martedì 17 novembre 2009

Liberi da cosa?

Si sono svolte domenica 15 novembre le elezioni in Kosovo dove, c'è da dire, la "democrazia" sta dando i suoi frutti. Infatti, come nei maggiori stati democratici al voto è andata meno della metà degli aventi diritto (45 per cento su 1 milione e mezzo di albanesi).
Per questa parola, "democrazia", c'è poca affinità dunque, con la parola "libertà" che, notoriamente, è sinonimo di partecipazione!!!
Svariati partitini retti da ex criminali di guerra, giocando alla politica si contendono la vittoria, in perfetto stile nostrano. Tutti hanno vinto nessuno ha perso. A perdere, in realtà, sono i kosovari tutti, albanesi e non, in quanto il Kosovo è ormai la controfigura della terra che era. E il trucchetto, ormai, lo stanno scoprendo (alla buon'ora!!!) anche molti di quelli che hanno osannato l'indipendenza dichiarata unilateralmente e contro ogni diritto internazionale nel febbraio 2008.

Ma tanto basta ai governi occidentali per accreditare come democratico un narcostato, violento e illegale!
I pochi serbi rimasti hanno quasi completamente disertato le urne, ovviamente non riconoscendo legalità a queste elezioni farsa. Ma è significativo come nelle zone più interne, come ad esempio Gracanica (di fianco la foto del monastero) e Strpce, si siano raggiunte quote dal 30 e del 23 per cento dei serbi aventi diritto (in pratica, poche centinaia di votanti).

Questo dovuto un po' alla paura di rimanere ancora più isolati dal contesto, un po' per rafforzare il peso della presenza serba in Kosovo, cosa che viene a più riprese chiesta dai serbi delle enclavi e dalla chiesa Ortodossa, ultimo bastione resistente, vero e unico faro dei serbi che continuano a vivere, fra milioni di difficoltà, in Kosovo. Ruolo che la morte del patriarca Pavle (un "sant'uomo", ci confidano molti amici serbi), avvenuta domenica, all'età di 95 anni, dopo 19 anni di patriarcato, rende ancora più centrale.
Intorno alla chiesa Ortodossa ruota, infatti, tutto ciò che resta dei serbi e della Serbia nel Kosovo di oggi. Inoltre, cosa da non sottovalutare per il carico simbolico che l'evento porterà con se, il prossimo patriarca dovrà essere ufficializzato, come vuole la tradizione ortodossa, proprio nel patriarcato di Pec. Cioè, nel pieno di quel Kosovo e Metohija che continua ad accreditarsi al mondo come "liberato". Ma da chi e da cosa, dopo queste elezioni, sembra semplice per tutti da capire... Dal diritto, dalla legalità, dalla partecipazione.

7 commenti:

Lina ha detto...

Alex ti ringrazio !!!!
finalmente delle sante parole veritiere !!!
se non ci fossi tu non so' cosa farei per inventarne uno uguale !!!!

Anonimo ha detto...

Si sente sempre da ambienti della sinistra radicale -scuola dei vari Iacona, Remondino e di quel giornalismo che quando va bene racconta i fatti visti con un occhio solo- la stessa minestra trita e ritrita dell'ingiusto bombardamento della Nato, della violazione del diritto internazionale, dell'illegalità che regna in Kosovo(come se i serbi non fossero i primi a fare affari in Kosovo)e di tutte le altre corbellerie che anche in questo articolo si dicono..
Ma il dubbio che tutto sia incominciato per volontà del criminale Milosevic, delle forze paramilitari e dei semplici cittadini-informatori serbi, non vi viene in mente??? delle barbarie e atrocità commesse nei primi anni novanta, nulla? capisco che è molto più comodo accantonarle per raccontare fattarelli da bar dello sport.... Mi pare di capire che anche lei ha gli occhi bendati e che come i seguaci di zio Berluska, mastica e rimastiche sempre le stesse sciocchezze pur di portare alta la bandierina del partito. E' arrivato persino a mettere in ridicolo la posizione di un uomo di spessore e fervido oppositore del regime di Milosevic come Velickovic. Ritornando alle elezioni locali, ritengo che siano state un successo, considerati i risultati raggiunti nelle municipalità a maggioranza serba e il boicottaggio dei radicali serbi.La libertà non passa da chi si è piegato al volere di Belgrado, ma da coloro che hanno deciso con la propria testa di seguire il minore dei mali e di non vivere più nel mito epico della piana dei merli e nelle storielle raccontate dalla lontana capitale serba.
Saluti,
Giorgio

P.S.
sul blog Kosovo:la voce del coniglio sono contenute altre testimonianze che mi paiono essere più articolate e veritiere...

Francesco Andreini ha detto...

