queste elezioni, sembra semplice per tutti da capire... Dal diritto, dalla legalità, dalla partecipazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-3625089068004006773?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/3625089068004006773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=3625089068004006773' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3625089068004006773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3625089068004006773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/11/democrazia.html' title='Liberi da cosa?'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SwKdr714TaI/AAAAAAAAAMY/x901riH7SP0/s72-c/z1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2677716524966338740</id><published>2009-10-27T17:24:00.016+01:00</published><updated>2011-01-11T10:54:36.260+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Solidarietà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Serbia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sostegni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jugoslavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un Ponte per'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alessandro Di Meo'/><title type='text'>Meravigliosa creatura...</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo viaggio in Serbia, al quale partecipo con Samantha Mengarelli e Vincenzo Ludovici Pietropaoli, è incentrato sulla doverosa partecipazione alla inaugurazione della Palestra per malati di Sclerosi Multipla di Kragujevac, alla cui ristruttur&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SucfrnxhkbI/AAAAAAAAAKo/kpwKT0xGN1s/s1600-h/DSC07431.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397317512698368434" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SucfrnxhkbI/AAAAAAAAAKo/kpwKT0xGN1s/s200/DSC07431.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;azione Un Ponte Per... ha partecipato con una quota di 2500 euro.&lt;br /&gt;L’iniziativa, che è servita ad aprire ufficialmente la collaborazione con l’associazione di Trieste “&lt;em&gt;Non bombe ma solo caramelle&lt;/em&gt;”, in serbo (più o meno...) “&lt;em&gt;Nema bombe, samo bonbona&lt;/em&gt;”, di Gilberto Vlaic, grande uomo, nonché professore triestino, strenuo difensore del popolo jugoslavo, da anni impegnato in collaborazioni con il sindacato della Zastava di Kragujevac attraverso svariate e importanti iniziative fra le quali spicca il sostegno economico a distanza di tantissime famiglie di dipendenti e, purtroppo, soprattutto di ex dipendenti della fabbrica, buttati fuori dalle solite (e ben sperimentate sulla pelle dei lavoratori) ricette neoliberiste, è stata resa possibile dalla compartecipazione di realtà italiane e serbe.&lt;br /&gt;Da questa ristrutturazione si è preso lo spunto per cercare di coinvolgere in uno scambio formativo anche le realtà universitarie di Roma “Tor Vergata” e di Kragujevac, in una collaborazione che potrebbe sfociare in convenzioni vere e proprie. Sono stati presi contatti in tal senso e si procederà quanto prima ad avviare la cosa.&lt;br /&gt;Ma procediamo con ordine, altrimenti si rischia di confondere la lettura.&lt;br /&gt;Arrivati a Belgrado la mattina di giovedì 22 ottobre, ci togliamo subito uno sfizio, anche perché è saltato l’incontro con un professore di chimica di Belgrado col quale avremmo do&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Suchczt26UI/AAAAAAAAAMA/L2AkujegCW4/s1600-h/SERBIA2009+168.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397319457229433154" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 134px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Suchczt26UI/AAAAAAAAAMA/L2AkujegCW4/s200/SERBIA2009+168.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;vuto parlare delle conseguenze della guerra. Facciamo così visita alla tomba di Josif Broz Tito, padre della Jugoslavia, e al vicino museo di arte contemporanea, cosa che consigliamo a chi dovesse recarsi a Belgrado. Sicuramente, in un futuro, ipotetico viaggio da organizzarsi per la prossima estate, questa sarebbe tappa fondamentale da inserire nel programma. Perché proprio la conoscenza della storia della Jugoslavia e della sua gente attraverso i luoghi che si visitano, ne costituirebbe l’obiettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel pomeriggio ci trasferiamo a Kraljevo.&lt;br /&gt;Dopo una rapida sistemazione in hotel, non possiamo rinunciare a visitare alcuni nostri amici, molto rapidamente perché, in realtà, a cena ci attende la famiglia Jakovljevic.&lt;br /&gt;Vincenzo, infatti, si è reso promotore di una raccolta fondi per aiutare, in modo davvero consistente, la famiglia proprio nel momento in cui questa, profuga dal Kosovo, dopo dieci anni vissuti in una ex stalla, con un lavoro precario del capofamiglia, Borislav, padre di tre figli, Stefan, Milisav ed Aleksandar che stanno crescendo e iniziano a&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SucgReEEC_I/AAAAAAAAALI/aY9InVlbgCI/s1600-h/SERBIA2009+017.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397318162926799858" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SucgReEEC_I/AAAAAAAAALI/aY9InVlbgCI/s200/SERBIA2009+017.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;d avere esigenze diverse da quelle dei tre bambini conosciuti e che ospitiamo da anni in Italia... con una mamma, Bozica, che ha cercato anche di far quadrare i conti con i suoi lavori di ricamo a mano e con la nonna paterna, Stanka, morta dieci mesi fa e che non può più dare il suo contributo... nel momento in cui questa famiglia fa il grande passo e prova a comprarsi una casa per ventimila euro, cifra da raggiungere attraverso piccoli risparmi, sacrifici di un fratello che vive in Svizzera, prestiti vari… Vincenzo è riuscito ad aiutarla per un terzo della cifra necessaria! L’importanza del gesto non necessita di tante parole, ma solo di grande considerazione unita all’enorme rispetto per l’amore e l’amicizia che quest’uomo ha saputo dare. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SuchlSGFZmI/AAAAAAAAAMI/C4d_ITAxEDE/s1600-h/SERBIA2009+203.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397319602823063138" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SuchlSGFZmI/AAAAAAAAAMI/C4d_ITAxEDE/s200/SERBIA2009+203.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo scattato foto, immortalando il momento della consegna... girato piccoli filmati che verranno mandati in rete per rendere partecipi tutti coloro che si sono prodigati per aiutarlo ad aiutare i Jakovljevic. Verranno anche tradotti i documenti che attestano la proprietà della casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema del ritorno dei profughi è controverso. Da una parte, il Kosovo, per essere ancora Serbia, ha bisogno che i serbi tornino. Dall’altra, chi è fuggito dieci anni fa, quasi undici, e ha visto crescere i propri figli lontano dal Kosovo stesso, li ha visti sviluppare conoscenze e amicizie in altro posto, non pensa a un ritorno perché sarebbe, a questo punto, innaturale. Che fare? Tornare ora, sarebbe cosa incomprensibile agli occhi di questi figli. E, forse, ormai anche ai propri…&lt;br /&gt;Torniamo in hotel, accompagnati da Borislav che accompagnerà a casa anche la nostra cara amica Jelena, che ha fatto da interprete. Una birra ancora, nonostante la rakija, prima di andare a dormire. Ma non servirà a chiarire le tante domande che ancora, cocciuti e testardi, ci poniamo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 mattina cominciamo a chiamare le famiglie per lasciare il sostegno a distanza per Svetlost 1.&lt;br /&gt;Ne incontriamo alcune, ma subito dobbiamo recarci a casa di Rosa Lazic, dove ordiniamo materiale ricamato a mano per fine novembre. Tovaglie su misura, ma anche portabottiglie, porta occhiali, centrini per il pane, borse, porta telefonini, guanti di lana… tutto rigorosamente fatto a mano. C’è la nipote di Rosa, Jasmina, che vive a Capodistria e che è lì in visita. Ha 24 anni, è molto interessante parlare con lei. Potrebbe in futuro essere coinvolta nelle nostre attività, studia e si occupa di marketing e promozione di immagine, perché, parlando di alcuni prodotti alimentari biologici che donne di Kraljevo, riunite in associazione, stanno cercando di far conoscere, escono fuori anche molti limiti strutturali e di poca attitudine mentale che una cosa del genere porta con se. E lei sembra avere le idee chiare sul come, invece, si dovrebbe fare...&lt;br /&gt;Rosa vive, ora, nella sua nuova casa a Beranovac, di fronte all’Istituto per orfani Deci Selo. Con lei, ci sono anche il padre e la madre che, ormai già da qualche mese, dopo una operazione agli occhi, non vede più. Rosa è felice di questo appartamento, dopo 10 anni vissuti in una stanzetta fatiscente di un ex hotel a Mataruska Banja. L’appartamento, all’interno di uno dei palazzi costruiti dalla cooperazione tedesca, di fianco a quelli della cooperazione italiana, non è molto grande. Una stanza, un soggiorno, un angolo cottura, un bagno e un balcone. Ma, finalmente, può chiamarsi “&lt;em&gt;casa&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’ora di pranzo partiamo in autobus per Kragujevac dove assistiamo e partecipiamo alla inaugurazione della palestra. C’è una bella presentazion&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sucf1lb2LII/AAAAAAAAAKw/kgiLGjDc40k/s1600-h/DSC07430.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397317683869265026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sucf1lb2LII/AAAAAAAAAKw/kgiLGjDc40k/s200/DSC07430.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e con tanto di consegna diretta delle quote. Vengono donati dei diplomi a ricordo dell’evento. Siamo molto soddisfatti perché nella targa affissa all’ingresso, oltre al nome di UPP, c’è quello di Giuseppe Torre, nostro carissimo, impegnato, schieratissimo, a favore dei serbi, e generoso donatore. Ci sono anche Riccardo Pilato, della rete di Brescia per la Zastava, che ha contribuito al progetto e Bruno Maran, amico fotografo col quale abbiamo in mente future collaborazioni. Ci sono anche le modelle di una televisione locale, molto seguita dai giovani, che hanno contribuito alla ristrutturazione. Ci chiedono una intervista che concediamo volentieri, con al fianco la preziosa e insostituibile Rajka, che funge&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sucf-tvZRCI/AAAAAAAAAK4/mLypD64pxGA/s1600-h/DSC07440.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397317840717562914" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sucf-tvZRCI/AAAAAAAAAK4/mLypD64pxGA/s200/DSC07440.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; da interprete ma pure da validissima consigliera.&lt;br /&gt;A seguire, ci viene offerta una cena alla quale partecipiamo con entusiasmo e grande amicizia. C’è musica, ma poi arriva anche una banda di suonatori di trombe, che ci sta proprio bene. Si balla il kolo tutti insieme, si canta, si parla. Gilberto ci illustra un’idea di progetto da realizzarsi insieme a Riccardo Pilato e con altre realtà. Si tratta della ristrutturazione dell’area sanitaria di una scuola frequentata da profughi a Sumarice (Kragujevac), la cui fattibilità dovremo valutare ma per la cui riuscita ci adopereremo al massimo. E’ una collaborazione che vogliamo mantenere e far sviluppare, dentro il mare della solidarietà. Con il popolo serbo, ex jugoslavo, vittima di atroce ingiu&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sucg8nzcVAI/AAAAAAAAALo/s8t67MlXIy4/s1600-h/SERBIA2009+069.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397318904275817474" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sucg8nzcVAI/AAAAAAAAALo/s8t67MlXIy4/s200/SERBIA2009+069.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;stizia e incommensurabile menzogna.&lt;br /&gt;Alla fine della serata, ci accompagnerà a Kraljevo un amico di Jasmina, la direttrice dell’associazione Sclerosi multipla di Kragujevac che deve averlo, evidentemente, precettato..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 24 Ottobre, di mattina presto, facciamo visita al mercato di Kraljevo, dove facciamo piccoli acquisti. Incontriamo anche una famiglia sostenuta a distanza e della quale ospitiamo i tre figli, i Lacmanovic, alla quale consegniamo il sostegno.&lt;br /&gt;Torniamo a casa di Novka e procediamo con le telefonate per gli appuntamenti relativi alla consegna di altri sostegni, che cerchiamo di inserire fra uno spostamento e l’altro.&lt;br /&gt;Ci chiama Jelena, che ha fatto da interprete l’altra sera a casa Jakovljevic. Ci ha fissato un appuntamento con la scuola d’Arte di Kraljevo, dove vorremmo intervenire a sostegno di alcune attività che han&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SuchTimLrgI/AAAAAAAAAL4/mTUuazR9pII/s1600-h/SERBIA2009+155.jpg"&gt;&lt;/a&gt;no in mente ma che risultano di difficile realizzazione per motivi burocratici ed anche economici. D’accordo col direttore, un tipo stravagante come può esserlo solo un direttore di una scuola d’Arte e col quale restiamo a parlare per quasi due ore, cercheremo di collaborare alla realizzazione di un corso per quattro gruppi formati da 10-12 persone. Un gruppo formato da bambini, per l’avviamento alle conoscenze artistiche; uno da adolescenti, che potrebbero in futuro, se interessati, frequentare la scuola; uno preparatorio per l’università diretto a chi vorrebbe scegliere materie artistiche ma h&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SucgI7a03zI/AAAAAAAAALA/5izbHywiRQE/s1600-h/SERBIA2009+009.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397318016188079922" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 134px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SucgI7a03zI/AAAAAAAAALA/5izbHywiRQE/s200/SERBIA2009+009.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a frequentato altro tipo di scuola; un altro formato da adulti, senza limiti di età, anziani compresi. Ovviamente, tutte persone con alle spalle situazioni di difficoltà economica che ne impedirebbe la frequenza.&lt;br /&gt;Facciamo due conti, costo professori e materiali. Ora ci sarà da recuperare i fondi.&lt;br /&gt;Visitando la scuola, facilmente ci rendiamo conto di come la biblioteca, essenziale in ogni scuola ma in questa ancora di più, sia praticamente... inesistente. E di come, nell’eventualità della realizzazione dell’iniziativa, non possa assolutamente essere lasciata fuori da qualsivoglia intervento. Ci lasciamo in amicizia e simpatia e con la grande speranza che, in questa mattina grigia e piuttosto calda di Kraljevo, il seme gettato possa germogliare presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorniamo brevemente dai Jakovljevic per filmare la casa alla luce del giorno.&lt;br /&gt;Nell’occasione, però, viene in mente una vecchia idea, una di quelle che resta nel cassetto, come una foto che, ogni tanto, mai rassegnato, tiri fuori e ti riconduce a un sogno lontano.&lt;br /&gt;I Jakovljevic, ora, hanno mezzo ettaro di terra. Una casetta e un paio di costruzioni da sistemare, dove trovano alloggio tre maiali, legna e materiali vari.&lt;br /&gt;Ci sono poi tre ragazzi che stanno crescendo e fra non molto dovranno iniziare a pensare al proprio futuro. Il tutto, dosato a dovere, appare come un’ideale ricetta per una conduzione famigliare di una attività. Insomma, una piccola azienda agricola.&lt;br /&gt;Ma la particolarità starebbe nella produzione, che noi pensiamo possibile e praticabile, di… di…&lt;br /&gt;Be, e questa è un po’ scaramanzia, per ora sarà meglio non svelare di cosa si tratta. Ne parleremo ancora, valuteremo il da farsi anche sulla base di ciò che Borislav e un suo amico, Vinko, che parla italiano e che è stato coinvolto nella cosa, riusciranno a sapere per quanto riguarda la legislazione relativa. Di sicuro, si tratterebbe di un gran bell’esperimento in terra serba...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fissiamo appuntamento con alcune ragazzine che ospitiamo in Italia, nel centro di Kraljevo, dove consegneremo loro i sostegni che spettano alle loro famiglie e dove prend&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sucglb4wKzI/AAAAAAAAALY/zjaCyfVQ-OY/s1600-h/SERBIA2009+059.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397318505939872562" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sucglb4wKzI/AAAAAAAAALY/zjaCyfVQ-OY/s200/SERBIA2009+059.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;eremo un gelato insieme.&lt;br /&gt;Nel frattempo arriva anche Milos, un amico di Kraljevo ex camionista in Italia, che ora trasporta persone con la sua auto privata. Ci racconta di come, in realtà, le cose non vadano bene nel lavoro e nella vita quotidiana. Ci parla di quello che era la Jugoslavia, delle possibilità di un tempo e di come, oggi, tutto sia diventato tremendamente più difficile, con affitti che vanno dai 100 ai 300 euro al mese, con stipendi medi di 2-300 euro, tanto da chiedersi, nel suo accento padano...&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Ma tutta questa gente, intorno a me, come fa ad andare avanti? Il gasolio è alle stelle ma poi, all’ora di punta, a Kraljevo non si passa per le macchine. Ma come fanno, Madonna!!!&lt;/em&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il buio arriva presto. Ci salutiamo. Samantha, con la scusa di riaccompagnare le ragazze, non rinuncia a un'altra visita a casa delle Vukovic, mentre Ceca e Sonja vanno dal padre che, con il taxi di servizio, le riaccompagnerà. Dosta e Jelena hanno il padre che le aspetta. Snezana tornerà a piedi da sola. Così come Stefan, al quale il padre ha dato i soldi per il taxi. Non ha rinunciato a salutare le ragazze, pure se in difficoltà per il vestito indossato, poco curato. Ma Stefan stava lavorando nella nuova casa con il fratello Milisav e con il padre, Borislav.&lt;br /&gt;Ti capiamo, Stefan, loro sono davvero tutte molto belle, non è facile rinunciare ad incontrarle…&lt;br /&gt;C’è anche Sasa, arrivato in bicicletta, che mi racconta, felice, di come abbia sanato i debiti a scuola, debiti maturati nell’anno precedente.&lt;br /&gt;Milos porterà me e Vincenzo a un internet point, dove appagheremo tutta la nostra astinenza da connessioni telematiche. Qualche notizia squallida dall’Italia, legata a quella che qualcuno si ostina ancora a chiamare politica, non ci toglie dagli occhi e dalle orecchie la bellezza e il candore, le voci e le risate di questi splendidi ragazzi e ragazze che stiamo seguendo come fossero nostri figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggo della morte di Ibraj Musa, vecchio albanese kosovaro, partigiano della Jugoslavia, amico dei popoli, siano essi serbi o albanesi, che fu perseguitato dall’Uck fino a pagare la sua contrarietà con 3 figli e 3 nipoti ammazzati. Milos ci parla di suoi amici albanesi di Mitrovica, che raccontano di come l’Uck sia stato portatore di violenze alle quali molti albanesi hanno dovuto sottostare, tanto da non sapere nemmeno più, ora, cosa è giusto e cosa sbagliato. Sarebbe utile incontrarli, ma non credo avranno voglia di parlare con degli stranieri. Il passato, con la sua tragedia, è sempre in agguato e non si riesce a fare a meno di tornare con la mente e la ragione a quel che è successo, al perché siamo qui, ancora oggi, dopo quasi undici anni da quella guerra rovinosa La tragedia passata riaffiora sempre nei discorsi, negli sguardi, nei nostri gesti che esigono verità, conoscenza, denuncia, voglia di non dimenticare.&lt;br /&gt;Un grido di dolore costante e mai sopito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decidiamo che la notte andremo a Belgrado con Milos, che si offre di portarci per una cifra molto più bassa del dovuto, in amicizia. Così, con la sua auto a gas, dopo una sosta obbligata dalla polizia che elargisce una inutile, quanto salata multa per la luce dei fari troppo alta, arriviamo a Belgrado alle cinque e mezza, senza aver tenuto conto che l’inverno sta arrivando e che l’ora torna solare proprio stanotte. Sono le quattro e mezza, dunque, e l’ora che tanti recuperano dormendo noi la buttiamo via sulle sedie dell’aeroporto, nell’attesa dell’imbarco. Rimettendo orologi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.&lt;br /&gt;Dimenticavo un’ultima cosa. Forse, anzi sicuramente, marginale. Ma devo raccontarla.&lt;br /&gt;Ho fatto doppiare dei cd musicali da Marko, il figlio di Novka. In Italia non ne ho avuto il tempo, così li ho portati in Serbia per doppiar&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SucgaAv9URI/AAAAAAAAALQ/f8g-0x1SO1E/s1600-h/SERBIA2009+042.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397318309676667154" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 134px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SucgaAv9URI/AAAAAAAAALQ/f8g-0x1SO1E/s200/SERBIA2009+042.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;li. Era un pensierino per Beba, una delle sorelle Vukovic.&lt;br /&gt;Lei viene a casa mia da qualche anno. Sono canzoni che ascoltavamo insieme questa estate. Fra queste, poi, ce ne è una in particolare che Beba e io cantavamo più delle altre. Sapete quando si rimanda indietro sempre la stessa canzone per tante e tante volte che gli altri, alla fine, non ce la fanno più e ti urlano di smetterla? Ecco, con Beba era proprio così, “&lt;em&gt;Meravigliosa Creatura&lt;/em&gt;”. Ora potrà cantarla a casa sua. Ci provo anche io, ogni tanto. Ma da solo, non è la stessa cosa.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2677716524966338740?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2677716524966338740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2677716524966338740' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2677716524966338740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2677716524966338740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/10/meravigliosa-creatura.html' title='Meravigliosa creatura...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SucfrnxhkbI/AAAAAAAAAKo/kpwKT0xGN1s/s72-c/DSC07431.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1774411374372266393</id><published>2009-09-16T11:07:00.016+02:00</published><updated>2009-09-29T10:27:52.722+02:00</updated><title type='text'>Serbia Hardcore or Hardlucky?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Cari tutti, ieri c’è stato il reading letterario di UPP all’Apollo 11, a Roma.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si parlava di Serbia attraverso il libro “Serbia Hardcore”, di Dusan Velickovic.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Bell'ambiente l'ex cinema, buona accoglienza dei molti presenti, ottimo Tonizingaro con la sua fisarmonica, buone letture tratte dal libro, ma... pessima intervista.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A mio avviso, ieri abbiamo assistito a uno spot a favore dell’intervento “&lt;em&gt;umanitario&lt;/em&gt;” della Nato nel 1999, intervento che ha portato alla dissoluzione di quel che rimaneva della Jugoslavia. Intervento che decise l’impegno di UPP fra quella gente, sfollati e profughi di guerre più grandi di loro, come lo sono tutte le guerre... più grandi di tutti noi, poveri comuni mortali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma ieri, ci è stato di nuovo detto (come se non ce lo avessero già ripetuto in tutte le salse i nostri media “&lt;em&gt;liberi e indipendenti&lt;/em&gt;”...) che quella guerra ha debellato un "&lt;em&gt;terribile regime&lt;/em&gt;”, quello di Milosevic (salvo ammettere, parole di Velickovic, che il “&lt;em&gt;terribile tiranno&lt;/em&gt;” sarebbe caduto ugualmente, magari anche prima in quanto le bombe ebbero un primo effetto di potenziamento della sua credibilità davanti ai serbi).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;Va bene!&lt;/em&gt;", si è detto... "&lt;em&gt;Ci sono state vittime e disastri, ma il terribile tiranno doveva cadere per arrivare a quella democrazia che tutti agognavano!&lt;/em&gt;". Omettendo, però, di aggiungere...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- che al momento dei bombardamenti, le maggiori città della Jugoslavia erano rette da esponenti dell’opposizione (cosa confermata da Velickovic). Strano, nel Cile di Pinochet ciò non accadeva;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- che tutti i giorni nel periodo post guerra, c’erano libere manifestazioni contro il regime di Milosevic. I miei occhi non videro cariche della polizia, almeno non in quelle di ottobre-novembre 1999;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- che quando nell’ottobre del 2000 Milosevic perde le elezioni perché arriva secondo dietro Kostunica, bisognava andare al ballottaggio, come prevedeva le legge elettorale del "&lt;em&gt;regime&lt;/em&gt;";&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- che invece del ballottaggio, ci fu una sommossa di popolo (?) che impedì di fatto il ballottaggio ed esautorò il “&lt;em&gt;terribile tiranno&lt;/em&gt;”;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- che se fosse accaduto il contrario tutti, in occidente, avrebbero gridato al colpo di stato, mentre così si parlò di rivoluzione popolare e pacifica (compreso quotidiani come il manifesto);&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- che Milosevic è stato l’unico, insieme ad altri imputati serbi, ad essere processato come responsabile di ciò che era accaduto in Jugoslavia, senza riferire delle responsabilità di gente come Tudjman o Itzebegovic, lasciando stare i criminali alla Oric, Haradinaj, Cheku, Thaci e compagnia cantante, tutti assolti!!! (nonostante ciò, sostiene Velickovic, il tribunale è bene che ci sia, forse perché c’è ancora da arrestare Mladic e da processare Karadzic);&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- che la consegna di Milosevic all’Aja, vero e proprio atto di sottomissione alla Nato e all’occidente, non sarà mai digerito dai tanti serbi che avrebbero preferito processarsi in casa il loro "&lt;em&gt;tiranno&lt;/em&gt;";&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- che il nazionalismo, sempre sbandierato come una colpa da espiare, fonte di terribili “&lt;em&gt;pulizie etniche&lt;/em&gt;” e di “&lt;em&gt;oppressione di minoranze&lt;/em&gt;”, in realtà non impedisce alla Serbia e ai serbi di convivere con albanesi, con rom, con musulmani che in città come Novi Pazar sono in maggioranza;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- che la stessa cosa non accade ai serbi del Kosovo, così come ai rom e così come ai tanti albanesi cattolici o in disaccordo totale con la politica mafiosa, corrotta e violenta degli ex Uck, costretti come sono a subirne le decisioni;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- tante altre cose.