giovedì 3 dicembre 2009

Kosovo e Metohija, è scattato l’allarme!

L’allarme è scattato.
La Nato, padrona della politica estera di molti paesi, fra i quali il nostro, l’Italia, sia essa di Berlusconi, di Fini, di Prodi o di D’Alema, chiama a raccolta. Servono più militari in Afghanistan e, nonostante il disperato appello a Obama di Michael Moore, vedrete che li manderanno. Solo che l’Italia li prenderà soprattutto dal Kosovo, ormai in completa svendita, che sta per essere abbandonato anche da Belgrado, ancora una volta imbrogliata da un piatto di lenticchie, come la prossima liberalizzazione dei visti, tenuta sotto scacco dalla paura di guastare i rapporti con la comunità europea.
Sarà inutile, dunque, il prossimo viaggio a Roma e a Bruxelles di padre Sava, vescovo delegato della chiesa ortodossa serba e di padre Teodosije, vescovo di Dečani, per chiedere che le forze Kfor a tutela dei loro monasteri non smobilitino?
Senza una presa di posizione forte e chiara soprattutto di quelle realtà associative della società civile non colluse con la spartizione dei fondi, di provenienza USA e Germania, riversati nell’area con intento evidente di favorire quell’associazionismo la cui attività di fatto avalla la indipendenza unilaterale, puntualmente proclamata… senza una presa di posizione di queste realtà che da anni si sono impegnate per ristabilire la verità storica di quanto accaduto nella ex Jugoslavia e in Kosovo e Metohija, forse si, sarà inutile.
Perché tutti i monasteri e, di conseguenza, i villaggi serbi che ancora resistono in Kosovo e Metohija, il Kosovo e Metohija in mano ai criminali di guerra, narcotrafficanti, capi clan mafiosi dell’ex Uck, saranno abbandonati al loro destino.
Forse, non i più famosi, come Dečani o Gračanica o come il patriarcato di Peć, che potranno rappresentare un business, in futuro, anche per gli albanesi, che proveranno a trasformarli in loro patrimonio culturale, cosa che, di fatto, l’Albania ha già provato a rivendicare. Ma per quelli più piccoli, miracolosamente scampati ai vari pogrom anti serbi, dal giugno del 1999 fino a oggi, passando per il 17 marzo 2004, c’è il serio rischio della distruzione e cancellazione più completa, anche dalla memoria.
E non servirà la presenza Eulex a difenderli, insieme alle ultime famiglie di serbi rimasti nelle enclavi. Erigendo e controllando dogane, con la scusa dei traffici malavitosi verso la Serbia, ha reso inutile la stessa richiesta presentata dal governo di Belgrado alla Corte di giustizia internazionale sulla legittimità dell’indipendenza proclamata unilateralmente in Kosovo nel febbraio 2008. Il verdetto pare già scritto ma, in ogni caso, la richiesta si ridurrà a puro esercizio di demagogia. Impensabile, infatti, si possa tornare indietro restituendo realmente il Kosovo alla Serbia. E quelle famiglie rischiano di venire spazzate via e per sempre. Un popolo, verrà definitivamente cancellato dalla propria terra.
Ma che popolo siamo diventati, noi italiani, che non riusciamo a indignarci più, se non davanti a una fiction televisiva o a un reality show?
All’inizio, preda delle menzogne di governanti a tempo, messi al loro posto da manovre in perfetto stile Cia, Cossiga insegna!, basta andare a rivedere le sue manovre di bassa politica per permettere di insediare un governo di “sinistra”, quello di D’Alema nel 1998, per non andare a elezioni anticipate, governo poi protagonista nella guerra alla Jugoslavia, sia nel concedere e usare per la propria aviazione le basi per gli attacchi aerei, come Aviano, dove centinaia di persone si affollavano per gustarsi lo spettacolo della guerra in diretta… sia tenendo a casa milioni di persone che non scesero in piazza contro il “loro governo”, complice dell’infame aggressione a un paese sovrano, che non ci aveva attaccato, e che si fece beffe della Costituzione…
Dopo, tutti concordi nell’inviare truppe in missione di pace, truppe che ben presto si resero conto del raggiro, dell’imbroglio, prendendo pian piano le parti dell’unica parte realmente colpita, i serbi!, la cui espulsione ha origine già ad inizio secolo, quando erano il 40% della popolazione di Kosovo e Metohija, ma che basterebbe riconsiderare, alla luce dei fatti accaduti, a partire dal 1981!...
Ora, dopo averli illusi della possibilità di resistere nella loro terra e in quella dei loro padri grazie alla nostra presenza militare, ammirata e apprezzata in questo decennio proprio da quei serbi che furono descritti come nemici, ora… abbandonandoli al loro destino, lasciandoli nel vuoto più assoluto, dove rischieranno di scomparire.
Tutto perché il padrone americano ha fatto un fischio. E’ iniziata la gara a chi dimostrerà, ancora una volta, di essere il più affidabile. Dini o La Russa, poco cambia.
In questo quadro viene da chiedere, provocatoriamente… possiamo affermare che ci resta difficile dissentire dai risultati del referendum svizzero su “moschee e minareti”?
Se la comunità internazionale, infatti, si dovesse comportare sempre come nel Kosovo e Metohija…
avallando la mutilazione di un paese, la Serbia, di una delle sue parti più importanti, culla della propria civiltà…
avallando espulsione e pulizia etnica dei serbi, ma pure delle altre etnie minori, degli oppositori politici e non, anche albanesi (chi conosce la storia di Ibraj Musa, ex partigiano morto da pochi giorni, profugo in patria, difensore della Jugoslavia e amico di tutti i suoi popoli, ma nemico dell’Uck, che gli ha quasi sterminato la famiglia?)…
avallando distruzioni di chiese e cimiteri ortodossi, patrimonio culturale dell’umanità intera, dopo che i serbi hanno tollerato, accettato, condiviso, convissuto da sempre nel Kosovo e Metohija con altre etnie e religioni, consentendo, quindi, la “costruzione di nuovi minareti e nuove moschee”, beh… ci sarebbe poco da stare tranquilli!
Allora, vista la presenza di una forte comunità kosovara albanese nel loro territorio, viene da chiedere, sempre provocatoriamente… ma non avranno ragione gli svizzeri?

1 commento:

Lina ha detto...

ma ke dici alex ?
non c'è piu' niente da fare in kosovo.. i nostri militari si annoiano !!!!!

http://www.samopravo.net/2009/09/27/la-pacchia-e-finita/

e non sono daccordo sull'ultima frase..
la svizzera si sta comportando come l'america
è solo questione di soldi
anche hitler ha ammazzato gli ebrei per la stessa ragione
ovunque vi sono popolazioni, gruppi, persone che muovono danaro.. bè.. quelle.. in un modo o nell'altro.. vanno eliminate