Non capisco perché Giorgio se la prenda tanto con questo articolo. Nessuno credo voglia dimenticare chi ha iniziato. Potremmo anche arrivare ad Adamo ed Eva... La domanda è: visti gli "investimenti" internazionali in questo "Paese" di poco più di un milione di abitanti, siamo riusciti a dieci anni di distanza a modificare la vita reale della maggioranza dei cittadini? I diritti di cui si parla nella carta dei diritti dell'uomo sono garantiti per TUTTI? Se non è così ci chiediamo perché siamo sempre così rapidi ad iniziare "certe" guerre...
Francesco Andreini - Siena

Anonimo ha detto...

caro Giorgio, sottolineo alcune sue frasi...
"... accantonarle per raccontare fattarelli da bar dello sport"

i miei "fattarelli" sono la scomparsa di civili serbi anni prima della guerra (che vedete come minore dei mali). Se lei ama definire così queste tragedie, non so che dirle, siamo lontani e ne sono felice...

" ...che anche lei ha gli occhi bendati e che come i seguaci di zio Berluska, mastica e rimastiche sempre le stesse sciocchezze..."

anche qui, siamo lontani. Il fatto che zio Belruska abbia votato compatto all'epoca con lo zio D'Alema non le riesce proprio a dire nulla, vero?

" ...mettere in ridicolo la posizione di un uomo di spessore e fervido oppositore del regime di Milosevic come Velickovic"

(ah, ora ho capito tutto...) E quando, scusi, lo avrei messo in ridicolo? quando gli ho chiesto se all'epoca dei fatti le maggiori città serbe erano rette dalll'opposizione a Milosevic e lui mi ha risposto di si?
O quando gli ho fatto notare che la sua opposizione era solo un'occasione in più per dare vita a strumentalizzazioni?

"...hanno deciso con la propria testa..."

Ne è proprio così sicuro?
A leggere cosa scrive, sembrerebbe che la vera propaganda sia stata fatta al contrario!!! A parte che mettere sullo stesso piano Iacona e Remondino, a livello di tipo di informazione, la dice lunga sulla superficialità e l'ottusità con la quale si continua ad affrontare il problema, penso, e continuerò a farlo, che Milosevic è stato scambiato per un piatto di lenticchie. Se si vende l'anima di un popolo, e in Italia lo sappiamo bene, non si tornerà più indietro.
Vi siete tolti Milosevic, lei e Velickovic, ma non parlate più del Kosovo e di come vive la vostra gente laggiù. Roba chela maggior parte dei giovani di Belgrado non sa neppure dove sta, il Kosovo. E la chiamate libertà...
ADM

Lina ha detto...

tutte queste persone che ci tengono tanto a dire che il kosovo è questa patria meravigliosa in cui si vive come in paradiso (i mafiosi e i criminali concordano con voi) sono disposti ad aiutare anche con un solo centesimo tutti i bambini serbi che muoiono nelle enclavi senza acqua e senza luce o addirittura da pallottole di cecchini o saltati per aria sullo scuola bus ?
qui ci sono le prove
http://balkan-crew.blogspot.com/2009/04/kosovo-me-fat.html
e il documentario non l'ha fatto ne iacona, ne remondino
scommetto pero' che troverete da dire anche su questi giornalisti perchè dire agli altri che fanno una minestra trita e ritrita quando si sparano sempre le stesse cose è un po' troppo alla luce dei fatti

Anonimo ha detto...

Parole sante anonimo,
questi coglionazzzzi,quando si tratta di Putin amico di Berlusconi,ci vanno giu duro dittatore ex Kgb,quando lo invocano i serbi buoni come agnelli e un salvatore di popoli,
a ippocritiiiiiiiiii!

Solo una incorreteza da parte tua,
Antoni Russo il giornalista di Radio Radicale(mi si stringe il cuore solo a pensarlo,perche l'o conosciuto a Ischia nel 2001,li chiesi un autografo e lo conservo gelosamente) era un grande difensore della causa albanese-kosovara,cosi come il Partito Radicale con Panella.
Per il resto e tutto come te descritto.
Saluti!

Alessandro Di Meo ha detto...

caro anonimo che fai l'educato e invii saluti alla fine, mi si stringe il cuore a doverti annoverare fra gli incivili che, evidentemente, rappresenti benissimo. Coglioni, è vero, lo siamo, perchè alla fine questo è il mondo degli anonimi come te, che si nascondono per dire idiozie. Ipocrita poi... inutile commentare... l'ipocrisia sta nelle cose di ogni giorno, e nel Kosovo attuale, quello "indipendente" (da chi e da cosa ce lo spiegherete un giorno, bontà vostra...) ce ne è proprio tanta, ma così tanta che mi sorge il dubbio che fra i coglioni ci siate dentro anche voi!!!
Alessandro (l'autore del post)