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non una parola, che fosse una... fra le domande poste all’autore del libro, sul Kosovo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul disastro ambientale in Serbia e in tutta la regione, sulle conseguenze fra la popolazione civile, sia essa albanese o serba, sugli oltre duemila ammazzati sotto le bombe, sui quasi duemila “&lt;em&gt;scomparsi&lt;/em&gt;” serbi, già dal 1998, quindi molto prima dell’intervento “&lt;em&gt;umanitario&lt;/em&gt;”, sugli oltre 250 mila profughi che si sono andati ad aggiungere al milione delle guerre degli anni novanta, sugli oltre 150 monasteri dati alle fiamme e distrutti per sempre in Kosovo, sulla edificazione della più grande base Nato in Europa, quella di Bond Steel, guarda caso nell’unica parte del Kosovo non interessata dai bombardamenti, sulla situazione attuale del Kosovo, in mano a mafie che fanno affari di ogni tipo e sotto gli occhi di tutti e che controllano la regione intera, tanto è che Serbia ed Eulex (ricordo l’Eulex, missione militare europea che ha il compito di garantire l’indipendenza del Kosovo) hanno appena stabilito un accordo per combattere i traffici malavitosi fra le due parti, non una parola su tanto altro ancora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La propaganda l’avevamo già conosciuta all’epoca dei fatti, quando ci mostravano dal satellite regioni intere del Kosovo come macchie nere nelle quali, si sosteneva, Milosevic aveva fatto finire migliaia di albanesi, fosse comuni mai scoperte in più di dieci anni. Anzi, fosse comuni ne sono state scoperte, ma ci hanno spesso trovato i resti di genitori serbi di ragazzini conosciuti in questi anni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono state vittime fra gli albanesi... le bande di Arkan non facevano sconti, soprattutto in una situazione ormai deteriorata dalle bombe e dalle azioni dell’Uck degli ultimi anni. Ma la guerra, l’intervento anche dell’Italia, è avvenuto perché c'era stata una propaganda che non trovò riscontro negli anni successivi, un po' come le armi di distruzione di massa di Saddam. I bombardamenti sugli ospedali di Belgrado e sui civili non li trovammo umanitari, almeno in quello che era Un Ponte per... all’epoca.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di questo passo, mi aspetto che nei prossimi reading (o readings, non conosco bene l’americano...), arrivi uno scrittore kurdo a parlarci della necessità delle repressioni contro i kurdi per arrivare alla “&lt;em&gt;democrazia&lt;/em&gt;”, del “&lt;em&gt;terribile&lt;/em&gt;” Ocalan e della "&lt;em&gt;giusta detenzione&lt;/em&gt;" di Leyla Zana... oppure, che arrivi uno scrittore irakeno che ci parli del “&lt;em&gt;giusto prezzo da pagare&lt;/em&gt;” da parte del suo popolo, come fece a suo tempo la Madelene Albright... quindi del decennale, tragico embargo dopo la prima guerra del Golfo, dell’invasione del 2003, dei disastri sui civili e degli errori collaterali, come necessari per liberarsi di Saddam... oppure, infine, che qualche autore palestinese ci parli di come Israele in realtà, "&lt;em&gt;stia facendo il bene&lt;/em&gt;" dei palestinesi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so se tutto questo sia dovuto a una disinformazione generale o a un disinteresse verso l’area in questione da parte di chi lavora in Un Ponte per... Certo è che, in questi anni di attività, non sono mancati resoconti, relazioni, racconti, iniziative per capire cosa si stesse facendo in quelle zone e, soprattutto, perché.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Credo che, a questo punto, urga un chiarimento da parte del Presidente e di tutto il CN di UPP sulla questione ex Jugoslavia-Serbia, per capire se ci siano o no ancora gli spazi e la condivisione politica del nostro operare laggiù oppure se, a distanza di oltre un decennio, sono cambiate ottica e prospettive dell’associazione nei confronti di quell’area, di quelle problematiche e di quelle popolazioni (nel qual caso, mi tirerei fuori).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1774411374372266393?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1774411374372266393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1774411374372266393' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1774411374372266393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1774411374372266393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/09/serbia-hardcore-or-hardlucky.html' title='Serbia Hardcore or Hardlucky?'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-4598351364605970455</id><published>2009-08-11T10:54:00.014+02:00</published><updated>2009-08-11T12:07:34.676+02:00</updated><title type='text'>Fiocco di neve...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SoEyXW1ie8I/AAAAAAAAAKg/VEzlI1rfosE/s1600-h/DSC07108.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368627607650859970" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SoEyXW1ie8I/AAAAAAAAAKg/VEzlI1rfosE/s200/DSC07108.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il &lt;em&gt;12 Gennaio 2009&lt;/em&gt; scrivevo del ritorno a casa di un caro amico, al quale, per festeggiare, preparavo una cena speciale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era Fiocco, cane venuto fra noi in un freddo gennaio di 6 anni fa. Stavolta, non tornerà.&lt;br /&gt;Quel fiocco di neve l'ho trovato sciolto, stamattina, nell'angolo più fresco del giardino. Il caldo di questo anonimo agosto è stato più forte della sua volontà e le Madonne di mezzo Agosto non fanno più miracoli. Spero non abbia sofferto, il soffocamento da avvelenamento porta morte atroce. Spero proprio non sia andata così. Ma la scarsa fiducia nel genere umano affievolisce la speranza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vorrei scrivergli poesie, come feci col suo, mio grande amico, gatto nero Gastone. Ma preferisco ricordarlo con una canzone di Rino Gaetano &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=B5HbB3r_LAQ"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=B5HbB3r_LAQ&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;e con le parole di Schopenhauer... "&lt;em&gt;Chiunque non abbia mai avuto un cane, non sa cosa significhi essere amato&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Addio, caro amico Fiocco. Il tuo ululare alla luna, ci mancherà. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-4598351364605970455?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/4598351364605970455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=4598351364605970455' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4598351364605970455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4598351364605970455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/08/il-12-gennaio-2009-scrivevo-del-ritorno.html' title='Fiocco di neve...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SoEyXW1ie8I/AAAAAAAAAKg/VEzlI1rfosE/s72-c/DSC07108.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-7388993510116715247</id><published>2009-07-22T16:44:00.011+02:00</published><updated>2009-07-22T17:00:13.419+02:00</updated><title type='text'>La vita che verrà.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un gatto nero s’avvicina al tavolo dove stiamo mangiando.&lt;br /&gt;Occhi di pantera, gli intingo molliche nell’olio della carne arrostita e gliele tiro lontano, ché non si fida e non s’avvicina troppo. Mangia affamato. Di nascosto, gli tiro anche un pezzo di carne, che qui è cosa troppo preziosa da dare a un gatto. Siamo a Osojane, piccolo villaggio non molto lontano da Pec, in Kosovo, dove vivono poche famiglie serbe che ancora resistono nel Kosovo albanese. Sreten, del vicino villaggio di Kos, racconta di come le cose, nel bene e nel male, vadano avanti da dieci anni. Il Kosovo “&lt;em&gt;indipendente&lt;/em&gt;” è solo uno dei tanti schiaffi alla loro voglia di resistenza. Ma ci vuole altro per mandarli via, per arrenderli.&lt;br /&gt;Lui e i suoi amici in questa piccola kafana ci guardano diffidenti. Come potrebbe essere altrimenti? Chi siamo noi, che arriviamo qui in questo afoso pomeriggio di luglio a parlare con loro, a chiedere cose, a scattare foto? Tanti lo hanno fatto, tanti hanno fatto domande, scritto risposte, scattato foto, filmato video, ma nessuno è mai ritornato.&lt;br /&gt;Io mi presento, presento la mia associazione, racconto quel poco o tanto che abbiamo fatto e la voglia di conoscerli per raccontare ancora. Sreten vive con poche altre famiglie nel suo villaggio, ma intorno ce ne sono circa duecento. La scuola è ben tenuta, ne vanno orgogliosi. E ti dicono che hanno bisogno di tutto e di niente. Hanno bisogno di tutto perché la loro vita è tutta lì, in quella stanca e malmessa kafana, in un campo da coltivare, in una lezione da tenere, in un ambulatorio da mandare avanti fra mille stenti, nelle serate passate nella piazza del villaggio, dove i ragazzini possono giocare. Ma hanno bisogno di niente perché sono dieci anni che vanno avanti così e non sanno che farsene della solidarietà. Termino la conversazione con un “Speriamo di vederci presto” che sa di circostanza, anche se non è così nella mia mente. Solo il tempo saprà dire se questa speranza sarà stata reale.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Viviamo in una prigione a cielo aperto&lt;/em&gt;” è la traduzione delle ultime parole di Sreten che fa Beba, nostra piccola, splendida, occasionale interprete che si ritrova a parlare di cose più grandi di lei. Dodici anni, Beba è qui con la mamma Jordanka che ha approfittato del nostro invito per tornare in Kosovo dopo dieci anni dalla fuga. Lei viveva a Osojane e da sei mesi abitava nella nuova casa costruita col marito Lazar, dove aveva portato le sue cinque figlie. Ora, Lazar è morto, così come Sanja, la figlia più grande annegata nel fiume Morava, a Kraljevo. Desiderava rivedere questi posti, Jordanka, ma la visita al cimitero dove sono sepolti la madre e un nipote diciassettenne ammazzato da terroristi albanesi è stata straziante per lei, già al mattino. Ma qui, a poche centinaia di metri c’è la sua casa, vuole rivederla, non si può dirle di no. E’ già tardi, dobbiamo percorrere il viaggio di ritorno, ci vorranno altre cinque ore, ma convinciamo l’autista e ci fermiamo ancora per dieci minuti. Lei ci mostra gli ettari di terra della sua famiglia e una casa costruita dopo, senza permesso, su quella che era stata la sua terra. La strada che portava alla sua casa è stata cancellata dal bosco che ha invaso e seppellito tutto. Allora, aggiriamo il piccolo colle e passiamo da dietro, in mezzo al bosco, passando fra terre che erano di suoi parenti. Da lontano, si intravedono altre case distrutte e razziate, facilmente r&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SmcmLD5keDI/AAAAAAAAAKA/1JZx2aFD36k/s1600-h/DSC01044.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5361295852875053106" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SmcmLD5keDI/AAAAAAAAAKA/1JZx2aFD36k/s200/DSC01044.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;iconoscibili... le case dei serbi.&lt;br /&gt;Le forze non l’abbandonano quando, fra i rovi e gli alberi, si comincia a scorgere la sua casa. Man mano che ci avviciniamo, però, il suo cammino diviene stanco, rassegnato, preda di ricordi strazianti. Come il suo pianto quando entra in quella che era la cucina, passando fra rovi e arbusti. Non ci sono mura, tutte rubate, mattone dopo mattone. Restano in piedi solo i pilastri, i solai e la scala, ormai tutto staticamente precario. Fra le macerie, una piccola scarpa di bambina, forse appartenuta a Suncica o, forse, a Beba. Piange, Jordanka, come pure Beba, costretta a scoprire, fra lo spettacolo delle sue radici violate e umiliate, la memoria di se.&lt;br /&gt;Vado al piano superiore, mi giro e rigiro in quella desolazione, cercando di coglierne il senso per restituirne qualcosa a chi non sa o finge di non sapere, con la mia videocamera. Ma arriva Jordanka, che subito mi mostra un legno mezzo marcito...&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Alessandro, la culla di Beba!&lt;/em&gt;”, mi dice scoppiando in lacrime.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Jordanka rovista ancora freneticamente, cercando non si sa cosa, fra mattoni che infami sciacalli hanno spezzato per rubarne altri, insieme alle tubazioni, ai fili elettrici, al legno del tetto, alle tegole, alle piastrelle del pavimento, ai sanitari e a tutto quello che era dentro la sua vita. Ritrova due biberon, Jordanka ed è di nuovo pianto. Beba la segue come un’ombra nei suoi movimenti, quasi sapesse ogni gesto, ogni parola, ogni sua lacrima, come fosse donna adulta. E forse davvero lo è, prima del tempo, niente a che fare con le odierne e tutte nostrane pupe da premier e lacchè.&lt;br /&gt;Scendiamo le scale, Jordanka cerca ancora. “&lt;em&gt;Attenti, qui può crollare tutto!&lt;/em&gt;”, ma niente crolla, solo Jordanka potrebbe farlo, da un momento all’altro, sangue che ribolle ed esplode negli occhi, invasi da rabbia e dolore, tristezza e piaga dei ricordi.&lt;br /&gt;I rovi e gli arbusti di rose hanno invaso il piano terra. Mi viene da prenderne dei rami, Jordanka mi ha insegnato un modo per riprodurle, per talea, lasciando sette occhi, togliendo le sette foglie, incidendo alla base il rametto e inserendo dei chicchi di grano. Il tutto va lasciato cinque giorni nell’acqua e poi interrato. Ne prende anche lei, mossa dal mio stesso pensiero. Le dico che uno dovrà essere mio. E così, in un fazzoletto di carta, le dono quella spiga di grano colta nel vicino campo a Osojane, il suo villaggio.&lt;br /&gt;Torniamo al pulmino dove ci aspettano Rade, l’autista e Miso, che ci ha accompagnato, riattraversando la macchia, che ha cancellato strade, sentieri, percorsi di memorie.&lt;br /&gt;Beba porta fra le braccia degli stracci, vecchi vestitini di bambina e quel legno spezzato, sbriciolato, marcito ma tanto prezioso, della sua vecchia culla.&lt;br /&gt;Mi offro di aiutarla ma dice di no e mi accorgo che piange, delicata. Mi dice che è triste per tutto quello che ha visto, ma pure che ringrazia per averla portata lì con la mamma.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Sono triste ma pure felice, perché adesso ho visto...&lt;/em&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si, Beba, un albero deve conoscere dove stanno le proprie radici per capire dove andare. E tu, ora, le hai conosciute. Sono qui nel Kosovo, a Osojane, piccolo villaggio v&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SmcolhYjx5I/AAAAAAAAAKI/mtAWwG69Ni0/s1600-h/DSC01035.JPG"&gt;&lt;/a&gt;icino Pec. E con la tua culla fra le braccia, puoi adesso tornare alla tua vita. La vita che verrà. &lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5361298951805193218" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Smco_cUFzAI/AAAAAAAAAKY/OCAfsu-yK1M/s200/DSC01035.JPG" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-7388993510116715247?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/7388993510116715247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=7388993510116715247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7388993510116715247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7388993510116715247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/07/la-vita-che-verra_22.html' title='La vita che verrà.'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SmcmLD5keDI/AAAAAAAAAKA/1JZx2aFD36k/s72-c/DSC01044.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-7374171237214257454</id><published>2009-07-02T11:55:00.005+02:00</published><updated>2009-07-02T13:37:35.449+02:00</updated><title type='text'>Samo Sloga Srbine Spasava</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“&lt;em&gt;Samo Sloga Srbine Spasava&lt;/em&gt;”, “&lt;em&gt;Solo l’unione salverà i Serbi&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Da sempre i Serbi si ritrovano sotto questo motto, ma mai come oggi questo motto è in pericolo. In Kosovo, gli ultimi resistenti accusano i loro fratelli di averli abbandonati e di avere, soprattutto, abbandonato la terra dei loro padri, il Kosovo e Metohja.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Che importa chi è che comanda oggi in Kosovo? Siamo passati per secoli di dominazione turca, ci hanno invaso i nazisti, ci hanno ammazzato e siamo pronti a morire ancora, ma non ci siamo mai piegati agli invasori... L’unica cosa che conta è che i Serbi restino qui!&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Ma quelli che se ne sono andati hanno le loro ragioni, e se la prendono con la stato che non li ha protetti...&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Si, siamo stai aiutati all’inizio, ma senza lavoro, coi figli da crescere, tutto è difficile. Abbiamo perduto tutto, come possiamo non vendere quel poco che ancora abbiamo in Kosovo? Gli albanesi vengono con tanti soldi e non possiamo rifiutare le loro offerte... alla&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SkyVSTNrDxI/AAAAAAAAAJw/RWYqCgd26j4/s1600-h/DSC06947.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353818198664482578" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SkyVSTNrDxI/AAAAAAAAAJw/RWYqCgd26j4/s200/DSC06947.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; fine, ci cacceranno anche in maniera legale da quella che era la nostra terra&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Poi, ci sono i giovani, quelli di Belgrado, quelli che ascoltano Radio B92... quelli che hanno voglia di dimenticare le sofferenze, che non ne vogliono più sapere di Kosovo, di guerra, di passato, tradizione, profughi o resistenti, religione o dinastie Nemanja.&lt;br /&gt;Si arrabbia, madama Dobrila, nel patriarcato di Pec, vecchia, dolce ma ferma signora che sembra una monaca ma monaca non è, e che ci spiega ogni affresco, ogni simbolo, ogni anfratto del patriarcato, quando pensa a quel che è successo...&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Ci hanno distrutto la cultura e il perché non lo sa nessuno! Noi convivevamo anche con loro, gli albanesi, ognuno con la sua cultura e religione. Che bisogno c’era della guerra? A cosa è servita? A distruggere tutto e basta! Dopo la seconda guerra mondiale avevamo una popolazione analfabeta, le donne giravano con il velo. Poi, tutti hanno potuto studiare, conoscere, imparare e ora tutto di nuovo si perde. E’ la barbarie che vince&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Tutto tranquillo, invece, per i militari del Villaggio Italia, che sovrasta Belo Polje, dove una certa propaganda governativa proprio non attacca...&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Andare via dal Kosovo per l’Afghanistan? Non se ne parla, noi prendiamo ordini solo dai vertici Nato. Potremo diminuire le forze impiegate, cosa che già è avvenuta, ma non abbandonare le minoranze della zona&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Villaggio Italia, quindi, non smobilita. Troppo importante il ruolo da deterrente che permette ai pochi serbi delle enclavi (parola che a molti serbi resistenti non piace!) di pensare ancora a un futuro. E troppo grande la stima guadagnata sul campo, sia per la protezione garantita dopo il progrom antiserbo del marzo 2004, sia per la sensibilità dimostrata nel recupero di icone e simboli dalle chiese bruciate dagli albanesi filo Uck. A madama Dobrila, che parla un perfetto italiano con delicato accento francese, si illumina il volto quando pensa al lavoro svolto dai militari nella salvaguardia di queste opere preziose...&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Niente a che vedere coi militari degli altri paesi! Siamo qui, protetti da voi italiani, come in una gabbia. Ma almeno una mano l'avete data e continuate a darla!&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Contraddizione emblematica dei tempi che corrono!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Abbiamo fatto una guerra contro la Jugoslavia, in particolare contro i serbi, a fianco di impresentabili terroristi travestiti da liberatori e ora, gli stessi militari sono qui a proteggere dalla barbarie gente comune che ha la sola colpa di non volersene andare dalla propria terra. Una mano non sa cosa fa l’altra, e il caos regna sovrano. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SkyUtbt-AEI/AAAAAAAAAJo/qFFjL0DOCq8/s1600-h/DSC06966.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353817565292265538" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SkyUtbt-AEI/AAAAAAAAAJo/qFFjL0DOCq8/s200/DSC06966.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Intanto, mi giunge la notizia di una cara amica che è morta. Allora, a suo ricordo, faccio come i serbi e verso un po’ di rakija a terra pronunciando il suo nome. Poi, accendo un cero nel pianale più basso di questa chiesa bruciata e mezzo distrutta, quello per i morti, verso i quali il rispetto va aldilà del semplice simbolismo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E quanto dolore può provocare il vicino cimitero distrutto, con le pietre divelte e spaccate, lo può sapere solo chi, quel rispetto, continua a portarlo avanti con tutta la propria forza. Forza che viene da memoria, cultura e amore per le proprie radici. Quelle che, in Kosovo, stanno cercando di recidere ai serbi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-7374171237214257454?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/7374171237214257454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=7374171237214257454' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7374171237214257454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7374171237214257454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/07/samo-sloga-srbine-spasava.html' title='Samo Sloga Srbine Spasava'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SkyVSTNrDxI/AAAAAAAAAJw/RWYqCgd26j4/s72-c/DSC06947.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2741410584542631315</id><published>2009-06-09T17:44:00.003+02:00</published><updated>2009-06-10T13:15:22.836+02:00</updated><title type='text'>Gocce di Primavera</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Si6E6L2dm6I/AAAAAAAAAJg/AR-0zVFvk1w/s1600-h/DSC00408.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345355942883859362" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Si6E6L2dm6I/AAAAAAAAAJg/AR-0zVFvk1w/s200/DSC00408.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il giardino è fiorito, l’orto inizia a dare i suoi frutti.&lt;br /&gt;Primavera inoltrata, si cominciano a tirare le somme di un anno, prima dell’estate. Ma le somme non si tirano e i conti non sempre tornano. Le parole corrono, ormai quasi senza senso. O, forse, ne hanno troppo e bisogna farci i conti.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Abbiamo vissuto due mesi come zingari!&lt;/em&gt;”, dicono in tv operai rimasti senza lavoro, che hanno occupato la fabbrica. Due mesi come zingari...&lt;br /&gt;La parola “&lt;em&gt;zingaro&lt;/em&gt;” evoca, nel nostro immaginario, altro da noi. Vita estrema, che non riguarda il comune mortale, che si sente altro, che aspira ad altro, che non vuole ridursi così in basso. A volte la si usa come finta medaglietta da portare al collo, magari va di moda, uno si sente così, ma tanto, poi gli passa. Ecco perché solo gli “&lt;em&gt;zingari&lt;/em&gt;” sanno cosa significa vivere da “&lt;em&gt;zingaro&lt;/em&gt;”. Ed è per questo, credo, che ne vanno orgogliosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E da i suoi frutti anche quest’anno, l’orto. E danno i loro frutti anche le cartelle per la riscossione tributi spedite a raffica dalla Equitalia Gerit spa. Piccole more, vecchie di anni, crescono. Ma non ci farai marmellate. Saranno tanti, con timore di dio, quindi del potere, quindi dell’esattore, a pagare senza pensarci, perché così dormono tranquilli. Io no. Farò ricorso. Pagherò quello che sarà giusto pagare, ma il resto lo contesterò. Notifiche mai arrivate di verbali vecchi di anni che pretendono cifre esose con l’arroganza di chi non teme nulla. Siamo il paese delle prescrizioni, ma non per le cartelle della Equitalia Gerit spa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, scopro che mia figlia non è più minorenne, ma ha solo meno di diciotto anni. La cosa non mi rallegra anzi, mi inquieta un po’. Io potrei considerarmi non più cinquantenne, ma uomo con più di diciotto anni e tornare indietro nel tempo... ma lo specchio è impietoso nel rimandare immagini e non fa sconti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primavera inoltrata, 9 giugno di dieci anni fa. Finiva l’aggressione della Nato contro la Jugoslavia. Negli improvvisati campi profughi al confine con l’Albania, dove si erano accampati i kosovari albanesi, prede predilette per giorni e giorni di fotografi, giornalisti e televisioni in cerca di notizie da sbattere in prima pagina... e dove agivano gli umanitari in missioni governative tinte di effimeri arcobaleni, in quei campi... d’improvviso non rimase più nessuno. Arrivederci e grazie, spariti tutti. Guerra finita, Nato vincente, Kfor entrante, profugo lampo tornava a casa.&lt;br /&gt;A cacciare i propri vicini di anni, serbi, rom, goranci, albanesi in disaccordo con l’Uck, rubando loro case, terreni, animali, lavoro, futuro, tutto. Ma pure tutti i giornalisti e le tv e i fotografi e gli umanitari se ne erano tornati a casa. Con l’arcobaleno... Per i serbi, solo pochi occhi a testimoniare il dramma. Fra questi i miei, tristi e pieni di rabbia, rabbia che ancora oggi, a volte, li rende ciechi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notizia di oggi, altri operai rumeni morti sul lavoro. In quello, del tutto uguali agli italiani. Ai fascisti dalle forze nuove dico che se mai faranno fiaccolate anche per i rumeni morti sul lavoro, e non solo per quelli che delinquono e che sembrano interessarli molto di più... ci verrò anche io!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primavera inoltrata, forse troppo. Anche nelle schede elettorali, puntuali, come quasi ogni anno. Sono anni che metto croci sul solito simbolo. Sarà proprio per via di queste croci che questo simbolo continua a dissanguarsi in una emorragia inarrestabile! Ecco perché gli altri cambiano sempre i loro simboli, ecco perché la destra non li ha o, almeno, non li espone nelle schede... è per esorcizzare quella croce che andiamo tutti a segnare. Col tempo, diventa negazione del simbolo.&lt;br /&gt;Propongo, per le prossime votazioni, di poter disegnare qualcosa vicino al proprio simbolo. Magari, disegni come si faceva da bambini. Una casetta, una stradina, un albero e una montagna lontana. E il sole, dietro, pronto a sorgere. Come in un avvenire, davvero ancora possibile.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2741410584542631315?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2741410584542631315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2741410584542631315' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2741410584542631315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2741410584542631315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/06/gocce-di-primavera.html' title='Gocce di Primavera'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Si6E6L2dm6I/AAAAAAAAAJg/AR-0zVFvk1w/s72-c/DSC00408.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-5022318145213169091</id><published>2009-05-08T17:51:00.004+02:00</published><updated>2009-05-08T21:42:06.561+02:00</updated><title type='text'>Scempio dello scempio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Si è parlato di dieci anni fa, ieri in ambasciata della repubblica di Serbia in Italia. Dieci anni fa, la guerra, che avrebbe bombardato, fra i tanti obiettivi militari e non, il palazzo della televisione jugoslava con dentro molti operatori fra i quali 16 persone che rimasero uccise. Si è detto che quelle persone sono state ammazzate due volte ma, forse, non sono d'accordo. Le bombe hanno nomi e cognomi e non ammettono distrazioni o concorsi di colpa. E si è detto pure che quello poteva essere obiettivo reale perchè la televisione faceva propaganda al dittatore Milosevic ma, forse, non sono d'accordo. Milosevic, dittatore anomalo, &lt;em&gt;novello Hitler&lt;/em&gt; che lasciava alle opposizioni il governo delle maggiori città serbe... che lasciava manifestare tutti i giorni contro se stesso, senza polizia a caricare i manifestanti come accadrebbe in un qualunque democratico stato occidentale... che lasciava il potere dietro una sommossa detta troppo in fretta &lt;em&gt;popolare&lt;/em&gt; contro la legge elettorale che prevedeva il turno di ballottaggio... e che si è fatto ammazzare, lui solo, da un tribunale davvero troppo &lt;em&gt;speciale&lt;/em&gt;... No, non sono d'accordo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se la propaganda può essere motivo per ricevere bombe allora, a quel tempo, in Italia un vero dio, se fosse esistito, ci avrebbe fulminato all'istante. Perchè la propaganda di guerra veniva fatta ogni giorno, in modo sistematico e scientifico, preparando coscienze sulla necessità di bombardare. Il gioco era truccato, bisogna non dimenticarlo mai. Registi nemmeno tanto occulti, uomini di Nato e di Cia riuscivano a manipolare a loro piacimento l'andamento del teatrino delle marionette politiche italiane. Allora, come ora...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel frattempo, il Kosovo è diventato un narcostato, le mafie fanno affari, la Serbia è in ginocchio e l'Albania chiede di appropriarsi dei monasteri ortodossi, mentre il circo degli illusionisti organizza viaggi nella terra dei misteri, dove puoi assaporare, dicono..."&lt;em&gt;l'atmosfera del monastero ortodosso e dei monaci coi loro canti, e la poesia del minareto musulmano, perchè il Kosovo è la terra non solo della violenza ma della convivenza e della coesistenza...&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Maledetto gioco di equilibrismo che tutto nasconde, tutto salta e tutto dimentica, come se nulla fosse mai successo. Intanto la gente continua a morire di guerra. In Serbia, ora, in Jugoslavia, prima... La Jugoslavia, da dove tutti, uno a uno, si sono staccati lasciando Serbia sola. Con i problemi della Jugoslavia. Profughi, sfollati, malati, disoccupati, fabbriche disfatte, lavoro e dignità calpestati. In tutto questo, ancora multietnica. Intanto, a Bond Steel, ex Kosovo, c'è la più grande base americana, pardon... della Nato!... in Europa, che su di noi veglia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guarda il caso, in un posto nemmeno sfiorato dai bombardamenti. Forse lo sapevano già che lì non avrebbero bombardato, inquinato, distrutto, devitalizzato? Si, lo sapevano già.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sapevano che truccavano il gioco. Ma noi, nei rari incontri, facciamo finta di dimenticarlo. E andiamo avanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No, il vero scempio è questo. Lo scempio della devastazione delle parole, città che cambiano nome, calpestando la propria storia con il circo degli illusionisti che si accoda, nel nome dell'equidistanza. Così le città si chiamano col nome albanese, città serbe, diventano albanesi in tutto. La parola &lt;em&gt;Liberazione&lt;/em&gt;, usata per eserciti di terroristi ammaestrati, corrotti, criminali che non dovevano liberarsi da nessun invasore, da nessun esercito nemico, perde di significato. Ci si può, quindi, liberare dalla storia, dalla tradizione, dalla cultura, da una terra che non ci piace più.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ormai il circo è partito, non si fermerà. La vera lotta andrebbe condotta nello smascherare questi circensi. Sono loro che stanno continuando il gioco sporco e truccato della guerra, iniziato molto più di dieci anni fa. Questo lo sanno molto bene le donne rimaste vedove già nel 1998, a guerra lontana, i loro mariti fatti a pezzi da eserciti criminali che chiamavano di &lt;em&gt;Liberazione&lt;/em&gt;. Scempio dello scempio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-5022318145213169091?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/5022318145213169091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=5022318145213169091' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5022318145213169091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5022318145213169091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/05/scempio-dello-scempio.html' title='Scempio dello scempio'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-8752462484655818169</id><published>2009-04-06T09:18:00.005+02:00</published><updated>2009-04-06T09:32:20.868+02:00</updated><title type='text'>Cartolina da Kosovska Mitrovica, Serbia...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Eccomi qui, davanti a una birra, senza più un euro, senza più una lira&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SdmtaukkxeI/AAAAAAAAAJQ/FeFkduZVDr0/s1600-h/mitrovica001.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321475109404591586" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 135px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SdmtaukkxeI/AAAAAAAAAJQ/FeFkduZVDr0/s200/mitrovica001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;, senza più energie, seduto a un tavolino di un anonimo hotel di Belgrado.&lt;br /&gt;Non c’è più molto nella mente, stanchezza si fa strada, ripone emozione nei cassetti già pieni della memoria. Occorre svuotare, svuotare, tagliare e ricominciare.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Prolece je&lt;/em&gt;, è primavera… nell’aria, nei vestiti delle ragazze, sui rami degli alberi, nei suoni del mattino. Le potature daranno i frutti. Ma occorre svuotare, svuotare e tagliare… la memoria, da orpelli ingombranti, per lasciare rami vivi che andranno a farsi largo e strada verso l’alto, a raggiungere il cielo, e i cuori, rimasti a terra. Con i frutti dell’estate.&lt;br /&gt;Mitrovica rimane là, confine dell’assurdo, coi suoi dottor House veri e con malati che non guariranno… occhi di bambina, che non avranno Venezie a ricordo.&lt;br /&gt;Serbo, io ormai mi sento così… ma questo è verbo, semplice verbo, c&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sdmtfr3WjBI/AAAAAAAAAJY/52YhQUC8vrk/s1600-h/mitrovica002.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321475194577390610" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 141px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sdmtfr3WjBI/AAAAAAAAAJY/52YhQUC8vrk/s200/mitrovica002.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;oniugato al presente, a monito di un futuro, paura e lacrime.&lt;br /&gt;Serbo, cartolina che non spedirò…&lt;br /&gt;Serbo, frasi dedicate, testimoni di un incontro…&lt;br /&gt;Serbo, ricordo esile, di fragilità indotte…&lt;br /&gt;Serbo, immagine di Serba, bambina di Mitrovica, vestita a metastasi…&lt;br /&gt;A chi dare, la colpa?&lt;br /&gt;A questa birra, che non è fresca… a turisti per caso, italiani o inglesi o tedeschi, che differenza fa, seduti avanti a me, qui per lavoro, qui per chi, qui perché… al mio muovermi, folle tra le folle, individuo perso alla ricerca di giustizia, dove ingiustizia regna.&lt;br /&gt;La penna scivola, la birra finisce, calda.&lt;br /&gt;Barcellona in TV, torna il calcio planetario, e tornano occhi di bambino sorridente, battuto al gioco dei ricordi, nomi di famosi calciatori lontani da noi, lontani da tutto, lontani da Mitrovica. Mitrovica è lontana. Qui, ora, è Serbia ma Mitrovica non lo sa.&lt;br /&gt;Mitrovica senza luce, Mitrovica senza acqua, Mitrovica senza vita. Mitrovica che a nord perde la speranza. Ma lotta e resiste, vestita a metastasi. Esile, fragile, senza Venezie a ricordo, a sera s’addormenta, senza più mattino nei pensieri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-8752462484655818169?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/8752462484655818169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=8752462484655818169' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8752462484655818169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8752462484655818169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/04/cartolina-da-kosovska-mitrovica-serbia.html' title='Cartolina da Kosovska Mitrovica, Serbia...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SdmtaukkxeI/AAAAAAAAAJQ/FeFkduZVDr0/s72-c/mitrovica001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-4845736166699993616</id><published>2009-03-23T17:23:00.005+01:00</published><updated>2009-03-24T11:04:24.641+01:00</updated><title type='text'>24 Marzo 1999.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sciv-BRd90I/AAAAAAAAAJI/jj5xHYTZ4ag/s1600-h/18.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316692840139323202" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 133px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sciv-BRd90I/AAAAAAAAAJI/jj5xHYTZ4ag/s200/18.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dieci anni fa, a quest'ora, non lo sapevo...&lt;br /&gt;&lt;div&gt;che un'altra infame guerra, chiamata pure "&lt;em&gt;umanitaria&lt;/em&gt;", m'avrebbe portato Jugoslavia in casa...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che avrei conosciuto una bambina, la sua storia e le sue parole...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che un suo sorriso avrebbe dato nome a un libro...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che avrei raccontato di artisti della vita vivi per miracolo, miracolo senza dio né santi, ma roba di uomini e donne, forti...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che uomini sarebbero stati ridotti in umiliazione, quando non in pezzi...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che altri sarebbero scomparsi, poi cercati per sempre, con speranze che si sarebbero fatte illusioni...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che il sogno di una società diversa stava definitivamente crollando, sotto i colpi della menzogna e del servilismo, cose tutte italiane, Alberto Sordi o Totò, Berlusconi o D'Alema, Iraq o Jugoslavia, Afghanistan o Palestina.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dieci anni fa, a quest'ora non lo sapevo...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che Rosa sarebbe tornata in Jugoslavia per pochi giorni, giorni divenuti, invece, anni...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che la Jugoslavia sarebbe rimasta Serbia, sola ma in compagnia di profughi, disastri, miserie e malattie...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che Jèlena sarebbe rimasta con la piccola Dràgana, sola ma vivendo di illusioni, e le illusioni fanno male...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che Andjela avrebbe perso un dentino a casa mia, ma avrebbe ritrovato il papà, anche se solo in fossa di cimitero, dopo fosse più grandi e affollate di simili...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che Josif, con negli occhi il cagnolino lasciato in Kosovo, mi avrebbe regalato rakija...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che un pallone avrebbe fatto miracoli, ma non su un campo di calcio...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che una luce, sarebbe rimasta accesa per sempre anche nelle mie, di notti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dieci anni fa, a quest'ora non lo sapevo...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che Tragedia e Amore vanno insieme, a scavare strade inciampando di vita e di morte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O, forse, lo avevo solo dimenticato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-4845736166699993616?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/4845736166699993616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=4845736166699993616' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4845736166699993616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4845736166699993616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/03/24-marzo-1999.html' title='24 Marzo 1999.'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/Sciv-BRd90I/AAAAAAAAAJI/jj5xHYTZ4ag/s72-c/18.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-3220617330733348647</id><published>2009-03-10T12:42:00.005+01:00</published><updated>2009-03-10T12:52:30.873+01:00</updated><title type='text'>Fiori e Nuvole.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SbZSk6kRuHI/AAAAAAAAAJA/x5S8tHKAd50/s1600-h/022.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311523604680259698" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 169px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SbZSk6kRuHI/AAAAAAAAAJA/x5S8tHKAd50/s200/022.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il ristorante "&lt;em&gt;al&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Fico Vecchio&lt;/em&gt;" era una antica stazione di posta per il cambio dei cavalli.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sapientemente ristrutturata, aiutata dall'atmosfera suggestiva, unica ed irripetibile che le sue mura cinquecentesche sono in grado di ricreare, è ora luogo caratteristico immerso nei Castelli Romani.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anni fa, due ragazzi erano soliti rifugiarsi in quelle atmosfere, dove colmavano la loro sete bevendo l'acqua limpida e fresca da una vicina fontanella, che sapevano trasformare in discreta e sensuale. Per gioco, si vollero chiamare Nuvola del cielo e Fiore di bosco, perchè cielo e bosco erano i rispettivi ambienti ideali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era il 10 di marzo di ventitrè anni fa, quando tutto ebbe inizio. Primavera si annunciava. Da allora, quei due ragazzi non conobbero inverno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-3220617330733348647?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/3220617330733348647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=3220617330733348647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3220617330733348647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3220617330733348647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/03/il-fico-vecchio-era-una-antica-stazione.html' title='Fiori e Nuvole.'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SbZSk6kRuHI/AAAAAAAAAJA/x5S8tHKAd50/s72-c/022.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1517594700907983431</id><published>2009-03-07T05:52:00.000+01:00</published><updated>2009-03-07T05:54:13.728+01:00</updated><title type='text'>Cinquanta, di me.</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;Cinquanta...&lt;br /&gt;… il numero che, nella Smorfia, è simbolo di pane. Numero importante, dunque, ché il pane è vita...&lt;br /&gt;… per gli antichi Romani rappresentava la Giustizia, in quanto perfetta metà di 100. Equidistante, fra due poli opposti. L'equidistanza... una parola che, spesso, alla Giustizia non rende merito...&lt;br /&gt;… in Fisica, il quinto numero magico, a indicare “&lt;em&gt;completezza&lt;/em&gt;”. Non so cosa significhi, ma so che una vera magia deve esserlo, completa. Ad esempio, la magia della vita...&lt;br /&gt;… numero atomico dello stagno, metallo che non ossida, non corrode, conserva cibo, sembra non vivere. Mentre il numero chiamato a indicarlo, di vita ne ha già molta alle spalle...&lt;br /&gt;… i centesimi di euro che fanno tornare alla mente le “&lt;em&gt;mille lire&lt;/em&gt;”...&lt;br /&gt;… gli euro per un bravo muratore rumeno che lavora anche 10 ore al giorno. Conveniente. E se dovesse morire sul lavoro, niente fiaccolate per lui...&lt;br /&gt;… gli anni per nozze d'oro di coppie mai stanche di se stesse. O, forse, solo rassegnate...&lt;br /&gt;… le stelle presenti nella bandiera degli Stati Uniti. Assenti tutte le altre, specie quelle distrutte dalle guerre di cui quel paese si è reso responsabile...&lt;br /&gt;… i chilometri orari di velocità massima consentita in un centro urbano, per non fare danni...&lt;br /&gt;… i litri di vino che entrano in una damigiana...&lt;br /&gt;… i gradi alcoolici che dovrebbe avere una buona grappa, ma di quelle fatte in casa...&lt;br /&gt;… i funerali che mio padre, vinto dall'alcool, vide passare davanti a se, durante le sue visioni, pochi mesi prima di morire...&lt;br /&gt;… gli anni vissuti, da quando sono nato. E vorrei ricominciare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1517594700907983431?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1517594700907983431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1517594700907983431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1517594700907983431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1517594700907983431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/03/cinquanta-di-me.html' title='Cinquanta, di me.'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-3367756471914053844</id><published>2009-02-24T16:21:00.009+01:00</published><updated>2009-02-24T18:17:04.492+01:00</updated><title type='text'>Viaggiare i Balcani...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ti innalzo a regina di questo vecchio, stanco aereo che, orgoglioso e testardo, ancora sembra farcela a volare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il capo chinato verso il finestrino, ad accogliere tue stanchezze e pigrizie. La tua arte, le tue idee, i tuoi progetti, in quelle aule dedicate a un nome, che mi riporta agli anni andati, ai fogli lucidi, come i miei occhi che si tuffano nel ricordo, fogli graffiati a china e lamette, per quel nome che insegnava l'arte e lasciava firme preziose su libretti al portatore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trent'anni indietro e avremmo fatto esami assieme. Oggi, ti guardo fisso, e di nascosto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'aereo non atterra la prima volta, non ce la fa, riprova una seconda. Ti fisso ancora, sempre di nascosto. Non dovesse farcela, avrei la tua immagine, almeno, ad accompagnarmi verso il buio. Ma anche io, testardo e orgoglioso come l'aereo, vorrei la luce. E una seconda volta...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo è stato l'inizio del viaggio. E quando di un viaggio la cosa più bella la incontri all'inizio, che ti resta da raccontare?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Sostegni a distanza... famiglie ormai profughe, non più sfollate... vacanze estive per i loro figli... richieste di lavoro, due o tre mesi... qualunque lavoro, di qualsiasi luogo... raccogliere frutta, impastare cemento, scaricare immondizia... vita pesante, fra auto nuove, costose rate, e ruote impantanate nella neve, da troppe strade usurate...&lt;/em&gt; questo, ti resta da raccontare!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viaggi nei Balcani, per non dire ex, per non dire ingiustizia, per non dire disfacimento, per non dire dissoluzione, per non dire "&lt;em&gt;Colpa nostra!&lt;/em&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viaggi nei Balcani, per non dire nulla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;Verrai in Italia anche quest'anno? C'è una famiglia che...&lt;/em&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No, no, no, no, no!!!, c'era!, un bambino che... Ma è cresciuto e ora c'è solo famiglia ad aspettare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sei passata di grado, ragazzina, ora comandi tu. Verrai da noi a studiare... forse si... intanto, tuo padre e tua madre invecchiano, sputano sangue e maledizioni, ma a voi sempre sorridono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sangue e maledizioni... il prezzo da pagare alla nostra civiltà. La vostra, forse non piaceva e la vollero distrutta. Ma, intanto, i frutti che ancora crescete, qui da noi piacciono e sono amati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quante storie ancora, vecchie di anni, che gridano voglia di rispetto! Vecchie per gli stolti, che ancora si ostinano a tirarle fuori, nuove per gli increduli e i distratti, che ignorano o fanno finta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi malattie, tumori nelle ossa o nel sangue, sangue fatto amaro dalla guerra che bambini nati dopo neppure hanno conosciuto. Ma ne muoiono a conseguenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma così vanno le cose, con chi andarti a lamentare? Così vanno le cose e così, tutti, sembrano proprio volerle lasciare andare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SaQbkxs3dGI/AAAAAAAAAIw/TDUhUg-cchw/s1600-h/DSC06263.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306396579580048482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SaQbkxs3dGI/AAAAAAAAAIw/TDUhUg-cchw/s200/DSC06263.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"&lt;em&gt;Occhi nel vuoto, pensieri riposti in angoli nascosti, dell'anima.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Il vento non te li smuove, la neve non li raggiunge, il ghiaccio non li blocca.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Assopita, ti desti un attimo, smarrita, cerco il tuo sguardo, fonte di un sorriso, nuovo e inatteso.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Che ora è, che tempo fa, faremo ritardo...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Chi sei, che fai, perchè non me lo dici, come ti chiami?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Non lo chiedo, non ho abitudine, mai imparato a farlo. Ma tu lo vedi, riesci a vederlo, quanto è lontano il mondo? Laggiù, sotto questo cielo, dopo quelle nuvole, perde senso, senso che ritrovo nel tuo voltarti, nel tuo sorridermi, benevola, paziente, gentile, affabile, delicata.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Intenerisci il cuore, rimandi a dolcezze antiche, troppo lontane per ritrovarne calore. Lontane, troppo, perchè sappiano raccontare frenesia e follia, del passato amore.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Corro coi pensieri, come questo aereo fra nuvole bianche di soffici sogni, incontro a scintille di vita che accendono impossibili fuochi, nel &lt;/em&gt;&lt;em&gt;freddo di questa neve che circonda.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Arriviamo, scendiamo le scalette e poi i controlli, e poi i passaporti, e poi le valigie, e poi mi volto... e sei già solo un altro ricordo.&lt;/em&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Occhi di spugna&lt;/strong&gt; (tratto da: &lt;em&gt;Era solo per dieci giorni)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vorrei gridare forte, così forte da far cessare questa musica, insolente e maleducata, di questo locale. Guardo vostre gioventù, in un venerdì sera qualunque, correre forte incontro al futuro, occhi spalancati a voglie di scordare, a voglie di oblìo, a voglie di america.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dove andrete, ragazzi, capaci solo di prese d'atto e mai di scelte, senza memoria di quel che ci è successo? Davvero volete lasciarci soli nella nostra disfatta, davvero non la ritenete anche vostra, ignorando, disprezzando il nostro grido di dolore?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Negli occhi degli anziani trovo sbagli, errori di un tempo andato, rimorso del non poter tornare indietro, come pure speranza delusa, disattesa, violentata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nei vostri, ancora per poco giovani, trovo però illusione, feroce voglia di non pensare, assenza del voler capire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Occhi di vetro, tutto confondono, tutto falsano, per piccolo e breve tornaconto... effimero e giornaliero godimento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Occhi di spugna, tutto assorbono, non c'è vero non c'è falso, nè giusto nè sbagliato. Tutto e subito, è il loro motto... non si fermano su immagini che vorrebbero più tempo e passione. Hanno voglia di america, questi occhi giovani, non sanno o non ricordano, perchè nulla sembrano conoscere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Hanno voglia di dimenticare quel poco di vissuto. Tutto e subito, facilità di felicità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Colpiscono esuberanti, l'animo di chi avvisa, sordi ad ogni suono, che non parli d'america, d'orizzonti facili da poter toccare. Illusione li guida, certezza di linea semplice.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parlano linguaggi accattivanti, che tutto semplificano, che tutto riducono. Non provano ad accogliere passato, fra le braccia del loro avvenire... non provano a raccogliere strade disfatte da ruote di carri antichi per farne nuovi percorsi che non distruggano memorie... non danno giudizi, questi occhi di spugna, Stanno al centro, nel mezzo di distanze fra due punti lontani. Le cose accadono, ne prendono atto. Stanno a distanza, una birra, del fumo, attenti a non spostarsi troppo, stanno giocando e giocheranno ancora, finchè il tempo sarà con loro, in un perfetto equilibrio che non fa sbagliare mai!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ascoltano musica che viene da lontano e confondono spugna e conoscenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Voglia di futuro... la stessa di certi antichi padri, li guiderà lontano, chissà dove, recidendone radici. E la linfa della nostra storia si disperderà su terre sconosciute.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ascolto il lamento che viene da occhi stanchi, passati sguardi delusi dal presente. Occhi per voi ormai privi di interesse, è solo luce spenta, fissi sul nulla che li aspetta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma non riesco ad affascinarmi ai vostri, non ce la faccio a rassegnarmi, non posso abituarmi... a una voglia di futuro che sta tutta in un facile orizzonte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Occhi di spugna, giocate pure con la realtà, finchè avrete cose da assorbire, finchè ne avrete apparente possibilità. Poi, tutto verrà re&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SaQo9jk62kI/AAAAAAAAAI4/PhrSMHr3_dk/s1600-h/DSC06302.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306411298936511042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SaQo9jk62kI/AAAAAAAAAI4/PhrSMHr3_dk/s200/DSC06302.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;spinto e allora sarà il vostro, di nulla, ad accogliervi a dimora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' difficile, la resistenza. Troppo facile, la vostra non violenza, che tutto accetta e poco sceglie, perchè crede inutile la scelta. Forse, è solo conveniente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mio padre e mia madre giacciono inermi, malati e sconfitti, in angusti spazi di ex hotel... Avevano dignità e decoro, li hanno umiliati. Che ne saprete mai, avvolti dal vostro fumo e dalle vostre risa, quanto dolore costa la vostra voglia di gioventù?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-3367756471914053844?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/3367756471914053844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=3367756471914053844' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3367756471914053844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3367756471914053844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/02/viaggiare-i-balcani.html' title='Viaggiare i Balcani...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SaQbkxs3dGI/AAAAAAAAAIw/TDUhUg-cchw/s72-c/DSC06263.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2184181768504233018</id><published>2009-02-12T16:20:00.011+01:00</published><updated>2009-02-12T17:31:54.020+01:00</updated><title type='text'>Možda, ja zatvorim vrata!</title><content type='html'>Questo blog dovrebbe chiudere.&lt;br /&gt;Ancora mi illudo di poter rappresentare una piccola ma viva, voce dissonante. E' davvero tutto inutile.&lt;br /&gt;Ho iniziato a scrivere un libro, forse, pure, lo porterò a termine, chissà... storia di guerra, storia di donna partita per dieci giorni, rimasta poi ferma con la propria vita per dieci anni.&lt;br /&gt;Ma a chi la racconto?&lt;br /&gt;Tutti siamo presi dal nostro quotidiano, relegando al tempo libero le nostre frustrazioni vissute e non ci sarebbe proprio bisogno di nicchie. Un risultato ottenuto, ad esempio nel campo di una corretta informazione, sarà frutto di anni di lavoro. Ma, nel frattempo, altri avranno deciso e reciso... la verità, col loro gioco sporco di finzioni a pagamento sui quelli che ancora si ostinano a spacciarci per "&lt;em&gt;mezzi di informazione&lt;/em&gt;"!&lt;br /&gt;La chiusura andrebbe dedicata ai vari sgarbi, sposini, vespe, fedi, bonoli, gilletti, liguori, mentane, ma pure ai vari gramazi, binetti, veltroni, berluski, capezzoni, dalemi, gasparri, lerusse, fini, schifani e rattzinghi... e chissà quanti altri ancora! E' un delirio...&lt;br /&gt;Si, questo blog dovrebbe chiudere ma poi, forse, dispiacerebbe e allora... mettiamola così.&lt;br /&gt;Mi dispiacerebbe per alcuni, come Giuseppe Torre, che questo blog nemmeno lo segue perchè non ha internet, ma ha il diritto ad essere chiamato "Uomo", inteso come essere umano pulsante, sofferente, trasmettente, esultante, emozionante, vacillante, intrigante, semplicemente esistente!&lt;br /&gt;E mi dispiacerebbe per altri, quei pochi che il blog lo seguono e che trovano pure il modo di dirmelo, in modo semplice, senza "&lt;em&gt;sforzarsi di fare o non fare qualcosa ma lasciando le cose accadere così come vengono...&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;E infine, ma si!, mi dispiacerebbe per i semplici di meo come me, inutili, forse solo apparentemente, chissà... a questo mondo.&lt;br /&gt;Illusi di poter combinare qualcosa, in preda a continue instabilità, crisi, dubbi, ripensamenti, schizofrenie, alla fine inefficaci e rassegnati, perchè il mondo non lo avranno mai capito così a fondo da poterlo affrontare di petto. E, finalmente, cambiare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2184181768504233018?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2184181768504233018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2184181768504233018' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2184181768504233018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2184181768504233018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/02/mozda-ja-zatvorim-vrata.html' title='Možda, ja zatvorim vrata!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2670996260202144524</id><published>2009-02-11T21:46:00.001+01:00</published><updated>2009-02-11T21:50:32.093+01:00</updated><title type='text'>Getto la spugna.</title><content type='html'>E' tutto inutile.&lt;br /&gt;Anche il tuo grido di dolore, è ormai inutile.&lt;br /&gt;Accordi segreti fra governi rendono vano il tuo desiderio di giustizia.&lt;br /&gt;Al mondo, la povera gente è sempre in balia degli eventi.&lt;br /&gt;Fanno le guerre, ammalano di cancro e leucemie bambini e genitori, ma tutto viene nascosto, occultato, colpevolmente affossato. Provi a denunciare ma vieni inesorabilmente azzittito e ignorato. Passi per il fesso di turno...&lt;br /&gt;A cialtroni e guitti mestieranti d'accatto, prezzolati saltimbanchi di televisi quotidiani talk show, si fa dire di tutto. E quando arriva il tuo momento, momento da altri deciso, da altrui convenienze e opportunismi deciso, lo sai che è troppo tardi. Diventi patetico, lo sai che è così, ma la tua testarda buona fede, effimera e sconfitta e derisibile buona fede, ti fa andare avanti.&lt;br /&gt;Ma è tardi, è inutile, si sono già accordati, pensa... anche sulla tragedia.&lt;br /&gt;E alla povera gente supina, sconfitta, inutile, derisa, avvilita, sbeffeggiata, rassegnata, ignorata, per sempre umiliata e perduta, emarginata e divisa, non resta che ciò che le appare conveniente, meschina nella sua solitudine, senza sapere che sarà complice di una doppia sconfitta, di una ulteriore morte assurda. La propria. Che sarà definitiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2670996260202144524?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2670996260202144524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2670996260202144524' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2670996260202144524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2670996260202144524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/02/getto-la-spugna.html' title='Getto la spugna.'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-5440341522728687829</id><published>2009-02-02T00:23:00.006+01:00</published><updated>2009-02-06T10:20:26.367+01:00</updated><title type='text'>Trent'anni fa...</title><content type='html'>&lt;p align="right"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SYv-yqUNTgI/AAAAAAAAAIo/0syswTjGrgs/s1600-h/ines002.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5299609532837481986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 182px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SYv-yqUNTgI/AAAAAAAAAIo/0syswTjGrgs/s200/ines002.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="right"&gt;Ci sono stato, stasera.&lt;br /&gt;Sono passato ancora là sotto, sotto quella finestra d'ospedale dalla quale ci salutavi,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;dopo le visite quotidiane,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;ogni pomeriggio.&lt;br /&gt;Trent'anni fa, te ne andavi.&lt;br /&gt;Mi guardo intorno e penso che avresti potuto ancora essere qui, a viverti le sorprese della vita, ancora tua, ancora mia.&lt;br /&gt;La rabbia di quel giorno non si è per niente attenuata.&lt;br /&gt;E' ancora qui con me,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;in quell'angolo del cuore dove il dolore si annida.&lt;br /&gt;Ma qui con me, stasera, stanotte...&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;c'è anche quel tuo sguardo, dolce, malinconico, stanco...&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;che accompagnava una carezza, mentre la vita ti scivolava via.&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;Trent'anni fa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-5440341522728687829?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/5440341522728687829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=5440341522728687829' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5440341522728687829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5440341522728687829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/02/trentanni-fa.html' title='Trent&apos;anni fa...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SYv-yqUNTgI/AAAAAAAAAIo/0syswTjGrgs/s72-c/ines002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-6971042321421514212</id><published>2009-01-20T10:10:00.032+01:00</published><updated>2009-05-12T17:13:19.610+02:00</updated><title type='text'>Capodanno 2009 a Kraljevo, Serbia...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWbizSaoQI/AAAAAAAAAIY/P_BGQSzY78M/s1600-h/DSC06161.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293307959229194498" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWbizSaoQI/AAAAAAAAAIY/P_BGQSzY78M/s200/DSC06161.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;… e alla fine, invece, Jèlena alla festa c’è venuta.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stava bene, come sempre. Schiva, discreta, gentile e riservata, lo sguardo a seguire la figlia Dragana. Sono venute con Sonja e Milijana, mamma e figlia di altra storia. Anche Sonja ha perduto suo marito in Kosovo, prima della guerra, e un fratello, rimasto a proteggere la sua fuga, a mettersi in salvo con le due figlie piccole, è stato fatto sparire nel nulla. La sorte toccata a tanti serbi del Kosovo, nell’indifferenza generale. Ma questa è un’occasione speciale e ci abbracciamo, lasciando stare tutto per un attimo, per una sera. Sarà bello stare così, tutti insieme, per l’ultimo dell’anno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C’era tanta gente, nella sala presa in affitto. Cento persone, fra ragazzi e adulti. Ogni volto, una storia. Come sempre succede, ma questa volta è successo un po’ di più. Ogni volto una storia. Sono ormai dieci anni, per qualcuno di loro anche di più… Il Kosovo, la guerra, la fuga, figli piccoli da crescere, e chissà come, e chissà dove, e chissà quand&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWXkuTXaTI/AAAAAAAAAHw/ECdGU1LsQb8/s1600-h/DSC06148.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293303594204227890" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWXkuTXaTI/AAAAAAAAAHw/ECdGU1LsQb8/s200/DSC06148.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o, ritorneremo. Mai più.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E i figli son cresciuti e altri ne sono arrivati. I più grandi, dopo il brindisi della mezzanotte, se ne vanno insieme a piedi a fare un giro in città. Ci sarà un concerto, dicono…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“&lt;em&gt;Papà lo sa, non preoccuparti, verrà a prenderci in piazza!&lt;/em&gt;” - &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“&lt;em&gt;Va bene, allora… ciao, srećna nova godina! Felice anno nuovo!&lt;/em&gt;” - “&lt;em&gt;Ciao! Srećna nova!&lt;/em&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aspettiamo le trombe, i trubaći, per archiviare il vecchio anno e dare il benvenuto al nuovo. Ma non si vede nessuno, forse l’orchestra è stata fermata dal freddo, dal gelo, o, forse, da più facili guadagni. E’ la notte giusta per guadagnare di più e se possono, non rischiano. Così niente trombe. Ma non ci perdiamo di animo. Il nostro Dj è pronto, si è riavuto dalla forte influenza proprio stamattina, dopo tre giorni di febbre alta. E’ Marko, col suo computer e la sua musica, a dettare i tempi della danza. Ranka, la mamma di Danjela e&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWXHck15FI/AAAAAAAAAHg/gWYRyn39sTI/s1600-h/DSC06154.JPG"&gt;&lt;/a&gt; Ivana, ma anche di Tomi e Marija, balla il kolo e tiene le fila dove, a turno, si inseriscono g&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SW0NXWU0hPI/AAAAAAAAAGI/U3L0IncP6JM/s1600-h/DSC06138.JPG"&gt;&lt;/a&gt;li altri. Avanti e indietro, destra sinistra, op-là! tre passi là, tre passi qua, oh, ma che è successo?… Niente, niente, è il Dj che ogni tanto interrompe i ritmi per soddisfare particolari richie&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWXqfExzwI/AAAAAAAAAH4/tKDx2e6eQKI/s1600-h/DSC06138.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293303693195726594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWXqfExzwI/AAAAAAAAAH4/tKDx2e6eQKI/s200/DSC06138.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ste, subito si riparte. Eh, questo Dj Marko, distratto dalle ragazze! Ma del resto sono tante, sono belle, col trucco della serata speciale poi, sanno essere irresistibili. E lui lo sa, di stare in un posto strategico e così non si cura delle proteste dei ballerini e cambia musica, a richiesta. Non è artista della vita per niente, il nostro Dj! Serviamo a tavola piatti con salumi, formaggi, verdura, agnello, porchetta. E pane caldo. C’è tanta roba da mangiare, forse troppa. Io stappo bottiglie di vino rosso del Montenegro, ma non si beve molto, la polizia da queste parti è severa con chi guida dopo aver bevuto troppo. C’è da giurarci che ne aspetteranno molti, là fuori, gli agenti in servizio proprio in questo ultimo dell’anno. Un po’ per far rispettare la legge, un po’ per vendetta, dovuta alla frustrazione di doverci stare lì, nonostante i festeggiamenti… &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SW0OAEjFhYI/AAAAAAAAAGQ/XU5oHYEe9TM/s1600-h/DSC06149.JPG"&gt;&lt;/a&gt;Ci sono tanti dolci pre&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWXf2ebLxI/AAAAAAAAAHo/yg3f0Mj49Oc/s1600-h/DSC06149.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293303510498750226" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWXf2ebLxI/AAAAAAAAAHo/yg3f0Mj49Oc/s200/DSC06149.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;parati dalle famiglie ospiti, non manca il nostro panettone e lo spumante, tassativamente italiano. Tutte famiglie conosciute in questi dieci anni, alcune attraverso il sostegno a distanza, alcune tramite i figli ospitati in Italia d’estate, altre ancora neppure ricordo dove e come. Privilegiati fra i dimenticati. Ma un po’ di privilegio, ogni tanto, fa bene a tutti. Così, il giorno dopo, a casa Dubić, dove vive Sanja, con la mamma Svetlana e la sorella più piccola Tanja, proprio Dragomir Dubić, il papà di Sanja, esclama forte…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“&lt;em&gt;Erano più di dieci anni che non andavo al ristorante! Quando ho detto ai vicini che sarei andato al “Sunce”, sono rimasti tutti a bocca aperta!&lt;/em&gt;”. Ci ridiamo sopra, allegramente. Siamo&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWW9RIZ7hI/AAAAAAAAAHQ/9lvtRQWdHG0/s1600-h/DSC06167.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293302916358729234" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWW9RIZ7hI/AAAAAAAAAHQ/9lvtRQWdHG0/s200/DSC06167.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; nella sua nuova casa, finalmente finita. Dopo dieci anni di ex stalla, ora finalmente una casa. I ragazzi giocano coi palloncini colorati della festa, qualche palloncino finisce sulla stufa accesa e scoppia. Sono i nostri botti di capodanno, fanno allegria lo stesso, i&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SW0OmDlLJ0I/AAAAAAAAAGY/EYXR21lmLk8/s1600-h/DSC06167.JPG"&gt;&lt;/a&gt;nsieme ai nostri ragazzi sorridenti e a quel nostro stare lì, semplicemente, in amicizia. Salute, Dragomir, živelj! Una bella rakija, adesso, ci sta proprio bene. Tanto, non c’è da guidare anche se, a pensarci bene, qualcuno dovrà farlo… io! Ma sono più di dieci anni che Dragomir non andava al ristorante. C’è proprio da riderci sopra, allegramente...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La casa di Saša&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Io lo so, dove abita Saša Božanić.&lt;br /&gt;Lo accompagno spesso a casa, quando vado a Kraljevo, in Serbia. A volte entro, altre aspetto fuori che qualcuno venga ad aprire. E’ una casa isolata ma non troppo distante dalle altre. Ogni volta che lo accompagno resto incantato da quel viale alberato che ti porta fin davanti al suo cancello di ingresso al giardino. Il giardino, molto curato, circonda tutta la casa. Pieno come è di aiuole e fiori, riflette i colori delle stagioni che si alternano. Ci sono delle alte siepi a formare un lungo e sempre vivo recinto. Quando è primavera, fra le siepi nascono delle rose selvatiche, dal colore rosso vivo. Il portico davanti al portone di casa guarda il sole e dal sole ripara d’estate, quando Saša intrattiene i suoi amici, magari per festeggiare qualcosa o qualcuno. Perché ha molti amici Saša e tutti, quando lo incontrano, lo salutano, anche da lontano…&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Doberdan, Saša! Kako si?&lt;/em&gt;” – “&lt;em&gt;Buongiorno, Saša! Come stai?&lt;/em&gt;”…&lt;br /&gt;Un grande salone ti accoglie, entrando in casa. Puoi sprofondare in uno dei grandi e comodi divani e prendere il caffè, guardando la televisione. Ce ne è una grande, così come c’è lo stereo per la musica e tutto ciò che può servire in un grande e accogliente salone. Anche la cucina è grande e con la sua potente stufa riscalda tutta casa, sempre pronta a sfornare cibi caldi per gli ospiti che sempre arrivano. Pita, svadbarski kupus, sarma, carne affumicata, formaggi vari e kaimak, per chi è più tenero di gusti. E rakija a volontà, che Todor, il papà di Saša, è sempre pronto ad offrire per brindare insieme a te. Ci sono due bagni abbastanza grandi, uno con la doccia e uno con la vasca, e quattro grandi stanze da letto, una per Saša, una per i suoi genitori, una per la sorella Jèlena e una per Slađana, la sorella più grande. Ora una stanza è vuota perché Slađana è andata ad abitare da un’altra parte insieme alla piccola Anđela, piccola e splendida Anđela, nipote di Saša. Ma quando tornano a trovarli, la stanza è sempre lì che le aspetta, pronta, come non fossero mai andate via. C’è anche una mansarda che, per ora, è usata come soffitta…&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Un giorno la sistemerò e quando verrai a trovarmi con la tua famiglia sarà la tua casa!&lt;/em&gt;”, mi dice Saša. Io ci credo….&lt;br /&gt;Milojka e Todor, i genitori di Saša, sono anziani ma ancora forti e gagliardi e fanno sempre molte cose insieme a lui, dai lavori nel grande orto che sta dietro casa a quelli di manutenzione degli interni o del giardino. Fra non molto, dice Saša che prenderà moglie. Forse è ancora presto, ma le ragazze non gli mancheranno, a lui vogliono sempre molto bene. Perché Saša è un tipo gentile e delicato, e queste cose le ragazze le apprezzano. Dice Saša che quando prenderà moglie darà una gran festa e sarò il suo ospite d’onore. Io ci credo…&lt;br /&gt;Io lo so, dove abita Saša Božanić.&lt;br /&gt;La guerra lo ha reso profugo, con tutta la sua numerosa famiglia. Viene dal Kosovo, Saša, costretto a scappare dalla sua terra, dalla sua casa, dalla sua vita a soli cinque anni, perché i signori della guerra, i terroristi albanesi dell'Uck ma pure quelli della Nato quindi, pure quelli italiani, non ne volevano sapere di lui e della sua gente. E li avrebbero ammazzati o fatti ammazzare tutti, compreso Saša. Qualcuno, fra i suoi cari, è stato sequestrato e fatto sparire, che forse è anche peggio. Lazar, giovane marito della sorella di Saša, Slađana e papà della piccola Anđela, è stato fatto sparire nell’ottobre del 1998 con altri 14 uomini del suo villaggio, nei pressi di Orahovac. Cinque mesi prima dei bombardamenti iniziati in quel 24 marzo 1999, quando si andava preparando la guerra nei minimi dettagli, dettagli fatti di propaganda, da distribuire a piene mani nei nostri telegiornali e nei vuoti salotti della politica ammaestrata e addomesticata, e di menzogne, che nascondevano queste sparizioni, queste violenze, queste uccisioni che erano da tempo condotte in modo indiscriminato contro i serbi del Kosovo e Metohija.&lt;br /&gt;Sono passati dieci anni, ormai.&lt;br /&gt;A volte capita di parlare con Saša di quello che è la guerra, ma lui spesso fa una smorfia e scuote le spalle, quasi a volersi scrollare di dosso storie di ingiustizia e brutti discorsi.&lt;br /&gt;Io lo accompagno spesso a casa, quando vado a Kraljevo. Solo che… solo che... non nella casa che ho descritto. Perché non abita lì, Saša. No, vi ho mentito.&lt;br /&gt;Io lo so dove sta la sua casa, ma non vi dirò niente a riguardo. Perché ogni volta che lo vado a trovare io ne vedo un’altra, di casa, bella come ve l’ho descritta, e so che un giorno Saša ci andrà a stare davvero, con tutta la sua vita, certo molto migliore di quella che ho inventato e raccontato. E quando saluterà con quel suo solito, triste abbraccio finale, perché sarà arrivato il momento di lasciarci, i suoi occhi non si veleranno più di rassegnata malinconia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io ci credo…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Primo dell'anno...&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ il primo dell’anno, tutti dormono un po’ di più.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C’è freddo e gelo, il caldo in casa è come una bella donna che ti vuole accanto. Ma i motori non vanno, il gelo li blocca, l’acqua nei radiatori ghiaccia e spacca, tubi e valvole. A Zmajevac, pochi chilometri da Kraljevo, un uomo smonta motori di trattori nel freddo della sua officina. A mani nude, con le maniche della tuta tirate su, svita bulloni, allenta supporti, ascolta pistoni, svuota serbatoi. E’ il primo dell’anno, ma lui è lì. Lo aspetta, il nuovo anno, così. Lo accoglie, il nuovo anno, così. Lo scorda, il vecchio anno, sempre così. Aggiusta una mia idiozia, acqua normale nel radiatore al posto dell’antigelo. Come se Zmajevac fosse località di mare, ai Tropici. Non mi deride, aggiusta in silenzio e parla coi suoi simili. E quando gli dicono che ne ho aiutato qualcuno, fra quei suoi simili, alla fine del lavoro non vuole niente. Provo a dargli mille dinari ma non li accetta…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“&lt;em&gt;Tu hai aiutato tanti di noi, posso fare qualcosa anche io per te!&lt;/em&gt;”, mi dice. E’ il primo dell’anno e quest’uomo, nel gelo di Zmajevac, ha lavorato gratis, per me. Aggiustando, in silenzio, con rispetto ed educazione, una mia idiozia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ritorni&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giusto il tempo di una frontiera, fra scarichi di auto male assortite in file disordinate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Emigranti al ritorno, Svizzera, Austria, Italia, Germania o Francia. Stanno bene, questi emigranti, le loro auto sono migliori della mia. Ore e ore in fila, per un controllo che non ci sarà, per frontiere inutili e assurde, ormai, fino all’esausto rientro. E di nuovo, la realtà cambia sotto i tuoi occhi e non puoi farci niente. Cambiamenti fatti di bombe, altre bombe, morti, altri morti, infamie, altre infamie. Nessuno sembra preoccuparsene. Tutto va avanti allo stesso modo, stessi orari, stessi cartellini da timbrare, stesse parole. Ogni mattina, ogni giorno, tutto allo stesso modo. Qualche immagine alla televisione ti dice che altrove si sta formando gente come quella che hai conosciuto in questi anni, profughi di guerra, ognuno coi propri morti ammazzati, le proprie grida di dolore, nell’ingiustizia planetaria. Nemmeno noi ci siamo preoccupati, nel nostro capodanno passato insieme, noi e le vittime di altre bombe, di altre guerre, di altre infamie. Neppure una notizia è giunta fra noi, dalla Palestina. E se è arrivata, nessuno ha voluto parlarne. Le vittime sembrano non conoscersi fra loro. Chiuse ognuna nella propria realtà, ignorano le altrui disgrazie. Ma, forse, non si può correre dietro a tutte le infamie del mondo. Basta quella subita, a indurirci il cuore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Incroci di lana&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWaYMpj1gI/AAAAAAAAAIQ/IxjZcZmFn0E/s1600-h/DSC06037.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293306677546964482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWaYMpj1gI/AAAAAAAAAIQ/IxjZcZmFn0E/s200/DSC06037.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ freddo, in questo angolo di strada, all’incrocio di un semaforo, in questo angolo di mondo. Espongo per bene, distendendole su di un cartone sopra la terra, le mie scarpette di lana colorata finite ieri, davanti a una tiepida stufa di una fredda cucina. Lana usata e riusata, filata e sfilata chissà quante volte. Ma sono venute bene e la lana, anche se usata, è ancora forte. Così, provo a venderle lo stesso, in questo angolo di mondo, in questi incroci di ferri da lana e di strade. Arriva uno straniero, forse le compra, lo riconosco, lo ha fatto altre volte. Duecento dìnari son pochi per lui e per tanti al mondo. Non per me. Ma con lui, stavolta c’è una di noi, una di questo angolo di mondo, di questi incroci di strade. Riconosce la lana, riconosce il lavoro, gli fa cenno che no, non deve comprarle. Se ne vanno, comprano altre scarpette da altre donne. Sono migliori, lo so, ma io ho solo queste… Così, me ne resto qui, al freddo di questo angolo di strada, all’incrocio di un semaforo, in questo angolo di mondo. Senza quei duecento dìnari e senza neppure i centocinquanta, prezzo ribassato ma rifiutato, qualche euro appena. Dovrò provare a vendere queste scarpette di lana a meno, oppure aspettare. Domani sarò qui ancora, con le stesse cose, lo stesso cartone, la stessa terra, gli stessi incroci, lo stesso freddo. Speriamo lo straniero ripassi. Ma da solo. Chè la mia gente, mi è diventata nemica.&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Šumarice&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;(Kragujevac, Ottobre 1941...)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWZITlB1bI/AAAAAAAAAII/fvum04L9sDU/s1600-h/DSC06173.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293305305017472434" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWZITlB1bI/AAAAAAAAAII/fvum04L9sDU/s200/DSC06173.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;Silenzio,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;neve e solitudine della memoria,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;a Šumarice. E freddo…&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;Freddo e gelo,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;sui volti scolpiti nella pietra,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;esposti al vento,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;che li accarezza,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;raccogliendone il soffio leggero,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;di voce lontana.&lt;br /&gt;Che lo stesso vento&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;trasforma in grido,&lt;br /&gt;straziante,&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;di eterno dolore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Saluti&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;E’ sera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Domattina presto dobbiamo partire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Accompagno Ceca a casa, Maddalena la saluta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Piange già da un quarto d’ora, solo all’idea di doverlo fare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E’ un saluto silenzioso, fra figli e figli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un arrivederci che lascia lacrime sul viso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Succede, quando dentro ti resta il vuoto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma quando ti resta il vuoto, solo allora…&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è davvero Amore.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-6971042321421514212?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/6971042321421514212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=6971042321421514212' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6971042321421514212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/6971042321421514212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/01/capodanno-2009-kraljevo-serbia_20.html' title='Capodanno 2009 a Kraljevo, Serbia...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SXWbizSaoQI/AAAAAAAAAIY/P_BGQSzY78M/s72-c/DSC06161.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-5389916057458004201</id><published>2009-01-15T12:26:00.006+01:00</published><updated>2009-01-15T12:35:25.186+01:00</updated><title type='text'>Al signor D'Alema...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Che D'Alema, con la Palestina, si stia dando una tinteggiata veloce, una "romanella", come dicono a Roma, può anche far piacere. In fondo, che gli costa? Tutti a dire bene di Israele, hai visto mai che così facendo riprende quota a sinistra grazie a questa ennesima tragedia? Ma vedere come si ostini a non fare un passo indietro sullo scempio del Kosovo e di quel che restava dell'allora Jugoslavia, è insopportabile. "&lt;em&gt;Ci sono state migliaia di vittime anche kosovare, nel 99 e i bombardamenti servirono a fermare una strage&lt;/em&gt;" dice imperterrito D'Alema. Chissà a quali stragi si riferisce, forse a quella di Racak, fasulla fin dall'inizio. O a quella di tanti serbi fatti sparire nel nulla già nel 98, un anno prima delle bombe Nato, dalle milizie Uck. Anzi, non nel nulla... molti finirono a Lapusnik, come carne da macello per espianti di organi per finanziare la mafia e la guerriglia albanese. O a quella successiva, dovuta all'uranio impoverito usato in quei bombardamenti tanto utili che ha provocato, e ancora provoca, malattie terribili del sangue e tumori vari. Dimentica, il nostro, che il Kosovo era (è) Serbia e, quindi, era Jugoslavia. E gli albanesi, sotto la spinta USA, mai dimenticarlo!... volevano separarsi da uno stato sovrano. Che c'entra la Palestina? Quando si parla con le donne profughe di quella guerra, vedove col loro dolore mai attenuato, con le loro speranze violentate, verrebbe voglia di portarcelo, il signor D'Alema, a raccontare che si, quelle bombe servivano. Forse, servivano soltanto perchè a fare i conti con gli USA, all'epoca, c'era lui. E no, signor D'Alema, così è troppo facile, stavolta non possiamo berla. Anche nel 2003 sfilaste contro l'aggressione finale all'Iraq, ricorda? Eravamo 3 milioni di persone ma poi si è visto come è andata. Basta, anche con queste "romanelle".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-5389916057458004201?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/5389916057458004201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=5389916057458004201' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5389916057458004201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/5389916057458004201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/01/al-signor-dalema.html' title='Al signor D&apos;Alema...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1914477855929320914</id><published>2009-01-12T20:04:00.007+01:00</published><updated>2009-01-12T20:27:02.203+01:00</updated><title type='text'>E' tornato!</title><content type='html'>Ore 19,00... accendo la tv per il telegiornale, un tempo qualcuno lo chiamava "Comunicato".&lt;br /&gt;E mentre si parla di accordo storico per la compagnia aerea italiana (uno storico che sa di truffa)...&lt;br /&gt;mentre si arzigogola di commissioni vigilanza per la televisione pubblica italiana, con grotteschi giochi di presidenze si, presidenze no...&lt;br /&gt;mentre scivola al terzo posto la conta dei morti, un terzo bambini... del martoriato popolo palestinese, sotto l'avanzata dell'assurdo esercito israeliano...&lt;br /&gt;mentre l'ultimo discorso dell'uscente presidente USA (che sia davvero l'ultimo, che sia davvero uscente)... ci racconta che quei morti finiranno solo se cesserà il temuto lancio di certi missili verso Israele (unico caso in cui si lanciano temuti razzi in un verso, ma si muore sempre e solo nell'altro)... mentre ascolto tutto questo, preparo la cena. Stasera ho un ospite. Inatteso, quanto desiderato.&lt;br /&gt;E' un vecchio amico, è tornato dopo giorni di apprensione. Questo è il mese del suo compleanno. Nato di Gennaio, venuto a noi come neve dal cielo, Fiocco divenne il suo nome.&lt;br /&gt;Sparito per giorni e giorni, è tornato.&lt;br /&gt;Inseguiva un sogno, un istinto, un ideale, chissà, forse solo una cagnetta in calore. Ma è tornato.&lt;br /&gt;Si torna sempre a casa, dopo un viaggio così. Ed è bello trovarci qualcuno che, ancora, ti aspetta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1914477855929320914?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1914477855929320914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1914477855929320914' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1914477855929320914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1914477855929320914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/01/e-tornato.html' title='E&apos; tornato!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-7346231987378065844</id><published>2009-01-05T00:56:00.011+01:00</published><updated>2009-01-05T13:12:34.058+01:00</updated><title type='text'>Assassini!</title><content type='html'>Non c'è altra parola, per definire i responsabili del genocidio del popolo palestinese.&lt;br /&gt;Sono vicino, per quello che può servire, a chi vede i propri cari morire sotto il fuoco invasore.&lt;br /&gt;Come mi unisco al dolore di chi, impotente di fronte ai massacri, cerca di non restare a guardare.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi unisco ai palestinesi ma anche a quegli israeliani che sono sempre stati contro l'intervento militare. Soffrono molto anche loro, ne sono certo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come soffrivo io quando il mio governo bombardava, senza nessuna remora, dubbio o senso di colpa, la gente con la quale ho passato, insieme a tutta la mia famiglia, la fine dell'anno. A Kraljevo, in Serbia, ex, e quelli che bombardavano ne vanno fieri... Jugoslavia. E' stata davvero una gran bella serata, avrei voluto parlarne. Forse, un giorno lo farò. Ma non ora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287595708079276178" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SWFQSBfyAJI/AAAAAAAAAGA/lCCO7ajocII/s200/DSC06175.JPG" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora, vi parlo soltanto di una piccola sosta, l'altro ieri, durante il viaggio di ritorno, a Sumarice, Kragujevac.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di quel massacro del 21 Ottobre 1941, quando i nazisti invasori usurpatori di terre e libertà massacrarono oltre 7 mila persone, comprese intere scolaresche, ogni tanto se ne parla, ma sempre fra pochi intimi. Ne parlo anche io in altra parte del blog e nel libro. Ne parla la foto accanto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'era neve, silenzio e solitudine della memoria a Sumarice, l'altro ieri, davanti al monumento "&lt;em&gt;Le ali spezzate&lt;/em&gt;". Spezzate da altra lucida e determinata follia, da altri assassini, che oggi premono altri grilletti, di altre infami armi da guerra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo quei volti scolpiti nella pietra, raffiguranti le vittime, sembrano essere sempre gli stessi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E a guardarli bene, si assomigliano davvero.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-7346231987378065844?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/7346231987378065844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=7346231987378065844' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7346231987378065844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7346231987378065844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2009/01/assassini.html' title='Assassini!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SWFQSBfyAJI/AAAAAAAAAGA/lCCO7ajocII/s72-c/DSC06175.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2532813468177092479</id><published>2008-12-24T13:08:00.004+01:00</published><updated>2008-12-24T13:19:02.665+01:00</updated><title type='text'>Tempo di auguri...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SVInyFJ7V2I/AAAAAAAAAF4/E3xubQewZko/s1600-h/DSC05014bis.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283329054189770594" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 159px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SVInyFJ7V2I/AAAAAAAAAF4/E3xubQewZko/s200/DSC05014bis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tempo di auguri, tempo di buoni propositi, tempo di letterine. &lt;div align="justify"&gt;La letterina che vi invio, arriva da Kraljevo, in Serbia, dove con molte famiglie di sfollati e profughi della guerra "&lt;em&gt;umanitaria&lt;/em&gt;" del 1999, alla quale attivamente partecipammo come paese Italia, passeremo il capodanno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci saranno cibo e bevande, allegria e musica, le trombe e le grancasse di una orchestra Rom e lo spumante (italiano...). Mancherà qualche mamma, che manderà solo i propri figli, che hanno diritto a festeggiare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si, qualche mamma mancherà, perchè da quel solo apparentemente lontano 1999 non ha più il suo uomo accanto. Rapito, fatto sparire, ammazzato e sepolto in una fossa comune, di quelle che non sono state "&lt;em&gt;scoperte&lt;/em&gt;" dalle missioni internazionali firmate Nato-Usa. L'Italia avrebbe poi partecipato alla guerra, in difesa degli assassini di quell'uomo, uno fra tanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mancherà anche qualcuno che, in questi anni, si è ammalato, chissà, forse a causa dell'uranio impoverito, chi potrà mai dirlo? Certo, non le commissioni istituite dal nostro paese, che hanno detto che tutto è a posto, quasi che nulla sia successo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E invece, qualcuno di quegli ammalati, tanti, troppi, sempre di più, mancherà alla festa. Ma andremo avanti lo stesso e comunque, per non dimenticare e non far dimenticare. Proprio come insegna la musica di quelle orchestre per matrimoni e funerali. Vita e morte, gioia e dolore, sorrisi e lacrime.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tempo di auguri, tempo di buoni propositi, tempo di letterine. Ma anche di memoria, da tenere sempre sveglia. Auguri a tutti voi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2532813468177092479?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2532813468177092479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2532813468177092479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2532813468177092479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2532813468177092479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/12/tempo-di-auguri.html' title='Tempo di auguri...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SVInyFJ7V2I/AAAAAAAAAF4/E3xubQewZko/s72-c/DSC05014bis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-4434245264096129425</id><published>2008-12-17T14:38:00.008+01:00</published><updated>2008-12-17T14:49:21.364+01:00</updated><title type='text'>My name is Luka...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;My name is Luka&lt;/em&gt;... cantava anni fa Suzanne Vega, in una vecchia canzone.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono all’aeroporto, arrivi internazionali, con un cartello in mano, dove c’è scritto proprio “Luka”. Quando uscirà mi vedrà, ne sono certo.&lt;br /&gt;Passa un po’ di tempo ma, alla fine, eccolo lì. Lo vedo, lo riconosco, non può essere che lui, anche se lui del cartello proprio non si accorge. Gli vado incontro...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“&lt;em&gt;Sdravo, Luka, dobro dosli!&lt;/em&gt;”, ciao Luka, benvenuto e lui mi sorride con i suoi occhi vispi e luminosi. Anche se... Anche se Luka è qui per farsi operare proprio a un occhio, il sinistro. Neuroblastoma, è la diagnosi che non lascia scampo.&lt;br /&gt;Ma Luka di queste cose ne sa davvero poco. Ha tre anni, Luka e la sua giovane mamma, Jelena, lo stringe a se mentre li accompagno a Siena, all’ospedale pediatrico dove esiste un reparto specializzato per la cura e gli interventi all’occhio per quel tipo di male.&lt;br /&gt;Nello specchietto retrovisore passano tante immagini, come icone religiose, un’unica religione... la madre col bambino.&lt;br /&gt;Sono icone dissacrate dalla malattia e dalla guerra che le provoca, guerra che ha distrutto e contaminato il suolo della Jugoslavia, tutta.&lt;br /&gt;Jelena e Luka vengono da Kragujevac, la &lt;em&gt;Torino della Jugoslavia&lt;/em&gt;, la chiamavano... 100 km a sud di Belgrado, in Serbia, dove, dopo i bombardamenti del 1999, i medici consigliavano le donne a non fare figli per almeno tre anni. Consiglio che non è stato sufficiente e che si è rivelato inutile perché, anche facendoli dopo, questi figli si ammalano. E sono tanti, troppi, sempre di più.&lt;br /&gt;A Siena vengono ben accolti. C’è un uomo che funge da interprete, viene dal Kosovo, è un goranci, etnia di discendenza turca. E’ buono e disponibile, si vede. Dice che parla e capisce tutte le lingue della ex Jugoslavia, che è dovuto fuggire anche lui, che il Kosovo è ridotto a terra di conquista per invasori stranieri e per il malaffare. E che, fra serbi e albanesi, loro, i goranci, stanno nel mezzo. E non è un bello stare...&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Ma i goranci, ora, si trovano anche in Serbia!&lt;/em&gt;” gli dico. E lui dice che si, questo è vero e non hanno problemi a starci mentre, in Kosovo, è divenuta impossibile qualsiasi forma di convivenza.&lt;br /&gt;Una cosa, però, resta a unire tutti, come una sorta di cappio al collo... la malattia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti, ormai, hanno in famiglia qualcuno che in questi anni si è ammalato di tumore o di malattie del sangue. Come in un gioco perfido del destino tutti, albanesi o serbi, goranci o rom, accomunati dallo stesso problema... le malattie insorte dopo l’inquinamento dovuto alle bombe!&lt;br /&gt;Ma Luka, intanto, gioca nel mini parco del reparto pediatrico e non sembra preoccuparsi molto di quello che gli sta intorno e che gli deve apparire nuovo e insolito. La mamma, meno inconsapevole, se lo guarda premurosa.&lt;br /&gt;Mi insegnano che l’occhio malato si riconosce dalla luce più intensa che sembra emanare. L’occhio più luminoso, quello, verrà asportato. Estirpato, perché quella luce, così intensa e luminosa, inganna. E uccide.&lt;br /&gt;Un po’ come la luce dei bombardamenti. Inganna. E uccide. Ma quella, di luce, nessuno riesce mai ad asportarla, né ad estirparla.&lt;br /&gt;Entrano nel reparto degenze, indossano le cuffie e le protezioni per scarpe e vestiti. Si sistemeranno. La degenza sarà lunga. Ma la storia la conosco...&lt;br /&gt;Abbraccio Jelena, le faccio gli auguri “&lt;em&gt;Puno Srece, Jèlena!&lt;/em&gt;”, “&lt;em&gt;Hvala!&lt;/em&gt;” mi risponde.&lt;br /&gt;E saluto Luka, che mi batte il cinque. Che i tuoi occhi possano continuare a sorridere, piccolo Luka. Tutti e due, insieme a Te.&lt;br /&gt;Me ne torno a casa con la mia vecchia auto, sussurrandomi a mente “&lt;em&gt;My name is Luka...&lt;/em&gt;”. Domani avrò le prove per le progressioni verticali. Stasera, forse, studierò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=RZyxYL753w4"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://it.youtube.com/watch?v=RZyxYL753w4&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;)&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-4434245264096129425?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/4434245264096129425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=4434245264096129425' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4434245264096129425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4434245264096129425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/12/my-name-is-luka.html' title='My name is Luka...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-671626178664935463</id><published>2008-12-12T22:12:00.005+01:00</published><updated>2008-12-12T22:22:42.465+01:00</updated><title type='text'>Jelena</title><content type='html'>Jelena se ne stava in disparte. Discreta, come chi non vuole disturbare.&lt;br /&gt;Eravamo in quella scuola alberghiera per la formazione di tanti ragazzi, la più grande e rinomata, così ci disse il suo direttore, del sud della Serbia.&lt;br /&gt;Le avevo dato appuntamento lì per consegnarle la rata del sostegno a distanza perché lei alloggiava proprio a cinque minuti da quella scuola, a Vrnjacka Banja, rinomato centro termale.&lt;br /&gt;Stavamo passando velocemente col direttore che faceva strada, proprio come un vero manager sa fare. Ma le andai incontro ugualmente per salutarla, lasciando il piccolo gruppetto alla sua corsa. Jelena mi sorrise, e mi disse di non preoccuparmi, che avrebbe aspettato che avessimo finito il nostro giro.&lt;br /&gt;Quando, finalmente, terminammo la visita alla scuola, Jelena ricevette la sua quota del sostegno a distanza. Ci invitò a casa per un caffè, ma andavamo di fretta...&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;La prossima volta, Jelena, che ora andiamo di corsa!&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Ci disse che Dragana, la sua unica figlia che avevamo ospitato in Italia l'estate passata, era a scuola e che il computer che le avevamo regalato la volta scorsa lo usava sempre, spesso con le sue amiche, e che si divertivano molto.&lt;br /&gt;Dragana era una ragazzina davvero amabile. Adesso, però, era preoccupata di mantenere la linea, non voleva diventare troppo "&lt;em&gt;rotonda&lt;/em&gt;". E così, stava attenta al mangiare...&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Però, a capodanno, la dieta la lasceremo stare tutti! Abbiamo organizzato una festa, tanto per stare tutti insieme e passare una bella serata in amicizia, in attesa del nuovo anno. Verrete? Ci farebbe davvero tanto piacere, avervi fra noi...&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;Ma sul volto di Jelena scese, improvviso, un velo di tristezza e di malinconia.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Dragana verrà, se possibile, e verrà se anche la sua amica, Milijana, verrà. Ma io, io... no. Quando ci sono le feste, io preferisco stare a casa. Grazie, grazie lo stesso&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Aveva perso il marito, Jelena, nel '98. Nel Kosovo, dal quale poi fuggì con la sua Dragana.&lt;br /&gt;Ucciso, come tanti altri Serbi. Fatto sparire, nel nulla, cancellato da tutto, meno che dal suo cuore. Il suo nome era Pera Adzancic.&lt;br /&gt;La successiva guerra del '99, sarebbe stata fatta a difesa dei suoi assassini. Erano passati 10 anni, ormai. Ma Jelena era ancora innamorata di quell'uomo, del suo ricordo. Ci salutammo.&lt;br /&gt;L'avremmo pure accompagnata con la nostra macchina, ma lei preferì tornarsene a piedi, nonostante la neve, nella piccola stanza di quell'ex albergo per operai delle manutenzioni elettriche, messo a disposizione per gli sfollati di guerra.&lt;br /&gt;Sola, con il suo velo di malinconia a ripararle il viso. Dal freddo, insopportabile, della solitudine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-671626178664935463?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/671626178664935463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=671626178664935463' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/671626178664935463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/671626178664935463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/12/jelena.html' title='Jelena'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-265263841770406049</id><published>2008-12-11T20:33:00.011+01:00</published><updated>2008-12-11T21:29:51.384+01:00</updated><title type='text'>Quiz... solidali! Prove generali di sinistra...</title><content type='html'>IL 10 dicembre scorso, all'università di Tor Vergata, dalle 9 di mattina si sono svolte le prove scritte per le progressioni verticali dalla categoria C alla categoria D, per tutto il personale non docente che ne aveva fatto motivata richiesta.&lt;br /&gt;Circa 400 persone hanno affollato un'aula della facoltà di Economia, come si fosse trattato di un incontro sulla situazione economica del paese o del mondo intero. Insomma, una platea importante...&lt;br /&gt;E invece, come direbbe il &lt;em&gt;ministro&lt;/em&gt; Brunetta, era una platea di fannulloni incalliti.&lt;br /&gt;Che, &lt;em&gt;accattoni!&lt;/em&gt;, stavano lì solo per giocarsi la possibilità di poter incrementare il proprio salario, la propria carriera, la propria pensione... &lt;em&gt;e si perché così, un domani, uno se ne va in pensione con una categoria economica superiore!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;C'erano tutti, tanti si sono rivisti lì dopo anni, altri si erano proprio dati appuntamento.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Mi raccomando, stiamo vicini, che così ci diamo una mano!&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;Tra chi pensava di essere una colonna dell'università, tra chi colonna ci si è ritrovato suo malgrado, tra chi non ci pensa nemmeno a essere colonna, sono state consegnate le buste con le prove da eseguire. 30 quiz ai quali rispondere in 30 minuti.&lt;br /&gt;Quiz su "C&lt;em&gt;hi firma mandati di pagamento nei dipartimenti?&lt;/em&gt;", oppure su "A&lt;em&gt; chi spetta l'iscrizione a un master di I livello?&lt;/em&gt;" oppure su "C&lt;em&gt;hi approva il bilancio preventivo di Ateneo?&lt;/em&gt;"... tutti hanno avuto le loro risposte. Molte sbagliate, molte giuste.&lt;br /&gt;Il mio 24/30 è stato deludente, lo confesso. Ma avevo studiato davvero poco, mentre c'era gente che aveva studiato tanto e che il suo 30/30 se lo è portato, giustamente, a casa. Ma la cosa più straordinaria è avvenuta alla fine.&lt;br /&gt;Chi aveva finito il compito, non se ne andava, nonostante gli inviti della commissione... e circondava chi non aveva ancora finito il suo, di compito. Si, rimaneva attorno a chi non aveva ancora imbustato tutti i fogli con le risposte e i propri dati con le buste etichettate. No, stavano ancora tutti lì e davano consigli, aiuti, risposte. Magari non tutte giuste, anzi!... qualcuna proprio sbagliata ma, insomma!, erano consigli sinceri, venivano dal cuore, verso chi stava andando nel panico. Era solidarietà.&lt;br /&gt;Perchè a un collega, in quel momento tuo simile, non puoi rifiutarti di dare una mano e non importa se, poi, prenderà più di te. No, devi!, aiutarlo. E così, capiterà che il tuo aiuto farà avanzare quel tuo collega proprio di un punto avanti a te. Ma che importa? E' così che deve essere, alla faccia di chi sporca queste persone, tutti noi, con l'insulto. Gratuito, insolente, avvilente.&lt;br /&gt;Perchè c'è una solidarietà così forte in questo paese e nel mondo in generale... una solidarietà che, purtroppo, si esprime solo nei casi di estrema necessità... una solidarietà che accomuna &lt;em&gt;quasi&lt;/em&gt; tutti... non tutti, certo, ma &lt;em&gt;quasi&lt;/em&gt;!, tutti... &lt;em&gt;quasi&lt;/em&gt;... una voglia di sentirsi parte di un unico grande gruppo, di una grande forza, inconsapevole ma maggioritaria, apparentemente divisa ma, invece, eccezionalmente unita, che meriterebbe ben altri rappresentanti, ben altri scenari, ben altri risultati.&lt;br /&gt;E che meriterebbe pure che quel "&lt;em&gt;quasi&lt;/em&gt;" fosse per sempre, una volta per tutte, cancellato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-265263841770406049?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/265263841770406049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=265263841770406049' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/265263841770406049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/265263841770406049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/12/il-10-dicembre-scorso-alluniversit-di.html' title='Quiz... solidali! Prove generali di sinistra...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-8837616688989570650</id><published>2008-12-03T16:43:00.014+01:00</published><updated>2008-12-07T11:55:19.430+01:00</updated><title type='text'>Notizie da Kraljevo...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STapl0dls3I/AAAAAAAAAFI/_V83p0v6qxE/s1600-h/DSC06000.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275590480714118002" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STapl0dls3I/AAAAAAAAAFI/_V83p0v6qxE/s200/DSC06000.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C&lt;strong&gt;agnolini... al forno&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;C’è un cane che tutte le mattine viene chiuso dentro un forno.&lt;br /&gt;No, tranquilli, il forno è spento! Sta fuori, in un angolo del portico di ingresso di casa. La nuova, casa, dove la famiglia Ribac, finalmente, è andata a vivere dopo quasi un decennio di soggiorno in un centro collettivo per profughi e sfollati.&lt;br /&gt;Si tratta di un cucciolo di cane, un trovatello. Jelena Ribac, tutte le mattine, lo chiude nel forno prima di andare a scuola. Perché lui, il cagnolino, le è talmente affezionato che le correrebbe dietro fino a scuola. E non si può.&lt;br /&gt;Così, Jelena dice alla nonna, Radmila, di tenerlo chiuso fin quando lei non scompare all’orizzonte. Poi, la nonna potrà riaprire, lasciando il cagnolino in quella insolita cuccia, ad aspettare. Di vederla tornare, per poterle di nuovo correre incontro, felice.&lt;br /&gt;A Kraljevo, ci sono una ragazzina e un cagnolino, felici di essersi conosciuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scacco al quadro&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Stavolta l’arrocco è stato efficace.&lt;br /&gt;Muovo le torri tutte verso quel punto preciso. Il re avversario è davvero in difficoltà. Ecco, quella mossa è l’unica che gli rimaneva. Muovo ancora l’alfiere, la torre tiene in scacco il re... ma ecco! Scacco matto! Ho vinto!&lt;br /&gt;Mi alzo e corro nella stanza, gioisco come uno scemo, ma è stata una gran vittoria, la seconda consecutiva a casa Vukovic!&lt;br /&gt;Ho battuto Beba al gioco degli scacchi, dopo aver sconfitto anche Suncica. Sono contento di avervi battute, perché vostra madre, perfida, voleva vedermi sconfitto anche stavolta. Vi dava consigli e muoveva per voi, all’inizio, ma poi aveva altro da fare e così vi ho battute. L’altra volta Jordanka, la mamma, mi aveva ridicolizzato, vincendomi facilmente. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STaqVrZ0pdI/AAAAAAAAAFQ/SfpOp_dAN4w/s1600-h/DSC04017.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275591302916122066" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STaqVrZ0pdI/AAAAAAAAAFQ/SfpOp_dAN4w/s200/DSC04017.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono contento. E felice, perché... non si piange più, a casa Vukovic!&lt;br /&gt;Adesso si gioca, si ride, si scherza, ci si prende in giro. Anche se quel quadro, il quadro con quella bambina e le sue lacrime, sta ancora là, appeso.&lt;br /&gt;La prossima volta, me lo voglio giocare a scacchi.&lt;br /&gt;E se vinco, giuro che me lo porto via. Staccato, per sempre, da quella parete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Furgoni&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;In questo ristorante dove ci hanno invitati dopo l’incontro col sindaco, ci sono troppe giacche e cravatte, intorno a me.&lt;br /&gt;Troppi personaggi di rampanti memorie, visti e rivisti, salite e tonfi, noie mortali, stesse ambizioni, stessi polsini, stesse agende, stessa supponenza.&lt;br /&gt;Ti offrono ciò che vuoi, tanto non pagano loro. Parole al vento, si inseguono incontro al nulla. Poi, finalmente, l’ora in cui te ne puoi andare. Ed esci.&lt;br /&gt;E proprio fuori, all’uscita, ritrovi il senso del tuo stare lì.&lt;br /&gt;Un furgone parcheggiato... quel!, furgone, guidato per ore e ore, non passavano mai, per migliaia di chilometri, quando tutto era ancora appena accaduto, la Jugoslavia c’era ancora e tutto aveva ancora il sapore della rabbia e dell’ingiustizia, al posto dell’attuale rassegnazione. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STasODbYaBI/AAAAAAAAAFY/kphxdR-oka4/s1600-h/DSC06023.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275593370949412882" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STasODbYaBI/AAAAAAAAAFY/kphxdR-oka4/s200/DSC06023.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un furgone, ancora in vita per chissà quali scopi, che ormai tutto s’è trasformato. Anche la scritta di lato, che sembra non ricordarci più. Ma lui no, lui, il furgone, sicuro che ricorda ancora. Sta lì, ti guarda, ti fa l'occhiolino. E’ un abbraccio a distanza, discreto, complice, furtivo, fra chi se la intende.&lt;br /&gt;Ciao furgone. Ci incontreremo ancora, da qualche parte, che il viaggio da fare è ancora molto, molto lungo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci salverà il soldato che non la vorrà...?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;C’è la neve nel parco di Kraljevo, quello che raggiungi attraversando la ferrovia, prima del campo Rom.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STasdajpvNI/AAAAAAAAAFg/lYJmkToGt2c/s1600-h/DSC05981.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275593634856156370" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STasdajpvNI/AAAAAAAAAFg/lYJmkToGt2c/s200/DSC05981.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Forse, c’era pure quel giorno di Ottobre del 1941, quando i nazisti sterminarono più di seimila persone, uomini, donne, bambini e anziani.&lt;br /&gt;Blocchi di pietra come tronchi di albero recisi, a ricordo di quelle feroci rappresaglie e di quelle vite spezzate.&lt;br /&gt;Formano recinti come a dire... “Noi ci facciamo ancora compagnia, col calore dei nostri corpi che solo in apparenza si sono raffreddati. Non saremo mai soli, finché gli sguardi dei passanti sapranno ancora fermarsi per noi...”.&lt;br /&gt;Ci sono anche blocchi di pietra che riportano, scolpite, date successive al 1941. Sono gli scampati, i miracolati sopravvissuti fra le cataste macellate dell’invasore. Li hanno commemorati anche loro, se lo meritavano.&lt;br /&gt;Ma, di lato, un po’ in disparte, c’è un altro tronco reciso in pietra. Riporta scolpita la stessa d&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STasnN4pAeI/AAAAAAAAAFo/-MlYuV-JXvE/s1600-h/DSC05980.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275593803253219810" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STasnN4pAeI/AAAAAAAAAFo/-MlYuV-JXvE/s200/DSC05980.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ata. Sta lì a memoria di un soldato che si rifiutò di eseguire l’ordine. Fu ammazzato, come traditore.&lt;br /&gt;Forse, avrebbe meritato di starci pure lui, in quei recinti. O, forse, meriterebbe che altri seguissero il suo esempio. E che si formassero recinti nuovi, ma di alberi veri e vivi, piantati da chi obietta, rifiuta, disprezza. La guerra e i suoi ordini da eseguire.&lt;br /&gt;C’è la neve, nel parco di Kraljevo. Forse, come quel giorno di Ottobre del 1941. Ma il calore che sento crescere dentro, quello, questa neve non saprà mai freddarlo. E ce ne sarà sempre, finché lo sguardo del passante saprà ancora fermarsi qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Spiriti santi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quanta neve che ancora resiste, nel parco di Kraljevo.&lt;br /&gt;Il freddo pungente la preserva dal sole, trasformandola in ghiaccio.&lt;br /&gt;Più in là, grida e vociare di bambini che giocano nel fango e in mezzo a neve ormai sporca. Qualcuno ne fa palle, ma è ghiaccio e fa male quando colpisce. Perciò, qualcuno pure piange.&lt;br /&gt;Sono i bambini del campo Rom. Sembrano non curarsi del freddo, ma le loro mani sanno di ghiaccio. E il mocciolo del naso gela.&lt;br /&gt;Non suonano le trombe, questi Rom Serbi. Non hanno fra le mani grancasse e tromboni. Armeggiano fra vecchie auto e ferraglie arrugginite, cartone e rifiuti vari. La neve, quando cade, fa sembrare tutto bello e incantato. Ma dura poco. Qualcuno riconosce il nostro accento, molti di loro sono passati per l’Italia e allora ci salutano e dicono.. “Amico! Guarda...” mostrandoci la desolazione intorno. Un ragazzo mi fa.. “Eh! Come stai?” – “Bene, grazie! E tu?” &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STas_WDPuII/AAAAAAAAAFw/iSFeMrTGyvc/s1600-h/DSC05992.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275594217762044034" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STas_WDPuII/AAAAAAAAAFw/iSFeMrTGyvc/s200/DSC05992.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;– Bene! Ciao...”. Ciao, che noi proseguiamo. Andiamo a far visita a una famiglia che non è Rom ma vive lo stesso qui, in una specie di casupola fatiscente, quattro bambini, due caprette, una nonna, un padre e una madre . Manca lo spirito santo... Ci arrangiamo con la rakija, che ci viene offerta insieme al caffè e alla bibita, in grande amicizia e ospitalità, perché li abbiamo degnati della nostra visita. Saremo noi, invece, con l’idea e l’immagine del mondo che ci portiamo appiccicata addosso, abbastanza degni di questa rakija? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-8837616688989570650?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/8837616688989570650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=8837616688989570650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8837616688989570650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8837616688989570650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/12/c-agnolini.html' title='Notizie da Kraljevo...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/STapl0dls3I/AAAAAAAAAFI/_V83p0v6qxE/s72-c/DSC06000.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-8216174488028420906</id><published>2008-11-25T16:23:00.009+01:00</published><updated>2008-11-25T16:51:13.101+01:00</updated><title type='text'>La Grande Medusa</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SSwbRk4sQZI/AAAAAAAAAFA/oFEUGccPfGU/s1600-h/DSC04721.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272619252517192082" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SSwbRk4sQZI/AAAAAAAAAFA/oFEUGccPfGU/s200/DSC04721.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C'è un soprannome che mi è caro. &lt;div align="justify"&gt;Me lo ha dato una ragazzina dai capelli biondi e gli occhi verdi, che la prima volta in Italia metteva i braccioli per fare il bagno al mare, con l'acqua alta mezzo metro. E che paura aveva delle meduse, specialmente quelle grandi! Ora è orgogliosa di farmi vedere come si tuffa senza chiudersi il naso con le dita. Il suo nome è Beba, il suo sorriso ha dato il titolo a un libro...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Domani si parte. C'è una missione da compiere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima un incontro a Belgrado con l'ufficio della cooperazione, poi il pullman fino a Kraljevo dove, la sera, ci aspetta la cena da Novka. Chissà se l'artista della vita è andato avanti coi suoi lavori di falegnameria... o se si è impigrito un po', dopo i 18 anni!!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giovedì ci saranno le consegne delle rate dei sostegni a distanza per 53 famiglie in totale. E' sempre un'emozione, mai abitudinario nè retorico, incontrare tante famiglie, sapere se stanno meglio, come va con la scuola, con il lavoro, con la salute o se ci sono novità. Insomma, ci si saluta, proprio come fra amici...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi i lavori di ricamo da ordinare, da scegliere, da riportare. Visiteremo alcune donne che già in passato hanno mandato loro lavori da noi per farli conoscere, promuovere. E quanti li hanno apprezzati, vero Cesare?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi Rosa Lazic, chissà se ha finalmente una casa, che sono 10 anni che non ne conosce una degna di questo nome... chissà se avrà voglia di continuare a raccontarmi la sua storia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi gli incontri con la municipalità di Kraljevo per il progetto legato al tursimo, gli incontri con il direttore di una scuola, con i ragazzi di una locale associazione giovanile e col proprietario di una sala per preparare l'organizzazione della serata di fine anno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E si, perchè c'è una fantastica scommessa da vincere! Qualcuno ricorda? Il capodanno con tutti loro... e stavolta, ci saranno le trombe di Guca a suonare!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La scommessa la stiamo vincendo. Qualcuno vuole salire sul carro dei vincitori? C'è ancora posto ma... sbrigatevi!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-8216174488028420906?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/8216174488028420906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=8216174488028420906' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8216174488028420906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8216174488028420906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/11/la-grande-medusa.html' title='La Grande Medusa'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SSwbRk4sQZI/AAAAAAAAAFA/oFEUGccPfGU/s72-c/DSC04721.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-4703093303649148226</id><published>2008-11-24T21:38:00.003+01:00</published><updated>2008-11-24T21:45:31.095+01:00</updated><title type='text'>Odio...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Odio le sconfitte, perché lasciano rammarico...&lt;br /&gt;odio le parole, quando non sono definitive, ma lasciano interpretazioni...&lt;br /&gt;Odio, amici perduti lungo incomprensibili orizzonti...&lt;br /&gt;Odio gli arroganti, i violenti, i supponenti, i furbi, quelli che gettano immondizie dal loro spazio privato, insozzando il pubblico spazio, per poi invocare “pulizia! E “ ordine!”...&lt;br /&gt;Guardatelo il vostro ordine, e la vostra pulizia, ipocriti!&lt;br /&gt;Odio le vittorie, che non fanno crescere ma, al contrario, fanno male.&lt;br /&gt;Odio, non aver letto nei tuoi occhi e nei tuoi sguardi, il lampo del tradimento.&lt;br /&gt;Odio, essermi sbagliato.&lt;br /&gt;Odio la tv, quando osanna i potenti, fingendoli piccoli e stupidi, fingendosi contro, eleggendoli a “umani”...&lt;br /&gt;Odio, odio tutto ciò!&lt;br /&gt;Vorrei veder rispettare le regole, ma quelle stesse regole, chi le ha scritte?&lt;br /&gt;Ti odio,&lt;br /&gt;perché in questo marciume avrei voluto vederti qui,&lt;br /&gt;con me, prendere un calice di vino rosso fra le dita e berlo... in Amicizia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Odio, l'amicizia,&lt;br /&gt;perché sa tradire più di ogni altra cosa al mondo.&lt;br /&gt;Più di un Amore, più di un cane, più della tua squadra di calcio...&lt;br /&gt;e ti lascia solo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-4703093303649148226?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/4703093303649148226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=4703093303649148226' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4703093303649148226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/4703093303649148226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/11/odio.html' title='Odio...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1290131518228179872</id><published>2008-11-14T17:07:00.005+01:00</published><updated>2008-12-02T16:01:33.747+01:00</updated><title type='text'>21 Luglio, 2001... Genova.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A Genova c'ero.&lt;br /&gt;Ho visto la violenza assurda, istintiva e pianificata, ho visto ragazzi cantare, ballare, sulle ali di un sogno... un altro mondo è possibile! Li ho poi visti avviliti, impauriti, umiliati dalla mattanza. Distribuivo volantini, parlavo di Iraq, dove nessun altro mondo hanno reso più possibile. Ma i &lt;em&gt;robocop&lt;/em&gt; avanzavano, facevano paura, la gente scappava, bruciano gli occhi, la pelle, i sogni. E c'era un ragazzo che, come me, amava Manu Chao, ed era al suo concerto la sera prima di morire. Oggi, ancora una volta, la coscienza di questo paese ribadisce di non conoscere vergogna. Nè giustizia. Non ce ne era bisogno, lo sapevamo già.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1290131518228179872?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1290131518228179872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1290131518228179872' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1290131518228179872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1290131518228179872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/11/21-luglio-2001-genova.html' title='21 Luglio, 2001... Genova.'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-7453198271887003056</id><published>2008-11-12T09:06:00.006+01:00</published><updated>2008-11-24T12:11:38.650+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SRqOuKE3v1I/AAAAAAAAAE4/C2j-xHrUurk/s1600-h/copertina+libro002.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267679637793128274" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 154px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SRqOuKE3v1I/AAAAAAAAAE4/C2j-xHrUurk/s200/copertina+libro002.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mercoledì 19 Novembre, alle ore 17,30 presso l'ambasciata di Serbia in Italia, in via dei Monti Parioli, n. 20, Roma (zona p.le Belle Arti - v.le Bruno Buozzi) siete invitati alla presentazione del libro:&lt;br /&gt;"&lt;strong&gt;Un sorriso per ogni lacrima&lt;/strong&gt;", &lt;em&gt;voli a bassa quota in un dopoguerra jugoslavo&lt;/em&gt;, di Alessandro Di Meo (edito da ExOrma).&lt;br /&gt;Farà gli onori di casa l'ambasciatrice, gentilissima d.ssa Sanda Raskovic - Ivic.&lt;br /&gt;Durante l'incontro, al quale sono state invitate varie personalità, oltre alla presentazione del libro e delle attività che l'associazione "&lt;em&gt;Un Ponte per...&lt;/em&gt;" porta avanti da quasi un decennio nella ex Jugoslavia, in solidarietà con le vittime della guerra della Nato del 1999, verrà proiettato il dvd: "&lt;em&gt;... not kill refugees!&lt;/em&gt;" mentre l'attrice Carla Cassola, gentilmente resasi disponibile, leggerà alcuni brani tratti dal libro.&lt;br /&gt;Vi aspettiamo numerosi, per dare senso e forza a quelle voci che vogliono continuare a testimoniare la disgrazia e la situazione di vita attuale di tanta gente, profuga o sfollata di guerra, della quale nessuno sembra interessarsi più e il cui destino non compare, ancora una volta, fra le priorità delle diplomazie internazionali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-7453198271887003056?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/7453198271887003056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=7453198271887003056' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7453198271887003056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/7453198271887003056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/11/mercoled-19-novembre-alle-ore-1730.html' title=''/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SRqOuKE3v1I/AAAAAAAAAE4/C2j-xHrUurk/s72-c/copertina+libro002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-958298941833984628</id><published>2008-10-31T23:03:00.003+01:00</published><updated>2008-11-03T18:47:44.726+01:00</updated><title type='text'>Non farti cadere le braccia!</title><content type='html'>Quando ti dicono che la famiglia viene prima di tutto... e in una famiglia, se tuo figlio ha bisogno di libri per la scuola, tu fai sacrifici e glieli compri... e se tuo figlio sta male tu ti riempi di debiti pur di comprare le medicine giuste e curarlo...&lt;br /&gt;quando ti dicono che la famiglia viene prima di tutto ma, poi, lucrano sulla scuola, lucrano sulla sanità, ne fanno fonte di guadagno e profitto per privati senza scrupoli, che non hanno nessun dio al di fuori del denaro, beh... attento!, ti stanno fregando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ti raccontano che vogliono combattere gli sprechi, ma te lo racconta gente che ha l'autista che lo va a prendere sotto casa, la mattina... con la servitù che gli pulisce bagni e stanze, che gli va a fare la spesa, attento! ti stanno fregando ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ti dicono che stanno con gli studenti ma, poi, in parlamento, non votano contro l'acquisto di nuovi elicotteri da guerra ma, soltanto, vorrebbero che i soldi per acquistarli vadano a pesare su altri capitoli di spesa, beh... ecco, ti hanno fregato già!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ci si dimentica di un Presidente della Repubblica che andava dicendo... &lt;em&gt;Svuotiamo&lt;/em&gt; &lt;em&gt;gli arsenali di guerra, riempiamo i granai!&lt;/em&gt;... ma si da voce e visibilità, quando non addirittura credito, a uno che elargisce consigli su come picchiare e terrorizzare studenti e professori, siano giovani o meno giovani, facendo finta di non vedere l'ammissione di colpevolezza di un ex presidente, vergogna!, della nostra repubblichina, di essere stato mandante di omicidi... vogliono proprio fregarti la memoria... la memoria, così da poter ricominciare, laddove erano stati fermati, accompagnati fuori dalla storia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando senti forte, dentro te, la sensazione che è arrivato, o tornato, il momento di menare le mani... ma senti pure che c'è altro di più importante da fare, come lavorare a costruire il futuro... lotta forte, resisti alla facile tentazione... picchiare il fascista!... e lavora! Lotta e studia, lotta e ragiona, veramente pensa che c'è altro da fare. Lascia gli stolti a esercitare la violenza, tu... tu... a differenza di loro, pratica davvero l'antifascismo di oggi... costruisci il tuo futuro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E infine, quando tutte le mattine trovi il "tuo" giornale all'ingresso della metro, bello fresco di stampa, meravigliosamente gratuito, ben impaginato, intonso... mentre altri giornali, come "il manifesto" rischiano di chiudere e, prima o poi, chiuderanno davvero... forse, comincia a essere tardi per capire che, ormai, ti hanno fregato davvero. O, forse, è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa per salvare questo giornale, senza il quale tutti noi saremmo molto meno liberi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;sabato 8 novembre, dalle ore 21 presso l'associazione Fusolab, via Giorgio Pitacco 29, zona Prenestina-Villa Gordiani, serata a favore del quotidiano "il manifesto" con storie, emozioni e racconti tratti dal libro "Un sorriso per ogni lacrima", voli a bassa quota in un dopoguerra jugosavo, di Alesssandro Di Meo (Un Ponte per...). Interverrà Tommaso Di Francesco (il manifesto).&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-958298941833984628?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/958298941833984628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=958298941833984628' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/958298941833984628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/958298941833984628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/10/non-farti-cadere-le-braccia.html' title='Non farti cadere le braccia!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-3819412719884415607</id><published>2008-10-14T09:38:00.011+02:00</published><updated>2008-10-16T12:09:29.771+02:00</updated><title type='text'>Gaston Cup, buona (anche...) la seconda!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Si è svolta domenica, 12 Ottobre, la seconda edizione della prestigiosa "Gaston Cup", torneo di calci, calcetto e calcioni per bambini, ragazzi, donne e fannulloni. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SPRM6KOwrkI/AAAAAAAAAEg/8mSYR48CMpI/s1600-h/DSC05876.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256911227110600258" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SPRM6KOwrkI/AAAAAAAAAEg/8mSYR48CMpI/s200/DSC05876.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La foto che ritrae la coppa per la prima squadra classificata, a guardarla bene, nasconde uno dei reali motivi per cui il torneo viene organizzato... bere!&lt;br /&gt;La bottiglia seminascosta, infatti, contiene, anzi!... conteneva, grappa.&lt;br /&gt;Non è possibile mostrare tutto quello che abbiamo potuto bere, oltre la grappa e mangiarci, oltre i gol, il blog non sarebbe stato sufficiente.&lt;br /&gt;Ma mi è possibile mostrare, più in basso, la seconda foto ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera, tornato a casa, ho fatto una breve sosta sul campetto.&lt;br /&gt;C'era la luna che stava sorgendo, da dietro quella siepe che per poco non mi inghiottiva, per recuperare quell'oggetto tanto ambito quanto, a volte, irraggiungibile... il pallone! E c'era Cristiano, mio figlio, che palleggiava, abile e solitario, proprio col pallone recuperato, quello bello, quello della finale!&lt;br /&gt;Ho scattato questa foto, non è bellissima, al solito, io non sono un buon fotografo. Però...&lt;br /&gt;Però, c'era silenzio.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SPRNGzwiW-I/AAAAAAAAAEo/Dme3Rxtq83g/s1600-h/DSC05901.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256911444416551906" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SPRNGzwiW-I/AAAAAAAAAEo/Dme3Rxtq83g/s200/DSC05901.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Immerso dentro quel silenzio mi è parso di risentirvi e rivedervi tutti. E sono stato felice, più che se avessi vinto il torneo!&lt;br /&gt;Ho voluto scattare questa foto per provare a trasmetterla... la malinconia della gioia.&lt;br /&gt;Inutile dire che anche ieri, in quel silenzio, su quel campetto, testimone di tanta sana competizione e di tanto sano divertimento, a un tratto mi è parso di rivederlo... Si, proprio lui, il nostro amico Gastone.&lt;br /&gt;Grazie di cuore a tutti, per tutto.&lt;br /&gt;E anche, per quel qualcosa in più...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;vai al post di luglio 2008: "Nero compagno"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SPRNGzwiW-I/AAAAAAAAAEo/Dme3Rxtq83g/s1600-h/DSC05901.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-3819412719884415607?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/3819412719884415607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=3819412719884415607' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3819412719884415607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/3819412719884415607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/10/gaston-cup-buona-anche-la-seconda.html' title='Gaston Cup, buona (anche...) la seconda!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SPRM6KOwrkI/AAAAAAAAAEg/8mSYR48CMpI/s72-c/DSC05876.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1643400511720912960</id><published>2008-10-07T09:37:00.006+02:00</published><updated>2008-10-08T16:31:46.084+02:00</updated><title type='text'>A come Aferesi...</title><content type='html'>Il 2 Ottobre ho donato piastrine (e plasma...).&lt;br /&gt;Sono contento, perchè l'ultima volta non era andata bene. Ma nuovi macchinari, davvero portentosi, rendono tutto molto più semplice.&lt;br /&gt;Donare piastrine è importante, così come il sangue... ma per le piastrine, che durano solo pochi giorni, cinque al massimo, ci sono pochi donatori che possono donare due, tre volte l'anno in genere. Al centro trasfusionale "Cesare Del Monte" del Forlanini, sono molto gentili e disponibili. Ti fanno sentire a tuo agio, cercano di rilassarti, ti parlano. E si conoscono altri donatori. In questa occasione, parlando col mio dirimpettaio che donava plasma, abbiamo finito per parlare di politica e di razzismo.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Io non sono razzista, però...&lt;/em&gt;" ha esordito lui.&lt;br /&gt;Al solito, come accade spesso parlando di queste cose, tutta una idea, fascista e razzista, si manifesta solo successivamente, quasi che quell'esordio, " &lt;em&gt;Io non sono razzista...&lt;/em&gt;" serva come password per certe tematiche... tutta una idea, racchiusa in quel "&lt;em&gt;però...&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Però, però, però...&lt;br /&gt;La mia pressione si è alzata all'istante, ne ha tratto giovamento la mia donazione. Inutile raccontare altro. Ci fosse stato Cesare, qualcosa avrebbe avuto da ridire anche lui su quel però, così come su tutti i però che stanno avvelenando da anni la nostra tanto bella società.&lt;br /&gt;Pacatamente, civilmente ma in modo fermo, deciso, Cesare avrebbe avuto da ridire. Senza tentennamenti, soprattutto... senza se e senza ma!&lt;br /&gt;Non conoscete Cesare? Non avete avuto la fortuna di conoscerlo? Io si.&lt;br /&gt;Cesare Del Monte lavorava in questo centro trasfusionale, che ora gli hanno dedicato. Cesare Del Monte, ve lo presento io... una persona davvero speciale.&lt;br /&gt;Un abbraccio, ovunque tu sia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-1643400511720912960?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/1643400511720912960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=1643400511720912960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1643400511720912960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/1643400511720912960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/10/come-aferesi.html' title='A come Aferesi...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-2240510915667223476</id><published>2008-09-30T23:06:00.006+02:00</published><updated>2008-10-01T09:18:57.537+02:00</updated><title type='text'>Promesse, da mantenere...</title><content type='html'>Una promessa, andata a vuoto. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SOMi-avqPHI/AAAAAAAAAEY/JoC0FQM0Ltc/s1600-h/Beba+fontana.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252080046170586226" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SOMi-avqPHI/AAAAAAAAAEY/JoC0FQM0Ltc/s200/Beba+fontana.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Domani ci rivedremo!&lt;/em&gt;", bugia...&lt;br /&gt;Ti arrabbi, resti delusa,&lt;br /&gt;tanto fa la gelosia.&lt;br /&gt;Ma la ragione è dalla tua,&lt;br /&gt;ed io ritorno, arrabbiato con me.&lt;br /&gt;Come lasciarti senza il saluto,&lt;br /&gt;senza un bacio, l'ultimo,&lt;br /&gt;prima dell'assenza?&lt;br /&gt;No, la rabbia è con me.&lt;br /&gt;Ennesima sconfitta del mio vivere,&lt;br /&gt;un quotidiano che tutto rimanda,&lt;br /&gt;che tutto riduce, che tutto azzera.&lt;br /&gt;Poi, un'alchimia di parole, scritte di getto.&lt;br /&gt;L'attesa, un giorno, due, troppi.&lt;br /&gt;Ma ecco... la tua voce lungo un filo!&lt;br /&gt;Tutto torna come prima, bambina mia,&lt;br /&gt;mia ma di altri!, abbracci, di altri!, sorrisi,&lt;br /&gt;andati perduti, nell'ingiustizia del tempo.&lt;br /&gt;Provo a prenderne il posto, non è facile.&lt;br /&gt;Ma io ci sono, voglio dirtelo, ci sono e ci sarò.&lt;br /&gt;Un sorriso, ancora una volta, ci lega, da lontano.&lt;br /&gt;Un sorriso, ancora una volta...&lt;br /&gt;e i tuoi occhi, li immagino così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-2240510915667223476?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/2240510915667223476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=2240510915667223476' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2240510915667223476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/2240510915667223476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/09/promesse-da-mantenere.html' title='Promesse, da mantenere...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SOMi-avqPHI/AAAAAAAAAEY/JoC0FQM0Ltc/s72-c/Beba+fontana.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-8414022829733411640</id><published>2008-09-24T11:48:00.012+02:00</published><updated>2008-09-30T10:12:03.344+02:00</updated><title type='text'>Fantastiche... scommesse!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nel centro di accoglienza di Mataruška Banja, ex complesso alberghiero del centro termale, adibito a rifugio per profughi e sfollati delle varie guerre degli anni ’90, Rosa Lazić ci accoglie venendoci incontro nella piazzetta centrale con la fontana.&lt;br /&gt;Ci fa entrare nel suo alloggio, un ex bagno di tre metri per quattro dove, ci dice, vive da poco tempo. Prima stava coi genitori nella stanza a fianco, stesse dimensioni. Ora questa si è liberata e lei ha potuto starci, per questo ultimo periodo. Ha dovuto coprire alla meglio le tubazioni, che non portano più acqua ma, comunque, tanta umidità. Ma le mattonelle alle pareti, quelle le ha lasciate.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Non ce la facevo, troppo lavoro!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Quando entriamo, c’è anche la sua anziana mamma, 84 anni, seduta sul letto. Il padre, di qualche anno più giovane, non c'è. Rosa, lentamente e dolcemente, la accompagna fuori, nella sua stanza. Quando torna, ci racconta dell’operazione agli occhi subita dalla madre, pochi mesi fa, operazione dalla quale non si è più ripresa. Oggi, la mamma non vede più.&lt;br /&gt;Piange Rosa, discreta e silenziosa, mentre ci prepara il caffè, che berremo insieme. Ci versa del succo d’arancia e ci offre anche un liquore alle visciole fatto da lei.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Parli bene l’italiano, Rosa! Dove hai imparato?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Sono stata cinque anni a Trieste. Bella, Trieste...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Trieste, in lingua serba, si dice Trst, senza vocali. Così, diventa un suono che evoca tristezza...&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Quando c’è stata la guerra, ho lasciato tutto e sono venuta qui perché i miei genitori erano fuggiti dal Kosovo, senza più niente. Ho pensato... “Adesso vado, gli do una mano a sistemarsi...”, erano anziani e anche molto provati dalla fuga e dal dramma vissuto, “... e fra una decina di giorni torno.”. Sono passati dieci anni...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Prende delle foto, Rosa, che ci mostra volentieri.&lt;br /&gt;Immagini da un’altra vita rimescolano ricordi, la tristezza ci prende il cuore. Una vita serena, fatta anche di prospettive e orizzonti da raggiungere, magari piccoli, discreti e umani, ma necessari all’esistenza, tutto sconvolto da eventi più grandi di noi. E incomprensibili. E ingiusti. E lontani.&lt;br /&gt;La rabbia sfuma nella rassegnazione. Rosa era l’unica a non avere figli. I due fratelli avevano famiglia e vivevano in Istria e in Slovenia, mentre la sorella fuggiva anche lei, con la sua, di famiglia, dal Kosovo. Alla fine è Rosa a doversi occupare dei genitori, anziani e &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SOHaNphpL_I/AAAAAAAAAD4/HF1aJUGHjb8/s1600-h/DSCN1091.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251718568510828530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SOHaNphpL_I/AAAAAAAAAD4/HF1aJUGHjb8/s200/DSCN1091.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;malati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;div align="justify"&gt;Trieste è lontana, ormai, così come l’idea e, forse, la voglia di ritornarci.&lt;br /&gt;Rosa ricama a mano, fa dei lavori molto belli. Ma anche i suoi, di occhi, sembrano non farcela più.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Il dottore dice che non devo più lavorare, ma io aspetterò qualche giorno, mi riposerò e poi ricomincerò!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Fra due mesi, ci dice Rosa, anche gli ultimi 150 fra sfollati e profughi del centro dovrebbero essere sistemati altrove. Il centro è stato acquistato da privati per essere riportato alla sua funzione originale. Così, nel frattempo, hanno costruito delle case, piccole, 40 metri quadrati ciascuna, a Beranovac, vicino Ratina, comprensorio di Kraljevo.&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Le hanno fatte i tedeschi, con la cooperazione. In altre zone ci sono quelle fatte dagli italiani e sono migliori.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Altre case, più grandi, sono state costruite grazie ai fondi messi a disposizione da un giocatore di basket serbo, che gioca nella NBA americana. A quelle si accede tramite domanda, con graduatoria successiva a stabilire chi ne ha più diritto, e si dovranno pagare circa diecimila euro per diventarne, alla fine, proprietari definitivi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per queste dove dovrebbe andare Rosa, le famiglie pagherebbero solo un contributo mensile per acqua, elettricità e spese fisse. L’acqua...&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Se penso che avrò l’acqua in casa e un bagno tutto per me, non vedo l’ora di andare!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non c’è acqua, infatti, in questo centro. Per averla, Rosa e gli altri devono uscire, andare a prenderla con secchi e bottiglie. E d’inverno, è dura.&lt;br /&gt;Ma Rosa ha resistito. E resiste ancora. Da dieci anni. Quegli anni, che dovevano essere solo giorni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo una breve sosta al monastero di Žiča, torniamo.&lt;br /&gt;La storia di Rosa ci rimane dentro, anche nel silenzio che circonda, fra i boschi di questa vallata che attraversiamo.&lt;br /&gt;Abbiamo lasciato i ragazzi a casa di Ceca e Sonja Rakić e li troviamo che giocano a pallone, tutti insieme. Ci sono anche Saša e Andjela, Petko e Dejan, mischiati ai nostri figli. Snežana, la mamma di Ceca e Sonja, ma pure di Petko e Dejan, è felice di aver ospitato i nostri figli, anche se per poche ore, nella sua casa. Ci offre anche lei del liquore, uno alle visciole e uno alle noci, ma un altro caffè proprio non ce la facciamo a prenderlo.&lt;br /&gt;L’atmosfera è bella, cordiale, si respirano gentilezza e amicizia.&lt;br /&gt;A volte penso che molti di noi hanno più amici qui che in Italia.&lt;br /&gt;E infatti, dobbiamo andare, perché alle cinque inizia la festa di Marko. Siamo venuti per lui, per i suoi 18 anni e allora andiamo.&lt;br /&gt;C’è già molta gente. Novka, Marko, Milan e il piccolo Miloš ci accolgono, vestiti a festa, all’ingresso del giardino di casa, per darci il benvenuto ufficiale. Siamo vestiti un po’ a caso, poi abbiamo anche giocato con i ragazzi, prima. Ma non fa niente, Novka è felice. C’è commozione in quell’abbraccio. Veloci, passano negli occhi sei anni di vita, drammi e gioie, paure e speranze, partenze e ritorni. Ma ora, la musica risuona alta nel tendone preparato nel giardino che ripara dalla pioggerella leggera e che ospiterà gli invitati per due giorni di seguito. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SOHe7jKUUjI/AAAAAAAAAEQ/m1V2n-R1C80/s1600-h/DSC05831.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251723755122872882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SOHe7jKUUjI/AAAAAAAAAEQ/m1V2n-R1C80/s200/DSC05831.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si mangia, si beve, si balla. Fa un certo effetto vedere i nostri figli ballare con piacere e in perfetta sintonia di tempi e passi, il kolo.&lt;br /&gt;Ma è così, ormai, e questo da brividi di felicità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E rilassa il volto e l’animo. Auguri ancora, Marko.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche in questo viaggio abbiamo portato cose.&lt;br /&gt;Quattro computer, di cui uno nuovo regalato a Dragana, l’ultima arrivata nel gruppo ospitalità, proprio dalla famiglia che l’ha ospitata in estate.&lt;br /&gt;Dragana, che è pure sostenuta a distanza da anni, vive a Vrnjačka Banja, altro centro termale, con la mamma Jelena.&lt;br /&gt;Abbiamo poi consegnato gli altri. Sono computer usati ma risistemati molto bene da nostri amici prima della partenza. Verranno utilizzati al meglio perché questi nostri ragazzi stanno crescendo, ormai.&lt;br /&gt;Ieri, venerdì, siamo andati a trovarne molti, anche dividendoci fra noi.&lt;br /&gt;Resta un po’ di amarezza in chi non è riuscito a vederli proprio tutti, o a salutarne di nuovo qualcuno. E, magari, per non aver realizzato tutto ciò che ci si era prefissi alla partenza. Un’amarezza che ti porti dietro, nel viaggio di ritorno verso l’Italia. Un’amarezza che, alla fine, però, sfocia in altre idee, proprio come un fiume quando incontra il mare...&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Perché non cerchiamo un posto dove poter trascorrere insieme l’ultimo dell’anno? Sarebbe fantastico stare insieme quei giorni!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E allora... scommettiamo che, fantastico, lo sarà davvero?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-8414022829733411640?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/8414022829733411640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=8414022829733411640' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8414022829733411640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/8414022829733411640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/09/fantastiche-scommesse.html' title='Fantastiche... scommesse!'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SOHaNphpL_I/AAAAAAAAAD4/HF1aJUGHjb8/s72-c/DSCN1091.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-9078955383520184949</id><published>2008-09-22T17:12:00.004+02:00</published><updated>2008-09-22T17:21:00.540+02:00</updated><title type='text'>Arrivederci!, Marko...</title><content type='html'>Ci sono stati degli "&lt;em&gt;Arrivederci!&lt;/em&gt;" che non hanno avuto senso, nella mia vita.&lt;br /&gt;L'Arrivederci dato a Marko quando è tornato a casa, anni fa, è stato uno dei saluti che, invece, un senso alla mia vita glielo hanno dato.&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Arrivederci, Marko!&lt;/em&gt;", oggi vale qualcosa. Una vita, forse.&lt;br /&gt;La vita...&lt;br /&gt;Vista e immaginanta da lassù, da un aereo in volo che ti riporta a casa, la tua, casa... può sembrare poco. Un granello di sabbia, su una spiaggia dorata.&lt;br /&gt;Ma allora, se la spiaggia è dorata, anche quel granello lo sarà. D'oro.&lt;br /&gt;Arrivederci, Marko...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-9078955383520184949?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/9078955383520184949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=9078955383520184949' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/9078955383520184949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/9078955383520184949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/09/arrivederci-marko.html' title='Arrivederci!, Marko...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-276462561604513974</id><published>2008-09-17T10:45:00.006+02:00</published><updated>2008-09-17T10:54:13.939+02:00</updated><title type='text'>Sabato 20 Settembre, 2008...</title><content type='html'>Parto. Domani sera sarò a Kraljevo. Ci sarà la mia famiglia, ci saranno degli amici. Questa è la settimana in cui l'artista della vita diventa maggiorenne. Chi è l'artista della vita?&lt;br /&gt;Eccolo, ve lo presento...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SNDEeL4jytI/AAAAAAAAACw/rpsDsgLW43g/s1600-h/artista+2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246909588751764178" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SNDEeL4jytI/AAAAAAAAACw/rpsDsgLW43g/s200/artista+2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"&lt;em&gt;Oggi ho ricevuto uno dei più bei regali della vita.&lt;br /&gt;E’ un tavolino. In serbo si dice... “Sto”.&lt;br /&gt;Come al gioco delle carte, “sette e mezzo”... quando credi di avere le carte giuste, allora dici proprio... Sto!&lt;br /&gt;E’ molto bello, quel tavolino. Piccolo e semplice, da caffé, da the, da drink. O da rakija...&lt;br /&gt;Chi lo ha costruito è un artista. Questa, è la sua prima, vera opera. Questo artista è Serbo. E’ un artista della vita. Lui, la vita, la prende in giro.&lt;br /&gt;Perché la vita lo voleva fregare, a un certo punto. Un punto che era stato fissato davvero troppo, troppo presto.&lt;br /&gt;Si era inventata, la vita, una di quelle malattie gravi, del sangue. Pensate... Anemia Aplastica.&lt;br /&gt;A pronunciarlo, questo nome, nemmeno sembra quello di una malattia. Un gruppo musicale, forse...&lt;br /&gt;La vita lo ha costretto ad anni di ospedale, con momenti nei quali tutto pareva finito e senza speranze, momenti nei quali ti arrendi e dici... va bene, hai vinto tu, te la rendo indietro, la tua vita. Momenti nei quali tutti sembrano arrendersi. Tutti, anche i medici. Ma lui, no. Lui non si era arreso. E non si arrese.&lt;br /&gt;Lottò, momento dopo momento, ora dopo ora, giorno dopo giorno, fino a quel!, giorno. Fino al giorno del trapianto.&lt;br /&gt;Di midollo osseo.&lt;br /&gt;Adesso, dopo anni di lotta, l’artista della vita ha festeggiato la sua vittoria costruendo la prima opera da solo. Un tavolino.&lt;br /&gt;In serbo si dice... Sto. E me lo ha regalato. Una sorpresa...&lt;br /&gt;Mi ha bendato, mi ha guidato, me lo ha fatto toccare, carezzare, indovinare. E poi mi ha detto... “E’ per te, Ale!”&lt;br /&gt;Nel vedere la foto che ci hanno scattato e che ci immortalava insieme, accanto alla sua prima opera, mi sono sentito un poco artista anche io. Perché la vera arte stava tutta, ma proprio tutta, in quella foto. Una foto che prende in giro la vita.&lt;br /&gt;Proprio come sa fare benissimo un’orchestra per matrimoni e funerali, una di quelle che puoi ascoltare in Serbia. Loro, lo sanno fare bene... prendere in giro la vita... e la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi ho ricevuto uno dei più bei regali della vita.&lt;br /&gt;Era un tavolino. In serbo si dice... Sto.&lt;br /&gt;E io, adesso, come fosse al gioco delle carte, posso proprio dirlo... “Sto!”&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(brano tratto dal libro: "&lt;em&gt;Un sorriso per ogni lacrima&lt;/em&gt;" di Alessandro Di Meo)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6366800276374353136-276462561604513974?l=unsorrisoperognilacrima.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/feeds/276462561604513974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6366800276374353136&amp;postID=276462561604513974' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/276462561604513974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6366800276374353136/posts/default/276462561604513974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unsorrisoperognilacrima.blogspot.com/2008/09/sabato-20-settembre-2008.html' title='Sabato 20 Settembre, 2008...'/><author><name>Alessandro Di Meo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16183001638823770254</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='25' src='http://bp1.blogger.com/_iEl65wSlVGM/SJF_UvxIO9I/AAAAAAAAAAM/AlVeunn41Lk/S220/copertina_libro_dimeo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SNDEeL4jytI/AAAAAAAAACw/rpsDsgLW43g/s72-c/artista+2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6366800276374353136.post-1237473844693695908</id><published>2008-09-13T23:38:00.014+02:00</published><updated>2008-09-15T15:18:59.858+02:00</updated><title type='text'>Riflessioni... in vacanza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Partiamo alle 9 da Civitavecchia.&lt;br /&gt;Stavolta siamo in orario, che strano. A casa la fretta l’aveva fatta, al solito, da padrona. E alla fine, comunque, qualcosa la dimentichi sempre. Gli occhiali da sole, il binocolo, le carte da gioco, la carta stradale... Va bene, sono anni che andiamo in Sardegna, quella sta lì, non cambia, ma la cartina da sicurezza! E di questi tempi non si parla d’altro. Ci sono i cosiddetti tom-tom, che non so neppure come si scrive, i navigatori satellitari che ti dicono dove svoltare, quando andare, quando ti dovrai fermare, ma la cartina, la cartina... da un senso di libertà.&lt;br /&gt;Poi, c’è chi si dimentica sempre, causa la fretta, di dar da mangiare al gatto, se ce l’ha. Io no, non posso, ne ho dieci e proprio non potrei dimenticarmi, perché quando esci di casa con le valigie, loro ti assalgono, te li trovi tutti intorno che saltano su borse e borsoni, rischi pure di portartene qualcuno via, se non gli dai ciò che gli spetta. Due anni fa, nella fretta della partenza, paura fondata di perdere il traghetto, entrai nella mia vecchia auto a chiudere un finestrino che rimaneva sempre aperto. I gatti entravano e ne facevano dei comodi salotti per le loro notti e non potevo lasciarglielo fare per tutto il tempo della vacanza. Così, velocemente chiusi tutto e non mi accorsi che, evidentemente, qualcuno di loro era dentro e, sotto il sedile, se ne stava a dormire beato.&lt;br /&gt;Quando tornai, ne trovai due chiusi in macchina, rimasti così per dieci giorni, sotto il sole del pomeriggio, che la mattina la macchina era riparata all’ombra... Erano sopravvissuti!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appena liberati i due, un maschio e una femmina, corsero alle ciotole del cibo che annusarono soltanto, per poi dirigersi piano alle ciotole dell’acqua e, lentamente, dissetarsi ma facendo attenzione a farlo piano. La mia vecchia auto versava in condizioni catastrofiche e, per ripulirla, la dovetti svuotare completamente. Ma ci vollero giorni e giorni, profumi e deodoranti vari, per poterla rendere ancora utilizzabile. In compenso, almeno dentro, sembrava nuova. I due gatti non si frequentarono per mesi e non si accoppiarono mai, fra loro. La convivenza forzata è pericolosa, a volte.&lt;br /&gt;Noi siamo abbastanza affiatati e sulla nave, poco affollata, troviamo il nostro giusto spazio. Provo a dormire ma una fastidiosa trasmissione di un altrettanto fastidioso canale televisivo che continua imperterrito a condizionare tutto il condizionabile, nonostante siano anni che dovrebbe smettere di trasmettere o, quantomeno, dovrebbe andare a farlo da qualche altra parte dell’universo, mi impedisce di farlo. Rilassarmi.&lt;br /&gt;Si parla di contenziosi giudiziari, una massaggiatrice russa non si limita a massaggiare un anziano signore ed esce con lui... lui ci prova ma non riesce a fare nulla... va in depressione e la moglie, un’anziana signora, risentita chiede un euro di risarcimento... Evidentemente, anche per lei l’uomo non deve valere granché.&lt;br /&gt;Alla fine, fra un giudice che fa finta di giudicare, il pubblico che interviene, la pubblicità e il resto, mi perdo il finale e me ne vado fuori a godermi lo spettacolo del mare, fuggendo da quella melma di luoghi comuni e idiozie che ritrovi tutti i giorni davanti ai tuoi occhi, nella vita reale. Il problema Giustizia trasfigurato e umiliato dalla banalizzazione che ne viene fatta per gli Stolti (uso il maiuscolo perché non sanno di esserlo, appartenendo al popolo dei Semplici) mentre quella vera è roba di cui poco si parla, e in maniera anche piuttosto contorta, nei telegiornali, giornali radio, approfondimenti vari.&lt;br /&gt;Vorrei protestare, provare a far spegnere le tv o che, almeno, si metta dell’altro.&lt;br /&gt;Ma questo è un traghetto privato e nel privato fai un po’ come ti pare. Infatti, tutti i televisori sono sintonizzati allo stesso modo, sarà questione anche di sponsor, di pubblicità, di commercio. Mica siamo su un traghetto per andare su un’isola, no! Siamo sempre quelli da spremere, in qualunque occasione, mai lasciarci in pace, sempre a disposizione per essere condizionati e sfruttati e manipolati dalla pubblicità, l’anima del commercio. Delle anime... “De-mo-crazia!”, canterebbe Gaber...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul mio giornale leggo che un gruppo di indipendentisti sardi ha proclamato la repubblica di Malu Entu, sull’isola di Mal di Ventre,&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4gViGWGII/AAAAAAAAABw/pVAQ-EIqYVY/s1600-h/DSC05186.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246166170235967618" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4gViGWGII/AAAAAAAAABw/pVAQ-EIqYVY/s200/DSC05186.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; di fronte alla penisola, bellissima, del Sinis, provincia di Oristano. Hanno chiesto il riconoscimento all’Onu. Non credo glielo concederanno, mica sono il Kosovo!&lt;br /&gt;Vorrei andare laggiù a solidarizzare, non so perché ma mi stanno simpatici. Solo che La Maddalena ci aspetta. E Maddalena, mia figlia, scalpita per arrivarci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla nave, in pochi giocano a carte.&lt;br /&gt;Cuffiette filiformi attaccate alle orecchie, pc portatili accesi per film e musica o per l’immancabile lavoro da portarsi dietro. Ma di mazzi di carte, davvero pochi.&lt;br /&gt;Ci son quelli dei miei figli che, stavolta, disdegnano i video giochi. Ma è solo un’illusione, lo so, forse, semplicemente, gli piacciono poco. Ma mi piace far finta che sia semplice predilezione per la briscola o il Machiavelli.&lt;br /&gt;In sottofondo, un telegiornale da i soliti numeri dei morti sulle autostrade, vittime degli esodi. Secondo me, sono sempre gli stessi dati, da anni. “&lt;em&gt;L’estate calda, erano decenni che&lt;/em&gt;...", e poi... "&lt;em&gt;Siccità al sud, nubifragi al nord, ingenti danni alle coltivazioni&lt;/em&gt;...”. Che la natura, però, si sta ribellando davvero. Ma a rimetterci sono sempre quelli che hanno meno, gli sfigati del pianeta. Gli uragani colpiscono le povere genti del centro America, mica i ricchi centri delle ricche città. Al limite, gli sbandati di qualche periferia...&lt;br /&gt;Forse, perché la terra li sente più vicini a se e li rimescola meglio. Per quelli che stanno su, ci vorrà la stagione adatta. Ma se li rimescolerà pure a loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puntuali, arrivano le notizie su violenze, la sicurezza, le norme sul rimpatrio degli indesiderati che commettono crimini. E i nostri, di criminali?&lt;br /&gt;Quale sarà la loro patria dove rispedirli? I nostri assassini, tutti italiani, cento per cento doc!!! Per questi non c’è emergenza, non c’è il corteo di Forza Nuova, nemmeno fiaccolate. Forse, le vittime sono meno nobili. O meno strumentalizzabili.&lt;br /&gt;Un Tir ha ammazzato una famiglia, l’autista è sotto choc... I Tir ci devono essere, se tu hai una utilitaria soccombi. E poi, il vero problema non è avere strade più sicure ma più sicurezza sulle strade! Cioè, tradotto, siccome il vero problema è la guida in stato di ubriachezza, non ci si preoccupa della velocità ma del fatto che chi va forte lo fa ubriaco! Allora, ecco a voi più polizia. E controlli e controlli e ricontrolli, su chi ha bevuto, su chi ha sniffato, su chi ha fumato. Quanta retorica. E ipocrisia.&lt;br /&gt;Mio padre, quando la domenica sera tornavamo dalla campagna, spesso era in stato, diciamo, di allegria depressiva diffusa. Ma la sua seicento la riportava sempre a casa, con noi dentro, illesi. Perché la sua seicento andava a sessanta all’ora, con picchi massimi di ottanta. Così, se la cavava sempre. Avesse avuto una delle utilitarie cosiddette, di oggi, si sarebbe sfracellato, e noi con lui. E avrebbe sfracellato anche qualcun altro. Ma oggi si va così. Forte. Sempre di più. Per avere la sensazione, a parità di vita vissuta, di aver vissuto di più. Sarà.&lt;br /&gt;Intanto, la sera, arrivati nell’isola, passeggiamo tranquilli e poi andiamo a letto. Siamo stanchi. Stasera vivremo di meno, ma le batterie vanno ricaricate. E nel modo più antico. E naturale. Dormendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se qualcosa, da casa, te lo sei portato, immancabilmente c’è bisogno di fare la spesa il primo giorno. Così, passi per il bancomat pensando di farla franca. E, invece, già a prima mattina ti ritrovi davanti l’amante dello sportello bancomat che, davanti a te, davanti agli altri in fila da mezz’ora, senza un minimo di pudore, porta a termine un vero e proprio rapporto sessuale con l’ignaro e poco consapevole sportello.&lt;br /&gt;Infila la sua carta, ne estrae soldi ma, non appagato, infila ancora e digita, e chiede, e toglie scontrini, e annulla, e conferma, e ridigita, numeri in gran segreto, coprendo con tutto il suo corpo quell’amplesso misterioso e sensuale. Finalmente se ne va, passando furtivamente una mano sui tasti, ultima, rassegnata, malinconica carezza del giorno.&lt;br /&gt;Ci si potrebbe risolvere il problema prostituzione. Niente più ragazze in strada, niente più sfruttamenti, niente file di auto lungo le strade. Se viene in mente a qualche leghista è fatta. Sportello doppia funzione, una per pagare, l’altra per servizi vari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendo i miei soldi e me ne entro nel supermercato dove tutto quello che vorrei è una saponetta. Ma sugli scaffali puoi solo assistere alle sfilate di miss flacone! Tutti i gusti, tutti i colori ma di saponette, niente! Alla faccia dell’emergenza rifiuti, del riciclaggio delle materie! Una saponetta che si consuma da sola, ormai è ritenuta poco igienica. E in nome dell’igiene, si producono tonnellate di plastica inutile e difficilmente riciclabile. Alla fine una la trovo, sola soletta, sembra quasi dimenticata, lasciata lì da anni e, in effetti, un po’ di polvere sulla scatola c’è.&lt;br /&gt;Vorrei anche una mozzarella ma, anche stavolta, non puoi ottenerla senza che il dio igiene dica la sua. Così, per pochi etti di prezioso bocconcino bianco, sei costretto a portarti via almeno un chilo di plastica. Ci rinuncio. Sono in Sardegna, opto per il pecorino.&lt;br /&gt;Nei giorni successivi, la saponetta si andrà consumando assumendo sempre più la forma del fossile lasciato dagli inquilini precedenti. Deve essere della stessa marca, credo sarà inutile cercarne altri tipi in tutta l’isola.&lt;br /&gt;Scoperta fantastica… lasciando scorrere l‘acqua fredda dal rubinetto, dopo un po’ diventa calda. Lasciando scorrere l’acqua calda, dopo un po’ diventa fredda! Magie di un’isola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri, in un bar ho consumato un latte macchiato freddo pessimo. Il latte era tiepido e a lunga conservazione. Il bar, a dire il vero sembrava… di sinistra, perciò c’ero entrato. Stamattina ho cambiato. Finalmente mi hanno servito del latte fresco e a temperatura frigo. E’ un mio vizio, la mattina mi piace il latte freddo, macchiato. Ma il latte deve essere preso dal frigo e non dalla bottiglia che sta vicino alla macchina del caffè da mezz’ora. Quello, ormai, è tiepido. Sono contento, questo bar mi rivedrà. Solo che, uscendo, vedo su un banco nel retro la bandiera “Berlusconi for president”!&lt;br /&gt;Credo che domani farò colazione a casa…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il programma, anche oggi, latita. Io voterò per un pranzetto in un tipico ristorante. Controllerò prima la bandiera, ammetterò solo quella sarda.&lt;br /&gt;Difficilmente verrò accontentato e resterò solo, con la mia minoranza. Al solito.&lt;br /&gt;Domenica ci sarà la prima di campionato e la mia squadra giocherà proprio a Cagliari. Dovrei rintracciare il sardo che, anni fa, dopo avermi rifilato del buon formaggio a un prezzo cattivo, mi mostrò il suo aquilotto. Unico sardo dell’isola, disse con orgoglio, a fare il tifo per la mia squadra. Non mi fece sconti postumi, ma mi regalò un salame piccante molto buono. Certo, lui mi porterebbe in un settore diverso da quello riservato agli ospiti, dove potrei godermi meglio lo spettacolo, senza confondere la mia fede calcistica con atteggiamenti violenti di inaccettabili ideologie che stanno infangando sempre più questa sana passione. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4n7gmCkfI/AAAAAAAAACA/-z2z4I1Cvu0/s1600-h/DSC05519.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246174519248458226" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4n7gmCkfI/AAAAAAAAACA/-z2z4I1Cvu0/s200/DSC05519.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ma per domenica avremo la gita in barca, fra le meraviglie nascoste di questo arcipelago. Speriamo serva a far decollare questa vacanza, ancora al palo. A prescindere dai risultati di campionato…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlo con degli amici che ci sono venuti a far visita insieme al loro cane, di come la verità venga intesa soggettivamente. Così, non si distingue più, negli avvenimenti storici contemporanei e non, tra le reali motivazioni che determinano certi eventi e i coinvolgimenti personali, usando questi ultimi non come deterrente generale, ad esempio, contro le guerre, ma come giustificazione delle stesse. Così, se hai avuto delle perdite in famiglia a causa della guerra, il fatto che il “tuo nemico” sia quello aggredito al quale, comunque, sono state inflitte perdite umane pesanti, non ti toglierà dalla mente che “quelli” sono i cattivi, e tu stai fra i buoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passeggiando per le strade del paese noto cartelli di protesta contro alcuni sfratti forzati ai danni di cittadini residenti nella famigerata zona rossa del prossimo G8, che si svolgerà proprio qui, a La Maddalena, forse per compensare il fatto che gli americani se ne sono andati dall’isola di Santo Stefano, proprio qui di fronte.&lt;br /&gt;Nei cartelli si sostiene che il G8 porterà sicuramente vantaggi per l’isola, solo che gli scriventi non vogliono subire questo tipo di penalizzazioni. Insomma, vogliono i vantaggi, ma non i disagi. Un po’ come nella costruzione delle terze corsie, quando i cartelli ti dicono che si sta lavorando per te, quasi a renderti meno asfissiante quella fila in cui ti sei ritrovato e dalla quale non uscirai prima di un paio di ore, come minimo… Tranquillo, sembrano volerti dire, non appena avremo finito non farai più queste file e potrai andare veloce, magari a sfracellarti da qualche parte, come vuoi, con chi vuoi, contro chi non vorrebbe… Aspettate, cari cittadini sfrattati a tempo de La Maddalena! Soffrite un pochino, in silenzio, e anche per voi, fra un po’, prepareranno questa sorta di terza corsia sulla quale potrete, tranquillamente e allegramente, andare a sfracellarvi. Nel nome del G8.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando a casa, accendo la radio in macchina.&lt;br /&gt;Siamo senza TV e può succedere, almeno i primi giorni, di andare in astinenza da notizie.&lt;br /&gt;Mi sintonizzo sulla Rai, si parla di Afghanistan, c’è un generale intervistato che sta parlando. Usa espressioni come “Verminaio di talebani”, senza che il conduttore senta l’esigenza di specificare se si tratti, appunto, di vermi, di scarafaggi, di topi, rettili (con tutto il rispetto) o per caso non si tratti di uomini.&lt;br /&gt;Il generale va avanti sostenendo che, in quel verminaio, non si può certo distinguere, durante le azioni militari intraprese che, bontà sua, si guarda bene dal definire “di sostegno alla popolazione civile”, fra civili e non. E fra adulti e non. E fra giovani e non. E fra donne e non. Tutto, a giustificare la strage di decine di donne e bambini avvenuta pochi giorni fa a causa di un attacco delle milizie Nato.&lt;br /&gt;Ho spento. Con rabbia. Sono riuscito a rovinarmi anche questa serata.&lt;br /&gt;Vorrei tanto trascinare in quel “verminaio” la famiglia di questo generale, se davvero ne ha una… e poi vedere se la sua fede incrollabile nella guerra presenterà le sue piccole crepe, oppure no. Certo, sarebbe tardiva fessura, oltre che opportunistica. Ma almeno, farebbe sorgere il dubbio. Come in quei due militari italiani, piloti di elicotteri, che si sono rifiutati di bombardare un villaggio nel dubbio, fondato, ci fossero civili. Due eroi…&lt;br /&gt;Sono stati rimpatriati, forse verranno processati, forse congedati. Problemi psichici, hanno detto. Gli unici due normali, rimpatriati per problemi psichici.&lt;br /&gt;Chissà se il nostro generale racconterà mai la verità ai suoi figli, sempre che ne abbia davvero… Se sarà mai in grado di usare quelle due semplici parole, uniche e facili, per definire le sue azioni militari e il suo operato, che gli varranno, sulla bella divisa, qualche medaglia in più, consegnata dall’intero arco istituzionale, all’unanimità!&lt;br /&gt;Due parole semplici, uniche e facili… Eccidi e assassini.&lt;br /&gt;Eccidi, prodotti attraverso stragi legalizzate dall’arroganza e dalla prepotenza di un invasore. E assassini. Coloro che, come lui, confondono obiettivi militari con civili. Donne, bambini, uomini, anziani, vecchi e non.&lt;br /&gt;Mi fermo. Mio figlio ha vomitato. Ieri abbiamo mangiato malissimo in un ristorantino davvero poco tipico, per nulla caratteristico. Lui ci ha bevuto su del the freddo, mentre un’influenza intestinale che pare stia girando da queste parti ha fatto il resto. E ha vomitato. Degna conclusione per queste mie poche, inutili, righe. Ma anche degna risposta, mettiamola così, in faccia a quel generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo davvero un popolo civile.&lt;br /&gt;Ho scoperto che si vendono a soli tre euro, dei fantastici posacenere da spiaggia. Che popolo civile. E di commercianti.&lt;br /&gt;A dire il vero, l’idea era venuta già a mia moglie che, riciclando piccoli contenitori in plastica, li usava per le cicche delle sigarette. Ma c’è il problema dello smaltimento dei flaconi in plastica che, a dirla tutta, qui sembra aver risolto il vento, che li dissemina lungo tutto il territorio, negli anfratti della macchia che fa da contorno alle coste e alle calette. Ce ne sono migliaia, fra bottigliette, buste, scatoline, flaconcini. Chissà, magari sono semplici dimenticanze di distratti turisti che lui, il vento, pensa poi a nascondere nella macchia. Ma non gli riesce granché bene. Perché sono troppi! Forse, non sono soltanto dimenticanze...&lt;br /&gt;Forse, un’invenzione di cui davvero ci sarebbe bisogno, e te ne accorgi proprio mentre osservi i resti plastificati dispersi nella macchia… sono contenitori, sempre rigorosamente in plastica, per escrementi umani!&lt;br /&gt;Lo so, sono un po’ rozzo, ma il modello usato per i cani andrebbe già bene. Ce ne saranno a centinaia, tutti contrassegnati con il loro fazzolettino di carta, quasi a indicarne la presenza, che popolo civile siamo diventati… Lasciamo lì il nostro escrementino, in bella vista, ma con la carta sopra! Così, chi passa, lo vede e lo evita. Come bandierine messe lì, in un campo di battaglia, del tipo di quelle usate in certe trasmissioni TV, “illuminanti” sulla questione guerra, col generale tutto preso a spostarle e ripiantarle dove serve. Forse, il generale dell’intervista via radio, saprebbe destreggiarsi bene anche qui… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4gx07VBLI/AAAAAAAAAB4/CTwJ4Owji2w/s1600-h/DSC05373.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246166656326370482" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4gx07VBLI/AAAAAAAAAB4/CTwJ4Owji2w/s200/DSC05373.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un gabbiano su uno scoglio.&lt;br /&gt;Si guarda intorno, sembra sia casa sua, quella. E in effetti, quella è!, casa sua. Siamo noi, gli ospiti. Di questo mare studendo, che si insinua fra isole fantastiche che, a disegnarne il profilo, non riusciresti a farle così. Si siamo noi gli ospiti. Anche suoi. Quelli che lo guardano, lo fotografano, gli girano intorno, gli buttano del pane da mangiare, da litigarsi coi pesci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Sulla barca che ci accompagna alla scoperta di calette apparentemente irraggiungibili, si parla fra i partecipanti alla gita. Siamo pochi, ma quasi tutti dipendenti pubblici.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Eh, il ministro Brunetta, antipatico da morire ma, in fondo, un po’ ha ragione&lt;/em&gt;…”&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;E io, allora? Che guadagnavo trenta mila lire a settimana, quando ho iniziato a &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4or-XdFoI/AAAAAAAAACI/NQpin05IDiM/s1600-h/DSC05223.JPG"&gt;&lt;/a&gt;lavorare&lt;/em&gt;?” (madonna, ma quanto tempo è passato? Avrà la mia età questo qui…)&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;E Benigni ha la casa proprio lì’, nell’isola di Santa Maria. Eh già, la vita è bella&lt;/em&gt;!”&lt;br /&gt;Quel gabbiano si avvicina. Non ascolta il vociare o, forse, non gliene frega niente. Gli tirano pezzi di pane e formaggio, arrivano anche i pesci, sono uno spettacolo. Si avvicinano in gruppo e mangiano, litigandosi quelle briciole.&lt;br /&gt;Un po’ come noi uomini, si accontentano delle briciole, litigandosele... Ma il gabbiano apre le ali e si getta sui pezzi più grandi.&lt;br /&gt;La barca ci costa un po’, qui è tutto piuttosto caro. Ma ne vale la pena. Chissà che ne pensa Brunetta, il ministro, qui i soldi si danno… come si dice? Cash!, e senza l’ingombro di ricevute. Qui non c’è assenteismo, qui si guadagna davvero. Ma il ministro avrà la sua barca, anzi, il suo yatch, che volete che se ne faccia di una barca così? A me, fannullone dipendente pubblico, non resta che pagare, coi soldi del mio stipendio misero ipertassatoallafonte, e riflettere che quel gabbiano la sa lunga. Eh si, perché a lui, del prossimo G8, importa poco. Lui se ne sta sul suo scoglio. Se glielo dovessero togliere, perché magari da fastidio alla barca di qualche potente terrestre, beh, lui se ne troverebbe un altro. Perché lui, il gabbiano, conosce il mare. E sa come fare per viverci sopra, in barba agli arroganti. E penso che una legge per regolamentare la navigazione, per esempio, andrebbe affidata ai gabbiani! Così come una legge per regolamentare la pesca andrebbe lasciata ai pesci. E così discorrendo, una legge su clandestini e immigrazione, andrebbe fatta scrivere non a possessori di barche e yatch, ma a quegli uomini e a quelle donne che arrivano sfiniti sulle nostre coste, consumati da settimane di stenti e di speranze messe a prova di morte continua. Loro si, la saprebbero lunga!&lt;br /&gt;Scadendo in basso di livello, ma molto… penso che una legge per combattere profittatori e assenteisti, fannulloni e furbetti, che pure ce ne sono, e tanti… andrebbe lasciata a chi, con quegli stessi fannulloni e profittatori del pubblico salario, ci va tutti i giorni a prendere il caffè. Non a ministri che girano con auto blu, contornati di segretarie e portaborse, lacchè e palestrati buttafuori. Gente che non sa nemmeno che fare la spesa all’Eurospin significa risparmiare qualche euro, alla faccia della pubblicità che fa lievitare i costi di tanti prodotti!&lt;br /&gt;La gita di oggi, però, con l’Eurospin c’entra poco. Ci costa 200 euro, 50 a testa, ragazzi compresi. Ma è un prezzo di favore. Certo, avessi voluto ricevute o altra robaccia del genere, con applicazione di IVA o altri insulti tipici, avrei pagato di più . Ma la meraviglia di questo posto fantastico, sarebbe rimasta quella. Concorro a evadere tasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando vado in vacanza in posti da sogno, come questo, mi viene spontaneo pensare che la gente non ci muore. Così, penso pure che a La Maddalena, la gente davvero non muoia. Come f&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4pql9evoI/AAAAAAAAACg/v2mYjvJD26k/s1600-h/DSC05571.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246176427654430338" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4pql9evoI/AAAAAAAAACg/v2mYjvJD26k/s200/DSC05571.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ai a morire in un posto così?&lt;br /&gt;Invece la gente ci muore eccome, me ne accorgo dai manifestini istati a lutto che, come in ogni altro posto, tappezzano alcuni muri della cittadina. Peccato, davvero ci credevo a questa favola…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui, ogni paesaggio è caratterizzato dai fichi d’india. E i recinti di terreni, spesso sono affidati a questi frutti, tipici di queste isole. A parte le spine, davvero un problema se non sei pratico, questi frutti sono davvero buoni. Ma a me sembra che non siano sfruttati per il meglio e per il loro valore. Nel senso che non mi accorgo di produzioni di marmellate, liquori, grappe, altro. Niente di niente, come se non esistessero.&lt;br /&gt;Il buon Troisi, genio forse incompreso, sicuramente sottovalutato e dimenticato del nostro folle tempo, in un pezzo comico di tanti anni fa, in cui si sosteneva che il Vesuvio fosse pieno di purè e, quindi, pieno di risorsa non sfruttata per Napoli, si arrabbiava e si batteva per sostenere l’esatto contrario. “&lt;em&gt;Ma qua purè e purè! Accà nu ci sta niente&lt;/em&gt;!”, gridava… Qui si potrebbe, forse, raggiungere un compromesso. Per la Sardegna non ci sarebbe purè, però… ci sono i fichi d’India! Originali, buoni, tipici, caratteristici, possibile mai non se ne possa fare una risorsa? Al prossimo G8 metterei la questione al primo punto. Ma, forse, provo a dire.. a lor signori di queste questioni interessa poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un sottile filo al quale si resta appesi, a volte. La forza di quel filo farà la differenza. Perché se non lo è, se non lo sarà, forte… non ti terrà più. C’è chi lo chiama Angelo custode, da piccolo lo pregavo tutte le sere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi abbiamo scoperto una caletta davvero stupenda. Subito via con le maschere, a inseguire pesci, a rubare fantastiche immagini che, dopo che le hai rubate, loro restano lì, a disposizione di tutti. E’ un bel rubare, quindi… &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4pPDs2L2I/AAAAAAAAACY/NHnBU9IWomg/s1600-h/DSC05226.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246175954601389922" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4pPDs2L2I/AAAAAAAAACY/NHnBU9IWomg/s200/DSC05226.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Parlo con un visitatore occasionale dell’isola. Mi racconta di come, il primo giorno, subito si fosse lanciato all’inseguimento di un sarago gigante.&lt;br /&gt;Nuotava, con la sua maschera e il boccaglio. Gli piace nuotare così, mi dice, e guardare sotto fra sassi, alghe, sabbia e fossili che fanno da fondale. Avvicinandosi all’altra parte della caletta, dove altri costoni di roccia dolcemente se ne entrano nell’acqua, mi racconta degli scheletri di ricci da portare a riva per la figlia. Era in acqua da più di mezz’ora, ormai. Mi racconta di come, dopo un po’, avesse cominciato a sentire troppo le variazioni di temperatura, fra una nuotata e l’altra, fra un costone e l’altro.&lt;br /&gt;Anche io non resisto più come un tempo nell’acqua del mare. Sarà l’età…&lt;br /&gt;Lui continua il racconto.&lt;br /&gt;Il freddo gli fa decidere di tornare indietro. Riattraversando lo specchio di acqua che lo separa da una costa all’altra della caletta, nuota deciso. Forse un pochino troppo. A metà, la sua testa gli comincia a fare strani pensieri. Inizia a preoccuparsi che possa vincerlo la fatica. La fatica…&lt;br /&gt;Appena un attimo prima la mente gli aveva fatto notare come l’acqua riesca a tenerti tranquillamente a galla e anche se dovessi stancarti lei, l’acqua, ti terrebbe a galla, dolcemente, per farti riposare, riprendere fiato, ripartire verso la riva.&lt;br /&gt;Ma quel giorno no. Quel giorno, la fatica sembrava farsi improvvisamente pesante. L’aria dal boccaglio, improvvisamente, non entrava più a sufficienza.&lt;br /&gt;Lui si sente affaticato, il suo cervello gli ordina che è proprio così, che la fatica sta avendo la meglio sulla sua ragione. Si ferma, mette fuori la testa e quella maledetta riva, adesso, sembra davvero troppo lontana, tanto da pensare che non riuscirà a raggiungerla.&lt;br /&gt;Un attimo prima non era così ma ora, ora, la sua mente lo convince che non ce la farà.&lt;br /&gt;Prova a togliere il boccaglio, cerca di prendere più aria di quanta ne ricevesse prima, ma invece dell’aria, dalla bocca entra acqua! Addirittura acqua! La mente lo persuade che il corpo non ce la farà, che la riva rimarrà lontana, che l’aria non basterà più, che ora berrà! E lo fa davvero, beve… Strappa con forza la maschera, la getta via, possibile che tutto debba finire così, che tutta stia finendo così, in questo modo idiota, e assurdo?&lt;br /&gt;Col cuore in gola, ancora acqua dal naso, nella gola, si sente mancare, andare giù, le forze, le forze!, stanno andando, eccole che se ne vanno, sta per gridare, sta per gridare, sta per gridare ma, chissà perché, sa pure che non lo farà, la mente è accesa solo per quella cosa idiota, inutile impennata di orgoglio, a ricordare la dignità! E non grida, non grida, sta per lasciarsi andare, si sente tirare verso il fondo ma solo una cosa gli resta chiara del suo futuro prossimo, l’ultima… che morirà così, senza un solo grido, bocca spalancata, urlo rattrappito, mente svuotata!&lt;br /&gt;Ma eccolo… il filo.&lt;br /&gt;Il filo, il suo filo, improvvisamente esce allo scoperto, sembrava perso, dimenticato, andato, anche lui, come la vita, ormai… Il filo… Il filo gli ripete “stai calmo, nuota lentamente e respira, stai calmo, nuota lentamente e respira…”.&lt;br /&gt;Lui si aggrappa al suo filo, lo ascolta, nuota lentamente e lentamente respira, adagio, con dolcezza, il filo gli indica la via, lo riaccompagna a riva, quella riva che solo un attimo prima sembrava irraggiungibile, lontana, inarrivabile. E che ora, solo ora, percepisci che lei se ne sta lì, serena, immobile, dolce e tenue, nell’infrangersi pacato delle onde sulla sabbia. Un infrangersi dolce, e incantevole. Come questa caletta, qui a Caprera.&lt;br /&gt;Il panico… questo buco nero della umana intelligenza, che tutto riduce, in un attimo, a un ammasso di idiozie. I tuoi pensieri, le tue riflessioni, le tue certezze, i tuoi valori. Eccoti qui, davanti al panico che ti prende, ti sovrasta e quella riva diventa lontana, irraggiungibile, la tua ultima immagine di questa vita. Ma il filo, ti riporta alla tua umana intelligenza, al controllo di te, ce la fa, ce l’hai fatta… e tutto, intorno, torna come prima. Come prima, come un attimo prima. Del panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornato a riva, sul suo asciugamano, bevuto un sorso di acqua dolce, fingendo un sorriso, riesce solo a dire… “&lt;em&gt;Non ci crederete, sono riuscito a perdere la maschera. L’avevo tolta un attimo, mi è sfuggita di mano, l’ho persa. Ora vado a recuperarla&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Il suo filo, anche per quella volta, l’aveva tenuto a galla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Correre, o anche solo camminare, da Caprera a La Maddalena nell’ora del tramonto è una emozione unica.&lt;br /&gt;Se non fosse per quei motorini a quattro ruote che si sono inventati di questi tempi, che ti sfrecciano vicini veloci e rumorosi e che ti fanno tornare alla&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4qUfSMKgI/AAAAAAAAACo/Ak2vycjCBFw/s1600-h/DSC05598.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246177147416750594" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_iEl65wSlVGM/SM4qUfSMKgI/AAAAAAAAACo/Ak2vycjCBFw/s200/DSC05598.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; mente tutto il tuo rancore verso il mondo cosiddetto civile, sarebbe una meraviglia.&lt;br /&gt;Mi accosto a un piccolo slargo dove pascolano, liberi e indisturbati, tre piccoli cinghialetti.&lt;br /&gt;Ma, di fianco, c’è una piccola colonia felina, saranno una ventina fra gatti adulti e gattini, sembra di stare a casa mia! Arriva una signora che porta loro da mangiare e da bere, è una delle colonie feline di Caprera, mi dice, quasi con un certo orgoglio! Ma lei “smadonna”, contro il comune, reo di non occuparsi di quei gatti.&lt;br /&gt;Il marito, rimasto al volante dell’auto, non scende. Bofonchia di far presto, di smetterla di lamentarsi, “ché lo fai tutti i santi giorni!”.&lt;br /&gt;La signora porta solo tanto amore a questi gatti. Il comune non ci pensa, questi gatti devono mangiare e bere tutti i giorni, che poi i cinghiali, quando lei se ne va, si mangiano e si bevono tutto!&lt;br /&gt;Eh già, cara signora, forse sono già tutti troppo occupati col G8.&lt;br /&gt;Al secondo punto dei lavori, metterei la questione “Gatti di Caprera”. Ma dubito che lor signori possano interessarsene. Forse, inizierebbero ad andare via tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia corsa diviene più determinata. Mi fermo al passo solo in un paio di occasioni, devo riprendere con cautela. Ma va già bene così. Solo, mi chiedo… passo davanti all’istituto Santa Maria dell’Agonia… termino la corsa, dopo una salita piuttosto impegnativa, ansimando, proprio davanti a un negozio di pompe funebri…&lt;br /&gt;Ma non sarà il caso, da domani, di cambiare percorso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una bella doccia e tutto passa, anche i cattivi pensieri. Però, dovrei insegnare ai miei figli che quando uno si toglie l’accappatoio, le maniche, le maniche!!!!… vanno rigirate nel verso giusto e non lasciate arrotolate al contrario.&lt;br /&gt;Glielo dico sempre, ma non imparano mai. Decido che l’unico modo per insegnarglielo davvero, sarà far trovare loro le maniche arrotolate al contrario. Proprio come le lasciano sempre loro. Solo così capiranno…&lt;br /&gt;Mi asciugo, mi rivesto, rimetto a posto l’accappatoio. Ma prima di andare, arrotolo al contrario le maniche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccoci di ritorno.&lt;br /&gt;Anche per quest’anno salutiamo questa meraviglia di isola, angolo di mondo che riassume il mondo.&lt;br /&gt;Prendo i giornali non appena scesi dal primo traghetto, entriamo in un bar per fare colazione e già riesco a rovinarmi questo inizio di giornata, mesto e malinconico, nella dolcezza dell’alba vista sorgere su Caprera e che lasceremo a Caprera.&lt;br /&gt;Mi ostino a chiedere il latte macchiato col latte freddo di frigorifero, lo chiedo in modo preciso, lo sottolineo, di frigorifero, ma niente… e arriva il solito bibitone mezzo stiepidito! Perché non chiedo altro? Un succo, un’aranciata, un bicchiere di Vermentino! Vabbè, è mattina, ma almeno mi accontenterebbero…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nave che ci riporterà in continente sembra uno spot della Warner e Bross. Ma dentro, di simpatico succede poco. Gente che si getta sui tavolini e sui divani liberi, che occupa posti per dieci anche se gliene servirebbero appena tre o quattro. Noi ci arrangiamo negli oblò. Abbiamo sonno, ci siamo alzati presto, c’è voglia di allungarsi un po’. Ma questo è un dormire circolare, con le gambe all’insù. Pazienza, farà bene alla schiena e alla circolazione. Del resto, non c’è altro.&lt;br /&gt;E’ l’emblema della nostra società contemporanea.&lt;br /&gt;Da piccolo, quando mio fratello finiva nelle colonie aziendali e noi si andava a trovarlo, la domenica, d’estate, sui prati di quelle colline, all’ora del pranzo, intere comitive si chiamavano a distanza, durante improvvisati quanto organizzatissimi, fornitissimi, inesauribili pic-nic sull’erba. Ci si invitava a voce, da lontano, ché quando ci si riconosceva ci si chiamava, non ci si voltava dall’altra parte. Erano tempi in cui ci si accontentava, c’era memoria del peggio e così si viveva e si lavorava più felici, anche a garantire la pensione ai più vecchi. Si andava allo stadio tutti insieme e ci si sfotteva senza mai (o quasi…) litigare.&lt;br /&gt;Ma eravamo appena usciti dalla guerra, c’era bisogno di stare uniti, vicini, insieme. Come a Natale o a Pasqua, quando ci si riuniva in famiglia e si era sempre in tanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, siamo più tranquilli, meno preoccupati e della memoria possiamo farne a meno.&lt;br /&gt;Le guerre le fanno altrove, abbiamo occupato sedie, tavolini e divani del mondo. E ci stiamo talmente comodi che chi rimane in piedi, scomodo, anche con bambini in braccio, che si arrangi! L’importante è garantirsi i propri privilegi. Anche quelli superflui.&lt;br /&gt;Arrivederci, arcipelago de La Maddalena! Riprendiamo la muta e discreta, quotidiana lotta contro scempio e prepotenza, ignoranza e arroganza, insolenza e ipocrisia di una società che, come questa nave, lenta e inesorabile avanza imperterrita verso la sua destinazione, un porto, certo. Ma dalla quale tutti, chi prima chi dopo, dovremo scendere. Comunque, prima o poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comitato di accoglienza per dipendenti pubblici di rientro dalle vacanze-lampo, ci da il consueto e atteso benvenuto.&lt;br /&gt;File chilometriche sul Grande Raccordo Anulare, camion in lunga fila che sfiatano di lato nuvole di scarichi tossici, ci vogliono due ore per riprendere l’autostrada verso casa. Qui, il bis, con nuove code dovute a traffico intenso e a lavori in corso.&lt;br /&gt;Ma non desistiamo. Abbiamo ancora due giorni di ferie e li passeremo, dopo una sosta a casa per dar da mangiare ai gatti e al cane e per riempire di acqua fresca le loro ciotole, al paesello in Umbria, dove l’8 settembre c’è la festa.&lt;br /&gt;Non è per l’armistizio badogliano del ‘43, ma è per la festa della Madonna locale (credo di Gabriello, ma non ci giurerei…). Intanto, divampa la polemica sui ragazzi di Salò. A dire il vero, sono anni che divampa. Da quando, nel nome della riappacificazione sociale e del revisionismo buonista che ci affligge da anni, questi veri e propri traditori dell’Italia furono accostati ai partigiani. Rispetto pieno per chi muore, rispetto totale per il dolore dei propri cari. Ma giustificare certe scelte solo perché, nel loro nome, si è deciso di morire, proprio no. Il sangue del tuo popolo non si baratta con una ideologia.&lt;br /&gt;E’ quello che fecero costoro, dando in pasto alla belva nazista i loro nemici, politici o razziali. Avrebbero sterminato e mandato a morire nei lager gassificatori migliaia di loro coetanei e non, stesso sangue, stesse usanze, stesse Madonne di Gabriello da festeggiare, la sera, ballando tutti insieme. Lo hanno fatto e lo avrebbero rifatto. In nome della loro scelta. Fascista, filo-nazista, lucidamente violenta e antipatriottica. Semplicemente, servi dell’invasore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’8 settembre a Parrano è altra cosa.&lt;br /&gt;Si balla in piazza, al ritmo di walzer, mazurka, mambo, tango, rumba, paso doble e ciaciacià! Non manca mai l’hully gully (ammesso che si scriva così…).&lt;br /&gt;Giovani, anziani, bambini alle prime armi, tutti accomunati da quel semplice stare insieme, da quel fluido roteare intorno la pista da ballo. La fisarmonica impazza, ti viene da gettarti nella mischia sebbene, a guardarli, questi ballerini di provincia meritino il massimo rispetto, non puoi confonderti troppo a loro, perché loro ce l’hanno nel sangue, questi balli, tu no. Tu puoi provare, riuscire a cavartela, dignitosamente, senza sbagliare troppo ma poi devi lasciare spazio a loro. E goderteli, se ce la fai. Perché sono belli da vedere, uno spettacolo nello spettacolo. Fuochi pirotecnici illuminano il cielo già stellato di suo e ti chiedi perché ancora bruciare così soldi per razzi e mortaretti illuminanti che rievocano guerre stellari e ogni anno chiedono il loro tributo di morti sul lavoro. Ma ogni volta, alla fine, ti metti lì e li guardi. Ipnotici, belli, ti ammaliano ogni volta di più, ogni volta di meno, forse, meglio lo scorso anno. Poi, di nuovo il ballo.&lt;br /&gt;Adesso c’è meno gente e allora anche i ballerini più discreti si fanno avanti, non c’è più ressa, si può fare. Ed eccoli, finalmente…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quei due ragazzi conosciuti poco più che bambini, eccoli!, che iniziano a ballare.&lt;br /&gt;Si divertono, ballando, si guardano negli occhi come tanti anni fa, la prima volta che li hai visti insieme. Loro si, lo sanno fare... Amarsi, ballando. Ballare, amandosi...&lt;br /&gt;Divertono lo sguardo, giocano, fingono movimenti, poi se ne vanno, sulle ali della loro gioventù, che sta maturando, che sta per dare il proprio frutto. La pancia di lei tradisce un’attesa, ma la loro dolcezza alleggerisce tutti i volteggi, fino a farla sembrare un piccolo cuscino sul quale lasciar riposare il corpo di lui. Belli, come solo qui, in posti come questo, puoi vederli. Lontani anni luce dal coattume delle città, teste rasate e beauty center, autoradio a palla e linguaggi tamarri, goffaggine e sciatteria, rime da canzonette in odor di malavita e reality show. Stridenti a tutto ciò, meriterebbero il primo posto sempre e ovunque. Stasera, cari ragazzi, il primo posto ve lo concedo io. Nel mio cuore, nei miei occhi, nel mio desiderio di fortuna, tutto per voi. E che la vita vi possa scivolare addosso come fosse solo, e sempre, una meravigliosa vacanza di mare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' sr
